Sguardo malinconico

(Caspar David Friedrich, Monaco in riva al mare, 1808-10)

24 Risposte

  1. …Pare che l’arte dell’ascolto non richieda di essere soli con se stessi quanto di esercitarsi a leggere nelle nuvole, ciò che l’abisso bisbiglia al vento. Essere nello “stato di mag”.

  2. “Come state”??? 😦 😦 😦

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    Trentun anni, 1800 euro e un tempo indeterminato, ma il mutuo è un miraggio In giro per le filiali delle banche della Capitale alla ricerca di un finanziamento per comprare un immobile. Cinque tentativi, cinque fallimenti. E alla fine l’unica opportunità, se mamma e papà non possono anticipare, resta un mutuo da 100mila euro in 30 anni. Per comprare un seminterrato con vista sulla ‘notte romana’

    La responsabile Mutui della filiale Cariparma si alza in piedi. Si allunga verso l’altro lato della scrivania, prende le mani di quella giovane che le sta davanti: “Mi dispiace, cara”. Le ha appena detto che il prestito per comprare casa se lo può scordare. Lei era entrata lì dentro solo per farsi un’idea sull’ammontare dell’anticipo. D’altronde, che altri intoppi ci potevano essere? È una ragazza fortunata: ha 31 anni, un contratto a tempo indeterminato, guadagna 1800 euro al mese. E con il nuovo anno ha deciso: si compra una casa. Certo, vive a Roma, dove ogni metro quadrato si paga oro. Ma anche gli affitti sono esorbitanti: basta buttare via soldi, pensiamo al futuro. Se non ora quando? Mai, a quanto pare.

    LA DIPENDENTE di Cariparma capisce che può sbrigarsela in pochi minuti: quella che ha di fronte è una che non ha capito in che mondo siamo finiti. “Non è più come fino a due anni fa. Io lo dico a tutti che è difficile: le banche i mutui non li danno più”. Insistere? “Dunque: noi finanziamo fino al 60 per cento del valore dell’immobile. La rata non può superare il 30 per cento dello stipendio. Lei quanto guadagna? Di quanto ha bisogno? Ecco, non ci siamo proprio”. Non le è servita nemmeno la calcolatrice. “Non solo non è il momento, non so se ha letto i giornali – insiste nervoso il volto di Cariparma – ma poi se parte con una richiesta così, deve averne già quasi la metà”. La nostra 31 enne, ovvio, non ha un euro di risparmi. E le sue non sono richieste esorbitanti, considerato il contesto di Roma. Con 150mila nella Capitale si possono portare a casa al massimo 35 metri quadri a Torpignattara: un bilocale a Centocelle (terzo piano senza ascensore) tocca già i 180mila. Cinquantotto metri quadri a Trigoria (altezza Grande Raccordo Anulare) sfiorano i 220mila euro. Se vuoi avvicinarti un po’ alla città, a Garbatella ti servono 250mila euro per un monolocale di 40 metri quadri.

    E arrivi a 300mila se osi chiedere 75 metri quadri (da ristrutturare) a Cinecittà o 60 metri quadri al Pigneto con vista tangenziale. Eppure in banca se aspiri a non vivere come un criceto in gabbia chiedi “troppo”. “Settanta metri? O ti trovi qualcosa di più piccoletto…”. O devi avere almeno la metà, lo ha già spiegato. “Ti sarai fatta un giro nelle altre banche, no? Te l’avranno detto, no?”. Alla filiale di Banca Intesa ha parlato con una signora che l’ha guardata per tutto il tempo come fosse sua madre. Brava, una giovane che si dà da fare, eccoli qua i nostri ragazzi, altro che bamboccioni. Ma l’entusiasmo è durato poco. 200mila euro? “In 40 anni, tasso fisso del 6,40%, anticipo zero… Rata da 1156 euro al mese, non è fattibile”. Variabile? “Tanto la fattibilità si calcola sul tasso del fisso…” Alternative? “Un co-intestatario o una fidejussione: con mio figlio sono intervenuta io – ammette la bancaria – altrimenti non l’avrebbe mai preso”. Bisogna rassegnarsi: se uno stipendio da 1800 euro non basta nemmeno nella banca che concede mutui al 100 per cento, figuriamoci nelle altre, dove serve un 20 per cento di anticipo.

    MAMMA E PAPÀ, AIUTATELA. “Un genitore, una zia, una sorella?”, chiedono all’Unicredit. Anche qui la donna allo sportello sciorina l’albero genealogico. “Anche se lei ha un reddito alto dovrebbe co-intestare o trovarsi un garante”. La nostra 31enne pensa di avere l’età per ballare da sola: “Lo capisco, ma allora deve avere una cifra iniziale più alta: noi finanziamo l’80 per cento, con il suo reddito possiamo concederle al massimo una rata da 585 euro… quindi siamo sotto i 100 mila euro di prestito: lo so, non ci compra niente”. Che pessimisti. Le agenzie immobiliari dicono che con quella cifra la nostra dipendente a tempo indeterminato può intestarsi una “piccola costruzione 20 mq con pergolato” messa in piedi in una terrazza del Labaro, oppure un “seminterrato di 27 mq in via Gradoli”, frequentatissima dai clienti dei transessuali romani.

    Allo sportello del Monte dei Paschi di Siena il preventivo non lo provano nemmeno a fare: “Per carità, una richiesta formale si può presentare sempre, non voglio scoraggiarla. Sto solo cercando di essere realista”. E il realismo dice che “siamo in una fase in cui la banca ha difficoltà a erogare il credito”. In compenso, non mancano i consigli. A lunga (“Sia ottimista per il futuro”) e a breve scadenza (“Cominci a mettere da parte una quota di reddito in vista di un momento migliore”). Ma nel frattempo l’affitto con che “quota di reddito” lo paga?

    ALLA DEUTSCHE BANK le condizioni sono più o meno le solite: finanziamento massimo dell’80 per cento, rapporto tra rata e stipendio che non può superare il 30 per cento. “Già al 30, 1 ce lo bocciano” spiega la consulente per far capire come ragionano i tedeschi. Attenzione: il reddito lo calcolano sull’ultimo anno. Se il contratto te l’hanno appena fatto, non vale nemmeno la pena di mettere piede in filiale. Lei comunque parte fiduciosa: “Proviamo con 240mila euro”. Il terminale quasi esplode: con un mutuo di 25 anni, la rata inciderebbe sul 73 per cento del suo stipendio. Si ridimensiona all’istante: “Proviamo con 120mila”, la metà. Niente da fare: “711 euro al mese, non ci siamo. Il punto è che non vogliamo affamare il cliente”. “Proviamo a spalmarli su 30 anni”. Macché. Quei 120mila che dovrebbe restituire da qui al suo sessantunesimo compleanno sono ancora troppo pesanti per la sua busta paga. “Niente, dobbiamo scendere ancora: dunque, 100 mila, per 30 anni… ok, ci siamo! 541 euro, è lo 0, 28”. E la casa? Con quella cifra le rimane solo il seminterrato di via Gradoli… “È il massimo a cui posso aspirare?”. “Eh già. Oddio, c’è sempre l’ipotesi di vincere al Superenalotto”.

    da Il Fatto Quotidiano del 4 gennaio 2012

    +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

  3. Ho letto il messaggio di Brunello, capisco, la crisi è un tunnel…….e la mia situazione di malata di cancro al quarto anno di sopravvivenza che cosa può essere? Lo chiedo a voi amici del blog. Sapete che chi non ha danaro per pagare i medici e i farmaci, muore inesorabilmante? Un grande luminare ad ogni visita di controllo si prende 1000,00 euro. Ho uno stipendio, ma gli altri come faranno? I controlli si devono fare ogni quattro o sei mesi…….Ciao a tutti.

  4. Un radioso buon giorno, Gabriele. Rosa

  5. Carissimo Brunello come hai ragione,

    Il Nostro Caro Amato Prof. Gabriele ha lanciato un appello ai mansueti affinché riescano a cavarsela senza soffrire troppo… Ma scusandomi mille volte con il suo più giusto elevato bonario pensiero, io per la mia natura, non sono dello stesso parere… La vera passata guerra e la carneficina sia umana che psicologica si è sposta su un altro piano, sul mondo dei media, delle speculazioni, delle televisioni, delle pubblicità, dei regimi totalitari che di democrazia non hanno proprio niente, delle imposizioni fiscali, del controllo del lavoro umano come merce di scambio deperibile, del controllo, del parassitismo politico , dell’agio e del menefreghismo religioso, del petrolio, dei controllo dei mercati, del consumismo del grande calcio, del grande fratello/bordello, degli investimenti speculativi, delle banche che si sono appropriate del controllo/potere decentrato d’ emissione di moneta di un paese/nazione , della mafia bianca e nera che si trova ed agisce in ogni tassello di questa nostra fasulina società e di tantissime altre cose che lavano continuamente la testa ed opprimono la coscienza a tanti cari fratelli, UN CONTINUO DRAMMA CREATO/PROGRAMMATO APPOSTA PER SCHIAVIZZARE ED IMPORSI SUI PROPRI SIMILI.

    L’altro giorno vedendo un documentario sulle ingiustizie, sull’imposta miseria e sul grande dolore che viene causato continuamente apposta affinché giovani negri lavorino come schiavi nelle miniere di diamanti in Africa. Si DEVE solo sapete che per intimidire e placare qualsiasi reattiva giusta ribelle coscienza a MOLTI vengono anche tagliate apposta mani, gambe e braccia a colpi di manga. Sapete chi c’è sotto che specula sul continente più ricco e allo stesso tempo più povero di questo mondo? Su questi celati nascosti mali, causati apposta da noi Occidentali che ci facciamo chiamare Cristiani. Cristiani del Cavolo perché siamo peggio degli animali. IL BELLO CHE C’E’ TANTISSIMA BRAVA GENTE CHE VUOLE AIUTARE IL PROSSIMO CERCANDO DI AIUTARE IN MILLE MODI I PROPRI FRATELLI MENO AGIATI MENTRE C’E’ CHI SI ALIMENTA ED ALIMENTA APPOSTA DI QUESTA BONARIA GIUSTA CARITA’ CREANDO CELATAMENTE QUELLE CONDIZIONI CHE GENERANO E CREANO TANTA COMPASSIONE.

    Visto che le buone parole, l’amorevolezza, il buon senso non sono bastati a mutare questo mondo, prima che si autodistrugga, non agli umili o ai mansueti vorrei rivolgermi ma ad ogni libero guerriero di questo mondo. Affinché l’UNITA CONSAPEVOLE SOLITARIA RIBELLIONE ABBIA AFFETTO SU TANTI TESTA DI MINCHIA CHE TRASFORMANO NEL DIO DENARO, IL SANGUE DI TANTI INCONSAPEVOLI UMILI ADDORMENTATI MANSUETI FRATELLI DI VIAGGIO.

  6. Grazie, Rosa. Baci e abbracci

  7. …Rosa, non mi risulta “che chi, malato di cancro, non ha danaro per pagare i medici e i farmaci, muore inesorabilmante”. Un abbraccio

  8. …E’ vero che, a parità di condizioni economiche, è più facile comprare casa al Sud.

  9. Cara Valeria…….è così. Ho visto varie situazioni ed in particolare nel nord, in alcune città. Ciao.

  10. Cara Rosa,
    non conosco la situazione al nord; conosco chi, rinunciando ai viaggi della “speranza”, ha ricevuto le cure necessarie qui al sud in un ospedale pubblico. Mia madre e mio padre, per esempio,… I volontari che accudiscono i malati non credono che generalizzare sia prudente, tuttavia lo è denunciare chi non rispetta la dignità dei loro assistiti. Occorre più personale specializzato a tutti i livelli, mentre invece “si recidono” i fiori all’occhiello della sanità pubblica, soprattutto qui al sud.

  11. Cara Valeria, io mi riferisco anche alle visite di controllo private che richiedono parcelle stratosferiche…….i luminari anche nelle visite intramoenia si fanno pagare. Un grande medico mi ha definito “una morte vivente”……..

  12. Eh già, lo penso anch’io, V. a Milano non è gratis…
    Stare a casa senza lavorare …mah’ …andarsi a comprare una bella parrucca, o un reggiseno-finto seno, non è che non coinvolga emotivamente messuno, fare da cavia pagando sui 700 euro a visita nella speranza di sopravvivere…IVA esclusa.

  13. Ballare per raccogliere energia, dovunque si trovi negli occhi di chi ti ama e ti accetta pure malata, pure di cattivo umore, pure scafata, non come qualche marito che caduto il cappello durante la notte alla moglie la riempie di calci per la paura, “della visione calvizia”, succede anche questo, l’amore non è per tutti.

  14. E allora il cancro diventa la bella occasione di decidere che quell’uomo non faccia per te, un dato positivo, la morte la sua presenza ravvicinata… un’occasione per decidere chi frequentare per il resto della vita…. comunque la tua, di vita, a volte si sopporta troppo, poi arriva una malattia e non solo ti tolgono un cancro ti tolgono anche le metastasi, la metà tua, una metastasi di compagno/marito..troppi fifoni in giro, cade la moglie e loro immediatamente o si ammalano anche loro di una qualche cosa, o ti fanno le corna, e su ciò non giudico, la vita è vita, ma per lo meno, siate meno egoisti..non voglio fare di tutta l’erba un fascio..è quello che ho notato, gli uomini , i mariti , i compagni, hanno difficoltà serie quando le loro mogli si ammalano, si spauriscono, anzi non fanno coraggio per niente, scenette familiari in ospedale che hanno del comico, la moglie ormai senza cuscino, il marito che legge il giornale, proprio “cieco” accudimento zero, paura di vedere malattie mille, la moglie ammalata, una dipendente, una colf che non si può licenziare, una pseudo madre-moglie ormai da rottamare, ma il divorzio costa troppo..si può aspettare che se la “imbarchi” alla svelta…ci saranno eccezioni ci saranno, è che non me ne viene in mente neanche una…

  15. Carissima Preziosa Rosa,
    perché a queste stupide parole di quel fanatico convinto dottore, non reagivi con un bel ceffone, facendogli capire che i veri morti sono proprio loro che non hanno né un cuore né un anima, ma solo una mortale posizione fatta si illusorio denaro che non serve a niente se non c’è amore.

    Lo squilibrio energetico del corpo biologico non è curabile dalla sola superficie…. Usa la terapia del calore, che agisce anche e soprattutto a livello cellulare. Sappi solo che il nostro DNA è influenzabile ed eccitabile dai raggi luminosi, così come e soprattutto da radiazioni provenienti dal nostro Sole e da ogni parte del cosmo. Pratica lo Yoga, usa la meditazione trascendentale ,l’autoipnosi o l’ipnosi indotta da un buon terapeuta, ma assolutamente non usare le normali terapie invasive (radio/chemio che abbassano drasticamente le difese del nostro sistema immunitario) risveglia invece l’energia interna del tuo essere, la Kundalini, l’energia vitale. risveglia il tuo vero sole interiore ed ogni nebbia verrà spazzata via come per magia (qualcuno direbbe per miracolo)

    Se ti dico queste cose è perchè anch’io ci sono passato attraverso mio padre….. che è trapassato prima che io riuscissi a fargli prendere il siero del Grande dott.Di Bella….

  16. Carissima Preziosa Rosa,

    Ognuno in questo cammino esistenziale ha un suo proprio destino…. Ma sinceramente penso che il tuo non sia quello di farsi travolgere da questi mali indotti da fuori

    La nostra macchina biologica è perfetta ed ha innate tantissime risorse che possono condurre all’auto guarigione… E come se non bastasse, volutamente è possibile sempre attivare certe energie sottili… Conosco la storia pratica di tantissimi viaggiatori che attraverso le esperienze fuori del corpo, sono riusciti ad energizzare e ad riequilibrare qualche loro deficitaria struttura biomolecolare attraverso l’induzione di energia pranica mediante il loro stesso corpo di luce……

    Spesso inconsciamente non capiamo, che è il condizionamento sociale che ci influenza tantissimo, tanto che finiamo per rapportarti ads identificarci solo con il nostro solo veicolo fisico, ma è possibile attivare consapevolmente il nostri gusci energetici che sono quelli che alimentano la vita del corpo fisico…

    Spesso sento parlare di miracoli, soprattutto nei luoghi di culto, delle apparizioni Marianne… (proiezioni olografiche indotte dal pensiero di certi particolari esseri o parteggiate con forze aliene)

    Spesso questi miracoli, vengono identificati e catalogati apposta come se fossero concessi per divino amore della Madonna o del Signore. Tutto questo è buono ma è anche un grande celato male che conduce milioni di altre persone a quella implorevole supplichievole cieca fede. Tutto questo perché non tutti sanno che nell’essere umano c’è un dio che dorme e spesso queste prove sono il seguito di una precedente fallimento, sono come le antiche prove iniziatiche che venivano praticate nelle antiche scuole dei misteri…. Basta solo capire che TUTTI I GRANDI MAESTRI della nostra storia sono ridiscesi SEMPRE DA VIVI e non come ombre di forme eteriche……

    Come è stato sempre detto NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE perché spesso sono un necessario trampolino di lancio per risvegliare la divina coscienza interiore. Spesso è l’essere stesso che inconsapevolmente risveglia certe forse sottili attraverso la meditazione, la preghiera, o la fede che si voglia. Anche perché non tutti sanno che non sono queste le uniche vere cause prime che mutalo gli effetti perché le celate dormienti/atrofizzate (non utilizzate) risvegliabili forze latenti nell’essere sono infinite, basta solo conoscerle e per conoscerle e manifestarle bisogna solo RICERCALE.

    “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; ma sapendo consapevolmente che quella porta si apre solo da dentro e non da nessuna parte”

    Ricercale soprattutto deprogrammando la propria mente razionale da tutti i condizionamenti sociali e soprattutto religiosi e usando il proprio discriminante impersonale scevro immortale cuore………. Così come un giorno ci fu detto, dalle sante parole del V.M. Yeshua (Yehoshuah) Ben Joseph (uno dei TRE GESU’, Figlio adottivo del Grande Giuseppe di Arimatea, discendente dalla dinastia di Davide) : ”Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli”.

    Con queste strane parole voglio solo sinceramente augurarti che tu trovi quella giusta forza necessaria per risvegliare la tua divina fenice interiore…..

  17. E’ proprio vero che ogni ammalato è una storia a sè e una parcella ad personam. Sono però rimasta molto colpita dalla laboriosità del volontariato locale, che provvede in particolar modo a non far sentire in colpa il malato di aver bisogno di tutto, ma proprio di tutto, in certi casi; dal trasporto, al reggiseno, alla parrucca, all’assistenza a casa… Ma i “cuori amici” non bastano mai e non sono la regola.

  18. Caro Raffaele, cara Valeria e cara Map, siete meravigliosi, veri amici. Buona notte.

  19. Traduzione:

    Tu sei quello, tu sei la mia stella che brilla
    Tu sei quello/a ho aspettavo
    Facciamo volare via
    Per un paese straniero
    Dove nessuno sa chi siamo

    Vorrei avere una nave per solcare le acque
    Vorrei avere un centinaio di dollari
    Ma so solo stare
    Con questo bicchiere in mano
    ‘Sentemdomi come se niente neanche contasse

    Le tue parole mi corrono nel sangue nelle mie vene
    Potrei giurare che conoscevo il tuo amore
    Prima di sapere il tuo nome …

    Ogni giorno mi manca il tuo viso che sorride
    Qui nessuno potrà mai prendere il tuo posto
    Il sole può spegnersi brillando giù
    Sopra la mia città
    Ma non brilla nei miei giorni

    Ho detto a tutte le stelle di sopra
    Vi inonderò con il mio amore
    Non ti imporrò di averti
    Cercherò di capirti
    Il mio amore è libero come una colomba

    Le tue parole mi corrono nel sangue delle mie vene
    Potrei giurare che conoscevo il tuo amore
    Prima di sapere il tuo nome …

    Sei tu quella, tu sei la mia ‘stella che brilla
    Tu sei quello che aspettavo
    Voliamo via
    Per un paese straniero
    Dove nessuno sa chi siamo

  20. Il dolore vissuto
    Occorrerebbe evitare di accostarsi alla sofferenza con leggi crudeli o parole vane

    Risponde Umberto Galimberti

    1)
    Sono una signora poco più che quarantenne che da 5 anni combatte contro quello che è partito come un piccolo tumorino al seno, sicuramente curabile, niente di che. Da allora sono stata vinta dal cancro, dalle cure debilitanti, dai lunghi mesi senza i capelli (provare per credere che cosa vuol dire veramente), dal busto portato per dei mesi, dai lunghi mesi a letto con il tutore alla gamba ecc. ecc. Ovviamente ho perso il lavoro, la mia famiglia si è dissanguata economicamente perché l’Asl passa pochissime cure fisioterapiche, mentre a me ne servono tantissime e per mesi. E ovviamente da ex bella ragazza sono oggi ombra di me stessa. Ma non è questo il punto, oggi che le mie metastasi sono più vive che mai e la prospettiva futura è sempre più nera o non c’è più, io mi domando del perché dovrei continuare a soffrire in questo modo. In nome di chi? Dello Stato? Dio? Spero proprio che le persone che si permettano di gridare al mondo che la vita non è NOSTRA, possono provare che cosa vuol dire veramente avere una lunga e pesante malattia come resta il cancro nonostante notevoli successi ottenuti. Lo auguro a loro e/o ai loro famigliari con tutto il cuore. Se anche dopo riescono ancora a confermare le loro scelte, allora tanto di cappello. Ma, come dire, nutro qualche dubbio al riguardo. Solo ad aver scritto quello che penso, mi sento già molto meglio. Mi scusi per gli errori, sono nata a Praga. Romana Sindler rsindle1@hotmail.it
    2)
    Essendo moglie di un malato di Alzheimer, vivo una realtà fatta di rinunce, di fatiche, di esercizio fino all’estremo della pazienza. Le mie amiche, per conforto, dicono: offri a Dio il tuo dolore. Ma mi spiega come il Dio di amore può volere le sofferenze come un fascio di fiori in omaggio? Condivido la sua opinione che il cristianesimo è diventata la religione del dolore. Come trovare parole diverse di aiuto e di comprensione? Grazie, ne parli. giuseppinamarino41@libero.it
    RISPOSTA DI GALIMBERTI:
    Io penso che lo Stato non abbia alcun diritto di legiferare sulla sorte individuale di ciascuno di noi. E questo per la semplice ragione che la legge, qualsiasi legge, proprio perché ha un carattere universale, è costretta a prescindere e a non prendere in alcuna considerazione le condizioni in cui ciascuno di noi, in determinate circostanze è costretto a vivere, talvolta senza più riconoscersi come persona umana o, come nel suo caso, cara signora Sindler, con l’angoscia quotidiana di un futuro che si fa sempre più incerto e buio. Penso che questo sia il senso che vuole esprimere il suo malaugurio, che non leggo come l’auspicio che anche i legislatori o i credenti vengano un giorno a trovarsi nelle sue condizioni, ma che quando legiferano o ripongono la loro fede in Dio non lo facciano astrattamente, ma prendendo in seria considerazione il dolore nel sua crudeltà e l’angoscia nei suoi spaventosi momenti di disperazione. Certo lo Stato che le impone di vivere, proprio perché per legge glielo impone, dovrebbe anche provvedere a sostenerla economicamente con le cure adeguate alla sua condizione. Se non lo fa, il dispositivo legislativo appena emanato può tranquillamente essere rubricato tra le forme di sadismo, anche se mascherato da nobili motivazioni che rendono onore più ai principi che alle persone. Però a me spiace se lei dovesse togliersi la vita, perché la sua lettera esprime una forza che lascia trasparire tutta la sua dignità nel modo di condurre la sua malattia. E di questo i suoi familiari, che ne sono testimoni, non possono che esserle riconoscenti per i sentimenti che in loro genera il suo esempio, capace di far intendere che cosa nella vita è davvero importante rispetto a tutto ciò che ci affaccenda e ci affanna. Il solo fatto che scrivere questa lettera le abbia alleviato momentaneamente la sofferenza, questo vuol dire che lei ha ancora tante cose da dire e che vanno assolutamente dette. Alla signora Marino che lamenta la qualità del conforto delle sue amiche che fanno riferimento alle sofferenze da dedicare a Dio, dico che il cristianesimo ha cercato di dare un senso al dolore, perché quando le cose hanno un senso (vero o illusorio che sia) si riescono a vivere meglio. In ogni caso può sempre chiedere alle sue amiche, proprio in nome della fede che professano, che invece di recitare giaculatorie un po’ scontate, potrebbero aiutarla nell’assistenza che, nel caso delle persone colpite da Alzheimer, non conosce pause.

  21. Cara map, non ho parole. La sofferenza non si può definire e ci sono giorni che ho problemi di salute. Non mi sento bene, ma non lo faccio pesare. Lo stato? Non tutela per niente, si paga tutto. Ciao e baci.

  22. Cara Rosa, lo Stato è definitivamente e inesorabilmente assente!!!
    Dal nostro piccolo e microscopico pertugio virtuale, magari con qualche post in qualche giorno, spero tu possa sentirti un pò meno sola, anche se solo per un ‘ istante…
    Con affetto 😀

  23. Si Melusina, avverto tanto affetto tra voi del blog. Nella quotidianità ho degli amici, ma va bene così. Ciao.

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