Gioia in volo

Amici cari, riflettiamo insieme su questi versi che ha “piantato” nel nostro giardino la nostra Valeria-Luo D.A.:

“Chi lega a sé una Gioia
distrugge la vita alata;
ma chi bacia la Gioia in volo
vive nell’alba dell’Eternità.”

William Blake

Annunci

16 Risposte

  1. E’ il “salto evolutivo”, attraverso l’Altro per arrivare al Sè: ma è come dire “per te si arriva solo attraverso di te…” (P. Salinas) Alla consapevolezza! Prof, c’è un “motivo” che, in me, fa da sottofondo a Blake… Questo:

    Stringiti a me,
    abbandonati a me,
    sicura.
    Io non ti mancherò
    e tu non mi mancherai.
    Troveremo,
    troveremo la verità segreta
    su cui il nostro amore
    potrà riposare per sempre,
    immutabile.
    Non ti chiudere a me,
    non soffrire sola,
    non nascondermi il tuo tormento!
    Parlami,
    quando il cuore
    ti si gonfia di pena.
    Lasciami sperare
    che io potrei consolarti.
    Nulla sia taciuto fra noi
    e nulla sia celato.
    Oso ricordarti un patto
    che tu medesima hai posto.
    Parlami
    e ti risponderò
    sempre senza mentire.
    Lascia che io ti aiuti,
    poiché da te
    mi viene tanto bene!

    Gabriele D’Annunzio

  2. già, nel legare tutto è morte, possesso ossesso! sia meglio quel bacio che liberamente volerà in noi …

  3. Walt Whitman

    “Cogli la rosa quando è il momento
    che il tempo lo sai vola
    e la stessa rosa che sboccia oggi
    domani appassirà”.

    PENSATORI DI OGNI TEMPO SUL CARPE DIEM

    Vivi ogni attimo come se fosse l’ultimo: perché è l’ultimo.
    Ornella Angeloni Accatino, La Donna Bifronte, 1991

    Non vivere come se tu avessi ancora diecimila anni da vivere. Il fato incombe su di te. Finché vivi, finché ti è possibile, diventa buono.
    Marco Aurelio, Pensieri, 166/79

    Il corpo passa presto, e quello che non fa oggi, non potrà farlo mai più.
    Vitaliano Brancati, Paolo il caldo, 1955

    Siamo nati una volta, due non è possibile nascere, dovremo eternamente non essere: tu, che non disponi del domani, rinvii l’occasione dell’oggi: e intanto la vita ci sfugge, e ciascuno di noi senza essere mai padrone di un’ora si muore.
    Epicuro

    Il tempo è breve; chi insegue l’immenso perde l’attimo presente.
    Euripide, Baccanti, 403 a.e.c.

    Da quando abbiamo smesso di credere nell’aldilà, dove ogni rinuncia sarà ricompensata dal soddisfacimento, il Carpe diem è diventato un ammonimento serio.
    Sigmund Freud, Il motto di spirito, 1905

    Se non sono io per me, chi sarà per me? E quand’anche io pensi a me, che cosa sono io? E se non ora, quando?
    Hillel, Pirkei Avot, Massime dei Padri, Talmud, I sec.

    Non ricordare il giorno trascorso e non perderti in lacrime sul domani che viene: su passato e futuro non far fondamento, vivi dell’oggi e non perdere al vento la vita.
    Omar Khayyam, Quartine, XII sec.

    Nulla esiste tranne il qui e ora.
    Bruce Lee, Pensieri che colpiscono, 2000 (postumo)

    Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza.
    Lorenzo il Magnifico, Canti Carnascialeschi, XV sec.

    Non è cosa da saggi, credimi, dire: “Vivrò”. Troppa tarda è la vita che verrà: vivi oggi.
    Marziale, Epigrammi, 80/102

    Mentre parliamo il tempo, invidioso, sarà già fuggito. Godi il giorno, confidando meno che puoi nel domani.
    Quinto Orazio Flacco, Odi, 23/13 a.e.c.

    Non ci accontentiamo mai del presente. Anticipiamo il futuro perché tarda a venire, come per affrettarne il corso, o richiamiamo il passato per fermarlo, come fosse troppo veloce, così, imprudentemente, ci perdiamo in tempi che non ci appartengono, e non pensiamo al solo che è nostro, e siamo tanto vani da occuparci di quelli che non sono nulla, fuggendo senza riflettere il solo che esiste.
    Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)

    Vivete, se volete credermi, non aspettate domani. Cogliete fin da oggi le rose della vita.
    Pierre de Ronsard, Sonetti per Elena, 1578

    Metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.
    Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65
    (si ringrazia:aforismario.it)

    E mi parlò di un giovane che era innamorato di una stella.
    In riva al mare tendeva le braccia e adorava la stella, la sognava e le rivolgeva i suoi pensieri.
    Ma sapeva o credeva di sapere che le stelle non possono essere abbracciate dall’uomo.
    Considerava suo destino amare senza speranze un astro, e su questo pensiero costruì tutto un poema di rinunce e di mute sofferenze che dovevano purificarlo e renderlo migliore.
    Tutti i suoi sogni però erano rivolti alla stella.
    Una volta, trovandosi di nuovo su un alto scoglio in riva al mare notturno, stava a guardare la stella ardendo d’amore.
    E nel momento di maggior desiderio fece un balzo e si buttò nel vuoto per andare incontro alla stella. Ma nel momento stesso del balzo un pensiero gli attraversò la mente: no, è impossibile!
    Così cadde sull’arena e rimase sfracellato. Non sapeva amare.
    Se nel momento del balzo avesse avuto l’energia di credere fermamente nel buon esito, sarebbe volato in alto a congiungersi con la stella.

    Tratto da “Demian” H. Hesse

    La razionalità ci frena, per amare occorre una fede incrollabile…

  4. Un radioso fine settimana, caro Prof.!

  5. Chi vuol fermare l’attimo, legandolo a se, lega se stesso all’ossesso ! Vivere l’attimo significa percorrerlo non affannarsi a tenerlo, poiché non faremmo altro che ingabbiare inutilmente noi stessi, dato che l’attimo è già Passato, in qualsiasi modo o forma, all’attimo successivo! Cosi AMO, cogliendo l’attimo in volo… “BUON SABATO a TUTTI, BUON SABATO PROFESSORE!

  6. i vostri discorsi mi hann fatto venir in mente una poesia:

    Per prima cosa dipingere una gabbia
    che abbia la porta aperta
    quindi dipingere
    qualcosa di grazioso
    qualcosa che sia semplice
    qualcosa che sia bello
    qualcosa di utile
    per l’uccello
    mettere poi la tela contro un albero
    in un giardino
    in un bosco
    o in una foresta
    nascondersi dietro quell’albero
    senza dire niente
    e senza muoversi
    talvolta l’uccello arriva svelto
    ma può anche metterci anni e anni
    prima che si decida
    Non scoraggiarsi
    aspettare
    aspettare se occorre anche per anni
    la rapidità o la lentezza dell’arrivo dell’uccello
    non ha nulla a che fare
    con la riuscita del quadro
    Quando l’uccello arriva
    se arriva
    osservare il silenzio più assoluto
    aspettare che l’uccello
    entri nella gabbia
    e quando l’avrà fatto
    richiudere dolcemente la porta col pennello
    e poi
    cancellare una per una tutte le sbarre
    avendo cura di non toccare le piume dell’uccello
    Fare a questo punto il ritratto dell’albero
    scegliendo il suo ramo più bello
    per l’uccello
    dipingere allora il fogliame verde e la freschezza del vento
    il pulviscolo del sole
    il rumore degli insetti nascosti nell’erba
    nella calura estiva
    Poi aspettare che l’uccello abbia voglia di mettersi a cantare
    Ma se non canta
    è un gran brutto segno
    è segno che il quadro è venuto male
    Ma se canta invece è un buon segno
    segno che il lavoro va firmato
    E quindi voi strapperete
    con grande dolcezza a quell’uccello
    una sua piuma e scriverete
    il vostro nome in un angolo del quadro.

    Prevert

  7. LUCI DEL VARIETA’:(1988)
    Li chiamarono splendidi,
    si deliziavano, tanto più
    non Sono! camminando
    sui tappeti e occhiali
    al posto degli occhi
    illusero di chiamar
    Dio, due circuiti colorati
    Di eseguire, mentre,
    Erano eseguiti!
    Impegnati, si dicono,
    Esecutori sistematici

  8. Cara Valeria,
    leggendo questi versi magnifici di D’Annunzio mi convinco sempre di più che in lui dimorasse uno slancio vitale che non aveva molto a che fare con la politica e le posizioni che purtroppo ben sappiamo…
    La poesia che citi di Salinas – immenso, stra-ordinario, inevitabile – è una delle più chiare rappresentazioni di quello che dici… “Perché so che dove sono stato / non portano né ali, né ruote, né vele. / Esse vagano smarrite. / Perché so che dove sono stato con te / si va solo con te, attraverso te.”

    Baci baci

  9. Grazie, cara Anna, anche a te!

  10. Sei nel giusto, caro Giuseppe, grazie, buon finesettimana anche a te e a tutti!

  11. Sai, quel raccontino che viene dal futuro del post accanto… In quella formica vedo il Poeta e il suo ruolo, fato eneluttabile tra il cielo e la terra, in equilibrio precario nella Storia “per grazia” … di quella “verità segreta su cui l’Amore può riposare per sempre immutabile.”
    Non potrà mai essere diversamente per i Poeti, credo sia stato così per tutti i Poeti, “chiamati” a cogliere i mutamenti, più che a governarli intorno ad una posizione politica, e affidare alla corrente ciò che si vuole mettere in salvo perchè ridiventi se stesso in un tempo nuovo (sto facendo il verso a Baricco!) … e approdi al Sè. E’ una Gioia che si bacia in volo ed un lavoro da formiche pioniere! Ho forse visto male, prof?

    Strabaci

  12. Cara Valeria,
    lo sai… lo sai… non hai visto male!

    Baci baci

  13. Può essere l’attimo misurato?

    LA VITA:(1989)
    Di continuo salta
    il passato in groppa
    all’attimo, sino alla
    sua Fermata, alle porte
    D’un’Ascensore.

  14. LA TUA PELLE DI PESCA:(1992)
    Le tue mani sbucciar
    d’un solo taglio la pesca
    Io, che ti guardo, come
    null’altro m’incanti
    Alla notte, ti osservo
    poggiarti distesamente sul
    letto, le tue braccia e gambe
    Divaricate, il tuo viso per metà
    mi offri, dell’altra delizia
    il lenzuolo che t’accoglie.
    A nulla possono, il suono di parole.
    Nulla, può di cosi Grazia, farsi racconto.
    Allor, inizio a ricoprir le tue gambe,
    I tuoi glutei, lungo tutta la schiena
    Di quelle bucce di pesca.
    A ogni posa, ti sento sospirare
    Un Canto D’Amore.

  15. NUDITA’:(1987)
    Non ho mai Avuto, né voluto
    Avere a che fare con i Bravi
    della ottima società.
    Amo la Periferia!
    I suoi riconoscibili furfanti, o,
    la sua semplicità quotidiana
    A piedi nudi, come la terra dove
    Poggiano.
    D’altro, non vedo,che un gesticolare
    Robotico, d’un pavoneggiare, senza
    Ali né Colori.

  16. Caro Giuseppe,
    in questi versi hai coagulato un sapere fondativo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...