Lavorare stanca

Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.

Ci sono d’estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
per un viale d’inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.

Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

Cesare Pavese

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10 Risposte

  1. “…sometimes I wish that someone out there will find me ”


  2. Bellissima canzone, grande gruppo. Grazie, Emanuele.

  3. NON lavorare ancora di più!!! BUGIA…eeeheeeheeheee 🙂 😉

  4. Cammino per una via
    solitaria, l’unica che conosco
    non so dove porta ma è
    una casa per me e
    cammino da solo.
    Vago per questa strada
    vuota sul viale dei sogni
    infranti, mentre la città dorme
    e io sono l’unico, e
    cammino da solo.

    Cammino da solo
    Cammino da solo

    La mia ombra è
    l’unica che mi cammina
    accanto, il mio cuore
    vuoto è l’unica cosa che
    si sente battere
    Qualche volta vorrei
    che qualcuno là fuori
    mi trovasse,
    fino a quel momento
    io sono solo

    . .

  5. 😉

  6. CIAO.. EMANU… 😉

  7. Non ha nulla a che fare con il tema! La Posto Ugualmente, Un omaggio a due Grandi Murolo De Andrè…. !! 😀

  8. Perchè, nella lirica di Pavese, sento il dolore dello “sradicamento” e della perdita di “un centro”, di uno scopo, di una direzione…? La “crisi” del cambiamento…
    La nostalgia per lo sguardo attento di quella Collettività che allevava, come fosse membro della stessa famiglia, ogni figlio… Che lo seguiva, “premurosa”, passo dopo passo, per le strade… dalla periferia fino al centro… Un vitale, guardingo, Tam-tam, da seggiola a seggiola, al meriggio, sull’uscio, di casa in casa, gli anziani, le commari, sui marciapiedi: dalla periferia, fino al centro… Lì, la principessa non si è presentata all’appuntamento con la vita, causa un doppio turno in fabbrica.

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