Il vento

Chi ha mai visto il vento?
Né io né te.
Ma quando gli alberi chinano le loro teste,
Il vento li ha attraversati.

Christina Rossetti

 

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9 Risposte

  1. Sarebbe uguale dire: Anima può essere percepita attraverso i Simboli che caratterizzano una costellazione psichica individuale o collettiva. La poetessa, usando la metafora degli alberi con la testa china, fa riferimento ad una “problematica collettiva”.

    P.S. Leggevo che, il geroglifico che rappresenta il termine “vento”, designa anche il respiro, il nutrimento energetico ancestrale legato a Mercurio. Ripetuto due volte, questo termine compone uno dei nomi della dea Hathor (Afrodite). Afrodite è sempre Anima!

  2. Non l’ho mai visto, ma a volte lo sento fischiare, mentre s’infila tra i miei
    capelli.
    Buon mattino Prof
    Mistral

  3. IL LAMENTO DEL VENTO

    S’agita il vento,
    sopra i veroni fruscia,
    l’ante sbattacchia con monotonia,
    stanca la notte rende
    e il sonno rompe.
    Forte ruggisce
    tra le querce stanche,
    rauchi suoni ondeggiano tra i rami,
    sfuggono al piano,
    svegliano gli ulivi
    che la pallida luna appena sfiora
    e fa brillar d’argento
    il suo fogliame.
    Bussa imperioso alle sconnesse porte
    dei cascinali sopra i poggi spersi,
    sbriciola i muri e le mezzane scopre
    tra l’ondeggiare dei travetti lisi.
    Tetro s’aggira, per le vie del borgo
    dove scorrazza, tra il fumo dei camini,
    un lamento strozzato di civetta.
    E quel richiamo dentro il cuor si specchia
    come un presentimento di sventura,
    come un richiamo lugubre di morte.

    Santoro Salvatore Armando
    (Boccheggiano 17/02/2005 14.04)

  4. IL VENTO

    Mi parla nel silenzio della notte,
    frasi sussurra,
    bisbiglia, rumoreggia,
    tace.
    L’ascolto e interagisco
    dolcemente,
    mentre m’accarezza sul volto
    e m’abbraccia possente
    serrandomi nella sua morsa
    attraverso la persiana socchiusa
    e m’asciuga il sudore
    che m’imperla la fronte.

    Santoro Salvatore Armando
    (Boccheggiano 23/07/2004 02.22)

  5. VENTO

    Nel torpore della sera,
    quando l’occaso scema
    e l’onda infuria,
    i capelli confonde e sbatte,
    ingarbuglia,
    intreccia, acceca.

    Uno sventolio di bandiere,
    sulla fronte oppressa
    semina e disperde,
    e l’ante smosse
    battiti alle tempie
    irraggia.

    Ombre riflette
    di piaceri cessati
    e di sorrisi scomposti,
    che sfarfallano
    com’acqua di mare
    che si stempera sulle rocce
    e lascia al sole orme lucenti
    e in bocca
    il secco
    e la voglia d’acqua pura.

    Santoro Salvatore Armando
    (Boccheggiano 03/08/2006 21.16)

  6. Grazie, Mistral. Che il tuo, sia un mattino luminoso. Baci baci

  7. 1215

    A sfidare ogni vento che s’alzava
    provai, finchè la natura adirata
    mi mandò in visita un fatto
    che sgonfiò il mio pallone
    E Dckinson

    ciao a tutti
    patrizia

  8. Ogni giorno combatto contro superbia la quale può accecare di presunzione, rinchiudendomi in essa che è Cecità arroganza soffocatrice della ricerca del saper ascoltare del silenzio….

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