C’era

L’agnello belava dolcemente.
L’asino, tenero, si allietava
in un caldo chiamare.
Il cane latrava
quasi parlando alle stelle.
Mi svegliai…Uscii. Vidi orme
celesti sul terreno
fiorito
come un cielo capovolto.
Un soffio tiepido e soave
velava l’alberata:
la luna andava declinando
in un occaso d’oro e di seta
apersi la stalla per vedere se Egli
era là
C’era.

Juan Ramon Jimenez

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13 Risposte

  1. Che ci sia lo penso anch’io, ma dove?
    Per anni ho cercato e scavato dentro di me.
    Ad oggi continuo a non sentire il pianto del “Neonato”.

  2. Di nuovo buon Natale, Gabriele carissimo, a te e a tutti gli amici del Blog! Vi stringo forte… 😀

  3. Un Animale saprà come e dove trovarLo e quali orme seguire, a ritroso, fino al centro emozionale; lasciatevi guidare, non vi disorienti il trovarvi dinanzi alla porta di una stalla. Oltre c’è un bambino che ha bisogno di essere nutrito, abbracciato, scaldato, riconosciuto… Il seme si schiuderà: a quello ci penserà la luna calante, è raro assistere a questa sincronicità tra Materia e Anima.
    (Per un attimo ho pensato alla Danae di Klimt)

  4. Quello, forse è il pianto del neonato, La ricerca! quando forse lo lasceremo un po andare, ricercando l’armonia non solo in noi, ma in Anima Mundi tutta, magari facendosi delle passeggiate in pieno profondo respiro…. distraendo la mente affinché altro fluisca in Noi… allora qualcosa si risveglierà ! Certo è, che è un cammino…. Con i suoi tempi! Auguri Fabio Albano! come sempre personalissime espressioni di sentimento :D.! riprendo il cammino 😉

  5. C’era, c’ era!!! Stava proprio là eccome se c’è…
    Lo si può vedere ad ogni angolo distrada, in ogni sorriso dato e ricevuto, c’è eccome se c’ è nel cuore di ogni uomo se ne sta al bel calduccio allegro: l’ Amore eccolo è nato!!! e ogni ci ricorda l suo arrivo .
    Eccolo è nato e con lui si è dato corpo alla Speranza…
    Benvenuti in questo mondo perchè non c’ è mai stato bisogno come ora!!!
    é nato gioiamo ora la felicità prende vita!!!! 😀

  6. ogni anno

  7. Del poeta tuareg Mahmoudan Hawad:

    c’era… anche un uomo del deserto che non sapeva dove andare…

    “Io vago errante
    Io vago errante, io sono folle, nudo,
    elegante, faccio smorfie, sorridente
    dietro la polvere della carovana
    che risale dal deserto verso l’oasi
    dove sgorgano le sorgenti dell’Unità.”
    —————————————————————————————

    e c’era… un altro che invece sapeva cosa cercare…

    “Non c’è per me altro punto d’arrivo
    che la stella della mia follia.
    Quando il velo della fatica mi avvolgerà
    io cadrò sulla sabbia,
    granello tra i granelli.
    Come guanciale
    la mia mano che rivela
    i sogni di prima ch’io esistessi.
    Come compagno
    il silenzio in cui trova riparo
    il respiro di ogni creatura.”
    —————————————————————————————-

    e c’era… anche la mamma con quel bambino…

    “Di scritti e di parole
    io non conosco l’ombra,
    perché mia madre non m’ha insegnato altro
    che interpretare l’incresparsi della sabbia
    dove scompaiono la tracce di ogni vita.”

    “Un tetto io non ce l’ho
    per poterlo rimpiangere.
    La tenda della realtà
    si trova oltre il bivacco delle stelle
    che corrono verso altre vie lattee.
    Il giorno in cui tremerà la terra
    chi si trova abbandonato al suolo
    si rialzerà.”

  8. ciao Valeria.. carissima intellighentia .. 🙂

    caro amico Fabio… perchè cerchi il suono del pianto del bimbo ? è logico che non lo senti, perchè è un bambino che è nato in pace .. forse ogni sculacciata è la sostituzione della parola che dolce acquieta l’inquietudine di sentirsi ospite, in questo mondo.. ma si sa che nessuna persona che si rispetti si sente sempre a casa propria… il mondo accoglie i suoni più gradevoli edinfindeiconti solo se si ‘sente’ l’emozione della madre come il mare, come una goccia della grande acqua ….noi stessi.
    … ed è lì che ci si accorge di essere al mondo..
    come poteva il bimbo piangere, se era consapevole di tutto l’amore che avrebbe donato? 🙂

  9. … Due su tre delle mie figlie sembravano voler buttare a terra la casa con i loro pianti… Non sono mai riuscita a valutare se con consapevolezza volessero attentare alla mia salute psico-fisica o se semplicemente usassero il pianto per comunicare i bisogni primari come la fame, la sete, il sonno, la stanchezza… Non ho mai pensato che con il lamento volessero filosofeggiare, ma avrei voluto, prima che cambiassero idioma e imparassero a parlare come i bipedi umani, che mi comunicassero se a loro conveniva (perdonate se mi perdo nel tempo storico!) che io fossi un’emerita ignorante come madre – e il loro padre pure – o che avessi altrimenti la loro “esperienza”… E’ parso da sempre chiaro che… era meglio non mettere le regole nero su bianco poichè mi sarei spaventata della loro vera natura sin dal primo cambio …di pannolino!
    Ora, non vorrei rilevare un certo sarcasmo da coccodrillo… nell’editoriale : “…come poteva il bimbo piangere, se era consapevole di tutto l’amore che avrebbe donato? ” oppure “Era sua madre, avrebbe fatto di tutto per lui!” o “Era votato al sacrificio, ergo si è lanciato… ”

    Tea, cara, vorresti spiegarmi meglio quello che hai scritto a Fabio e precisamente questa bella frase? : “…forse ogni sculacciata è la sostituzione della parola che dolce acquieta l’inquietudine di sentirsi ospite…”
    Aspetto (notizie dal tuo allevatore!)

  10. ho sentito una mamma urlare in continuazione al suo piccolino…. ora il bambino piange tutte la notti…. lei è costretta a cantar la ninna ache se un pò meccanica…
    sono certa che il bimbo sia venuto al mondo per insegnare ad adulti stanchi e nervosi …di ricordarsi di non essere semplici ruoli o suppellettili, ma viventi .

  11. Certo, cara Tea: i genitori non sono suppellettili ma può succedere che siano stanchi e nervosi. Un giorno il bambino lo capirà.
    Un abbraccio

  12. Occaso? Apersi? Benvenuti nel XIX secolo!

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