I due alberi

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13 Risposte

  1. La poesia è di William Butler Yeats (1865-1939)

    Loreena McKennitt ne ha fatto una sua canzone dal titolo “The Two
    Trees” (I Due Alberi)

    Su musica di Paul Mounsey questa stupenda poesia, quì sotto la
    traduzione in italiano:

    I Due Alberi

    Scruta dentro il tuo cuore, amore mio,
    l’albero sacro è lì che sta fiorendo; dalla gioia
    i rami sacri si partono, e con essi
    tutti i fiori frementi che sostengono.
    I colori mutevoli dei frutti hanno adornato
    con una luce gaia le stelle; la presa sicura
    della radice invisibile ha piantato
    la quiete nella notte; lo scuotersi
    della sua vetta frondosa ha dato all’onde
    la loro melodia,
    spostanto le mie labbra con la musica,
    mormorando per te una canzone magica,
    là vanno in cerchio gli Amori, nel cerchio fiammeggiante
    dei nostri giorni, in vortici,
    svolgendosi a spirale qua e là
    in quei vasti e innocenti viali di foglie;
    ricordando la chioma fluttuante e come i sandali alati
    dardeggiano, i tuoi occhi
    di tenerezza si colmano:
    scruta dentro il tuo cuore, amore mio.

    Non ti guardare più allo specchio amaro
    che i demoni ci pongono di fronte, passando,
    con la loro sottile scaltrezza, o se vuoi
    guarda solo un istante; perchè vi si forma
    una fatale immagine, che la notte
    tempestosa raccoglie,
    radici nascoste a metà nella neve,
    rami spezzati, foglie annerite.
    Perchè ogni cosa diventa sterile
    in quello specchio oscuro che i demoni sostengono,
    specchio della stanchezza esterna,
    creato mentre Dio stava dormendo nelle età che furono.
    Fra i rami infranti,là, passando i corvi
    del pensiero irrequieto, trasvolando,
    stridendo in ogni dove, con gli artigli
    crudeli e il becco rapace, quando non restano immobili
    fiutando il vento e scuotono
    le ali sbrindellate, ahimè!
    I tuoi teneri occhi perdono ogni dolcezza:
    non ti guardare più in quello specchio amaro.

    Beloved, gaze in thine own heart
    The holy tree is growing there;
    From joy the holy branches start
    And all the trembling flowers they bear.
    The changing colours of its fruit
    Have dowered the stars with merry light;
    The surety of its hidden root
    Has planted quiet in the night;
    The shaking of its leafy head
    Has given the waves their melody.
    And made my lips and music wed,
    Murmuring a wizard song for thee,
    There the Loves a circle go,
    The flaming circle of our days,
    Gyring, spiring to and fro
    In those great ignorant leafy ways;
    Remembering all that shaken hair
    And how the winged sandals dart
    Thine eyes grow full of tender care;
    Beloved, gaze in thine own heart.

    Gaze no more in the bitter glass
    The demons, with their subtle guile,
    Lift up before us when they pass,
    Or only gaze a little while;
    For there a fatal image grows
    That the stormy night receives,
    Roots half hidden under snows,
    Broken boughs and blackened leaves.
    For all things turn to barrenness
    In the dim glass the demons hold,
    The glass of outer weariness,
    Made when God slept in times of old.
    There, through the broken branches, go
    The ravens of unresting thought;
    Flying, crying, to and fro,
    Cruel claw and hungry throat,
    Or else they stand and sniff the wind,
    And shake their ragged wings: alas!
    Thy tender eyes grow all unkind:
    Gaze no more in the bitter glass.
    Beloved, gaze in thine own heart,
    The holy tree is growing there;
    From joy the holy branches start,
    And all the trembling branches bear.
    Remembering all that shaken hair
    And how the winged sandals dart,
    Thine eyes grow full of tender care;
    Beloved, gaze in thine own heart.

    per chi come, non capisce molto bene l’ inglese…

  2. per chi, come me

  3. una canzone
    dedicata agli alberi, perchè no.

  4. Vecchio come un albero mi piacerebbe essere
    esattamente come il poeta descrive,
    vecchio come un albero con una corona lontano-lontano-lontano-lontano
    mostra i campi al di là.

    Vecchio come un albero mi piacerebbe essere
    con radici che superi una tempesta
    vecchio come un albero di tutti gli anni lontano lontano lontano lontano
    che l’ombra fresca porti

    Tutti i miei sogni (yeh) catturati ‘così ho uno (Yeh)
    Tutti i miei sogni (yeh) yeh yeh yeh
    tra cielo e terra per essere
    tra cielo e terra per essere.

    Vecchio come un albero mi piacerebbe essere
    esattamente come il poeta descrive,
    vecchio come un albero con una corona lontano-lontano-lontano-lontano
    mostra i campi al di là.

    Tutti i miei sogni (yeh) catturati ‘così ho uno (Yeh)
    Tutti i miei sogni (yeh) yeh yeh yeh
    tra cielo e terra per essere
    tra cielo e terra per essere
    tra cielo e terra di essere.

  5. (dopo tutto gli Alberi sono Angeli)

  6. “Particolarmente gravoso è il compito di entrare nello Sheol, e la trasformazione dei Serafini non è senza pena. Durante il viaggio di andata verso gli inferi, essi si spogliano della natura angelica e si rendono simili alle creature del male, diventando dei serpenti, per poter svolgere la loro missione di comunicare la parola di D-o anche a coloro che stanno nei luoghi più bassi.

    Compiuta la loro missione non possono, però, riacquistare istantaneamente la loro forma originaria e tornare al loro luogo di appartenenza, “al sopra del trono”, a proclamare la gloria di D-o, se non tramite un modo molto ingegnoso. Per poter scendere in basso, la loro trasformazione è vera e totale. Ecco il perché ciò non può essere capovolto istantaneamente.

    Dopo essere penetrati nelle viscere della terra, risaliranno verso l’alto solo diventando linfa vitale degli alberi, saraf. La linfa negli alberi sale ad una velocità di 15 metri all’ora, notevole, se si pensa che si tratta di un fluido viscoso che si muove contro la forza di gravità. Durante l’inverno però, questo processo rallenta o si ferma. Secondo la tradizione ebraica la linfa riprende a scorrere negli alberi ancor prima che giunga la primavera, e ciò inizia il giorno di TU BE SHEVAT”

    http://www.cabala.eu/articoli/il-lungo-cammino-dei-serafini/

  7. (Si è tenuto oggi il giorno della commemorazione in Israele dei sei milioni di ebrei che perirono nell’Olocausto.Si tiene il 27 Nisan (19 aprile 2012), si osserva in Israele e nelle comunità ebraiche di tutto il mondo.
    “Yom HaShoa” contiene due parole ebraiche – Yom (Giorno) e Shoah (una parola biblica che significa “catastrofe”). HaShoah (Shoah + ‘ha’ il prefisso) si riferisce specificamente ai sei milioni di ebrei perduti nella seconda guerra mondiale. Fonte:Liquida, Il Cannocchiale)
    http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/2735466.html

  8. Post dedicato a chi non batte il sentiero già battuto, ma va oltre,
    va dove nel folto dell’ ignoto lascia la propria traccia nell’ universo… e riesce!!!

    CONTROCORRENTE

    NELL’ORDINARIA
    INDIFFERENZA
    …DI RUMORI
    INDIVIDUALI
    PRIVI
    DI VALENZE
    AGGREGANTI

    COMBATTO
    PER TROVARE
    LA MIA VOCE

    Giulia Desantis

  9. Una dolce notte costellata di serene sogni a tutti

    Notte

    S’appisola
    adagiandosi per valli e colline
    al fresco notturno
    di rugiada perlato…
    al chiaror della luna
    col profumo del grano ancor verde

    s’appisola il giorno
    nel silenzio d’una cattedrale…

    ( R.B.) — con Francesca Terranova.

  10. L’ENERGIA BENEFICA DEGLI ALBERI
    NEL GIARDINO TERAPEUTICO BIOENERGETICO

    Talvolta sentiamo forte il bisogno di immergerci nel cuore della natura, come una sorta di “richiamo della foresta”, troppo spesso soffocato dai numerosi impegni e dalla nostra razionalità che congela l’istinto. Eppure la sua origine ha radici molto profonde nella storia della relazione tra Uomo e Natura, di cui l’Albero è la presenza simbolica più significativa, presente in tutte le antiche culture della Terra. Nei Boschi Sacri, santuari primordiali dove la divinità era simboleggiata da alberi significativi, l’albero era oggetto di culto e di rispetto, dispensatore di favori e salute; a questi esemplari spesso venivano attribuiti poteri taumaturgici, rafforzando l’immagine archetipica dell’albero “guaritore” (vedi ad es. i lavori di J.G. Frazer e J. Brosse).

    La convinzione che le piante ed in particolare gli alberi siano benefici per le persone è del resto comune anche oggi. In gran parte questo deriva sia dalla conoscenza del loro fondamentale contributo nell’agire sull’ambiente, regolando la qualità dell’aria ed il clima, sia dall’estesa conoscenza che abbiamo sulle proprietà di molti principi attivi vegetali utilizzati da tempo in campo medico e farmacologico. Ma non solo. Molte ricerche hanno focalizzato il loro interesse verso l’aiuto che le piante possono offrire all’uomo in particolare a livello psicologico, sensoriale o emozionale.

    Se nella cultura medica di poco più di un secolo fa esisteva ancora
    l’idea che gli alberi potessero essere di aiuto al corpo e alla psiche, oggi molti istituti universitari e centri di ricerca hanno affrontato sperimentalmente questo argomento, valutando l’influenza che la presenza del verde riveste nei luoghi di cura, di studio e di lavoro. I risultati sono spesso sorprendenti. Ricerche svolte dall’Università del Texas hanno verificato che i pazienti di ospedali dove sono presenti giardini effettuano degenze più brevi e sono più soddisfatti, così come lo è il personale: in definitiva, costi minori e comfort più elevato (R.S. Ulrich e altri, 1984-1991). Anche sui luoghi di lavoro, la presenza di piante può aumentare il rendimento fino al 12%, ridurre lo stress e l’assenza per malattia (V.I. Lohr e altri, Washington State University, 1996). Si è dimostrato perfino che il semplice fatto di guardare immagini di natura e piante migliora in pochi minuti la nostra circolazione, riducendo lo stress, attivando un effetto che potremmo forse definire placebo, ma che conferma il collegamento con l’archetipo interiorizzato dell’albero guaritore.

    Questa consapevolezza ha incoraggiato negli ultimi 20 anni l’interesse da parte di molti progettisti verso la realizzazione di “Healing Gardens”, cioè giardini pensati per generare benessere o per stimolare positivamente disabili, anziani, malati di Alzheimer o semplicemente i bambini, facendo leva in particolare sulla funzione terapeutica del paesaggio legata per lo più a suggestioni emozionali, psicologiche e sensoriali.

    Parallelamente però a questi studi molto legati alla psico-sociologia, il rapporto con alberi e piante è stato indagato non solo da un punto di vista culturale e antropologico ma anche “energetico”.

    Già le antiche culture più legate al valore della percezione dei fenomeni naturali, come quella indo-vedica, cinese, aborigena e dei nativi americani, seppero riconoscere e ricercare il potere terapeutico della natura attraverso il contatto fisico con gli alberi, allo scopo di ricaricare la forza vitale e rafforzare il carattere. Oltre a questo, molti ricercatori hanno cominciato a constatare che esistono forti parallelismi tra alcuni aspetti della fisiologia animale e vegetale. Ad esempio le recenti scoperte del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) di Firenze hanno evidenziato ad esempio come l’apparato radicale delle piante presenti una forte affinità con il cervello animale, e come esse abbiano sofisticate capacità di rispondere agli stimoli e di calcolare le risposte più idonee verso l’ambiente e gli organismi viventi con i quali entrano in contatto.

    Questa affinità che emerge tra uomo e pianta sembra suggerire che all’origine dei processi vitali esista una sorta di linguaggio energetico -o elettromagnetico- capace di mettere in relazione le cellule dei viventi tra loro e queste con l’ambiente. Questo è effettivamente confermato sia dalle antiche culture orientali così come dalle più recenti scoperte occidentali, dove risulta evidente che “la Vita è una manifestazione dell’Energia”.

    Negli ultimi decenni, ad esempio, molti studi hanno dimostrato che tutte le forme fisiche (umane, animali, vegetali e minerali) sono tenute insieme e controllate da campi di energia elettromagnetica (vedi teoria elettrodinamica di H.S. Burr, Università di Yale, 1940; H. Frolich, 1988, F.A. Popp, 1989-1992). Non sorprende quindi che l’uomo, gli animali e le piante emettano campi di energia biologica, sotto forma di deboli ma specifici campi elettromagnetici e contemporaneamente dipendano energeticamente dalla nostra Biosfera.

    Di questa relazione si è molto occupato un ricercatore belga, il dott. Walter Kunnen, che già negli anni ’60 affermava che siamo scarsamente coscienti che la sola differenza tra un cadavere -animale o vegetale- ed un corpo vivo non è né fisica né anatomica ma semplicemente energetica. Dai suoi studi non convenzionali emerge che gli esseri viventi sono antenne che ricevono, accumulano ed emettono energia su specifiche frequenze elettromagnetiche che caratterizzano ogni organo o funzione biologica, così come un apparecchio radio sintonizzato su una stazione riceve quella emissione solamente, chiamando questo fenomeno “bio-risonanza”.

    Le sue ricerche sono state possibili grazie ad un cambio di paradigma nell’analisi elettromagnetica, e all’utilizzo di un particolare strumento di misura biofisica, l’antenna Lecher, da lui perfezionato, a cui si sono poi aggiunte le verifiche effettuate con aggiornate apparecchiature bioelettroniche.

    Più recentemente, queste conoscenze e questi strumenti hanno reso possibile affrontare nuovi studi in campo vegetale per approfondire nel dettaglio la conoscenza della relazione energetica tra l’uomo, l’albero e la Biosfera. Da questi è nato il “Bioenergetic Landscapes”, una tecnica innovativa che attraverso particolari misurazioni riconosce alle piante ed in particolare agli alberi la capacità di influire elettromagneticamente sull’uomo e sulle sue funzioni vitali, fornendoci così gli strumenti per creare giardini terapeutici bioenergetici particolarmente benefici per le persone.

    Il Bioenergetic Landscapes permette di verificare strumentalmente che ogni albero emette frequenze elettromagnetiche identiche a quelle che caratterizzano ed alimentano il funzionamento dei nostri organi. Si può inoltre misurare che l’intensità e qualità dell’energia emessa dipende dalla specie e talvolta dal genere della pianta esaminata. Da questo emerge che alcune specie possono essere definite estremamente positive per la salute, mentre altre possiedono caratteristiche più o meno benefiche per certi organi, ed altre ancora sono piuttosto da considerare disturbanti o nocive, anche in relazione al luogo in cui sono state messe a dimora.

    L’intensità dei campi elettromagnetici emessi dagli alberi è estremamente bassa – come lo è quella dei “campi di energia biologica” emessi dall’uomo e studiati in tutto il mondo -, ma possiede un’altissima affinità biologica. Normalmente non riesce a diffondersi in maniera efficace più lontano di qualche decina di centimetri, ma questo studio ha però permesso di individuare una modalità per amplificare e diffondere a distanza questa proprietà, utilizzando alcune correnti dell’elettromagnetismo naturale rilevabili nello spazio, già studiate da Kunnen, definite “campi generatori”. Questi sono in grado di raccogliere e veicolare certo tratto nello spazio le proprietà energetiche degli alberi, cioè la loro informazione biologica, purché le piante siano collocate con estrema precisione e con certe modalità in corrispondenza del loro percorso, attraverso misurazioni elettromagnetiche molto accurate da effettuare sul posto e sulle piante stesse. Si generano così aree bio-energetiche piuttosto vaste, estese fino a decine di metri di distanza dalle piante e ampie fino ad alcune centinaia di metri quadrati, particolarmente idonee alla sosta.

    In questi luoghi è misurabile una qualità elettromagnetica che dipende dal tipo di pianta che abbiamo utilizzato e dalle sue specifiche proprietà. Per raffigurare il fenomeno, immaginiamo che un puro e trasparente ruscello di montagna sia il nostro campo generatore, e proviamo ad immergervi al centro un bicchiere pieno di inchiostro di un certo colore, cioè l’albero con le sue caratteristiche energetiche più o meno benefiche: fino a che uscirà inchiostro dal bicchiere, l’acqua scorrerà a valle colorandosi per un certo tratto, fino a ritornare trasparente più lontano. In maniera molto simile questo accade anche nella realtà elettromagnetica studiata dal Bioenergetic Landscapes, con la sola differenza che l’albero non si esaurisce mai.

    Questa scoperta apre una nuova interpretazione del nostro rapporto con la natura. Con questa tecnica possiamo progettare e realizzare parchi e giardini bioenergetici la cui funzione terapeutica è realmente basata sulle migliori proprietà biologiche delle piante utilizzate, con risultati di qualificazione dell’ambiente non ottenibili in nessun altro sistema. Sarà per questo più facile ed efficace realizzare un giardino particolarmente favorevole alle persone stressate, o ai cardiopatici, o addirittura alle persone elettrosensibili, che finora hanno potuto sperimentare con particolare soddisfazione l’efficacia del Bioenergetic Landscapes visitando questi giardini bioenergetici, nei quali esse traggono sollievo nervoso e chiare percezioni di benessere.

    Gli effetti particolarmente positivi sull’organismo sono stati più volte confermati anche da medici dopo particolari misurazioni effettuate sulle persone con moderni apparecchi di biorisonanza e con la GDV del prof. Korotkov.

    Se esistono le condizioni elettromagnetiche locali idonee, i giardini bioenergetici possono essere realizzati ovunque, anche perché la maggior parte delle specie arboree mediterranee e continentali più comuni possiede qualità benefiche su diversi organi del corpo.

    Finora sono state eseguite molte realizzazioni sia in campo sanitario, pubblico e privato. Interessante per il suo valore sociale è il Giardino accessibile bioenergetico realizzato ad esempio per Corte Roncati a Bologna, uno dei più importanti centri italiani di sostegno alla disabilità.

    L’antico gesto di abbracciare un albero assume oggi allora un significato reale, in quanto ci pone in contatto con reali emissioni energetiche in grado di attivare meccanismi benefici nell’organismo, così come passeggiare in un bosco ci permette di entrare all’interno di un ambiente fortemente influenzato dalle proprietà bio-elettromagnetiche degli alberi. Tanto da rendere le nostre escursioni momenti di grande terapia energetica.

    SI RINGRAZIA IL SITO: spiritoliberomag.t

  11. LE METAMORFOSI DI OVIDIO

    Solo la trasformazione in alberi unirà in un vincolo eterno Filemone e Bauci; e in albero d’alloro si trasforma Dafne, la ninfa che Apollo pur continuerà ad amare.
    E D’Annunzio ne “La pioggia nel pineto”:

    E immersi
    noi siam nello spirto
    silvestre,
    d’arborea vita viventi;
    e il tuo volto ebro
    è molle di pioggia
    come una foglia,
    e le tue chiome
    auliscono come
    le chiare ginestre,
    o creatura terrestre
    che hai nome
    Ermione.

    Piove su le tue ciglia nere
    sìche par tu pianga
    ma di piacere; non bianca
    ma quasi fatta virente,
    par da scorza tu esca.
    E tutta la vita è in noi fresca
    aulente,
    il cuor nel petto è come pesca
    intatta,
    tra le pàlpebre gli occhi
    son come polle tra l’erbe,
    i denti negli alvèoli
    con come mandorle acerbe.
    E andiam di fratta in fratta,
    or congiunti or disciolti
    (e il verde vigor rude
    ci allaccia i mallèoli
    c’intrica i ginocchi)
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su i nostri vólti
    silvani,
    piove su le nostre mani
    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggieri,
    su i freschi pensieri
    che l’anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    m’illuse, che oggi t’illude,
    o Ermione.

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