Buona serata a tutti!


(Guercino, Paesaggio al chiaro di luna, 1616)

Giardino

Lungi dal tuo giardino arde la sera
incensi d’oro in fiamme porporine,
dietro il bosco di cenere e di rame
Dalie del tuo giardino.
Malnato il tuo giardino!. Oggi mi sembra
l’opera d’un barbiere,
con quella miserina palma nana
e l’aiuola di mirti ritagliati…
e l’arancino nel barile… L’acqua
della fonte di pietra
non cessa il riso nella conca bianca.

Antonio Machado

Arte, natura e musica


(Evaristo Baschenis, Natura morta con strumenti, 1674)

Prodigiosa Rotazione

Sovente i boschi sono rosa –
Sovente sono bruni.
Sovente le colline si spogliano
Dietro il mio paese natio.
Spesso è coronata una testa
Che ero solita visitare –
E altrettanto spesso un recesso
Dove usava stare –
E la Terra – mi dicono –
Sul suo asse ha girato!
Prodigiosa Rotazione!
Da appena dodici compiuta!

Emily Dickinson

E più ti amo…

In un momento

In un momento
sono sfiorite le rose
i petali caduti
perché io non potevo dimenticare le rose
le cercavamo insieme
abbiamo trovato delle rose
erano le sue rose erano le mie rose
questo viaggio chiamavamo amore
col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
che brillavano un momento al sole del mattino
le abbiamo sfiorate sotto il sole tra i rovi
le rose che non erano le nostre rose
le mie rose le sue rose.

Dino Campana

Dal cassetto

Volevo appenderla a un muro della stanza.

Ma l’umidità del cassetto l’ha guastata.

Non la metto in un quadro questa foto.

Dovevo conservarla con più cura.

Queste le labbra, questo il viso…
ah, per un giorno solo, per un’ora
solo tornasse quel passato.

Non la metto in un quadro questa foto.

Mi fa soffrire vederla così guasta.

Del resto, se anche non fosse guasta,
che fastidio badare a non tradirmi…
una parola, o il tono della voce…
se mai qualcuno mi chiedesse chi era.

Costantino Kavafis

La libertà dell’uomo


“L’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene”.

Jean-Jacques Rousseau

Votiamo l’amico Sergio Bellucci…. ovviamente è un consiglio….

Per una autorità condivisa

La crisi che attraversa il nostro Paese necessita di innovazione e responsabilità sociale. Senza innovazione sarà impossibile garantire, nel futuro, la produzione di ricchezza necessaria ad una vita degna, e senza la responsabilità sociale sarà impossibile la costruzione di una società di eguali e liberi. L’innovazione tecnologica deve essere posta al servizio della responsabilità sociale, non deve essere sviluppata come variabile autonoma.
Per questo serve indicare una strada.
È necessario un nuovo indirizzo nelle politiche industriali, economiche, tecnologiche e culturali del nostro Paese, per trovare la strada di un nuovo modello di sviluppo, ecosostenibile e democratico, che non consideri la crescita del PIL come unico modello possibile. Il cuore di tale innovazione risiede nelle possibilità aperte dall’avvento del digitale. Per questo l’esito degli assetti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è una delle principali condizioni per orientare il futuro del nostro Paese.
La rivoluzione digitale che stiamo vivendo può essere subita, sottovalutata o non compresa, come largamente è stata fino ad oggi, o può essere agita, valorizzata e rilanciata, aprendo così la strada a nuovi modelli di economie, di relazioni, di pratiche che possono basarsi sulle logiche aperte della condivisione e della cooperazione, tipiche del modello della rete.
La rete è il nuovo territorio nel quale vanno garantite nuove libertà, vanno evitate nuove forme di esclusione e va combattuto il rischio di una mercificazione asfissiante. La rete è uno spazio sociale costituito da beni comuni materiali e immateriali che necessitano di politiche attive per la loro salvaguardia. Oggi tale tutela implica la ridefinizione dei diritti nell’intero mondo del lavoro. Gli assetti e le libertà nella rete, infatti, descrivono nuove categorie e disegnano nuove forme della vita sociale e lavorativa. La stessa forma della democrazia può e deve essere ripensata in funzione delle sue nuove potenzialità.
L’impatto della rete riconfigura l’intero sistema dei media, attraversa tutto il sistema culturale, e può essere l’occasione per metterci alle spalle gli attuali assetti oligopolistici che bloccano la libera concorrenza e impediscono la nascita di un pluralismo espressivo che sappia nutrirsi della voce fertile delle minoranze di ogni tipo. Ma non solo. Dobbiamo utilizzare la rivoluzione digitale per aprirci ad un reale pluralismo di voci anche nei media tradizionali, che ancora oggi costituiscono un punto nevralgico del funzionamento della nostra democrazia. La questione delicatissima delle frequenze tv e tlc non è stata affrontata nella prospettiva giusta, a causa del perdurante deficit di “politica mediale” del nostro Paese: chi utilizza l’etere deve essere soggetto al pagamento di un pedaggio adeguato alle dimensioni del business potenziale – trattandosi di un bene della collettività – ed obbligato ad investire in contenuti originali di qualità.
Le politiche delle tlc debbono essere sviluppate in sintonia con le politiche dei media e della cultura, affermando la centralità dei contenuti e l’importanza delle industrie creative come motore di un immaginario innovativo: una “agenda culturale” nazionale (purtroppo ancora inesistente in Italia) non è meno importante di una “agenda digitale” che corre il rischio di celebrare la autoreferenzialità di tecnologie vuote di contenuti, ovvero asservite alle dinamiche del mero consumismo.
Certo tutto questo deve basarsi su scelte che vadano esplicitamente verso il superamento dell’attuale blocco oligopolistico del sistema dei media e delle tlc italiane, eliminando i conflitti di interesse che stringono il Paese alla gola. Gli assetti oligopolistici di ampi settori della comunicazione, a partire da quello centrale della televisione, non hanno garantito e non potranno garantire per il futuro, una base di sviluppo solida che riguarda non solo il settore della comunicazione, ma l’intero assetto industriale e socio-economico del Paese e la stessa struttura democratica delle sue istituzioni.
Il sistema dei media oggi non lega la propria esistenza alla produzione di senso, ma vuole produrre il senso stesso dell’esistenza: per questa ragione è necessario disporre di strumentazioni che consentano la rappresentazione della realtà che è l’opposto della reificazione pervasiva tipica delle società contemporanee.
Il settore della pubblicità deve uscire dall’attuale stagnazione, e il servizio pubblico radiotelevisivo non può essere messo sullo stesso piano delle intraprese private: deve essere dotato di autonomia produttiva e garantito nelle risorse necessarie alla missione che la collettività gli affida.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non può vivere con le risorse fornite dai controllati, ma deve poter contare su risorse pubbliche adeguate alle sfide che si annunciano. Le sue attività debbono caratterizzarsi per la massima trasparenza, il suo organico deve essere formato attraverso selezioni pubbliche trasparenti.
La rete ci suggerisce nuove pratiche e nuove logiche sui diritti e sulla definizione della proprietà. Non è più solo un tema legato alla libertà di scaricare o meno contenuti, ma l’apertura verso un mondo che il digitale si annuncia come nuovo nelle sue logiche e che non può restare invischiato nelle regole di un mondo che sta morendo. Debbono essere messe in atto politiche che, favorendo una maggiore integrazione tra i media tradizionali e i media digitali, garantiscono una più ampia partecipazione attraverso la produzione di nuovi contenuti e una maggiore interazione tra produttori e fruitori, pratiche ormai ampiamente consolidate nella rete internet. I diritti degli autori, dei produttori dei contenuti e degli utenti vanno declinati alla luce delle potenzialità espressive e democratiche di internet.

Per questo, ci vuole una Autorità che sappia cogliere le novità che emergono, le tendenze che si consolidano, guardando alle migliori esperienze nel mondo in materia di “authority” indipendenti e indicare le vie per garantire quel particolare bene comune che è la comunicazione.

Per questo, crediamo che la candidatura di Sergio Bellucci rappresenti un
segno di svolta e di rottura:

– perché può vantare una notevole esperienza professionale nel mondo della
comunicazione, su differenti versanti;

– perché si caratterizza per la tenacia tipica di un gran lavoratore, che
conosce la realtà reale così come quella mediata dai media;

– perché unisce all’esperienza concreta la competenza di un teorico del
sistema della comunicazione;

– perché la sua storia personale dimostra la assoluta indipendenza da
qualsiasi lobby economico-industriale e dai poteri forti del nostro Paese.

Un uomo libero all’Agcom.

http://www.firmiamo.it/bellucci-agcom

Il bene e il male

“Non dobbiamo più soggiacere a nulla, nemmeno al bene. Un cosiddetto bene, al quale si soccombe, perde il carattere etico. Non che diventi cattivo in sé, ma è il fatto di esserne succubi che può avere cattive conseguenze. Ogni forma di intossicazione è un male, non importa se si tratti di alcol o morfina o idealismo.
Dobbiamo guardarci dal considerare il male e il bene come due opposti.”

Carl Gustav Jung

Sole senz’ombra

Sole senz’ombra su virili corpi
abbandonati. Tace ogni virtù.
Lenta l’anima affonda – con il mare –
entro un lucente sonno. D’improvviso
balzano – giovani isolotti – i sensi.

Ma il peccato non esiste più.

Sandro Penna

La speranza


(Pierre-Cécile Puvis, La speranza, 1872)

“Io, di vendette, non ne voglio”

E sto abbracciato a te

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

Pedro Salinas

Sull’amore


“Io non pretendo di sapere cosa sia l’amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è per me: l’amore è sapere tutto su qualcuno, e avere la voglia di essere ancora con lui più che con ogni altra persona. L’amore è la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. L’amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride.”

Albert Einstein

L’amore mi si offrì…

L’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, ma io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino
dovunque spingano la tua barca.

Dare un senso alla vita può condurre alla follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquetudine e del vano desiderio,
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Masters

Falsa primavera

Placidi gatti, amanti
(sul prato l’ora è ferma)
di vetri luccicanti.
Goffamente beati,
da odore di caserma
si spogliano i soldati.

Ma effimero è alle cave
ansie il sole che ami.
Al vespro aspro, è grave
il cielo ai secchi rami.

Sandro Penna

La memoria del cuore


“La memoria del cuore elimina i ricordi brutti ed esalta quelli belli, e grazie a questo artificio riusciamo a sopportare il passato.”

Gabriel Garcia Marquez

Momenti di gloria

Luciano Lutring: la vera storia del solista del mitra. Vi aspetto giovedì 24

Giovedi 24, alle 18.00, Gabriele La Porta e Giorgio Biavati, alla libreria Odradek (via dei Banchi vecchi 57) insieme all’autore presenteranno l’ultimo lavoro di Andrea Villani “Luciano Lutring: la vera storia del solista del mitra” (Mursia) da cui è adattato lo spettacolo teatrale “Lutring!” interpretato da Biavati. Sarà una presentazione leggera, ma senza esclusione di colpi, e si racconterà di abissi e rinascite, di bellezza, d’arte e di vite spericolate

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
– Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
– Sempre con tè… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.

Antonio Machado

Giudizio universale


(Michelangelo Buonarroti, Il Giudizio Universale)

Ah, tu pensavi che…

Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.

O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.

Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.

Anna Achmatova

Messaggi d’Amore

Amore

“Non esiste rimedio all’amore se non amare di più”.
Henry D. Thoreau

Alla vita

Non prenderai il mio rossore
intenso – come le piene dei fiumi!
Sei il cacciatore, ma io non cederò,
sei l’inseguimento, ma io sono la fuga.

Non prenderai la mia anima viva!
Così, nel galoppo delle cacce –
si china – e morde
una vena il cavallo
arabo.

Marina Ivanovna Cvetaeva

Tramonto


(Giorgione, Tramonto, 1505)

Mi avevano lasciato solo

Mi avevano lasciato solo
nella campagna, sotto
la pioggia fina, solo.
Mi guardavano muti
meravigliati
i nudi pioppi. soffrivano
della mia pena. pena
di non saper chiararnente…
E la terra bagnata
e i neri altissimi monti
tacevano vinti. Sembrava
che un dio cattivo
avesse con un sol gesto
tutto pietrificato.

E la pioggia lavava quelle pietre.

Sandro Penna

L’Opera al nero

Il mantello e la spiga

Sotto l’ombra sospiravi
pastore di ombre e di sotterranei segreti
parlavi di una vita trascorsa.
Come sempre le foglie cadono d’autunno.
Intona i canti dei veggenti
cedi alla saggezza
alle scintille di fuochi ormai spenti,
regolati alle temperature e alle frescure delle notti:
lascia tutto e seguiti.
Guarda le distese dei campi, perditi in essi
e non chiedere altro.
Lasci un’orma attraverso cui tu stesso
ti segui nel tempo e ti riconosci.
Correvi con la biga nei circhi.
E fosti pure un’ape delicata,
il gentile mantello che coprì le spalle di qualcuno.
Lascia tutto e seguiti.
I tuoi occhi dunque trascorrono svagati
ed ozi come una spiga.
Come sempre le foglie cadono d’autunno.

Franco Battiato

“Giordano Bruno e la Magia”, questa sera a Roma

Carissimi,
vi informo che questa sera, alle ore 21, a Roma, presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13, terrò la conferenza su “Giordano Bruno e la Magia”. L’evento si svolge nell’ambito della manifestazione “Notte nei Musei a Roma”. Per informazioni telefonare a: 366 2227696 – 329 4287192. Vi aspetto!

Gabriele

Motivo dimenticato

Piove su tutte le strade
e piove nel fondo al mio cuore:
non so, non so da dove
giunge questo languore.

Sonoro bruir della piova
per le zolle, sopra le ardesie;
a un cuor che dolce s’accora
oh dolce bruir della piova!

Questo pianger da dove mi viene?
Inganno? E quale? Nessuno.
Eppure nel cuore che geme
da dove, da dove mi viene?

E come duole un dolore
senza radice alcuna.
Odio non c’è, non c’è amore:
e tanta è la pena del cuore.

Paul Verlaine

domande al prof…

Buongiorno, inavvertitamente non riusciamo più a trovare alcun post con delle domande per il prof alle quali, però, non aveva ancora risposto.
Ce ne scusiamo

La redazione

Commiato

Una stella sbocciò nell’aria.
Le risplendé nelle pupille.
Su la campagna solitaria
tremava il pianto delle squille.
– E` ora, o figlio, ora ch’io vada.
Sono stata con te lunghe ore.
Tra questi bussi è la mia strada;
la tua, tra quelle acacie in fiore.
Sii buono e forte, o figlio mio:
va dove t’aspettano. Addio!
… Venir con te? Ma non è dato!
Sai pure: m’han cacciata via.
Ci fu chi non mi volle allato
nel mondo, così larga via;
chi non permise che, sia pure,
stessi con le mie creature.
… Tu venir qui? Viene chi muore…
E tu vuoi dunque venir qui.
Sei stanco: è vero? Hai male al cuore.
Quel male l’ebbi anch’io, Zvanî!
E` un male che non fa dormire;
ma che alfine poi fa morire. –
Si chiudevano i casolari.
Cresceva l’ombra delle cose.
Ancor tra i lontani filari
traspariva color di rose.
– Ma dimmi, o madre, dimmi almeno,
se nel tramonto del suo giorno
tuo figlio si deve sereno
preparare per un ritorno!
se ciò che qualcuno ci prende,
v’è qualch’altro che ce lo rende!
Ricorderò quella preghiera
con quei gesti e segni soavi;
tuo figlio risarà qual era
allora che glieli insegnavi:
s’abbraccerà tutto all’altare:
ma fa che ritorni a sperare!
A sperare e ora e nell’ora
così bella se a te conduce!
O madre, fa ch’io creda ancora
in ciò ch’è amore, in ciò ch’è luce!
O madre, a me non dire, Addio,
se di là è, se teco è Dio! –
Sfioriva il crepuscolo stanco.
Cadeva dal cielo rugiada.
Non c’era avanti me, che il bianco
della silenziosa strada

Giovanni Pascoli

Coraggio!

Il mio cuore….

IL MIO CUORE
Il mio cuore:
un timido fiore,
in un immenso
e sconfinato prato,
senza età.

PENSANDO A TE
La mia anima si avvolge,
di un immenso calore,
quando ti penso;
e improvvisamente mi perdo,
nell’immenso paradiso
dei tuoi occhi d’ebano;
ma il mio cuore irrequieto
mi svela tristi realtà;
e aliena frammenti di lacrime,
non versate.

Patrizia Ianni

Se son malato vago tra la folla

Se son malato vago tra la folla
del sobborgo. Ma l’umido grigiore
invernale mi rende triste e solo.
A soffi sale sulla via un afrore
caldo da una palestra sotterranea
ove giovani e nude belve assalgono
nemici immaginari, in basso a scatti soffiando.
Un vecchio mendicante guarda,
con me, la scena senza nostalgie.

Sandro Penna

I quattro momenti della giornata

(Alfons Mucha, Le stagioni)

Sto in ascolto

Sto in ascolto
come al suono di voci lontane
ma non c’è d’intorno nulla, nessuno
e voi deponete il suo corpo
in questa nera, buona terra
né granito, né salici
faranno ombra alle sue ceneri lievi
soltanto i venti marini del golfo
giungeranno volando.

Anna Achmatova

L’illusione di un inizio


“Il gran mattino reca l’illusione di un inizio.”

Jorge Luis Borges