La bellezza… per Nicola

Ritratto di Fëdor Dostoevskij. Opera di Vassilij Perov (Galleria Tret’jakov, Mosca), 1872

Dostoevskij sulla Bellezza:

“Sebbene Pul’cherja Alèksandrovna avesse già quarantarè anni, il suo viso mostrava ancora le tracce della bellezza di un tempo; inoltre, pareva molto più giovane della sua età; comequasi tutte le donne che conservano fino alla vecchiaia la limpidezza dello spirito, la freschezza delle impressioni e un’onesta e pura fiamma nel cuore. Noteremo, fra parentesi, che conservare tutto ciò è l’unico mezzo per non perdere la propria bellezza nemmeno nella vecchiaia”

Da “Delitto e castigo

Annunci

36 Risposte

  1. Il più grande degli abbracci è per te, mio caro Gabriele. Baci baci… 😀

  2. Caro Luigi,
    ti mando un abbraccio grandioso anche io.
    A presto!

  3. Caro Gabriele,

    vorrei affidarti un altro passo dal libro “il miracolo di essere bambini” di H.Kohler

    Un filo invisibile, lega in questo passaggio, Maria Montessori a Rudolf Steiner e a Janus Korczak e ancora a J.Hillman…qui si parla del concetto di destino espresso da Platone, delle moire, del daimon e del nostro angelo.
    Ecco:

    Nel nostro secolo, infatti, Maria Montessori è stata un faro per la difesa dell’infanzia.
    Nell’opera di Maria Montessori ho trovato un passaggio molto interessante sull’evento della nascita: “Dovremmo arrivare a convincerci”, scrive Montessori, che “il bambino possiede una vera e propria vita dell’anima fin da prima della nascita” e riflettere sul concetto del “divenire carne” (incarnazione). Dovremmo dunque ricordare che “uno spirito è diventato carne nel corpo di un neonato per vivere su questa terra”. Si tratta di un’affermazione estremamente importante. E’ chiaro che Maria Montessori riprende il concetto di incarnazione nell’antico significato cattolico. In modo sorprendente per i tempo di allora ma anche per quelli attuali, Maria Montessori recupera dal passato questo concetto di incarnazione dello spirito come chiave interpretativa della nascita e del primo sviluppo del bambino, ponendolo nel bel mezzo della vita moderna, del dibattito scientifico moderno. Con Maria Montessori il concetto di incarnazione diventa dunque un concetto della scienza dell’educazione, e tale concetto si ritrova anche in Rudolf Steiner, il quale rimandò ad esso in modo ancor più rilevante. Steiner chiarì come chi intenda far valere questa idea, debba partire dal fatto che l’individualità animico-spirituale che si incarna al concepimento e alla nascita sia già presente come individualità (!) prima di tale processo, in uno stato dell’essere preconcezionale. […] Questo significherebbe che un bambino non “nasce” nel momento in cui viene alla luce, ma passa da uno stadio dell’essere ad un altro.
    Recentemente, anche James Hillman ha proposto questo punto di vista. Vorrei leggere alcuni passi da un’intervista a Hillman comparsa sulla rivista “Psychologie heute” (Psicologia oggi) (maggio 1998), perché mi appassiona il modo in cui Hillman, basandosi su studi propri e originali, riesca a penetrare questioni veramente rivoluzionarie. Questioni che, a mio parere, è giunto il momento di affrontare nel tempo presente. “Credo” ha detto Hillman, “che stiamo vivendo un cambiamento di paradigmi. Gli esseri umani ormai non si accontentano più di interpretare la propria storia personale come un susseguirsi di causalità, Questo tipo di visione non aiuta affatto a scoprire perché siamo qui, cosa dobbiamo fare della nostra vita o qual è il nostro personale destino. La psicologia imperante è una psicologia d’impostazione deduttiva, per la quale non siamo altro, in fin dei conti, che un risultato. Il modello secondo cui abbiamo interpretato la nostra vita nel XX secolo si sta dissolvendo. Non ci è stato d’aiuto. Nella maggio parte delle culture del mondo possiamo ritrovare il mito universale del bambino che giunge su questa terra con una missione, con un destino individuale. Questo mito potrebbe aiutarci a guardare la nostra vita in una luce del tutto nuova. Credo sia questo anche il motivo per cui ci è immediatamente comprensibile con il cuore. E’ un mito che soddisfa direttamente un bisogno profondo, che non viene colmato dalla visione genetica o da quella della determinazione ambientale del nostro destino”.
    Hillman parla quindi di come questo “mito” venisse coltivato in molte civiltà antiche. E prosegue parlando delle conseguenze pedagogiche di questo pensiero, in particolare del fatto che, in quanto educatori, siamo tenuti a prendere in considerazione l’esistenza di una guida del destino, l’ “angelo”, il “daimon” o “genio” del bambino, il quale custodisce, per così dire, la conoscenza della sua “missione”. Hillman precisa di non riferirsi alla dottrina calvinista della predestinazione o altro di simile. S’intende piuttosto quel che nell’idea di destino degli antichi Greci è chiamato “moira”: l’esistenza di qualcosa che ci è “assegnato” e che portiamo con noi in questa vita come la nostra volontà più intima e propria.
    “Un compagno invisibile, che tuttavia non influisce su ogni movimento o decisione, …che sussurrando ci mette in guardia e ci incoraggia, che ci spinge in una precisa direzione. La moira può manifestarsi in un certo talento o in una certa stranezza… Ciò che noi chiamiamo ostinazione, comportamento coatto oppure ossessivo, è spesso una dedizione”, spiega Hillman.
    Hillman critica il “linguaggio negativo che si usa per molte forme di comportamento infantile” e che ormai usiamo d’abitudine. “In molte culture cosiddette primitive, un bambino che si comporta in un modo fuori dall’ordinario è subito osservato con cura dagli anziani. La sua peculiarità, la sua unicità, il suo particolare talento riceve così uno spazio per svilupparsi.” In primo piano viene dunque la qualità, l’originalità del comportamento, e non il “disturbo”. Questo può insegnarci qualcosa!
    Hillman conclude citando i numerosi personaggi importanti, creativi, che da bambini erano estremamente “insoliti” e dovettero soffrire per il fatto d’esser considerati dei “disturbati”, e giunge infine a dire: “Quando un bambino è “inspiegabilmente riluttante, quando prende “volutamente” dei brutti voti oppure a scuola si perde nei sogni, in lui sta agendo qualcosa che noi non vogliamo riconoscere. Questo “qualcosa” nel bambino” rifiuta di adattarsi alla pressione che viene dall’esterno”.
    Dovremmo tenere ben presente che questi nostri tempi esercitano un’enorme pressione sugli individui nel senso di un adattamento alle condizioni date. Questa pressione è tanto sottile e “normale” che nella maggior parte dei casi neanche la avvertiamo coscientemente. E’ una peculiarità della nostra epoca il fatto che il genio, l’angelo del bambino (o comunque vogliamo chiamare questa entità misteriosa) spesso non riesca ad esprimersi se non agendo sotto forma di riluttanza, di “pigrizia”, di resistenza, di “disturbo”. James Hillman segue dunque la traccia dello “spirito che si incarna”. La stessa in cui si era imbattuta Maria montessori grazie alla sua, vorrei dire intuitiva capacità di percezione. Maria Montessori parla sempre di un mistero che non dobbiamo “violare”, che dobbiamo rispettare, venerare. Anche Steiner non si stancò mai di ricordare l’aspetto del mistero, dicendo che non possiamo cogliere l’essenza del bambino con la semplice ragione, che non possiamo comprenderla affatto, ma che possiamo favorirla con la nostra attenzione, con la nostra accortezza e la nostra dedizione. Troviamo questo atteggiamento in Maria Montessori. Lo troviamo in Steiner e Korczak. E anche tra i cosiddetti dissidenti della scienza tradizionale si levano via via sempre più voci che in sostanza affermano: Esiste un destino individuale ed unico di ciascun essere umano! Decidetevi a rispettarlo altrimenti non comprenderete mai veramente il bambino!
    [Henning Kohler, Il miracolo di essere bambini pg 23-26; natura e cultura editrice ]

  4. Grazie Nicola 🙂

  5. Sulla strada dell’Io autentico…
    Grazie anche da parte mia, Nicola: penso che, dare valore a ciò che accomuna, possa motivare l’Umanità a riprendere il cammino… L’intento di ognuno, a conseguire lo stesso obiettivo, è importante; come è importante partire da una certa onestà intellettuale, per evitare inutili sacrifici di Sogni in nome di una affrettata “resurrezione” globale.

    Ciao!

  6. Caro Gabriele,

    Possiamo considerare H.Kohler “uno de’ nostri” ?
    Secondo me, sì!

    Ps
    Oggi ti ho spedito la lettera con l’articolo di cui ti ho parlato.

    Ogni Bene,
    Nicola

  7. Buongiorno Valeria,

    grazie per i ringraziamenti 😉

    Nel tempo, proverò a postare ancora qualcosa di questo pensatore. Lo trovo di una “affinità disarmante”.

    e ancora…

    Dal “Troparion della natività del nostro Signore Gesù Cristo”:

    La Tua nascita, o Cristo nostro Dio,
    ha fatto sorgere per il mondo la luce della conoscenza:
    con essa, gli adoratori degli astri
    sonno stati ammaestrati da una stella
    ad adorare te, Sole di giustizia,
    e a conoscere te, Oriente dall’altro.
    Signore, gloria a te,

    trovo meravigliosi i versi:

    Sole di giustizia,
    e a conoscere te,
    Oriente dall’altro.

    Oriente dall’altro…che verso meraviglioso!

  8. Enfance.

    Per ogni volta che un uomo strappa con forza

    da indosso i tessuti di un sogno,

    per ogni silenzio ancora nascosto

    in un pensiero di voci e odori,

    per tutte le paure del buio

    per quella pelle che non si lava mai,

    nemmeno sotto la pioggia della stagione di una donna,

    per disegni che non raccontano,

    per le minacce fatte con una carezza,

    per occhi che non giocano più

    per segreti che trattengono anche le nuvole,

    per la diffidenza che non si cancella,

    per un corpo che trattiene l’infamia della violenza.

    Per tutto questo,

    e per le notti che disegnano

    notti anche nella luce del giorno

    io non perdono

    chi ha strappato di una bambina

    il sogno

    Beatrice Niccolai

  9. Beatrice Niccolai! Caro Nicola, è un piacere risentirvi. “Enfance” mi coinvolge particolarmente e spero stiate ancora collaborando per qualche altro “dono” a tutti noi.

    Sole di giustizia… Oriente dall’altro… : Che meraviglia, davvero! E continuando a parlare di “Pul’cherja”, la Bellezza secondo i canoni dell’anima russa…
    Sai, Nicola, mi viene in mente che l’Intento potrebbe essere quella Forza cosmica che, oltre all’impegno nella cura del Tempo, tutta l’Umanità può fruttare per allargare i confini di quell’Io incatenato ad un “punto zero” dal dolore, nel buio del suo inconscio… “Accettare la sofferenza e con essa riscattarsi, ecco quel che bisogna fare”… per cambiare il corso delle stelle: per operare la trasformazione del dolore, del buio in luce. L’ombra della luce! …
    Intenso il momento in cui Raskol’nikov cerca di giustificare a se stesso e a Sonia il delitto commesso: […] E tu pensi forse che io ci sia andato come uno scemo, a rotta di collo? Ci sono andato da persona di senno, ed è stato questo a prendermi. e tu pensi forse che io non sapessi, per esempio, almeno questo, che avendo cominciato a interrogarmi e a domandarmi “Ho io il diritto di possedere la potenza?”, ciò voleva dire che io non avevo il diritto di possederla? Oppure che, se mi ponevo il problema “E’ un pidocchio questa persona?”, ciò voleva dire che quella persona non era già un pidocchio per me, ma era un pidocchio per colui al quale questo pensiero non fosse nemmeno venuto in mente e che fosse andato difilato allo scopo, senza domandarsi nulla… Se per tanti giorni mi sono tormentato a pensare se Napoleone ci sarebbe andato o no, gli è che sentivo già chiaramente di non essere un Napoleone…Tutta, tutta la tortura di quelle lunghe chiacchere io sopportai, Sonja, e mi venne il desiderio di sbarazzarmene di colpo: io volli, Sonja, uccidere senza tanta casistica, uccidere per me solo! …Non volevo mentire a quel riguardo neppure a me stesso! Non per aiutare mia madre ho ucciso;…per diventare, dopo acquistata ricchezza e potenza, il benefattore dell’umanità. Sciocchezze! Ho ucciso per me stesso soltanto, e che poi avrei beneficiato qualcuno, o per la vita intera, come un ragno, avrei acchiappato tutti quanti nella mia ragnatela e a tutti avrei succhiato il sangue, questo a me, in quel momento, doveva essere indifferente… E soprattutto non era il denaro che mi occorreva, Sonja, quando ho ucciso… […] Un altra cosa avevo bisogno di sapere, un’altra cosa mi spingeva: avevo bisogno di sapere, e di sapere al più presto, se io fossi un pidocchio, come tutti, o un uomo. Sarei potuto passare oltre o non sarei potuto passare? Avrei osato chinarmi e prendere (il potere), o no? Ero una creatura tremante o avevo diritto… […]

    Intenso, Dostoevskij! Ma permettimi, Nicola, di chiosare con Shakespeare:

    “L’apparenza può essere inferiore alla realtà. Gli ornamenti sempre ingannano l’uomo. Non v’è tribunale una causa, per quanto losca e cattiva, della quale una voce piacente non riesca a mascherare il male. E in religione qual è l’eresia che un austero sembiante non riesca a consacrare e a giustificare con la citazione di un testo sacro? Il vizio più fondo si presenta sempre con qualche segno di virtù. Quanti vigliacchi col cuore più debole d’uno scalino di sabbia hanno sul mento una barba degna d’Ercole o dell’accigliato Marte, e in corpo un fegato più bianco del latte! Del valore non hanno che la schiuma, e vogliono farsi credere terribili. Considera la bellezza e vedrai che devi comprarla a peso; ma essa è tanto miracolosa che fa leggero chi più ne ha”.

    Ciao!

  10. Cara Valeria…

    e tu permettimi di citarti un signore il cui nome è Gabriele:

    “[…] Sono sempre stato dalla parte dei perdenti. è una predisposizione naturale, tanto è vero che se qualcuno dei miei sconfitti diventa vincitore ed assume le caratteristiche dell’oppressore, subito l’abbandono.
    Ma attenzione, perdente non vuol dire sfigato: è semplicemente una persona che non vuole opprimere. Se il mondo del positivismo meccanicista e capitalista è legato alla sopraffazione, il cosiddetto sconfitto si rifiuta di entrare in agone se questo deve costare la sofferenza di un’altra creatura. Quindi potrebbe vincere, ma non fa nulla per giungere al podio” [Gabriele La Porta, Donne Magiche, IdeaLibri, pg.11;]

    e poi, e poi…

    Per noi

    Per noi
    che guardiamo gli alberi
    e ci innamoriamo
    delle foglie cadenti
    perchè inciampano come noi
    anche sull’aria.

    Per noi
    che vinciamo solo da perdenti
    e sappiamo ridere
    dei giochi di luce riflessi
    delle onde
    senza l’incauto bisogno di sconfiggerle.

    Per noi
    che preghiamo in silenzio
    perchè neanche la voce
    diventi urto
    o offesa al silenzio,

    per noi
    che ci addormentiamo
    con sogni vivi
    mentre quella metà del nero
    che ci divora o ci manca,
    si placa.

    Per noi
    è quella preghiera silenziosa
    che non ha niente da consacrare
    perchè l’offesa
    – mentre fioriscono gli alberi –
    ci ha già perdonati.

    [B.Niccolai]

    Infine, i versi di un poeta analfabeta, raccolti da un mio amico di passaggio in India.

    Qui l’ombra
    è una seconda luce
    che raddoppia
    tutto ciò che vedo.
    Così l’ombra di una rosa
    è una rosa più leggera.

    Con Beatrice non collaboriamo più e per quanto riguarda, il pensiero sulla “sofferenza” ecco…

    credo che in futuro qualcuno dovrà inventare un bel pò di nuove parole (o ridare alle parole già esistenti il loro giusto significato).
    Sono stanco di sofisticazioni linguistiche. Stanco di sentir parlare di guerra “come operazione di pace”, ad esempio…
    “Salute” – lo ricorda proprio Gabriele in uno dei suoi libri- ha un etimo risalente al germanico e vuol dire “difendere”. Se “salute” vuol dire “difendere”, verrebbe da chiedersi chi deve essere difeso?
    Andrebbe difesa, probabilmente, la nostra immagine primaria, la nostra natura che non credo sia stata programmata per “soffrire” (almeno non nei canoni in cui nella nostra contemporaneità si soffre). Credo che la sofferenza possegga un suo valore… Cioran ebbe a scrivere “soffrire è produrre conoscenza”… ma per me può tenersela per lui quella conoscenza…
    Oggi soffrire è la premessa per mantenere in piedi le industrie farmaceutiche. Credo che esista una programmazione della sofferenza umana, anzi…è sempre più evidente…che la collettività subisce un influsso controllato per far toccare ai più deboli, il baratro della miseria.

    Ieri ho trovato a casa di un amico un’agenda-omaggio di una importante casa farmaceutica. Sulla copertina la scritta: “Dedicati al diabete”. Una scritta quasi rassicurante. Quella scritta significa, purtroppo: Dedicati alla malattia! L’esatto contrario dell’etimo prima analizzato!

    Esiste un destino da cui nessuno si può esimere. Un destino a volte fatto di sofferenza. Ognuno di noi porta la sua croce (Karma…fato…destino…) è vero. Sappiamo anche che abbiamo due spalle e quindi possiamo portare due croci. Una, la nostra, e l’altra potrebbe essere quella di un nostro amico, parente… Alcune individualità eccelse hanno portato sulla loro spalla la croce dell’umanità. Non avevano, loro, bisogno di soffrire “per evolversi”, ma hanno portato sulle spalle i pesi, il Karma, dell’umanità intera.

    Ecco. se da un lato il nostro destino è intoccabile, c’è sempre una variabile con cui nessuna gerarchia spirituale sa fare bene i conti: l’Amore Umano.
    La maggior parte degli esseri umani, si ammala per disamore di sé e sono convinto che anche quella parte di persone che si ammala per una certa trama del destino, potrebbe essere riscattata da un grande amore.

    Come dice Alda Merini:

    Se tu sapessi, Signore,
    che per conoscere una donna,
    bisogna amarla,
    bisogna entrare nelle sue viscere
    e sentire il calore dei suoi gemiti
    capiresti cos’è la passione umana
    che muore d’amore
    e si perde perchè vuole la morte.

    Se c’è una cosa che l’universo considera un vero mistero dell’essere umano, quella cosa è la volontà: il libero arbitrio, il decidere di “essere presso l’altro”. E’ una scelta che risuona con le più alte sfere spirituali. Questo gesto, se disinteressato, puro, libero (e non lo è quasi mai…se non per un minuscolo attimo…ma quell’attimo ferma le porte dello Spazio e del Tempo…) è portatore di Terapia, di forze del Logos. Di questo sono convinto. Questo per me è: Miracolo. Questa per me è l’essenza della Guarigione. E’ allora i libri (anche quelli chiusi da sette sigilli) si aprono, si devono aprire…perchè in quel momento, l’Uomo ha trovato la chiave…e da essere “caduto” riscopre il suo “essere divino”.

    Dobbiamo ricordarci che solamente noi esseri umani (come esseri divini) combattiamo la battaglia con le forze oppositrici…solamente noi ci confrontiamo con la materia (che ci piace così tanto). Gli altri colleghi dei “piani alti”, non possono che guardarci con ammirazione. Per questo Steiner dice che “l’Uomo è la religione degli dèi”. E come categoria umana… a guardarci bene… siamo tutti un pò perdenti… se non altro perchè prima o poi dovremo perdere noi stessi. Su questo c’è poco da fare. ma spesso (sempre) lo dimentichiamo.

  11. Cara Valeria,

    in questo momento sono vicino ad una donna che soffre.
    Anche la sua piccola bimba soffre.
    Soffre per le violenze fisiche del padre ex-marito, e per tutta un’altra serie di circostanze.
    Non voglio cadere in facili e inopportuni sentimentalismi.

    Tuttavia mi chiedo: ma era proprio necessaria questa sofferenza per queste donne, era scritto? O la nostra incoscienza ci fa ledere spesso la libertà altrui? Credo che in molti più casi di quanto si pensi, l’uomo, in virtù del suo “libero arbitrio” infranga il “sogno” altrui.
    E’ proprio scritto nel destino di quei 30.000 bambini che quotidianamente muoiono di fame e di sete, il morire per qualcosa di cui il mondo dispone ma che a loro non è concesso, perchè nati in zone del mondo non.produttive e che per questo si stanno eliminando?
    Ritorno alla storia di cui Janus Korczack…”Il bambino ha diritto alla propria morte” (J.Korczak)
    “E’ proprio uccidendo un essere umano che si infrange il “diritto alla propria morte”.(H.Kohler)

    So bene che il mio discorso “ha preso la tangente”. Era necessario per me. e forse anche per il nostro discorso.

    “Spesso gli uomini chiamano la loro stupidità destino”; è la citazione (da un autore antico di cui non ricordo il nome) che compare in un film di Silvano Agosti.

    Oggi, sotto il nome di destino, di accettazione, ci fanno accettare i veleni più letali (anche per l’anima esistono veleni) giustificandoli come “indispensabili” . Ecco : non credo che il concetto di sopraffazione sia conciliabile (sempre) con quello di “destino”.
    Perchè, altrimenti, si dice che “i potenti fanno il buono e il cattivo tempo?”

    La magia non consentita (e il potere egoistico che svantaggia la collettività non è altro che questo) paga a caro prezzo la propria potenza…per non parlare della sofferenza che procura…

    Possiamo assumerci la responsabilità dell’altro e amarlo, o decidere di affossarlo. Queste due scelte fanno parte del nostro agire e coinvolgono il destino altrui. imprevedibili. come una tempesta.

    Nicola

  12. Lei pensa che le donne siano davvero portate al delirio?

    Sì, perché la donna viene educata al delirio. La istruiscono fin da bambina al feticismo: deve amare le pentole, venerare gli oggetti della casa, tenerli puliti, accudirli. Il focolare diventa il simbolo della matriarcalità. Neppure il femminismo è riuscito a sradicare queste simbologie.
    Infine, ci si sente impazzire tra i feticci. I panni addosso si fanno pesanti. Ecco perché in preda a una crisi, la prima cosa che fa un folle è di strapparsi i vestiti. Quando in manicomio udivamo delle urla lancinanti era sempre una malata che si stava stracciando gli abiti. Allora bisognava accorrere a rivestirla, a calmarla.

    […]

    E’ come quando qualcuno va dalla Merini e decide di lavarle i vestiti perché è distratta. E portano via la polvere che le piace tanto. Non so se esistano le ali della farfalla, ma è la polvere che la fa volare. Ogni uomo ha le piccole polveri del passato che deve sentirsi addosso, e che non deve perdere. Sono il suo cammino. Anche in manicomio dicevano: “Lavateli”. No, io voglio sentirmi sporca, sporcata anche dalla fama, d’altronde.
    “Le lavo le maglie così è pulita”, mi dicono. Pulita ma infelice.

    [La polvere che fa volare – conversazione con Alda Merini; tratto da Alda Merini, “La pazza della porta accanto”, tascabili Bompiani].

    E cos’è la seconda ombra forse? È il destino che ogni persona non ha vissuto e non sta vivendo, mi sarebbe straordinariamente caro che le persone si chiedessero almeno una volta al mese o alla settimana, “ma io sto vivendo il destino che mi ero preconizzato e che volevo vivere?”. Sarei tanto contento che i più rispondessero di sì, finora credo che le cose siano organizzate in modo tale che sia abbastanza impossibile rispondere di sì».
    [Intervento di Silvano Agosti al Seminario Nazionale “Salute mentale e stigma sociale” del 5 maggio 2005, organizzato dal Ministero della Salute]

  13. Caro Nicola, mi dispiace ma non lo conosco a sufficienza. Un abbraccio.

  14. Caro Nicola,
    credo che chiunque intervenga a spezzare la catena di un essere oppresso, riesca ad andare al di là del bene e del male, influenzando non soltanto il proprio karma ma soprattutto il karma di chi ha salvato. Mi piace riassumere questo paradosso, mai risolto, con l’immagine di un incontro tra due Identità al centro del labirinto… Ma immagino che sia stato necessario prima perdersi nell’Altro: è quello che intendo per “salvarsi”, “trasformarsi”, attraverso l’Altro.
    Per quanto riguarda quell’altro Super Uomo, della cui esistenza abbiamo notizie verosimili e contrastanti, ad ora è riuscito soltanto a scatenare la “magia non consentita”: l’Olimpo, invece, credo non sia stato nemmeno informato della sua esistenza, tanto risplende nel suo cieco splendore.

    P.S. Anche io avrei voluto togliere la polvere dal passato della Marini, perchè sono donna e perchè…

    “Se tu sapessi, Signore,
    che per conoscere una donna,
    bisogna amarla,
    bisogna entrare nelle sue viscere
    e sentire il calore dei suoi gemiti
    capiresti cos’è la passione umana
    che muore d’amore
    e si perde perchè vuole la morte.” (Alda Merini)

  15. … Dimenticavo di dirti che sono d’accordo con quanto afferma quel signore, il cui nome è Gabriele. Ma, dopo il post precedente, dovrebbe essere superfluo, a meno che io non abbia interpretato male il senso di quella citazione.

    Valeria

  16. “Il significato di un uomo non va ricercato in ciò che egli raggiunge, ma in ciò che vorrebbe raggiungere.”
    (Kahlil Gibran)

    Il valore di “lavoro” sarebbe quello vero. Come il significato di “dignità”.

  17. Grazie Valeria,

    mi trovo in sintonia con le tue parole.
    Ho aggiunto altri pensieri non per una critica (anche se positiva) ma perchè era mio desiderio ampliare il discorso.

    Nicola

  18. Riguardo al simbolismo della Croce e a quanti portano una Croce che non è loro.
    Non mi riferisco soltanto al “Super-Uomo”. Anche lui è stato aiutato a portare quella Croce che non era la sua. (come si chiamava il suo aiutante, il Cireneo forse?) Ecco dopo quell’evento (una sorta di grandiosa, mitica immagine) ogni persona ha avuto la possibilità di spingersi sempre più in là nelle sorte altrui ed operarsi per il bene.
    A seconda della propria forza è possibile assumersi sempre maggiori impegni. Forse così è spiegato il sacrificio delle persone che muoiono in nome di un ideale, che si sacrificano. Il loro sacrificio in realtà è per l’evoluzione di tutti.

    Sempre la Merini ha detto in un suo libro (forse, il poema della Croce):

    “Cristo è stato una grande catastrofe
    perché ci ha avvicinato tremendamente l’un l’altro”.

    Viviamo in cui il lavoro sulla religiosità, e sulla scoperta di questo personaggio è ancora poco libero. L’avversione preconcetta che ognuno di noi ha subito è stata utile per allontanarsi dal dogmatismo ma in tanti amici trovo un’associazione, una connessione “non giusta”, fra l’avversione preconcetta al dogma e il relativo allontanamento dalla religiosità. Questo è il più grande pericolo (è la volontà occulta) di chi oggi decide di sottomettere alla verità, la libertà.

    L’avversione che ho elaborato nei confronti della lettura (è un esempio) quando mi costringevano a leggere “i promessi sposi” all’età di otto anni, non mi deve far provare avversione verso Manzoni ma verso la scuola.

    Oggi ci troviamo in questo riflusso. una buona parte della mancanza di ideali, di spirito religioso, è associabile a questo primo atto di conquista della libertà.

    La nostra evoluzione spirituale potrà dirsi chiara, quando comprenderemo pienamente il mistero del Buddha, quello del Cristo…quando cioè troveremo il vero, il buono e il giusto in ogni religione. Uno “sputare” sull’esteriorità, un disconoscere le confessioni religiose. Poi verrà il tempo della riscoperta. e troveremo in noi le tracce delle divinità esiliate dai loro templi esteriori.

    Il percorso di assimilazione della cultura, della Immagine greca, è un passo (ed è gia un infinito) verso quella direzione. A mio avviso non è tutto. Il Pantheon che dovremo costruire, è sempre una mia idea, prevede tanto altro. Giordano Bruno, ad esempio, operò un lavoro di sintesi fra i pensieri, attingendo dalla cultura del suo tempo fino ad arrivare a quella delle civiltà precedenti alla venuta del Cristo. Questa operazione di sintesi è uno dei motivi che lo rende immortale. Si è mosso nel tempo, si è realmente spostato nel tempo, perché ha reso “materia viva”, il retaggio delle antiche culture. Ogni cosa che “portava alla luce” aveva un cuore palpitante.

  19. Caro Nicola,
    al pari di Marsilio Ficino, grande interesse ha suscitato in me l’interpretazione che Hesse ci ha lasciato del Super Uomo Nietzschiano. C’è chi lo ridefinisce un “Oltre-uomo”, simile all’Homo Maximus di Paracelso…
    Sono riuscita a venirne a capo leggendo il profilo che Jung traccia di Paracelso, molto attuale: a proposito di “divinità spodestate che ricadono sull’uomo”, come immagini primordiali e in forme autoctone, nel momento in cui una filosofia sta crollando insieme alle forme e costruzioni che fino a quel momento sono valse da risposta ai grandi misteri…
    Jung afferma che “l’attuazione di un puro regresso, gli fu impedita dal fatto che il suo sentimento rimase fisso ai beni tradizionali…”
    Vedo molte affinità… Ma chiedo, a questo punto della nostra chiaccherata, l’intervento del professore Gabriele.

  20. …Sto cercando una ragione, che sicuramente non troverò, del perchè ho scritto Marsilio Ficino invece di Giordano Bruno, a proposito della “Sintesi dei pensieri”, così come scritto da Nicola…
    Caro prof, è questo il punto che devo approfondire meglio?

  21. Al discepolo si presenta un essere veramente orribile, spettrale . Il «guardiano» rivela il proprio significato a un dipresso con le seguenti parole:

    «Fino ad ora ti dominavano potenze che ti erano invisibili. «Esse operavano in modo che durante il corso delle tue vite passate ogni tua opera buona avesse la sua ricompensa e ogni tua cattiva azione avesse tristi conseguenze. «Per virtù della loro influenza il tuo carattere si è formato col frutto delle esperienze della tua vita e dei tuoi pensieri; queste potenze furono le cause del tuo destino. «Esse determinarono la misura di gioia e di dolore che ti veniva assegnata in ognuna delle tue incarnazioni, a seconda della tua condotta nelle incarnazioni precedenti, e ti dominavano sotto la forma della legge universale del karma.

    «Queste potenze abbandoneranno adesso una parte della loro direzione, e parte dei lavoro ch’esse hanno fatto su di te, devi ormai compierlo da solo. «Molte sventure ti hanno finora colpito, e non ne sapevi il perché; erano altrettante conseguenze di tue cattive azioni nel corso

    di qualche tua vita precedente. «Tu hai trovato felicità e gioia e le hai accolte; esse pure erano

    l’effetto di azioni passate. «Nel tuo carattere hai molti lati belli, molte macchie brutte; così degli uni come delle altre sei tu stesso la causa per via delle tue esperienze e dei tuoi pensieri passati; finora non conoscevi le cause, ti erano manifesti solo i loro effetti.

    «Ma le potenze karmiche vedevano tutte le azioni delle tue vite precedenti, i tuoi pensieri e sentimenti più reconditi, e a seconda di questi hanno determinato ciò che ora tu sei, e la tua vita presente.

    «Ora però devono esserti rivelati tutti gli aspetti buoni e cattivi delle tue vite passate. «Essi erano fino ad ora intessuti nella tua stessa entità, erano in te, e tuttavia non li potevi vedere, come fisicamente non puoi vedere il tuo proprio cervello. «Ora però si liberano da te, escono dalla tua personalità; assumono una forma indipendente che tu puoi vedere, così come vedi

    le pietre e le piante del mondo esteriore. «E sono io stesso l’entità che si è formata un corpo con le tue azioni nobili e con quelle cattive. «La mia figura spettrale è tratta dal libro del dare e avere della tua propria vita; mi hai portato invisibile in te fino ad ora, ma era per il tuo bene che così fosse; poiché la saggezza del destino che ti rimaneva nascosto ha lavorato fino ad ora in te all’estinzione delle macchie brutte della mia figura. «Ora, poiché sono uscito fuori di te, anche questa saggezza nascosta ti ha abbandonato; essa, d’ora innanzi, non si occuperà

    più di te, e affiderà il lavoro alle tue proprie mani. «lo devo diventare un’entità perfetta e splendida, se mi voglio salvare dalla distruzione, ma se quest’ultima mi cogliesse, trascinerei

    meco anche te in un mondo oscuro e guasto. «Per evitare tale iattura, occorre che la tua propria saggezza diventi ormai tanto grande, da essere in grado di assumersi il compito

    di quella saggezza che ti era nascosta e che ti ha abbandonato. «Quando tu avrai varcato la mia soglia, io, come figura visibile , non mi staccherò più per un solo istante dal tuo fianco.

    «E se da ora in poi opererai o penserai cose cattive, vedrai subito questa tua colpa riflettersi in un contorcimento orribile e demoniaco della mia figura. «Soltanto quando avrai compensato tutti i tuoi passati errori , e ti sarai purificato in modo che ti sia impossibile commettere altri peccati, allora soltanto il mio essere si trasformerà in bellezza risplendente, e per il bene della tua ulteriore attività, potrò unirmi di nuovo con te in un unico essere.

    «La mia soglia però è costruita di tutti quei sentimenti di paura che sono ancora in te, del tuo timore della forza che ti occorre per assumere la completa responsabilità delle tue azioni e dei

    tuoi pensieri. «Finché ti manca il coraggio di prendere da te la direzione della tua sorte, la costruzione di questa soglia non è completa, qualcosa ancora le manca; e finché la costruzione difetta sia pure di un sol mattone, tu sarai condannato a rimanere relegato fuori di

    questa soglia o a inciampare all’atto di volerla varcare. «Non tentare dunque di varcarla, prima di esserti completamente liberato dalla paura e di sentirti pronto ad assumere la più alta responsabilità. «Fino ad ora uscivo dalla tua personalità soltanto quando la morte ti richiamava dal corso di una vita terrena; ma anche allora la mia figura rimaneva per te velata. «Potevano vedermi soltanto le potenze del destino che ti dirigevano , e, a seconda del mio aspetto, nelle pause intermedie fra la morte e una nuova nascita, potevano elaborare in te forza e capacità

    affinché in una nuova vita terrena tu potessi lavorare all’abbellimento della mia figura per il bene della tua evoluzione.

    «Ed ero io stesso che, per la mia imperfezione, costringevo le potenze del destino a ricondurti sempre in nuove incarnazioni sulla terra.

    «Quando tu morivi, io rimanevo; e per causa mia i dirigenti del karma determinavano la tua rinascita. «Solo col trasformarsi attraverso sempre nuove vite, portandomi in questo modo inconsapevolmente a perfezione, ti saresti liberato dalle potenze della morte, e, unendoti completamente a me, saresti passato all’immortalità.

    «Eccomi oggi visibile dinanzi a te, così come invisibile ti sono stato sempre vicino nell’ora della morte. «Quando avrai varcato la mia soglia, penetrerai nei regni in cui prima penetravi soltanto dopo la morte fisica. «Tu penetri in essi con piena coscienza, e, da ora in poi, mentre ti aggiri esteriormente visibile sulla terra, tu ti aggirerai contemporaneamente nel regno della morte, che però è il regno della vita eterna.

    «lo sono realmente anche l’angelo della morte, ma sono al tempo stesso il portatore di una vita superiore imperitura. «Pur vivendo il tuo corpo, morirai per mezzo mio in esso, per sperimentare la rinascita nell’esistenza imperitura. ««Nel regno in cui ormai tu penetri, conoscerai esseri soprasensibili , e godrai della beatitudine. «Ma la prima conoscenza che farai in questo nuovo mondo devo essere io stesso; io, che sono la tua creatura. «Prima vivevo della tua propria vita; ma ora per mezzo tuo mi sono destato a un’esistenza mia propria, e ti sto dinanzi come giudice visibile delle tue azioni avvenire, forse anche come tuo costante rimprovero.

    «Tu hai potuto crearmi; ma hai assunto al tempo stesso il dovere di trasformarmi».
    [L’Iniziazione, Rudolf Steiner]

  22. Caro Nicola, leggendo questo stralcio di Steiner ho ripensato a quel capolavoro di Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”: la dimora di una “divinità” che sta entrando in contatto con il Soma…
    E’ un processo di evoluzione attraverso la “malattia” (termine improprio molto odiato!) e quel senso di impotenza che riporta l’Io al rapporto primario di totale dipendenza dalla madre: “Tu hai potuto crearmi; ma hai assunto al tempo stesso il dovere di trasformarmi.” Grazie!

    “L’anima dell’uomo è il santuario del genio. Sii uomo, sii ragionevole e domina con la perpetua padronanza dei giudizi tutte le illusioni dei tuoi sensi materiali e grossolani; formati la coscienza dell’essere e, se lo meriti o forzi la natura di fuori alla tua coscienza spunterà Raphael o Astaroth, l’angelo o il demone…” (Giuliano Kremmerz)

    Ciao!

  23. Grazie, Valeria…

  24. Ciao Carissimo Nicola 😀
    sono assai felice che anche tu conosci qualcosa del grandioso Rudolf Stenier…….Io ho avuto l’immenso onore e previleggio di conoscerlo di pesona nella mia vita precedente….. Ti posso assicura che effettivamente è stato quel divino frammento di colui che abbiamo chiamato Gesù ritornato tante volte con altri ruoli e con altre finalità in questo mondo……. Così come il grande Archiati, oggi è una delle voce più autorevole che meglio possono spiegarci chi era il grande Steiner e la sua divina missione….

  25. Caro Raffaele,
    alcuni hanno parlato di Steiner come colui che ha “incarnato” (si è fatto portatore) un Bodhisattwa …altri come un personaggio ispirato dal “Cristo eterico”…altri…altri…
    Mi piace che tu abbia parlato di “divino frammento”. Questo parlare fa sentire anche me un divino frammento…non mi preclude dalla possibilità di conoscere. Per questa piccola -ma significativa- parabola linguista, non posso che avere fiducia nelle tue parole.

    A me piace pensare che sia stato un grande amante del pensare e della libertà. Credo che abbia lavorato di sintesi e di logica ed abbia offerto al Mondo (attraverso la sua Filosofia della Libertà) un testo (pur se complicato) per accedere con coscienza all’esperienza spirituale attraverso il pensiero.

    Archiati ha avuto modo di dire in una sua conferenza: Gli antroposofi rischiano di fare di Steiner quello che la Chiesa ha fatto con Gesù…

    è il rischio della pedanteria…e i grandi maestri del pensiero devono farci sempre i conti.

  26. Carissimo Nicola, Grazie per aver risposto alla voce del mio cuore 😀
    se Archiati parla con quel giusto tono è perché lui conosce, ha sperimentato quali influssi benefici o malefici della chiesa possono modellare/plagiare la mente degli uomini , ma il suo cammino, la sua missione lo ha portato a Steiner, così come il mio strano doloroso destino mi ha condotto ha scrutare il velo del tempo che ci separa dalla nostra immortale divina essenza…. Tante sono le strade della divina provvidenza, tante quanto il filo che tessano continuamente le Moire….Tante quanto maggiore ha raggiunto la nostra consapevolezza…. Strane parole dette dal cuore, strane parole che da qui sembrano neve al sole….Dietro di queste c’è l’affine nascosta coscienza che si è bagnata nel mare del Tempo, ma sempre crescendo seguendo la via.. Quanta celata nascosta memoria dopo tante visioni in indefinibili inimmaginabili mondi e reami. Scopri anche tu la fonte dietro i suoi piccoli nascosi velati raggi, fluido magico di divina antica saggezza. Segui la via che ti indica il cuore…. Questo è il sentire che mi s i mostra dietro queste poche parole…….

  27. Ti ringrazio per l’augurio…non è cosa facile alzare il velo sulle passate esperienze… a volte non ci ricordiamo neppure cosa abbiamo fatto il giorno prima!

    …Ed ho tante cose che non riesco a perdonare a me stesso, compiute proprio in questa vita…

    C’è un bel cammino da fare… grazie per “gli auguri”

  28. Caro Nicola,
    la gioia… Non dimenticare la gioia!
    Quell’essere umano, al quale molti si sforzano di assomigliare, quel groviglio, quel nodo proteso tra il cielo, grazie all’Anima, e la terra, sua incarnazione, potrà evolversi e disintegrarsi attraverso numerose “amputazioni”… ma…
    Quell’essere non potrà mai, io dico, “uccidere” la Madre: il prezzo è un’inettitudine incompatibile con la vita. Si è visto!
    Come colui che, sperando di salvarsi, si nasconde dietro ad un bambino: questi può sperare soltanto nell’oblio, quello di non essere mai nato.
    Un gioioso saluto

  29. Carissimo Nicola,
    ritracciare il proprio passato è capire il nostro presente affinchè possiamo costruire meglio futuro migliore.. Perchè spesso molti falliscono su questa deduziuone. Così come Steiner / Castaneda /Giordano Bruno e tantissimi ricercatori d’anima ci hanno indaco è possibile riesumare frammenti essenziali della nostra memoria passata… La RICAPITOLAZIONE è una di queste…… se non sarete come bambini non entrerete nel regno dei cieli diceva il Maestro Gesù. Quando l’anima ritorna in questo piano radicandosi in un corpo di un bambino perde quasi tutta la sua memoria, ma nei primi anni dell’infanzia anche se il bimbo non ha ancora sviluppato una coscienza critica di pensiero, non ha ancora penso la sua cosmica memoria e le finalità che si è imposto di perseguire in questa vita. Ecco perché il mondo dei bambini è un mondo fandastico, in cui essi parlano con gli angeli e con iu trapassati. Ritornare consapevolmente con tecniche induttive sui ricordi/sensazioni/emozioni/vibrazioni della nostra infanzia è stabilire quella divina connessione…

    ecco perché ho detto che un vero saggio non esisterà a consultare (animicamente) un bimbo appena nato…

    Che poi quella divina coscienza interiore ci mostra i nostri errori, questo è divino amore perché non si potrebbe apprezzare altrimenti la bellezza della consapevolezza che ha provato per capire ed elevarsi oltre i propri errori… Siamo umani, ma la scintilla divina prima o poi ci porterà la dove il cuore meglio sa tutto ciò che è stato e che deve essere fatto…

  30. Personalmente (e ripeto, personalmente) ho deciso di perseguire un cammino in cui determinati obiettivi “visibili allo spirituale” possano palesarsi come una “grazia dello Spirito” concessa dal percorso in Sophia e non come meta.

    In questo periodo sono a Foggia. A pochi chilometri da me c’è Monte Sant’Angelo, il luogo dove l’Arcangelo Michele (il volto del Cristo) ha voluto si edificasse “la porta del cielo”. Luogo di continue peregrinazioni e luogo di “indulgenza plenaria”.
    San Francesco era solito dedicarsi ad una sorta di Quaresima a partire dal Ferragosto. Era la sua preparazione alla festa dell’Arcangelo. Siamo in un periodo dell’anno che rimanda a questa comunione probabilmente.

    E non è detto che questo mio percepire il male precedentemente arrecato e il “brutto”, non sia un prenderne finalmente coscienza.

    Un dono quindi… e la vera indulgenza plenaria che in un epoca di “anima cosciente” potrebbe considerarsi “consentita” è quella che l’Io superiore dell’uomo concede alle nostre parti più istintuali. Alle quali dobbiamo il profondo ringraziamento di averci portato all’incontro…

    Tuttavia il perdono non vuol dire “farla franca”…risparmiarsi le conseguenze delle proprie azioni…

    Cosa ne pensate?

  31. Speriamo tutti, allora, che non sia stato un errore fidarsi ancora di se stessi… E poi sia ciò che dispensa il Fato.

  32. Cara Valeria, mi scuso per la risposta tardiva. Penso che se affronterai Marsilio Ficino e Giordano Bruno ne trarrai enorme giovamento. Baci baci.

  33. Caro prof,
    la ringrazio per la risposta che, tardando ad arrivare, mi spronava a cercarla da sola nei post già dedicati alle due personalità delle quali, se ho ben capito, Marsilio Ficino è quella che ha inciso “il percorso di assimilazione dell’Immagine greca”, operando quella “Sintesi fra i pensieri, attingendo dalla cultura del suo tempo fino ad arrivare a quella delle civiltà precedenti alla venuta del Cristo”; Nicola invece attribuisce la suddetta opera a Giordano Bruno.
    Tengo bene a mente i 4 gradi della Follia e l’Arte della Memoria… Si aggiunge un 5° grado della Follia: il diniego!
    Bentornato, caro prof…!

    Insomma… Le riassumo con un solo aforisma l’argomento su cui verteva l’amichevole chiaccherata tra me e Nicola, fino a quel punto:

    “La profonda sofferenza rende nobili… e talvolta la follia stessa è la maschera per un sapere infelice troppo certo” ( Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male)

    Baci e a presto (sto imbiancando casa veramente, non è una frase in codice oppure un segnale, come una “o” con o senza “h”, per aver obliterato… il biglietto su questo magnifico treno! 🙂 )

  34. Cara Valeria, “imbiancare”, “ripulire” mi fa pensare al “rinnovamento, non solo ambientale. Buona giornata! Baci baci

  35. …allora non mi ha mai vista alle prese con un pennello. 🙂
    Baci baci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...