Resurrezione

(Alvise Vivarini, Resurrezione, 1497)

“Carissimi, secondo voi,  cosa vuol dire Resurrezione?”

Gabriele

Rinunciare a se stessi

Tutto sarebbe donato a chi rinunciasse a se stesso assolutamente, anche per un solo istante.

Meister Eckart

Farfalle di malinconia

Volano, danzano,
si rincorrono,
farfalle di malinconia
nel mio orizzonte;
sbiadite,
senza colore;
labili,
ma incalzanti.
Messaggere di un’angoscia,
che cresce ineluttabile;
tempeste di rimembranze rovinose;
vedove di amore e gioia;
sorelle di tristezza e vuoto;
onde di passato tormentose;
maschere di dolore.
Spaziano nel cuore,
raggiungono l’anima
e si posano.
Si allontanano,
poi tornano.
Una baraonda d’ali sempre più grandi,
mi oscura la vista.
Le rinchiudo in un battito di ciglia,
Intrise di lacrime scure.

Patrizia Ianni

Pasqua

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.

 E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.

 Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;

 Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio_ Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:

 Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
-No-, mormorò con l’ombra nella voce,

 e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Giovanni Pascoli

Bivi della vita

“Dobbiamo abituarci all’idea: ai più importanti bivi della vita, non c’è segnaletica”.

Hernest Hemingway

Sì, li ho amati…

Sì, li ho amati quei raduni notturni
i bicchieri ghiacciati sparsi sul tavolino,
l’esile nube fragrante sul nero caffè,
l’invernale, greve vampa del caminetto infocato,
l’allegria velenosa dei frizzi letterari
e il primo sguardo di lui, inerme e angosciante.

Anna Achmatova

Ancora la Patrizia Ianni

 

La nascita di un sentimento

Odo,
in una regione sperduta
della mia mente,
lo sciabordio di un pensiero nascente.
Come un fiume,
defluisce e trascina via,
gli argini della ragione,
nel veemente paradiso dell’anima;
dove nasce ogni emozione.
Ora è già sentimento;
lo sento calore,
vicino al cuore;
appaga il mio dentro;
s’intride di energia
e si rischiara di luce
di stella.
I suoi raggi,
zampillano nel corpo;
quelli più audaci,
che vogliono rendersi visibili
e riconoscibili,
lo oltrepassano
e avvolgono chiunque,
li sappia apprezzare.

Verso la Pasqua…

(Anne-Louis Girodet Trioson, Il Cristo morto sostenuto dalla Vergine, 1789)

Speranza… di Patrizia Ianni

Carissimi, oggi voglio condividere con voi una lirica della poetessa Patrizia Ianni.
Una poetessa ancora inedita ma che, ne sono sicuro, otterrà i consensi e l’attenzione che merita…

 SPERANZA

L’ irreale si fa sogno;
la realtà trascende nell’oblio.
Un soffio di cielo
nell’anima.
Luce negli abissi.
Mi perdo nell’oceano di un’emozione.
Una gioia combattuta e cercata;
ma trovata;
un calore che scioglie il cuore,
là dove non c è sole.
Filtrano i raggi e la luce,
allevia il dolore.
Germoglia a poco a poco l’armonia,
dentro me
e un sorriso di speranza,
spicca il volo verso l’infinito.

 Patrizia Ianni

Sulla Pasqua

La Pasqua suggerisce che la morte non esiste e che tutto è trasformazione”.

Gabriele La Porta

Buona Domenica delle Palme