La terza neve

Guardavamo dalle finestre, là
dove i tigli
si stagliavano neri
nella profondità del cortile.
sospirammo –
ancora, la neve non veniva,
ed era tempo, ormai,
era tempo…..

E la neve venne,
venne verso sera,
essa
giù dall’alto dei cieli
volava
a seconda del vento;
e nel volo oscillava.
A falde sottili come lamine,
fragili,
era confusa di se stessa.
La prendevamo nelle mani,
e stupivamo:
dunque, era quella la neve?

…. Dopo sette giorni
venne la neve nuova.
Non venne –
precipitò.
Cadeva così fitta,da non potere
tenere aperti gli occhi,
a tutta forza
vorticava in cerchio, mugliando.
… ma disperò di sé,
non resistette
e si diede per vinta.
E noi, ansiosi
sempre più spesso
scrutavamo l’orizzonte:
quando quella vera verrà?
Perché era tempo,
era tempo….

Ed un mattino
era davvero tanta
ed era davvero bella.
Cadeva e cadeva
nel baccano dell’alba
fra il rombo della macchine e lo sbuffare dei cavalli,
e sotto i piedi non si scioglieva,
anzi diventava più compatta.
Giaceva
fresca e scintillante
e ognuno ne restava abbagliato.
Ed era lei, la neve. La vera.
L’aspettavamo.
Era venuta.

E. Evtushenko

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2 Risposte

  1. NEVICATA A BOCCHEGGIANO

    Bianca la vetta
    brilla in mezzo al piano,
    ch’oggi imbiancata è pure la marina,
    d’un candore innocente è tutto il borgo:
    le brutture nasconde dalla vista
    e tutto copre d’un silenzio strano.

    Solo s’ode, per i vicoli ostruiti,
    il solito ciacciar della vicina
    ch’ombreggia la magnifica visione
    che la natura quest’oggi mi regala.

    Vola la voce:
    impreca per la nevicata
    (brontolare necesse per qualcosa)
    mentre lontano il suon d’una campana
    il timpano colpisce
    e già addolora
    il fine udito d’un cane alla catena
    che guaisce al sole appena apparso
    che i vecchi muri cadenti ricolora.

    Stille lucenti accecano la vista,
    sui mucchi bianchi scintillano incostanti,
    iridati colori s’infrangono sui vetri
    e l’occhio feriscono all’istante.

    Batte la palbebra,
    il nero e il bianco appare,
    vita e morte s’alternano gioiose,
    squallore e sfolgorio
    par si proietti
    sullo schermo del cuore e della mente.

    Timido il sole ora si scolora
    e il grigio si riprende il suo potere;
    qualche nuvola allarga il suo mantello,
    i rami imbiancati par strozzare
    e la tristezza prepotentemente
    l’antica posizione riconquista;
    ché la felicità nel mondo dura poco
    e non v’è lira che basta per comprarla
    se il cuore è ingordo e più non s’accontenta
    di quello che il destino gli regala.

    Santoro Salvatore Armando
    (Boccheggiano 22/02/2005 12.27)

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