L’infelicità al tempo dello spread. Interessante riflessione dell’amico Raffaele La Capria

Bolli, multe, conguagli: il vocabolario molesto della crisi

Si parla di ricchezza e felicità e ci si domanda se la ricchezza rende felici. Felicità è un parola troppo grande, comprende troppe cose, e certamente è incommensurabile con la ricchezza. Tuttavia, anche a rischio di apparire banale, penso che a me basterebbe poco per essere più spensierato. E chi è spensierato è probabile che afferri, se gli si presenta, quel tanto di felicità che la vita può concedere. Ho detto che a me basterebbe poco. Quanto? Beh il quanto è soggettivo, dipende dalla situazione, dalle circostanze. Se uno ha una grave malattia da curare, se uno ha più persone a carico, e così via, tutto questo va messo in conto per stabilire quanto. Ma c’è anche un dato oggettivo, per esempio l’appartenenza a una certa classe sociale, mettiamo il ceto medio, pesantemente tassato in quanto tale, con tutti gli obblighi che impone, obblighi che se non li osservi ti complicano la vita con conseguenze talvolta disastrose. La pensione che ricevi crea anch’essa differenze e spesso delle vere e proprie ingiustizie che ti mettono in uno stato di aperta ribellione contro il sistema che le ha determinate. Quando ho letto il libro La Casta di Stella e Rizzo, mi si sono rizzati i capelli in testa. Se a tutti gli italiani quel libro ha fatto l’effetto che ha fatto a me, direi che saremmo pronti a una rivoluzione simile a quella francese contro la Versailles dei privilegiati che prendono pensioni dieci e venti volte superiori alla mia. Sono sicuro che nessuno di questi privilegiati sia felice in proporzione all’entità della sua pensione, probabilmente sono più felice io, ma certo da un punto di vista pratico, il privilegiato sta meglio di me.

Mai come oggi in tempo di crisi si parla tanto di soldi. Si dice che parlare di soldi sia volgare: ebbene, oggi viviamo nell’era della volgarità. Non si parla d’altro che di soldi, di spread, di debito pubblico, di finanza e finanziamenti, di default, che poi sarebbe il fallimento, (ma dire default forse attenua l’impatto con la parola), e insomma di farcela o non farcela ad arrivare alla fine del mese. Si parla di tutto questo, ma non si sa bene di che si parla quando se ne parla, resta solo il disagio. Il disagio non è solo quello della nazione ma anche quello del singolo che non sa più a che santo votarsi, non sa quali sono le forze che lo dirigono e che lo portano verso quell’abisso che viene puntualmente evocato come uno spauracchio. Mai come oggi il cittadino comune viene sballottato di qua e di là, mai come oggi il cittadino di classe medio borghese, in cui m’identifico, quello per intenderci che paga le tasse, è stato più indifeso e in balia delle altrui pretese. E non parlo soltanto dell’affitto troppo alto, della luce, del gas, del telefono, della benzina troppo cari (come fai a dire è troppo caro, pagare non posso?), parlo anche del suo essere indifeso di fronte a tutti coloro che fanno parte di una corporazione, che oggi sono potenti come nell’antichità lo erano i sacerdoti o i militari. Parlo dei notai, degli avvocati, dei medici, dei dentisti, dei commercialisti et similia. Di costoro il cittadino medio borghese indifeso ha bisogno, ma anche a loro come può dire: la tua tariffa è troppo alta, non ce la faccio a pagarla? Come fa il cittadino indifeso a controllare se è giusto quel che loro mettono nel conto? Chi può discutere la parcella di un avvocato, la notula di un notaio, la distinta spese di un commercialista? Non puoi, sei nelle loro mani, sei tu che li hai scelti, il mercato è il mercato e li fa lui i prezzi, e così via. Ecco sono queste le forze che sballottano il povero cittadino comune, soprattutto oggi che c’è disperazione economica e mancanza di moneta corrente.

 Si dirà che sto scoprendo l’acqua calda. Lo so, lo so, dico cose ovvie, ma io voglio solo far notare che chissà dove, chissà come, chissà perché, c’è sempre qualcosa di burocratico tra te e i pochi soldi che hai in tasca, sia esso il bollo, la bolletta, la percentuale, l’assicurazione, l’ingiunzione, la multa, il conguaglio, c’è sempre qualcosa che si intromette e cerca di portarteli via fino all’ultimo, e rende per te difficile non dico la felicità, che è chieder troppo, ma quello stato di serenità necessario a ogni uomo per dare il meglio di sé, e soprattutto a un artista o a uno scrittore consente di lavorare senza troppe di queste zanzare che continuamente lo punzecchiano.

L’indifeso cittadino comune, chi lo difenderà da tutte le forze burocratiche o corporative cui accennavo, e persino dallo Stato stesso quando impone tasse o tariffe demenziali? Sua difesa dovrebbe essere una democrazia funzionante che a tutti dovrebbe garantire pari diritti e pari opportunità in cambio di pari doveri. È lui, il cittadino indifeso, che elegge i suoi difensori votando per questo o quel partito, per questo o quel politico da cui si sente rappresentato. La sua vera difesa dovrebbe essere lo Stato di diritto, e dovrebbe essere lo Stato di diritto a garantirgli la possibilità, qualora si presentasse, di essere felice. Dovrebbe. Ma lui non appartiene a nessuna lobby e dunque per lui la cosa è più complicata. Eppure il diritto a perseguire la felicità è essenziale, è uno dei primi articoli della Costituzione americana, dopo il diritto alla vita e quello alla libertà.

Raffaele La Capria

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7 Risposte

  1. Raffaele La capria, oltre ad essere , un sommo letterato ; è l’ anima onesta dei cittadini italiani. Il suo scritto è di una bezza adamantina e di una profondità, che fa molto meditare.

    Siamo in una dittatura finanziaria, quando, i nostri parlamentari, si sono fatte delle ” leggine,” per legalizzare il furto e l’ evasione.

    LO STATO ITALIANO EROGA OGNI ANNO, DUE MILIARDI E DUECENTO MILIONI DI EURO, AI PARTITI. IN LIRE SAREBBERO QUATTROMILA MILIARDI.

    Dopo due anni e mezzo, possono andare in pensione, con stipendi, da capogiro. Io non sono invidioso, nella vita, però mi dà fastidio la morale.

    Una donna che si prostituisce, sono fatti i suoi… . però se incontra una ragazza, che indossa la minigonna e si scandalizza, mi fa arrivare il sangue, in testa.

    Così i nostri parlamentari, non possono insegnare il sacrificio, NON POSSONO INSEGNARE L’ ONESTA’ ; non possono insegnare di essere veri, nella vita ; non possono insegnare, che i veri valori sono altri e appartengono all’ anima.

    In questo periodo storico della nostra esistenza, LO STATO ITALIANO FA GUERRA AI CITTADINI.

  2. qualche giorno fa ad un programma tv c’era un uomo che raccontava i suoi problemi e la sua famiglia per la crisi. In questi anni di crisi io sono sempre stata perplessa, perché per me pur vivendo ad un livello sociale basso economicamente e avendo vissuto il passato quando si era veramente poveri e privazioni, per me non cambia nulla. Io peso che la gente non è abituata ad affrontare queste crisi, perché prima non avendo problemi era abitata bene. Oppure si lascia prendere dall’aria pessima che c’è nell’aria, attraverso la tV e internet con l’enorme quantità di notizie negative. Ho l’opinione che le autorità governanti sia politiche,religiose e sociali, come se hanno anestetizzato la gente o meglio la mente, fino a che la gente non è in grado di reagire ai cambiamenti. Di conseguenza non usano la ragione o la logica per affrontare le avversità. Se l’Italia c’è l’ha fatta a rialzarsi dopo la seconda guerra mondiale, questa crisi, non è niente in confronto al secolo scorso. Perché la gente non comprende bene i meccanismi della comunicazione che c’è. Secondo me la società di oggi o le generazioni di oggi non ha letto abbastanza la storia. come diceva un proverbio, bisogna imparare dalla storia, per capire come comportarsi nel presente. Bisogna dire però che i governanti di oggi hanno creato uno stato troppo critico e negativo in cui il cittadino non può fare niente, si sente perseguitato, controllato e fallimenti nel lavoro. Come predicava Emerson, Schiller e altri, bisognerebbe ritornare alla natura……….come eravamo prima……….ma forse dipende come vive la persona, come ha impostato il suo modo di essere, io per esempio vivo di più l’aspetto interiore che materiale….anche se ho molti problemi.

  3. Mi permetto di riproporre questo video!!! Auguro a tutti Una Santa Nottata!

  4. Stiamo passando (o meglio dire sprofondando) dal modello di “Uomo teoretico” dedito al servizio della scienza,a quello dell’uomo cibernetico dedito allo studio del grafico,sondaggio,insomma della pura apparenza.

    Riassumendo, quando infine la struttura positivista cede,preda delle sue incongruenze,di quelle “crepe” che ne intaccano le fondamenta … ecco spuntare fantasmagorici termini economici, pallidi spettri pronti ad invadere milioni di tubi catodici per penetrare,come timpani stonati,nelle menti umane.

    Ma come ricorda Nietzsche :”La cultura alessandrina esige,per poter durare di schiavi:ma essa nella sua concezione ottimistica dell’esistenza,nega la necessità di una tale classe e perciò va lentamente incontro,quando sia esaurito l’effetto delle sue belle parole lusingatrici e rassicuranti circa la <> e la <> ad una terribile distruzione.Non c’è nulla di più spaventoso di una classe barbarica di schiavi che abbia imparato a considerare la sua esistenza come ingiusta e si prepari a far vendetta non solo per sé,ma per tutte le generazioni (da sottolineare direi,guardando l’evolversi della situazione politica italiana)

    Il male sonnecchiante in grembo alla cultura teoretica comincia lentamente ad angustiare l’uomo teoretico ( ormai molto di più con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione)”

    Il filosofo Tedesco pensava quindi ad uomo capace di vivere risolutamente,”un fiero uccisore di draghi” che come un vero e proprio campione tragico sapesse ritrarsi,squarciare le seducenti divagazioni,le fumose (in)certezze della scienza ….
    e per molti versi io credo che ogni uomo debba infine “pregare” perchè questo avvenga.

    L.Caliò

  5. nota
    * tra sta scritto “dignità dell’uomo” e “dignità del lavoro”
    pubblicando il commento sono sparite. =)

    Un caro saluto

  6. Ma prima che sti sapientoni si inventassero lo
    spread, com è che si faceva ad essere felici?!!!

    boh!!! nun ricordo…
    a volte ho dei buchi nella memoria…

    spread?
    che cosa?
    che cos ‘è lo spread?

    ho dimenticato lo spread
    e mi è tornata in mente
    la FELICITà…
    ….a volte la testa!!!!

    ps: Sti sapientoni parlano sempre con numeri e sigle:
    spread, Pil….
    basta uscire di casa per vedere
    che siamo nel me..lma!!!

    Bisogna essere dei sapientoni per arrivarci,
    se non ce lo dicessero loro con le loro statistiche
    e piani di risanamento di quell e quell altro….

    Ma perfavore andate a prendervela in du cul…atello,
    la volete anche voi una fettina di culatello?

    Tanto ormai abbiamo le pezze al cul…o
    tanto vale approfittarne!!!

    chi gradisce:

    gratis..direttamente
    dal sangue che ci stanno svenando…
    non si butta via niente, ovviamente!!!!

    offre la casa….

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