Pervinca

 So perché sempre ad un pensier di cielo
misterïoso il tuo pensier s’avvinca,
sì come stelo tu confondi a stelo,
vinca pervinca;

io ti coglieva sotto i vecchi tronchi
nella foresta d’un convento oscura,
o presso l’arche, tra vilucchi e bronchi,
lungo la mura.

Solo tra l’arche errava un cappuccino;
pareva spettro da quell’arche uscito,
bianco la barba e gli occhi d’un turchino
vuoto, infinito;

come il tuo fiore: e io credea vedere
occhi di cielo, dallo sguardo fiso,
più d’anacoreti, allo svoltar, tra nere
ombre, improvviso;

e il bosco alzava, al palpito del vento,
una confusa e morta salmodia,
mentre squillava, grave, dal convento
l’avemaria.

Giovanni Pascoli

38 Risposte

  1. Penso che la poesia in questione sia dedicata ad una donna
    quando dice occhi di cielo certamente non si riferisce al cappuccino, ma il pensiero di Lei vaga nell’infinito, e Lui ne comprende il motivo che secondo me è la paura anche se è presente anche un profondo senso di gioia. E di fede.

  2. BEllissima

  3. Al limitar del bosco un cappuccino…
    Melanconia profetica… che si “veste”, lasciandosi “avvincere”, di quello di cui va in cerca il Ricercatore d’Anima.

    ” […] Egli riceverà la vita degli dei, egli vedrà gli eroi
    misti agli dei, ed egli stesso apparirà ad essi,
    e reggerà l’orbe pacato dalle virtù patrie.
    Per te, o fanciullo, la terra senza essere coltivata,
    spargerà i primi piccoli doni, le edere erranti
    qua e là con la baccara e la colocasia con il ridente acanto.
    Le capre riporteranno da sole le mammelle piene
    di latte, e gli armenti non temeranno i grandi leoni.
    La stessa culla spargerà per te blandi fiori.
    Anche il serpente scomparirà, anche la fallace erba di veleno
    scomparirà; ovunque nascerà l’assiro amomo. […]

    VIRGILIO, Bucoliche, Egloga IV (trad. di Luigi Rignanese)

  4. E’ una bellissima poesia di Pascoli (fra l’altro è il mio autore preferito) che per l’occasione ha impiegato delle strofe saffiche a rima alternata con i primi tre versi endecassilabi e chiusa con un verso quinario. Il riferimento è come tante altre volte al convento dei cappuccini di Urbino che, chiaramente, io ho visitato, come tutte le altre località di nascita e di morte del Pascoli, perchè altrimenti che fan sarei di questo poeta?

  5. E per restare nel clima poetico del Pascoli ecco un mio sonetto di qualche anno indietro che rievoca visioni bucoliche pascoliane:

    FILI D’ERBA DELLA MEMORIA

    Emozionarsi per dei fili d’erba
    di cui conservi un’orma nella mente
    gioia provar nell’anima superba
    al loro dondolare mollemente.

    E ritrovarsi ancor nella frescura
    d’estati di cui ancor conservi traccia
    mentre percorri questa calle dura
    di lavoro che scava solchi in faccia.

    Vederti ancora sul tratturo antico
    con le fascine d’erba strette in mano
    raccogliere dai rami qualche fico

    pensando ai tanti amici ormai lontano.
    E mentre il mio destino maledico
    l’orme mie lascio sulle crete al piano.

    Salvatore Armando Santoro
    (Matera 28.2.2010 12,56)

    (Attraversando il 28.7.2010 la piana cretosa del materano)

  6. Buona domenica, Gabriele carissimo! Un grande abbraccio… 😀

  7. Buona domenica anche a te, carissimo Luigi

  8. Buona domenica, caro Prof! Un saluto a tutti i blogger.

  9. Buona domenica anche a te Anna. Grazie!

  10. A GIANLUCA ASKI

    Non penso proprio che “Pervinca” sia dedicata ad una donna. La poesia è dedicata alla “poesia” almeno così dichiara la Casa Editrice della Garfagnana che ha curato diversi libri e saggi sul Pascoli! Poi può darsi anche che un pizzico di dedica ad Erminia Tognacci ci fosse. Chi era Erminia, era la figlia di un falegname di San Mauro che aveva ospitato la famiglia Pascoli dopo l’assassinio del padre (ricordate “10 Agosto”?) e di cui il Pascoli si era innamorato. Ma questa ragazzina a 17 anni morì per il ribaltamento del calesse condotto dal padre lasciando il Pascoli, che nel frattempo era stato mandato in collegio ad Urbino, nella disperazione.
    Vi furono forse altri innamoramenti compreso quello per la vedova del suo caro amico Severino Ferrari (a cui il pascoli aveva dedicato la poesia “Romagna”, ricordate?)
    Un ultimo amore sconvolgente fu una certa Lia, figlia di un musicista che abitava di fronte al liceo dove Pascoli insegnava a Bologna. Ma Lia aveva solo 15 anni e Pascoli ne aveva 20 di più. Un amore che suscitò tante polemiche, ed anche tanta ironia da parte degli allievi del Pascoli (che vennero a conoscenza della storia), ed alla fine non si sa il perchè la storia naufragò proprio quando si era vicini alle nozze e Pascoli aveva già ordinato anche l’anello matrimoniale. Si cercarono mille spiegazioni: alcuni parlano di timidezza, altri di frigidità ed impotenza, altri di morbosità sessuali, ma è incontestabile che il Pascoli cercava un amore duraturo, e voleva costruire una famiglia solida e con sani principi.
    E poi Pascoli forse soffriva di altre “devianze” ed aveva bisogno forse di amori “trasgressivi” per soddisfare le sue “morbosità sessuali” e forse era anche un tantino misogeno e. ancora un forse, anche troppo “innamorato” delle sorelle per inseguire altre donne.
    Ma qui si entra nella morbosità ed allora chiudo l’argomento perchè amo troppo il Pascoli per offuscarne la memoria.

  11. tutte le più belle canzone di Lucio Dalla…
    Buon Ascolto!!!

  12. la fioritura

  13. Scusatemi molto ma “Pascoli e I Paparazzi” o “Pascoli in copertina di Novella 3000” o “Trans Pascoli” mi mancava proprio, dovró ricordarmi di bruciare tutte le lettere d’amore e i miei diari prima di tirare le cuoia, anzi magari mi faccio seppellire con la mia pen-drive e il disco back up anzi per sicurezza faccio sradicare l’hard disc del PC….anzi, chiederó un funerale vikingo con la barca come una pira di fuoco che se ne và al largo…non sono Pascoli, ma nessuno pascolerà sui miei trascorsi pascoli impunemente 😛 Ma Nessuno Che Si Faccia i Pascoli Suoi??? Eccccheeeeeeéééééhhh

  14. Perdidi oleum et operam!
    Boh! Che c’entra Dalla con il Pascoli? Forse c’entra solo per il fatto che appartengono alla stessa Regione: Emilia-Romagna. Ma uno è bolognese e l’altro romagnolo.
    Va bene Gabriele, lasciamo perdere. Baci ed abbracci anche da parte mia e ti prego di sopportarmi se ce la fai!

  15. Caro Salvatore, non ci sono riferimenti con Dalla, che pure stimavo moltissimo. Un abbraccio.

  16. E’ vero che è errato confondere l’Eros con la sfera prettamente sessuale, che si potrebbe fare a meno di menzionare.
    E’ vero che, il tramite per “interpretare” la Poesia, è Eros: é vero che in questa lirica l’Immagine è quella di una Donna; forse la Poesia, che Anima il cappuccino, ne è il “significato”.

    (Non parlo del “significato” del fiore della pianta: interessante, ma non pertinente al gioco di parole “avvinca”- “Vinca-pervinca”!)

  17. Grazie, Anna!
    Grazie, Mel!
    E’ bello ricordare Lucio insieme. Un abbraccio.

  18. C’è una seccante diatriba su Busi che parla male di Dalla, non ho letto bene, lo ammetto, ma mi sto cominciando a scocciare di questo interesse (e torno sul comm di Pascoli) per la vita privata delle persone e PER CHI PUBBLICA. Apprezzo Busi amo Dalla umani ed imperfetti entrambi come tutti, perché dare legna al fuoco della concezione caricaturale mass mediaticamente dirottata alla tranquillizzazione della generale opinione dell’omosessuale? BASTA! A chi fa comodo? Alle vendite suppongo dei giornali e spazi pubblicitari tv E BASTA con il gay da operetta! BASTA! Anch’io rischio talvolta di farmi prendere da questo andazzo generale e la cosa mi inquieta, mi fa male al cervello, mi viene il cervello di gallina, e poi francamente rispetto per i morti, avrá avuto un attacco di scemenza Busi evabbè ma pubblicarlo no.

  19. …La differenza tra perseguitare ed contemplare.

  20. IL CIELO (Lucio Dalla)

    Il cielo,
    la terra finisce e là comincia il cielo
    Lo sguardo,
    ed anche stasera fa pensare a te

    Il cielo,
    vicino e lontano vedo sempre il cielo
    Ricordo,
    lo stesso colore in fondo agli occhi tuoi

    Si può volare oltre le nuvole,
    ma sempre in alto lo vedrai

    Il cielo,
    si perde il pensiero quando guardo il cielo
    ed ecco
    ritorna il ricordo dolce che ho di te

    Si può volare fra le stelle
    ma sempre in alto troverai

    la terra finisce e la cominciali cielo
    oh cielo
    perché non la fai tornare insieme a me

    (Si ringrazia: http://angolotesti.leonardo.it/L/testi_canzoni_lucio_dalla_1542/testo_canzone_il_cielo_42420.html)

  21. Caro professore,
    Riporto qui un post presente sul mio blog, http://www.andrewdistefano.blogspot.com per ricordare Lucio Dalla.

    Lucio Dalla – Il cantautore della gente

    La perdita di un grande poeta è un lutto per una Nazione. Per un popolo, che ha trovato identità attraverso dei versi, grazie ai quali ha potuto condividere emozioni, trovare conforto. Trovare ristoro. Dissetare la propria voglia di bellezza, e dunque di verità. Perché nell’autenticità dei bei versi, vi è sempre il riflesso della Verità.
    La perdita di un vero artista è un lutto per il mondo intero. Perché il mondo perde un po’ di bellezza.
    Ho visto Dalla una volta. A Catania, durante la Messa dell’Aurora. Era sull’altare della cattedrale, ed osservava il busto di Sant’Agata mentre veniva sceso dal suo altarino per ritornare tra la folla.
    Non ho mai conosciuto Dalla, anche se era un carissimo amico di una persona a cui sono amico.
    Ma pur non avendolo conosciuto, sento, che se n’è andata una parte di me. Sento che tutti gli italiani hanno perso qualcosa.
    Una delle parti migliori di loro. Questo organismo chiamato popolo italiano ha perso una delle sue parti migliori.
    Secondo le tradizioni sapienziali, i nomi sono molto importanti. Sono come un programma che determina l’esistenza di un individuo e le sue funzioni nel mondo. Questo è particolarmente vero nel caso di Lucio Dalla. Lucio ha DATO davvero molta Luce al mondo attraverso le sue canzoni.
    E questi miei versi, già musicati, composti il 4 Marzo giorno del suo funerale sono il mio piccolo contributo per ricordare un uomo che amava definirsi così: sono siciliano, mezzo africano, un po’ norvegese, un po’ americano, un po’ finlandese ma soprattutto Catanese. Che i Frati di San Francesco di Assisi hanno definito come il Cantautore di Dio.
    Bologna, Catania, le Tremiti, Sorrento… l’Italia intera ha perso un abitante speciale.

    A Lucio

    Cantavi com’è profondo il mare,
    Anna e Marco, e Nuvolari,
    Caruso che attraversava il mare, il mare.
    Da piccolo ti vidi una volta in cattedrale,
    osservavi la Santa che scendeva dall’altare.

    Andarsene nel mese più amato,
    quello più equilibrato,
    in cui la luce coincide col buio.
    La fine è il mio inizio,
    perché l’inizio coincide con la fine,
    perché la fine è l’inizio del
    secondo tempo

    dibudubi dabududa
    dipidipidi dapudabudà
    dabudabudà dabudabudà

    Un lungo viaggio da Bologna a Montreaux
    Tra il Jazz ed il Pop.
    Vivere e cantare la vita,
    cantare la gente, nella gente,
    per la gente, fino a potere
    ritornare alle stelle.
    Nascere e morire,
    andarsene e venire, nel mese più bello
    quello più amato, più equilibrato.
    In cui la luce coincide col buio.
    La fine è il mio inizio,
    perché l’inizio coincide con la fine,
    perché la fine è soltanto l’inizio del
    secondo tempo.

    dibudubi dabududa
    dipidipidi dapudabudà
    dabudabuda dabudabudà

    Nella vita e nel trascorrere delle stagioni
    si nasconde il mistero del Suo nome.
    Vivere la vita e il trascorrere delle stagioni per scoprire
    il segreto del Suo nome. Il Tetragramma.

    dibudubi dabududa
    dipidipidi dapudabudà
    dabudabuda dabudabudà

  22. Felice inizio di settimana, Gabriele caro! Baci e abbracci per te… 🙂

  23. Caro Gabriele, non mi riferivo alla poesia “Pervinca” in se stessa. Mi ero già accorto che non c’erano riferimenti con Dalla. Mi riferivo ai commenti ed ai post inseriti dai blogger su Dalla che con La poesia e la discussione proposta su “Pervinca” di Pascoli non c’entravano e non c’entrano nulla. E come se io sviluppo una discussione sul vino Sangiovese e mi rispondono con una discussione sulla polenta. Questo volevo dire. Ma che vi vuoi fare ed io che ci posso fare? Comunque, buon inizio settimana e buon tutto e grazie dello spazio che ci offri per discutere di argomenti non banali.

  24. Problema di “A”rgonomia:
    Il rappresentante dei rematori si chiamava… Ulisse…, come il Re…

  25. Caro Salvatore, grazie a voi perché date “Anima” a questo blog. Un abbraccio

  26. caro Salvatore, postando il testo della canzone di Dalla “IL Cielo”, già postata in musica da Anna, personalmente ho voluto dimostrare che la canzone è pertinente con il “significato” di Pervinca.
    Quello che ognuno può fare, nessuno escluso, è “ascoltare” ciò che scrive l’altro, poichè si dice, e ne sono convinta, aiuti la comunicazione (per il comune sentire credo ci sia bisogno, invece, di alchimia tra anime simili!). Personalmente – giusto per scambiarci il favore! – leggerò e rileggerò ancora un’altra volta, se ce ne fosse bisogno, la poesia che tu hai postato. Mi informerò se la metrica è quella… Ma di certo non c’è dialogo tra l’Immagine e l’Io narrante, che calpesta quei fili d’erba e va…
    Pascoli, invece, “coglie” Pervinca! Forse dovrò rileggerla, quello che puoi fare tu è leggere noi. Lucio Dalla lo metterei dappertutto, anche perchè, secondo me, starebbe bene dappertutto. Come stai bene tu. Dappertutto.
    Saluti.

  27. A VALERIA

    Allora se vuoi controllare cercatene uno bravo perchè la poesia proposta è un sonetto e la rima ti posso assicurare è perfetta. Il sonetto è una forma poetica molto in voga nel ‘200 ed è composto da due quartine endecassilabi a rima alternata ABAB – CDCD e due terzine endecassilabi a rima incatenata (la cosiddetta terza rima) come nella Divina Commedia ABA – BAB.
    La forma classica del sonetto dovrebbe essere ABAB – ABAB (oppure ABBA – ABBA). Dante utilizza la prima formula, ma il sonetto è un modo di poetare molto variegato ed ognuno alla fine lo scrive come gli pare. E poi ci sono molte forme di sonetto (caudato, ritornellato, ecc…) ma questo lo capiscono principlamente coloro che praticano ed apprezzano questa forma poetica. Io ho scritto moltissimi sonetti in molte delle forme indicate, ma a me piace particolarmente la poesia del ‘200 e, quindi, mi diletto anche a scrivere ballate, madrigali, sestine, ecc…
    La mia poesia “Fili d’erba della memoria” coglie solo gli aspetti bucolici della poesia pascoliana. Il confronto dialettico certamente non ce lo trovi perchè ha come riferimento due momenti molto diversi tra loro e legati solo dal ricordo temporale di qualcosa che si riferisce alla natura.
    Purtroppo la poesia in Italia è morta con Pasolini. E’ stato l’ultimo poeta che ha parlato al presente. Dopo di lui sono rimasti in Italia una diecina di poeti che, però, non sono riusciti a creare un qualcosa di omogeneo ed a fare proposte o tracciare linee che potessero rilanciare la poesia. Adesso se ne sono andati anche due grandi, prima la Merini e recentemente Andrea Zanzotto, ma quelli che restano, veramente pochi (Spaziani, Loy, ecc.) viaggiano abbastanza in ordine sparso per poter sperare che la poesia trovi un una sintesi ed un rilancio perchè gli ultimi poeti viventi sono anche abbastanza in contrapposizione (o concorrenza) gli uni con gli altri e non riescono comunque ad eguagliare la grandezza e la finezza della poetica pasoliniana.

  28. Ah, l’estetica… vuota di Eros, di “contenuti”: quale ingannevole miraggio per i poeti! Lo dice anche lui…

    “Lo scandalo del contraddirmi” (di P. Pasolini)

    Lo scandalo del contraddirmi, dell’essere
    con te e contro te; con te nel cuore,
    in luce, contro te nelle buie viscere;

    del mio paterno stato traditore
    – nel pensiero, in un’ombra di azione –
    mi so ad esso attaccato nel calore

    degli istinti, dell’estetica passione;
    attratto da una vita proletaria
    a te anteriore, è per me religione

    la sua allegria, non la millenaria
    sua lotta: la sua natura, non la sua
    coscienza; è la forza originaria

    dell’uomo, che nell’atto s’è perduta,
    a darle l’ebbrezza della nostalgia,
    una luce poetica: ed altro più.

    io non so dirne, che non sia
    giusto ma non sincero, astratto
    amore, non accorante simpatia…

    Come i poveri povero, mi attacco
    come loro a umilianti speranze,
    come loro per vivere mi batto

    ogni giorno. Ma nella desolante
    mia condizione di diseredato,
    io possiedo: ed è il più esaltante

    dei possessi borghesi, lo stato
    più assoluto. Ma come io possiedo la storia,
    essa mi possiede; ne sono illuminato:

    ma a che serve la luce?
    (Si ringrazia : http://www.poesieracconti.it/poesie/a/pier-paolo-pasolini )

    Ho cercato: per me il migliore… che sappia parlare al presente:

  29. Sottoscrivo:

  30. Il verso:

  31. …E, sempre in tema con Pervinca, il “platonico ardore” di Poe, in questo Sonetto alla Scienza:

    Scienza, vera figlia ti mostri del tempo annoso,
    tu che ogni cosa trasmuti col penetrante occhio!
    Ma dimmi, perchè al poeta così dilani il cuore,
    avvoltoio dalle ali grevi e opache?
    Come potrebbe egli amarti? E giudicarti savia,
    se mai volesti che libero n’andasse errando
    a cercar tesori per i cieli gemmati?
    Pure, si librava con intrepide ali.
    Non hai tu sbalzato Diana dal suo carro?
    E scacciato l’Amadriade dal bosco,
    che in piùfelice stella trovò riparo?
    Non hai tu strappato la Naiade ai suoi flutti,
    l’Elfo ai verdi prati e me stesso infine
    al mio sogno estivo all’ombra del tamarindo?

  32. A VALERIA

    Mi hai portato due esempi che mi avvincono, Pasolini e “l’attimo fuggente”. La lezione di Todd, dio mio che commozione. Ma quel film è tutta una commozione ed una sfida al conformismo imperante e con un Robin Williams da oscar!
    E poi mi ributti su “Poesieracconti” dove anch’io ho pubblicato alcune mie poesie.
    Ora faccio anch’io la pipì fuori dal vaso. Ma Pasolini merita un ricordo visto il suo amore per la poesia e per la vita.

    PASOLINI

    Sulla spiaggia
    è rimasta una traccia,
    una traccia è rimasta
    di sangue.
    Una scheggia di legno
    ha cambiato colore,
    ha cambiato finanche l’odore.

    Sulla spiaggia è rimasto un poeta,
    con la testa che non sa più di nulla,
    che non scrive più versi sui fogli,
    che non vede più poveri e servi.

    Un poeta ch’è morto d’un colpo
    per aver amato la gente,
    che nutriva un amore un po’ strano,
    che cercava un amore diverso.

    Ora il mar rumoreggia la sera
    ed un’onda pulisce la rena
    da quel sangue che tutto ha imbrattato,
    da quel sangue che ormai più non scorre
    nelle vene di un uomo un po’ strano,
    che veniva da molto lontano
    e che più non distende la mano
    e che più non lancia sorrisi
    all’amante che un dì l’ha tradito,
    per un gruzzolo poco pulito
    che qualcuno gli ha un giorno donato
    per chetare un cervello parlante,
    per zittire un cervello sapiente
    che non da più fastidio ad alcuno,
    che non scuote più alcuna coscienza,
    che non lascia più orma o semenza.

    Santoro Salvatore Armando
    (Boccheggiano 21/09/2004 21.26)

  33. A VALERIA

    Ed adesso ho finito di rivedere la lezione di Todd de “L’attimo fuggente”. E mi sono commosso, come spesso mi commuovo a rivedere questo bellissimo film che tutti i giovani dovrebbero vedere.
    Grazie Valeria! Ma non approfittartene a farmi stare male perchè devo stare tranquillo!

  34. A SALVATORE

    Grazie a te, Salvatore! Come vedi, ogni occasione è buona per “suscitare” un tuo verso, per fronteggiare il tuo demone ed in fine venire a patti con lui: la Poesia è vita, non ingabbiarla è compito del Poeta, che “conduce” la crescita della coscienza del Sè.

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