La bellezza… per Omaralkhayyam

“La bellezza è ovunque, ovunque tu guardi.”” Ovunque tu volgi lo sgardo vedrai il volto di Dio”

13 Risposte

  1. Vedendo un fuscello di paglia galleggiare su una pozza di urina d’asino, la zanzara alzò la testa e disse a se stessa: «È tanto tempo che sogno l’oceano e un vascello. Eccoli!». Quella pozza le sembrava profonda e senza limiti perché il suo
    universo ha la dimensione dei suoi occhi: simili occhi non vedono che simili oceani. Improvvisamente il vento spostò leggermente quel fuscello. La zanzara esclamò: «Che grande comandante sono!» – Gialal ad-Din Rumi

  2. E’ possibile considerare il karma senza escludere la libertà

    soltanto se si intendono entrambi come elementi che operano agendo dal futuro, ossia se si riconosce la qualità karmica degli ideali che un uomo persegue, nelle facoltà che si forma per corrispondere questi ideali, e negli ostacoli che supera per conquistare queste facoltà. E’ un pensiero del tutto diverso dal concepire il karma in senso monocausale-lineare come una forza dell’ineluttabile che domina dal passato e/o esercita pressione dall’esterno.
    Non dovrebbe parlare di “destino” chi non ha capito che la nascita di un bambino (il processo di incarnazione) rappresenta l’irrompere del futuro.

    [H.Kohler, Non esistono bambini “difficili”- per una trasformazione del pensiero terapeutico; Natura e Cultura Editrice. pg. 134]

  3. Caro Gabriele,

    Mi vengono in mente (ancora una volta oggi) le parole di Dostoevskij. Una sua domanda a cui non ha voluto offrire risposta. Forse per lasciare aperta in noi la possibilità di meditare sulla domanda.

    A seguito vorrei riportare una frase di Gesù; un uomo così lontano dal mondo teocratico del vecchio testamento ed un vero portatore di libertà. In questa frase sembra essere categorico, sembra non offrire assoluzioni…

    ecco le due frasi:

    “Sai dirmi tu, fratello, il perché del dolore innocente?” (Dostoevskij)

    “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.”
    (Gesù)

  4. Felice sabato, mio caro Gabriele. Ti stringo forte… 🙂

  5. Raccontino trovato nello zaino Scout di una delle mie figlie… Impossibile resistere al richiamo suadente di un messaggio che viene dal futuro: l’ho letto!
    —————————————————————————————

    “Un formicaio ai piedi di un vecchio abete. Milioni di formiche nere corrono senza sosta, perfettamente organizzate. Sezione trasporto aghi e foglie; sezione ricerca semi, insetti, larve; sezione allevamento e cura piccoli; comitato difesa dagli assalti…
    Un giorno la formica n. 49.783.511 si fermò. Ansimando s’appoggiò al lungo ago che stava ttrascinando e alzò lo sguardo. Si sentiva svenire… abituata a scanzare i fili d’rba, i sassolini, i bruchi, ora i suoi occhi si smarrivano nell’azzurro immenso del cielo, il cuore le scoppiava d’emozione guardando il grande tronco, i rami ordinati, il verde brillante.
    – N. 49.783.511 – gridò il capo settore – gli altri sgobbano e tu poltrisci! T’assegno un quarto d’ora supplementare! –
    La sera la formica n. 49.783.511 fece il recupero di lavoro. Poi, mentre tutte s’infilavano nelle tane, restò fuori e sciprì le stelle. Un incanto! Tutta la notte ebbe gli occhi pieni di luce. Da allora i turni supplementari aumentavano, ma lei non si preoccupava.
    Diceva a tutti: – Alzate gli occhi. C’è qualcosa di grande sopra di noi, non possiamo portare solo larve e semi. Non avete mai guardato nemmeno l’abete! –
    La prendevano in giro: – Tu guardi e guardi, ma come riempiamo le riserve di cibo? Chi ripara la casa quando piove? –
    La formica n. 49.783.511 lavorava, s’impegnava, rendeva bello il suo formicaio. Ma brontolavano lo stesso: – Se guardare il cielo fosse utile, dovresti essere più brava di noi, invece sei anche tu come noi. Le stelle non servono a niente. -”

    Nota del Narratore:
    Che volete, per capire cos’è guardare il cielo bisogna provare, spiegare non si può. Hai mai provato a spiegare la preghiera? C’è sempre un tizio pieno si “saggezza”, che ti risponde: – Uomo n. 789.451.331, smettila. Bisogna studiare, lavorare, produrre; fare sport per mantenersi sani; bisogna cambiare il mondo, avere mentalità scientifica; bisogna divertirsi, essere moderni…-
    Il formicaio umano va avanti. Io credo di essere importante perchè porto aghi d’abete, o rivoluzionario perchè faccio confusione. E non ho il coraggio di guardare il cielo.

  6. Caro Rossano,
    questa tua citazione merita una riflessione particolare… con/per tutti.

    Grazie.

    Un caro saluto

  7. Grazie, caro Luigi, felice giornata!

  8. Cara Valeria,
    queste parole sono il cielo.

    Grazie

  9. Caro Professore, la ringrazio per aver aver fatto fluire questa mia modesta goccia d’acqua in un blogoceano di bellezza :).In riferimento all’esimia citazione fatta da Rossano,che dire..quella pozza, molto sheakspearianamente, “è” e non “è” Oceano allo stesso tempo.Se Il senso del limite e la consapevolezza delle colonne d’Ercole danzassero a spirale con le ambizioni di Ulisse. Limite come rispetto,consapevolezza ed umiltà; tensione all’infinito come ricerca di nuove forme e opportunità in un multiverso infinito, in cui ogni mondo è contenuto in un altro mondo che nemmeno immagina. Mi vengono in mente la parabola di Abramo cercatore nonché alcune riflessioni fatte da Jung durante i suoi viaggi.Le riporto entrambe :
    ” quando lo avvolsero le tenebre della notte, vide una stella e disse: “Questo è il mio Signore”; ma quando la stella tramontò disse: “Non amo ciò che tramonta” (76). E, quando vide la luna levarsi all’orizzonte, disse: “Questo è il mio Signore”, ma anch’essa tramontò..”
    “Se per un momento mettiamo da parte tutto il razionalismo europeo, se allo stesso tempo rinunciamo alla nostra conoscenza del mondo, e la barattiamo con un orizzonte che appare smisurato, con la coscienza di un mondo che sta al di là del nostro, allora cominceremo a capire il punto di vista dell’indiano pueblo. “Tutta la vita deriva dalle montagne”. E’ per lui una convinzione IMMEDIATA. Parimenti profonda è in lui la persuasione di vivere sul tetto di un mondo immenso, vicinissimo al dio.Egli è vicino al dio più di tutti gli altri , e i suoi gesti rituali raggiungeranno prima degli altri il lontano sole. La santità delle montagne, la rivelazione di Jahweh sul Sinai, l’ispirazione avuta da Nietzsche nell’Egandina, stanno tutte sullo stesso piano.”
    e ancora…-oracolo sull’idumea, da Seir mi si grida: ” Sentinella, quanto ancora della notte?” sentinella : “viene il mattino e poi ancora la notte.”-
    E per finire, niente di meglio che un po’ di leggerezza. a far da sfondo alla meravigliosa profondita del Sè…..il resto va da sé……(-io (ego)-non lo so..): http://www.youtube.com/watch?v=tHxnvxXibAw

  10. E’ possibile considerare il karma senza escludere la libertà
    soltanto se si intendono entrambi come elementi che operano agendo dal futuro, ossia se si riconosce la qualità karmica degli ideali che un uomo persegue, nelle facoltà che si forma per corrispondere questi ideali, e negli ostacoli che supera per conquistare queste facoltà. E’ un pensiero del tutto diverso dal concepire il karma in senso monocausale-lineare come una forza dell’ineluttabile che domina dal passato e/o esercita pressione dall’esterno.
    Non dovrebbe parlare di “destino” chi non ha capito che la nascita di un bambino (il processo di incarnazione) rappresenta l’irrompere del futuro.

    [H.Kohler, Non esistono bambini “difficili”- per una trasformazione del pensiero terapeutico; Natura e Cultura Editrice. pg. 134]

  11. Gentile Omaralkhayyam,
    sei nel giusto. La nostra cultura, malauguratamente, non ha la dimensione degli occhi giusta per percepire la dimensione che le tue righe ri-velano.
    Non viviamo così, oggi, in sim-patia con il sole da credere che senza le nostre preghiere lui non possa sorgere…

    Buona giornata, e grazie!

  12. “Non dovrebbe parlare di “destino” chi non ha capito che la nascita di un bambino (il processo di incarnazione) rappresenta l’irrompere del futuro”… qui c’è il grumo di tutto, caro Nicola…

  13. Ho desiderato postare questo pensiero di Henning Kohler, perchè in tanti tuoi libri ti sei espresso con parole analoghe.
    Ah, sto leggendo Storia della Magia. Mi dispiace che l’abbia scritto proprio tu, perché altrimenti te l’avrei immediatamente consigliato.
    Ha aspettato anni nella mia biblioteca ed ora finalmente… che mistero il rapporto con i libri.
    Comunque. In questo periodo leggo durante le pause di studio pianistico. Sei in buona compagnia. La parte del divano che non uso è piena di libri. Storia della Magia, Don Chischiotte, la trilogia iniziatica di Gibran (Il folle, il precursore, il profeta) con commenti in chiave scientifico-spirituale di M.Carosi (edizione purtroppo introvabile!!!) , due saggi di Reale su Platone e Socrate ed ancora il tuo libro su Giordano Bruno…e poi sulla mia scrivania non riesco neppure a contarli i libri…
    I brimi che vedo sono: La Morte e gli addii, il tuo ultimo “Tu chiamale se vuoi…”, un meraviglioso studio sui tre anni di vita del Cristo di Emil Bock (I tre anni, edizioni arcobaleno), poi la partitura dei concerti per pianoforte e orchestra di Bach… che meraviglia!
    E tu, cosa leggi in questo periodo?

    (E voi…cosa leggete in questo periodo?)

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