Gesti quotidiani

(Edward Hopper, Ragazza alla macchina da cucire, 1921)

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9 Risposte

  1. La donna ….ci mette tutta l’anima, sempre, in quel che fà ..

  2. …Chi è quella donna che ricuce gli strappi del peplo, sul quale il destino aveva scritto la nostra vita in versi sciolti? La chiamerei Tanit, ma è il nome di mia madre letto al contrario: datele il nome che più vi suona familiare ed ascoltatela pazienti, mentre si esercita al suo pianoforte…

  3. Preferisco vedermeli assieme i due quadri.
    Quello di Gaspar David “il sognatore” e questo che mai avrei pensato fosse di Hopper, mi sembrava un po’ ottocentesco…(?????)
    Il sognatore, nell’atmosfera di qulle rovine, antiche, “sta”,non vede ancora bene la sua opera. E’ seduto, è in ascolto .
    In lontannanza inizia a schiarirsi l’orizzonte.
    Illuminata a pieno è l’opera della ragazza, il suo lavoro è legato alla quotidianità
    ciò che il sognare vede fuori è trasportato in questo ‘interno.
    In questo semplice lavoro che la Ragazza conosce e quindi vuole svolgere al meglio” vedendo bene”” è questa sua piccola consapevolezza che la avvicina all’interiorità in punta di piedi ‘?!

    ?1
    buondì
    buona giornata Prof !

    ..

  4. Buona giornata a te, Patrizia…

  5. Sono innamorata del tuo cervello, Patrizia Preziosa. Ora non sbandare peró e continua così, che sto cercando di mettere il filo nella cruna dell’ago, finalmente, mi piace leggervi, tutti quanti, è che sto in pausa WEB devo appunto, circumnavigarmi, ho un pó di difficoltá ad essere spietata con me stessa, ma devo, il mio emisfero sinistro reclama attenzione giá da un pó. Conosci te stessa. No, non credo, tuttavia vado, in esplorazione di Me, troveró un sacco di vecchi stivali e corteccie ma anche pace nella inutilitá dell’essere a tutti i costi. Paradossalmente.

  6. (Tante stupidaggini per dire che ho bisogno di riflettere in pó ma che prima devo trovarmi un’attimo il cervello 😉 e ora non fatemi la solfa su cosa sia il cervello e che la “mente” mente, perchè lo so giá..)

  7. Nonostante vi sia una finestra di fronte a lei, la donna non guarda fuori. Quel che avviene all’interno della stanza è più importante di quanto sia all’esterno. E’ concentrata sul proprio lavoro. Su sè stessa. Cuce, ricuce, mette insieme, aggiusta. lo si potrebbe leggere come una metafora ? Un lavoro su di sè?
    Cordiali saluti

  8. E’ il lavoro quotidiano del Sè: anche secondo me si potrebbe leggere come una metafora.

  9. Ciao, Malì!

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