”La luce del mondo”

William Holman Hunt, ”La luce del mondo”, 1853/1854

Oggi vorrei entrare, insieme a voi, in questo dipinto del grande preraffaellita Hunt. Guardiamo, con attenzione, e…

I luoghi del cuore

Amici carissimi,

la salvaguardia del nostro patrimonio culturale è uno degli argomenti più importanti che dovrebbero caratterizzare il dibattito nel nostro paese. Come però è visibile a tutti, spesso, la nostra bella nazione è stata predata e devastata dalla barbarie di speculatori e dalla stessa indifferenza della popolazione. Come sapete non sono un amante delle tecnologia, sono però venuto a conoscenza di un progetto promosso dal FAI: la 6ª edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”. Dal 23 maggio al 31 ottobre 2012, infatti, il FAI ha indetto la prima campagna internazionale della sua storia, permettendo così non solo ai cittadini italiani, ma anche a quelli stranieri, di segnalare il proprio luogo italiano interiore, o, comunque, un posto al quale ci si sente legati in modo elettivo e che magari merita di essere tutelato. Non solo quei tesori che hanno reso e ancora rendono l’Italia una terra pervasa di bellezza, ma anche quelle piccole perle che splendono, nascoste, nel territorio e nelle quali è scritta la nostra identità, spesso in pericolo di essere cancellate.

Credo che sia un progetto che meriti la massima attenzione. E voi, che ne pensate? Quale è il vostro luogo del cuore?

Bressanone, via dei Portici maggiori

Il mio è Bressanone e il suo territorio, ed, in particolare l’Abbazia di Novacella, che per me ha il sapore del suo eccelso Gewürztraminer…   E il vostro?

L’Abbazia di Novacella

Potreste mandarmi le descrizioni, le foto, e le potremmo condividere in questo libro che scriviamo ogni giorno… insomma, stiamo insieme. Anche nel caldo estivo… E’ IMPORTANTE!

Le pietre che dovremmo ascoltare

Le grandi pietre dell’Isola di PasquaRapa Nui – sono un enigma e un monito, testimoni, secondo i ricercatori, di un ecocidio che ci devrebbe far riflettere molto…

15 Moai fanno la guardia ad Ahu Tongariki, la più grande piattaforma rituale dell’isola

Acqua in versi

La Malia del Giardino di Ninfa

Amici cari,

la nostra cara Map ci ha spedito questa abluzione di versi. La condivido per tutti e vi auguro un ottimo inizio di settimana:

L’ACQUA NELLA POESIA

Numerosi sono i poeti che hanno dedicato versi al prezioso liquido, ne riportiamo di seguito alcuni:

LA SORGENTE SPLENDENTE (Carlo Alberto Nigro)

Dolci umidezze
pervadono la nuda siepe
dalle limpide e sgargianti
fattezze.
Lenta, ansante, formicolante … brilla!
quasi un lume nella notte piu’ piovosa,
festosa
che le falene
danzan dinanzi al sole.
E ora tu!
che scorri lentamente
mia cara sorgente
dai lunghi… pensieri.

FRAMMENTO (da Eraclito)

Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima…
È fiume, è mare, è lago, stagno, ghiaccio e quant’altro…
è dolce, salata, salmastra,
è luogo presso cui ci si ferma e su cui ci si viaggia
è piacere e paura, nemica ed amica
è confine ed infinito
è cambiamento e immutabilità ricordo ed oblio.

DA: “IL CANTICO DELLE CREATURE” (Francesco D’Assisi)

(…) Laudato sii, mio Signore, per sora acqua,
la quale è molto utile, e umile, e preziosa e casta. (…)

ACQUA CHE CANTI (Gabriele D’Annunzio)

Acqua che sali e poi discendi
Alternamente…
Acqua di monte,
acqua di fonte,
acqua piovana,
acqua sovrana,
acqua che odo,
acqua che lodo,
acqua che squilli,
acqua che brilli,
acqua che canti e piangi,
acqua che ridi e muggi,
tu sei la vita e sempre

e sempre fuggi.

L’ACQUA (Lao-Tse)

In tutto l’universo
Non vi è nulla di più morbido e debole dell’acqua.
Ma nulla le è pari
Nel suo modo di opporsi a ciò che è duro.
Nulla può modificare l’acqua.
Che la debolezza vinca la forza,
che la morbidezza vinca la durezza
ognuno sulla terra lo sa,

ma nessuno è in grado di fare altrettanto.

TEMPORALE DI GIUGNO

(Hermann Hesse)S’ammala il sole, s’accuccia il monte,
carovane di nere nuvole
stanno in agguato di fronte,

in basso timidi uccelli volano,
in terra trascorrono grigie ombre.
Il tuono, lento dopo il fulmine,
passa con rombo pauroso,
signoreggia il coro dei timpani,
le chiare trombette; i gloriosi
aurei lampi i flussi attraversano.
Fitta, gelida la pioggia vitrea

s’abbatte in rovesci di scialbo argento,
scroscia in fiumi, scorre in rivoli,
con mal rattenuti singhiozzi,

giù nella valle dello spavento.

LA BUFERA (Eugenio Montale)

La bufera che sgronda sulle foglie
dure della magnolia i lunghi tuoni
marzolini e la grandine,
(i suoni di cristallo nel tuo nido
notturno ti sorprendono, dell’oro
che s’è spento sui mogani, sul taglio
dei libri rilegati, brucia ancora
una grana di zucchero nel guscio
delle tue palpebre)
il lampo che candisce
alberi e muri e li sorprende in quella
eternità d’istante – marmo manna
e distruzione – ch’entro te scolpita
porti per tua condanna e che ti lega
più che l’amore a me, strana sorella, –
e poi lo schianto rude, i sistri, il fremere
dei tamburelli sulla fossa fuia,
lo scalpitare del fandango, e sopra
qualche gesto che annaspa…
Come quando
ti rivolgesti e con la mano, sgombra
la fronte dalla nube dei capelli,
mi salutasti – per entrar nel buio.

Da CHIARE, FRESCHE E DOLCI ACQUE (Francesco Petrarca)

Chiare, fresche e dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare, al bel fianco, colonna;
erba e fior, che la gonna
leggiadra ricoverse
co l’angelico seno;
aer sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse;
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
(…)
Da’ be’ rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra ‘l suo grembo;
et ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l’amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le trecce bionde,
ch’oro forbito e perle
erano quel dì a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l’onde,
qual con un vago errore
girando parea dir: – Qui regna Amore. –
(…)

MATTINO (F. Garcia Lorca)

E la canzone dell’acqua
è una cosa eterna.
È la linfa profonda
che fa maturare i campi.
È sangue di poeti
che lasciano smarrire
le loro anime nei sentieri
della natura.
Che armonia spande
sgorgando dalla roccia!
Si abbandona agli uomini
con le sue dolci cadenze.
Il mattino è chiaro.
I focolari fumano
e i fiumi sono braccia
che alzano la nebbia.
Ascoltate i romances
dell’acqua tra i pioppi.
Sono uccelli senz’ala
sperduti nell’erba!
Gli alberi che cantano
si spezzano e seccano.
E diventano pianure
le montagne serene.
Ma la canzone dell’acqua
è una cosa eterna.

CORRENTE LENTA (Garcia Lorca)

Lungo il fiume se ne vanno i miei occhi,
lungo il fiume…
Lungo il fiume se ne va il mio amore
lungo il fiume…
(Il mio cuore sta contando
le ore che sta dormendo.)
Il fiume porta foglie secche,
il fiume…
Il fiume è limpido e profondo,
il fiume…
(Il mio cuore mi chiede
se può cambiare posto.)

…a proposito di libri

Alcuni libri devono essere assaggiati,
altri inghiottiti,
e pochi masticati e digeriti.

Francesco Bacone, “Saggi”

“Il bibliotecario” di Giuseppe Arcimboldi

…verso Creta II

Affresco mostrante tre donne dal palazzo di Cnosso

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Maria Allo

Ecco i frammenti scintillanti della Psiche della nostra cara Maria Allo:

Con tutto il mio affetto a tutti voi…….Baci

Frammenti

la sponda della solitudine
non ha confini netti
spalanca le sue braccia alla notte
come un lampione
scalfisce spigoli dentro
annebbia chiarori lontani
sa di appartenere al mondo
ma è deserto e sabbia
in questo mondo
non basterà fuoco nè acqua
vento e passione
a svelare enigmi a far scorrere
vene respiri gesti silenzi
inchiodati al tuo soffice gelo
meglio lasciare la porta socchiusa
quando l’ombra si soffermerà
non lascerà traccia alcuna
come vento nella notte
svanito all’alba
non farà male
e il silenzio non sarà solo silenzio
*
in ogni fibra di noi
abissi cunicoli scaglie involucri
innervati di umori schiusi
su campi di sterpaglie
spersi silenzi
in ogni fibra
un’assenza di varco
un fiume che non conosce
fermenti di pietà
questo rumore di perdita
possiede mille travestimenti
che negano quel centro
mille fraintendimenti
che vietano un ritorno
ma in questa terra
di antica lingua perforata
a cercare sussurri
tenace e prosciugato
il cuore sotterraneo
anela uno stesso respiro
un’alba una foglia una pietra
un’onda una soglia
vertebre di ali
emergono al più lieve tocco
non trovano parole
ma calde improvvise
straripano
*
non ha nome
nel baluginio di occhi colmi
di distanza
prima dell’alba
l’ombra non ha nome
su raffiche di gelo
oltre il dicibile evoca
cenere di nudi germi
labirinti trafitti di parole
l’ombra si allunga
e in sè si compie
passi vergini sussulti
non parole
bruma di scirocco nella sera
l’ombra non potrà fare a meno
di mondrian
fluttua su lembi di voli inerti
non ha nome
attende il brusio dell’alba
in agonia

*

un vocio attraversa
silenzi intermittenti
canti di cuculi inquieti
frammenti inediti
per un diluvio di vita rappresa
squarci infuriati su plaghe di aforismi
espoliazione di certezze
anche se un sole nasce improvviso
sempre rivoli di nebbia mai conclusa
invadono distanze irriverenti
*
mi nutro di parole inconsistenti
strali al vento senza venature
ma il cerchio non chiude
questo trambusto di pietre
sferraglia l’anima
questo seme di pianto vuoto di parole
non ha nome
geometrico perfetto irrompe
su orme di nostalgia
sordo disserra occhi bendati
non ha nome
inquieto va a minare
plausibili certezze

arriva quando meno te l’aspetti
da deserti abissali e vuoti vaganti
in silenzio con scatti improvvisi
si arresta il pensiero
quello di sempre
ha attraversato sentieri inauditi
paludi immonde labirinti
lidi inesplorati
ma quello che arriva
si inerpica per vie senza nome
non c’è certezza che tenga
arriva quando meno te l’aspetti
emerge al più lieve tocco
un fotogramma si aggira
non sai che nome dare
una realtà che fraintende
il sogno di tutti
non resta che ricomporre
il tutto trattenuto in un bicchiere
ritrovare la connessione
lasciarsi respirare

Un concerto di vita alle cinque del mattino -non ci credereste- flussi ritmati ,sapori di vita si intrecciano e scatenano un sole, una luce che la tenda attenua ,ma riflette su libri,foto, oggetti , improvvisamente nuovi per un istante.Mi torna in mente Janáček e le dicussioni con un giovane; ebbene lui l’aspettava,aspettava la notte per addentrarsi dentro suoni e note che solo la notte può dare, appagata dai bagliori lunari.La luna generosa ,fraterna trasforma gli esseri umani , viluppi e grovigli ,come uno specchio respira odori , i più vili e sa esattamente dove andare a parare.Le cime alberate ,immobili del mattino planano sentieri nascosti tra foglie che sembrano ali , espandendosi si flettono su labbra che albeggiano al divenire.A pensarci, preferisco il mattino ,non costa nulla , non promette, nulla di rilevante cambierà, ma tra i suoi orizzonti si inciampa in una lingua ignota e ogni cosa trabocca di epifania .E’ una sospensione , un fluire ondeggiante il Mattino.Sempre.
Platone dice:“Appartiene infatti all’uomo assennato il ricordare le cose dette nel sogno o nella veglia della natura divinatrice ed entusiastica, il riflettere su di esse,il discernere con il ragionamento tutte le visioni allora contemplate”

c’è che la luna si interra stasera
torna a vangare nodi perduti
niente di strano
domani in una goccia di pioggia
sarà più facile respirarti
del poco che resta non c’è da fidarsi
gramigna germoglia
inchioda tracce su giorni perduti
ombra come ombra in un’altra luce
la solitudine del mare dilaga
avrà una pelle di gelsomino
bagnata da un solo universo di pioggia
velo trasparente smemorato

*
c’è che la luna ha un margine
di appartenenza
inchiodata al labirinto di un cielo
che arde nella memoria

m.a.

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Nicola Gelo

Ecco il regalo del nostro caro Nicola:

Ecco la mia poesia

“non destare il mio sonno
il mio amore ha per te
la forma di un bambino
a cui non puoi chiedere
di smettere d’amarti”

15 luglio 2005

N. Gelo

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Anna Ferrara

Sì, mi rotolano in bocca anche a me questi immortali versi, cara Anna. Questa con-divisione della nostra amica mi ha fatto venire in mente che sarebbe bello e buono riportare nel blog le poesie che ci ricordiamo a memoria. Vi piace l’idea?

Buon sabato, caro Prof./ Presidente della Repubblica di Abbrabaci, l’isola che c’è!
Un affettuoso saluto a tutti gli amici, nuovi e ritrovati.

E’ difficile la scelta tra tante meravigliose liriche, tuttavia quella che per prima ho amato, dai tempi delle elementari, è “L’Infinito”:

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e rimirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura.

E come il vento odo stormir tra queste piante,
io quello infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei.

Così tra questaimmensità
s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi

Ricordando Van Gogh

Il 27 luglio del 1890 il grande e tormentato Van Gogh si feriva nei campi di Auvers-sur-Oise. Il suo ultimo dipinto, tragico, denso di malevoli presagi, è il celeberrimo “Campo di grano con volo di corvi“…Ri-guardiamo queste immagini di Sogni” di Akira Kurosawa:

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Giuseppe

Oggi ci pervade il fascino della lirica del cuore del nostro caro Giuseppe69. Tra oscurità e luce:

“INNO ALLA BELLEZZA”

Vieni dal ciel profondo o l’abisso t’esprime,
Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
e in questo ti si può apparentare al vino.

Hai dentro gli occhi l’alba e l’occaso, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino;
sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
che disanima il prode e rincuora il bambino.

Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
e governi su tutto, e di nulla t’affanni.

Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l’Orrore, mentre,
pendulo fra i più cari ciondoli, l’Omicidio
ti ballonzola allegro sull’orgoglioso ventre.

Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
Quando si china e spasima l’amante sull’amata,
pare un morente che carezzi la sua tomba.

Venga tu dall’inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m’aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce, profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?

Charles Baudelaire” …… Diciamo che per il Momento è questa la mia lirica. TROVO CHE SIA COSI PIENA DI QUELLA ANGELICA NOSTALGIA CHE E’ CIO’ CHE CHIAMIAMO PROFONDITA’ Nel mentre Umani ci immergiamo in essa! Buona Giornata, ancora Grazie Professore, di tutto.

…verso Creta I

A proposito di una CIVILTÀ che non realizzava mura difensive:

Dea o sacerdotessa dei serpenti, trovata presso Cnosso

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Salvatore Armando Santoro

Ecco la lirica del cuore di Salvatore Armando Santoro:

“ROMAGNA”
a Severino

Sempre un villaggio, sempre una campagna
mi ride al cuore (o piange), Severino:
il paese ove, andando, ci accompagna
l’azzurra vision di San Marino:

sempre mi torna al cuore il mio paese
cui regnarono Guidi e Malatesta,
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada, re della foresta.

Là nelle stoppie dove singhiozzando
va la tacchina con l’altrui covata,
presso gli stagni lustreggianti, quando
lenta vi guazza l’anatra iridata,

oh! fossi io teco; e perderci nel verde,
e di tra gli olmi, nido alle ghiandaie,
gettarci l’urlo che lungi si perde
dentro il meridiano ozio dell’aie;

mentre il villano pone dalle spalle
gobbe la ronca e afferra la scodella,
e ‘l bue rumina nelle opache stalle
la sua laborïosa lupinella.

Da’ borghi sparsi le campane in tanto
si rincorron coi lor gridi argentini:
chiamano al rezzo, alla quiete, al santo
desco fiorito d’occhi di bambini.

Già m’accoglieva in quelle ore bruciate
sotto ombrello di trine una mimosa,
che fioria la mia casa ai dì d’estate
co’ suoi pennacchi di color di rosa;

e s’abbracciava per lo sgretolato
muro un folto rosaio a un gelsomino;
guardava il tutto un pioppo alto e slanciato,
chiassoso a giorni come un biricchino.

Era il mio nido: dove immobilmente,
io galoppava con Guidon Selvaggio
e con Astolfo; o mi vedea presente
l’imperatore nell’eremitaggio.

E mentre aereo mi poneva in via
con l’ippogrifo pel sognato alone,
o risonava nella stanza mia
muta il dettare di Napoleone;

udia tra i fieni allor allor falciati
da’ grilli il verso che perpetuo trema,
udiva dalle rane dei fossati
un lungo interminabile poema.

E lunghi, e interminati, erano quelli
ch’io meditai, mirabili a sognare:
stormir di frondi, cinguettio d’uccelli,
risa di donne, strepito di mare.

Ma da quel nido, rondini tardive,
tutti tutti migrammo un giorno nero;
io, la mia patria or è dove si vive:
gli altri son poco lungi; in cimitero.

Così più non verrò per la calura
tra que’ tuoi polverosi biancospini,
ch’io non ritrovi nella mia verzura
del cuculo ozïoso i piccolini,

Romagna solatia, dolce paese,
cui regnarono Guidi e Malatesta;
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada, re della foresta.

Giovanni Pascoli“Myricae”Ricordi di Romagna Dintorni

…il mondo di una rosa

Anonimo egiziano (XVI-XI sec. a.C.)

Così breve è il nostro
cammino in questo sogno.
Il mondo di una rosa.
Ma noi lo rendiamo
immenso
con soste di lunghi dolci baci
sulle foglie aperte.

L’ultimo bacio

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Valeria-Luo D.A.

La nostra Valeria ci porta tra le parole della immensa poesia di Pedro Salinas:

Dopo “A Silvia” del Leopardi si legge, anche se non molto chiaramente…

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

Pedro Salinas

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Viki

Viki ci porta le parole colme di significati di Gerard Manley Hopkins, poeta e gesuita britannico:

Buon giorno prof. a Lei e a tutti gli amici navigatori.
Fra le liriche care al mio cuore, oggi ho scelto:

“As Kingfishers catch fire” di G. M. Hopkins

S’accende il martin pescatore, avvampa la libellula;
rotolato dal bordo nel tondo pozzo
il sasso suona; vibra ogni corda pizzicata, d’ogni appesa campana
la bocca scossa trova lingua per sacagliare il suo nome;
ogni cosa mortale fa una cosa e sempre quella:
dirama l’essere che entro ognuna dimora.

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Gianluca

Ed ecco le parole del cuore di Gianluca, dense della sensuale luminosità lunare di Federico Garcia Lorca:

…buona sera professore e saluti anche a tutti i lettori del blog. Ci sono molte liriche che amo, ma forse una preferita non esiste. Anche perchè mi cambia a secondo dello stato d’animo. Questa sera mi sento di postare una vecchia poesia di Garcia Lorca, poeta e ribelle dell’Andalusia:

“SERENATA”

Sulla riva del fiume
la notte si sta bagnando
e nei seni di Lolita
muoiono d’amore i rami.
Muoiono d’amore i rami.
Nuda, la notte canta
sui ponti di marzo.
Lolita si lava il corpo
con acqua salmastra e nardi.
Muoiono d’amore i rami.
La notte d’anice e d’argento
risplende sopra i tetti.
Argento di rivi e specchi
Anice delle tue cosce bianche.
Muoiono d’amore i rami.

La corda sensibile

René Magritte, “La corda sensibile”

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Dina Mosca

Oggi entriamo e ci immergiamo nel fiume di emozioni che ci ha donato Dina Mosca:

“SONETTO DELL’AMORE COME UN FIUME”

Questo infinito amore di un anno fa
che è più grande del tempo e di ogni cosa
questo amore che è reale e che, tuttavia,
io credevo non esistesse più.

Questo amore che è sorto insospettato
e che nel dramma si è fatto pace
questo amore che è il tumulto dove giace
il mio corpo per sempre sotterrato.

Questo mio amore è come un fiume; un fiume
notturno, infinito e lento
che scivola morbido nella solitudine

e che nel suo corso siderale mi porta
illuminato di passione nell’oscurità
verso lo spazio senza fine di un mare interminabile.

Vinicius de Moraes

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Winah

Winah ci manda questa lirica che sento molto… tragicamente vera.

Vi ringrazio per tutti i versi che mi/ci state inviando. Baci baci

A dire il vero non ne ho una in particolare a cui sono legato..
Tra le mie preferite… anche perchè la sento molto famigliare…

“L’arte di perdere”

L’arte di perdere s’impara presto;
tante le cose col segreto intento
di andare perse che non è un disastro.

Perdi una cosa al giorno. Con malestro
accetta chiavi perse, un’ora al vento.
L’arte di perdere s’impara presto.

Perdi di più, più in fretta; al peggio apprestati:
luoghi e nomi e dov’è che avevi in mente
di recarti. Non sarà mai un disastro.

L’orologio di mamma ho perso; e questa!
Che è l’ultima di tre case nel niente.
L’arte di perdere s’impara presto.

Ho perso due città, belle. E, più vasti,
altri regni, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è poi un disastro.

Anche perdere te (la voce,
il gesto amato) non mi smentirà. È evidente:
l’arte di perdere fin troppo presto
s’impara e sembra (scrivilo! ) un disastro.

Elizabeth Bishop

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Antonella Di Pietro

Gentili navigatori,
lasciamoci avvolgere dal sussurro di vento che ci dona Antonella Di Pietro:

Tu mi hai svelato cose
che in me tenevo segrete,
sei stato per le corde dell’anima
il sussurro notturno del vento.

Hugo von Hofmannsthal

Mi raccomando, condividete le emozioni che vi suscitano questi versi…

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Rossano

Amiche care e amici cari,

ora sentiamo le parole scritte nel cuore del nostro Rossano:

Questa è la mia:

Oh me! Oh vita!
domande come queste mi perseguitano
degli infiniti cortei di infedeli, di città piene di sciocchi, di me stesso che sempre mi rimprovero,(perché chi più sciocco di me, e chi più senza fede?),
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi, della battaglia sempre rinnovata, dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti nodi, la domanda, oh me, la domanda così triste che ricorre – Che cosa c’è di buono in tutto questo, oh me, oh vita?
– Risposta: Che tu sei qui, che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso.”

Walt Whitman

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Elena

Amici carissimi,

ora leggiamo le pareti del cuore di Elena:

Tutte le liriche che parlano d’amore sono scritte nel mio cuore. Ne riporto due nelle quali tutti ci siamo ritrovati e ci ritroviamo (…Non posso respirare senza di te… Nell’abbagliante splendore del loro primo amore)

“SENZA DI TE”

Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

John Keats

“I RAGAZZI CHE SI AMANO”

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Jacques Prevert

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Luigi Roscigno

Il nostro caro Luigi ci ha inviato la sua lirica del cuore, che condivido con voi:

“Alla sera” (di U.Foscolo)

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l’imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all’universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

Quale è la lirica scritta nel vostro cuore?

Amici carissimi,
in questa domenica di sole vi voglio chiedere, sottovoce, quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Quella nella quale vi riconoscete o quella che è ed è stata più importante nella vostra vita?
Potete mandarmi anche una citazione… quello che sentite di più nelle corde di psiche.
Intanto vi lascio la mia, anche se la conoscete bene:

“Indizi”

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto.

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde

vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.
Riconosco l’amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!

Marina Cvetaeva (1892-1941)

Le liriche di tutti voi verranno, poi pubblicate nel nostro blog/temenos…

Grazie. Baci baci

Intuire ed essere

«una stessa cosa, intuire ed essere»

Parmenide, fr. 28B 3 DK

L’abitatrice dei sogni

Rabindranath Tagore, “Brooding”, dopo il 1941

Da “Canti d’offerta”

Tu sei la nuvola della sera che vaga nel cielo
dei miei sogni.
Io ti dipingo e ti modello
con i miei desideri d’amore.
Tu sei mia, solo mia, abitatrice
dei miei infiniti sogni!

[…]

Ho oscurato i tuoi occhi con l’ombra
della mia passione, frequentatrice della profondità
del mio sguardo!
T’ho presa e ti stringo, amore mio,
nella rete della mia musica.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei immortali sogni!

Rabindranath Tagore (India, 1861-1941)

Abissi interiori

Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, dalla “Sonata del Mare – Finale”, 1908

I sogni

I sogni il nostro vivere circondano
come l’oceano abbraccia i continenti;
la notte giunge e batte l’elemento
coi frangenti sonori alla sua sponda.

Quella voce c’invita e ci conforta
ad una barca all’àncora, incantata:
la marea cresce e ratta ci trasporta
sulla notte dei flutti sterminata.

Nella sua gloria astrale immoto e fisso
il firmamento guarda dal profondo,
e noi solchiamo il luccicante abisso
che da tutte le parti ci circonda.

Fëdor Tjutčev (Russia, 1803-1873)

Mattino

La porta del sogno

Nessuno potrà
vedermi né chiedermi
qualcosa – In sogno
verrò da te stanotte;
non chiudere la porta al sogno.

Kakinomoto no Hitomaro (Giappone, VII-VIII sec. d.C.)

…al tramonto

Claude Monet, “Covone al tramonto”, 1891

Soglia paurosa

Vincent Van Gogh, “Campo di grano con volo di corvi”, 1890

Grandi misteri abitano
la soglia del mio essere,
la soglia dove esitano
grandi uccelli che fissano
il mio tardivo andar aldilà di vederli.

Sono uccelli pieni di abisso,
come ci sono nei sogni.
Esito se scandaglio e medito,
e per la mia anima è cataclisma
la soglia dove essa sta.

Allora mi sveglio dal sogno
e mi rallegro della luce,
seppure di malinconico giorno;
poiché la soglia è paurosa
e ogni passo è una croce.

Fernando Pessoa (Portogallo, 1888-1935)

Città ideale

…una città ideale senza esseri umani, viventi… o quasi…

Anonimo, “Città ideale”, 1480-1490

Invito a riflettere

“Carissimi,
chi di voi crede nella reincarnazione e perché?”

Gabriele

Parlavamo del più e del meno

Parlavamo del più e del meno, ieri
ieri i miei occhi cercavano i tuoi,

tu pure andavi andavi in cerca del mio sguardo
intanto che il discorso continuava.

Sotto il senso banale delle frasi
il mio amore seguiva i tuoi pensieri,

e quando tu parlavi mi fingevo
distratto ed ascoltavo il tuo segreto:

poiché la voce e gli occhi di Colei
che ti fa triste e gioioso rivelano,

malgrado ogni sforzo mesto e allegro,
l’essere interiore illuminandolo.

Ieri dunque son partito inebriato:
il mio cuore spera vanamente,

ha una speranza vana, falsa e dolce?
No, è vero? Non è vero che no?

Paul Verlaine

La tenerezza

La tenerezza tenerezza è detta
se tenerezza cose nuove dètta.

Sandro Penna

La lunga estate calda

L’Anima


(Edward Burne-Jones, L’anima, 1868)

Non nascondere il segreto del tuo cuore

Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

Rabindranath Tagore