La felicità

«Abbiamo soltanto la felicità che siamo in grado di capire».
Maurice Maeterlinck

5 Risposte

  1. Quanto è vera, nella sua semplicità, questa riflessione! DIPENDE TUTTO DA NOI….

  2. Sonetto LIX.

    “Se nulla è veramente nuovo, ma ciò che è
    è già stato prima, come s’inganna la nostra mente
    che, nello sforzo di creare, erroneamente porta
    un’altra volta il peso di un figlio che già esiste!
    Potesse almeno un segno, con ritroso sguardo
    anche di cinquecento succedersi del sole,
    mostrarmi la tua effigie in qualche antico libro
    quando al pensier fu dato per primo un segno scritto.
    Così potrei scoprire che diceva il vecchio mondo
    di questa prodigiosa creazione del tuo corpo,
    se abbiamo progredito, se loro erano migliori,
    o se il ciclo della vita si ripete sempre uguale.
    No, sono sicuro, i dotti dei tempi antichi
    elargiron alte lodi a soggetti assai men degni.”
    (William Shakespeare)

  3. Sono d’ accordo con il grande Maeterlinch, per quello che scrive…. .

    Però non ho mai sentito, almeno per me, che qualcuno fosse felice.

    La terra è un luogo di dannati, ahahaha. Scherzo !

    Abbiamo esperienze di gioia, di piacere, di gusti, di divertimenti, di pace, di serenità…, ma in fondo la felicità che cosa è, il regno sconosciuto, al pensiero dell’ uomo.

    .E’ un’ esperienza oltre l’ umano, pertanto, l’ operazione è divina.

    Dobbiamo, forse, chiedere aiuto al Logos, perchè è sua.

    LA FELICITA’ SI PUO’ IDENTIFICARE, SOLO NEL MOMENTO IN CUI L’ UOMO E LA DONNA, SI INNAMORANO, COL SESSO E SENZA SESSO.

    Forse è l’ amore il segreto, della felicità.

    Esso è l’ archetipo che vince la sconfitta della vita e il dolore del mondo.

    L’ amore esprime la resurrezione dell’ anima, l’ odio esprime la sconfitta e la morte dell’ anima.

  4. Sonetto LXXIII.

    In me tu vedi quel periodo dell’anno
    quando nessuna o poche foglie gialle ancor resistono
    su quei rami che fremon contro il freddo,
    nudi archi in rovina ove briosi cantarono gli uccelli.
    In me tu vedi il crepuscolo di un giorno
    che dopo il tramonto svanisce all’occidente
    e a poco a poco viene inghiottito dalla notte buia,
    ombra di quella vita che tutto confina in pace.
    In me tu vedi lo svigorire di quel fuoco
    che si estingue fra le ceneri della sua gioventù
    come in un letto di morte su cui dovrà spirare,
    consunto da ciò che fu il suo nutrimento.
    Questo in me tu vedi, perciò il tuo amor si accresce
    per farti meglio amare chi dovrai lasciar fra breve.
    (William Shakespeare)

  5. Abbiamo soltanto la felicità che siamo in grado di

    GODERCI…

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