Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Salvatore Armando Santoro

Ecco la lirica del cuore di Salvatore Armando Santoro:

“ROMAGNA”
a Severino

Sempre un villaggio, sempre una campagna
mi ride al cuore (o piange), Severino:
il paese ove, andando, ci accompagna
l’azzurra vision di San Marino:

sempre mi torna al cuore il mio paese
cui regnarono Guidi e Malatesta,
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada, re della foresta.

Là nelle stoppie dove singhiozzando
va la tacchina con l’altrui covata,
presso gli stagni lustreggianti, quando
lenta vi guazza l’anatra iridata,

oh! fossi io teco; e perderci nel verde,
e di tra gli olmi, nido alle ghiandaie,
gettarci l’urlo che lungi si perde
dentro il meridiano ozio dell’aie;

mentre il villano pone dalle spalle
gobbe la ronca e afferra la scodella,
e ‘l bue rumina nelle opache stalle
la sua laborïosa lupinella.

Da’ borghi sparsi le campane in tanto
si rincorron coi lor gridi argentini:
chiamano al rezzo, alla quiete, al santo
desco fiorito d’occhi di bambini.

Già m’accoglieva in quelle ore bruciate
sotto ombrello di trine una mimosa,
che fioria la mia casa ai dì d’estate
co’ suoi pennacchi di color di rosa;

e s’abbracciava per lo sgretolato
muro un folto rosaio a un gelsomino;
guardava il tutto un pioppo alto e slanciato,
chiassoso a giorni come un biricchino.

Era il mio nido: dove immobilmente,
io galoppava con Guidon Selvaggio
e con Astolfo; o mi vedea presente
l’imperatore nell’eremitaggio.

E mentre aereo mi poneva in via
con l’ippogrifo pel sognato alone,
o risonava nella stanza mia
muta il dettare di Napoleone;

udia tra i fieni allor allor falciati
da’ grilli il verso che perpetuo trema,
udiva dalle rane dei fossati
un lungo interminabile poema.

E lunghi, e interminati, erano quelli
ch’io meditai, mirabili a sognare:
stormir di frondi, cinguettio d’uccelli,
risa di donne, strepito di mare.

Ma da quel nido, rondini tardive,
tutti tutti migrammo un giorno nero;
io, la mia patria or è dove si vive:
gli altri son poco lungi; in cimitero.

Così più non verrò per la calura
tra que’ tuoi polverosi biancospini,
ch’io non ritrovi nella mia verzura
del cuculo ozïoso i piccolini,

Romagna solatia, dolce paese,
cui regnarono Guidi e Malatesta;
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada, re della foresta.

Giovanni Pascoli“Myricae”Ricordi di Romagna Dintorni

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16 Risposte

  1. Amo Parecchio questa Poesia… il perché lo si scopre nella stessa!

  2. Gioia nel tuo mattino, mio caro Gabriele. Ti sono vicino… bacissimi! 🙂

  3. Purtroppo, caro Giuseppe, non si vede il video… Grazie, comunque.

  4. Caro Luigi, gioia verso il tramonto, per te, e una notte serena. Grazie!

  5. come mai?, io riesco a vederlo???? boh..mistero della tecnologia 🙂

  6. INNO ALLA BELLEZZA
    Vieni dal ciel profondo o l’abisso t’esprime,
    Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
    piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
    e in questo ti si può apparentare al vino.

    Hai dentro gli occhi l’alba e l’occaso, ed esali
    profumi come a sera un nembo repentino;
    sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
    che disanima il prode e rincuora il bambino.

    Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
    Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
    tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
    e governi su tutto, e di nulla t’affanni.

    Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
    leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l’Orrore, mentre,
    pendulo fra i più cari ciondoli, l’Omicidio
    ti ballonzola allegro sull’orgoglioso ventre.

    Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
    crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
    Quando si china e spasima l’amante sull’amata,
    pare un morente che carezzi la sua tomba.

    Venga tu dall’inferno o dal cielo, che importa,
    Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
    se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
    m’aprono a un Infinito che amo e non conosco?

    Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
    che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
    luce, profumo, musica, unico bene mio,
    rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?

    “Charles Baudelaire” …… Diciamo che per il Momento è questa la mia lirica. TROVO CHE SIA COSI PIENA DI QUELLA ANGELICA NOSTALGIA CHE E’ CIO’ CHE CHIAMIAMO PROFONDITA’ Nel mentre Umani ci immergiamo in essa! Buona Giornata, ancora Grazie Professore, di tutto.

  7. SENZA TEMPO:
    Cascina del vecchio Pozzo
    Sorgon da li le man dei potenti
    I tempi non cedono ai vermi!
    Eterni serpenti dai lenti denti
    Veleno dolciastro,anestetizza,
    Brillii le comuni Genti!
    Dorme anch’esso, di colpe non sue
    L’Antico Guerrier guardiano,
    Dentro l’ognuno, v’è sol
    Il Morente! Antica cantilena
    Dorme lo stolto sulle rive deserte
    Di pur illusioni, lo scroscio di cascate!
    L’Intuito scacciato, torni armato
    di veraci Visioni, risvegli Potente
    l’Addormentato!!!

  8. PROOF, se faccio In tempo ho sbagliato a pubblicare questi miei versi su questa pag del blog? se può non la pubblichi? altrimenti è lo stesso !

  9. Non ho una Lirica Preferita ma questa la comprendo…linguaggio di angelo e uomo tutti i personaggi “negativi” hanno per me un grande significato, non li escludo dal mio paesaggio interiore li invito al dialogo con un “Dio” spesso incomprensibile anzi incomprensibile tout court.

  10. …hai ragione, Giuseppe, la tecnologia ha i suoi lati oscuri. Sai come la penso. Un abbraccio

  11. Caro Giuseppe,
    ci porti su un abisso e verso gli astri. Grazie!

  12. Perchè, caro Giuseppe? Con-dividere i versi è con-dividere Anima. E tu sei generoso, e per questo non posso/possiamo che ringraziarti.

    Un abbraccio

  13. Caro Professore, leggevo, anche se l’avevo già fatto su “wikipedia” “diciamo” la sua Biografia! Anche se, comprendo che poco Importi Il troppo parlare di se, trovo comunque, che sia poco la descrizione che la riguarda, essendo e facendo molte più cose di quelle riportate, secondo me non di meno conto, Forse almeno per me, di maggior Importanza! Un Saluto. Ciao Mapp-Ina!

  14. Caro Giuseppe,
    non importa, credimi.

    Grazie e un carissimo saluto

  15. Ciao stupido.(è rivolto a Giuseppe Maiorana)

  16. Lo so, infatti preciso che non è per l’importanza e vana gloria! Ma….!!!!? Comunque Sono D’accordo 😉

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