Se è il dolore che abita il mondo

Se è il dolore che abita il mondo, se è la sofferenza, come possiamo immaginare il nostro procedere oltre in vista di un cambiamento, di un miglioramento, senza assumere questo peso sino a farcene compagni, senza volgerci a noi stessi?

Se non mentissimo a noi stessi, potremmo accorgerci che è proprio la conoscenza di sé ad accompagnarci di momento in momento nel corso della nostra vita, di compito in compito, chiedendoci ogni volta di andare oltre, sino a divenire sempre più indispensabile per la continuazione di questa stessa vita nella vecchiaia.

Carl Gustav Jung, “Opere”, vol. 8

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5 Risposte

  1. NOn so rispondere a questa domanda, ma so che ci sono la felicità e la gioia e so che il dolore si può trasformare in queste, so che il dolore va accettato e vissuto e so che sono nata per essere felice e non certo per soffrire!!!

  2. sento in Lei, Professore, qualcosa di particolare in questi giorni: come un’inquietudine, una sofferenza, un qualcosa di diverso.

  3. La ” conoscenza di sè ” ci rende impegnati verso la vita. E’ questo il fulcro della nostra esistenza e C.G.Jung ci offre la possibilità di andare avanti con ottimismo. Buona serata,caro Gabriele. Rosa

  4. Cara Rosa, amica mia, grazie. Baci baci

  5. Cara Samina, sono, per natura, un uomo inquieto. Baci baci

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