La vite

Or che il cucco forse è vicino,
mentre i peschi mettono il fiore,
cammino, e mi pende all’uncino
la spada dell’agricoltore. 
Il pennato porto, chè odo
già la prima voce del cucco 
cu . . . su. . . io rispondo a suo modo:
mi dice ch’io cucchi, e sì, cucco.
Sì, ti cucco, vite, chè senti
già nel sole stridere l’api: 
ti taglio ogni vecchio sarmento,
ti lascio tre occhi e due capi.
O che piangi, vite gentile,
perchè al vento stai nuda nata?
Se anch’io tra i fioretti d’aprile 
sembravo una vite tagliata!
Piangi quello che ti si toglie ?
Ma ti cucco, taglio ed accollo,
perchè, quando cadon le foglie,
tu abbia un tuo qualche grispollo! 
O mia vite . . . no, o mia vita, 
così torta meglio riscoppi! 
E poi . . . com’è buono, alle dita,
l’odore di gemme di pioppi!
E parlare, ritto su loro, 
col venuto di là dal mare,
chied
Or che il cucco forse è vicino,
mentre i peschi mettono il fiore,
cammino, e mi pende all’uncino
la spada dell’agricoltore. 
Il pennato porto, chè odo
già la prima voce del cucco 
cu . . . su. . . io rispondo a suo modo:
mi dice ch’io cucchi, e sì, cucco.
Sì, ti cucco, vite, chè senti
già nel sole stridere l’api: 
ti taglio ogni vecchio sarmento,
ti lascio tre occhi e due capi.
O che
Or che il cucco forse è vicino,
mentre i peschi mettono il fiore,
cammino, e mi pende all’uncino
la spada dell’agricoltore. 
Il pennato porto, chè odo
già la prima voce del cucco 
cu . . . su. . . io rispondo a suo modo:
mi dice ch’io cucchi, e sì, cucco.
Sì, ti cucco, vite, chè senti
già nel sole stridere l’api: 
ti taglio ogni vecchio sarmento,
ti lascio tre occhi e due capi.
O che piangi, vite gentile,
perchè al vento stai nuda nata?
Se anch’io tra i fioretti d’aprile 
sembravo una vite tagliata!
Piangi quello che ti si toglie ?
Ma ti cucco, taglio ed accollo,
perchè, quando cadon le foglie,
tu abbia un tuo qualche grispollo! 
O mia vite . . . no, o mia vita, 
così torta meglio riscoppi! 
E poi . . . com’è buono, alle dita,
l’odore di gemme di pioppi!
E parlare, ritto su loro, 
col venuto di là dal mare,
chiedendogli, in mezzo al lavoro,
quant’anni si deve campare!

piangi, vite gentile,
perchè al vento stai nuda nata?
Se anch’io tra i fioretti d’aprile 
sembravo una vite tagliata!
Piangi quello che ti si toglie ?
Ma ti cucco, taglio ed accollo,
perchè, quando cadon le foglie,
tu abbia un tuo qualche grispollo! 
O mia vite . . . no, o mia vita, 
così torta meglio riscoppi! 
E poi . . . com’è buono, alle dita,
l’odore di gemme di pioppi!
E parlare, ritto su loro, 
col venuto di là dal mare,
chiedendogli, in mezzo al lavoro,
quant’anni si deve campare!

endogli, in mezzo al lavoro,
quant’anni si deve campare!

Giovanni Pascoli

13 Risposte

  1. La vite se è curata produce il frutto……… Tutto ciò richiede fatica, lavoro e duri sacrifici.

  2. …quando ho un raffreddore e rimango isolata a casa nel mio caldo guscio….. il giono in cui metto il naso fuori di casa …il mondo e soprattutto la vita che torno a veder scorere accanto alla mia ..mi sembra tutta ”in rosa”… vedo i sorrisi dei bimbi, le agitazioni dei piloti, l’affannarsi perchè tutto vada sempre bene delle donne, i cieli limidi o piovosi ma sempre struggenti per gli occhi dell’anima, un abbraccio ricambiato …. e so che quando la vita in certi momenti è dura con me è perchè poi mi riserva delle belle sorprese …insomma la bellezza dell’esistere è una ”riserva” di energie: più ne risparmiamo più ne possediamo per farne qualcosa di buono.. così i rami della vite sono potati utilmente per dare maggior vigore per grandi grappoli succosi

    ciao, bentrovata Rosa 🙂

  3. Ti saluto Tea, con affetto.

  4. Capitano Uncino si è dato all’agricoltura: ‘che, dare dimostrazione di abilità nell’arte di vivere, prevede che la spada, fendendo, veda ciò che vede il terzo occhio e ascolti il secondo capo…

    Quando i pensieri si accompagnano in ritornello e si sentono stridere le api, cuccare, tagliare e accollare la vita è cosa giusta e non c’è tempo da perdere.

    Quando i pensieri si accompagnano in ritornello e si sentono stridere le api, cuccare, tagliare e accollare la vita è cosa giusta e non c’è tempo da perdere.

    …Quando poi il cuore dice le stesse cose che dice la ragione, è la catarsi. Se mai accadesse…

  5. QUANDO DIO CREO’ IL MONDO,DURANTE
    CHE IMPASTAVA L’ARGILLA,NEL METTERE
    INSIEME L’UTILE E IL DILETTEVOLE DEL CORPO
    UMANO,VOLLE RIPOSARSI,E MENTRE CON AMORE
    POSAVA IL SUO SGUARDO SU QUELLO CHE AVEVA
    CREATO,EGLI VIDE LA MIA TERRA DI PUGLIA
    E CON IL SUOI OCCHI PIENI D’AMORE,LE SORRISE
    E,FU COSI’ CHE LA MIA TERRA SUBITO GLI RISPOSE CON LA SUA
    BOCCA PROFUMATA DI MANDORLO IN FIORE.
    TUTT’ORA LA MIA ILARE TERRA SORRIDE,MA PORTA NEL CUORE
    ANTICHI DOLORI..
    ———————————GINA TOTA 16-DICEMBRE 2011 TITOLO
    MAMA

  6. MA..E’ IL TITOLO DI QUESTA MIA POESIA, LA MIA PUGLIA SITIBONDA,TERRA CHE AMO!

    MA.

  7. ATTENTI A CHI VUOLE DONARE CAVALLI,L’ELLENICA FURBIZIA
    D’ULISSE E’ SEMPRE PRONTA A DONAR CAVALLI.
    —————————————GINA TOTA

  8. – CAPOOO…- disse lei al suo dio – VOGLIA CONSIDERARE, PREGO, L’ECCEZIONALITA’ CHE OFFRE AL SUO REVERENDO INTELLETTO UNA TERRA DI NESSUNO COME QUELLA CHE RAPPRESENTO IN TOTO, CORPO ANIMA E CERVELLO…
    DUNQUE, CONSIDERI IL MIO SECOLARE E INDEFESSO IMPEGNO NEL REGISTRARE CON SCRUPOLO TUTTE LE ENTRATE E LE USCITE IN TEMPO DI PACE E CHIUDA UN OCCHIO – PER BACCO, LA PREGO, E’ SOLTANTO UN OCCHIO – IN TEMPO DI GUERRA, QUANDO LE SEMBRERA’ INGIUSTO CHE DICHIARI SOLTANTO LE USCITE…
    IN GINOCCHIO DA LEI, MA SOLTANTO PER RACCOGLIERE LE OPPORTUNITA’ CHE SEMINA CON Sì TANTA GENEROSITA’, LE PORGO, GIRANDOLA, LA DOMANDA CHE UN GRISPOLLO, MIO CO-IN-QUILINO, TOSTO MI FECE AL TEMPO DELLA CUCCATURA: “PAGASSIMO TUTTI L’IMU, O SI FA UNO PER TUTTI COME AI VECCHI TEMPI, PRIMA DELLA DIPARTITURA A MIGLIOR VITA?”
    … CAPOOO, MI PREME DI DARGLI UNA RISPOSTA, PERCHE’ MI MISE IN DIFFICOLTA’ E PER GIUNTA IN UN MOMENTO CRITICO, SPERO COMPRENDA, PROPRIO COME QUELLO CHE LEI STA IMMAGINANDO…
    CON RISPETTO PARLANDO.
    VALERIA-TU-SAI-CHI

  9. … P.S. : SOVVIENE CHE SI VAGLI, SE VOGLIA, L’EVENTUALITA’ DI METTERCI UNA CROCE SOPRA; PER NECESSITA’, PER AMORE, VERDE, ROSSA, AZZURRA, DI QUALSIVOGLIA COLORE PURCHE’ CONFORME AD UN CANòNE EQUO.

  10. Ciao Carissima Gina, perdona se da un po che non mi faccio sentire! Tu mia amica poetessa, poeta,…. luce, ho letto e riletto il tuo Libro, le tue poesie, e cosi come faccio con altri testi di altri Poeti a me cari, non di raro, riapro a caso il tuo libro, leggendo la poesia che diciamo il Caso.. mi regala! Mia carissima, spero tu stia bene, n’abbraccio di cuore! Cara Gina sono un discolo, ma ti voglio BENE….! 😉

  11. Vento fra i capelli”…
    una mano “simil’ombra”
    attraversarli, seta,
    un gioco dolce,
    scompigliando, essendo,
    ora vento, ora dita
    Un leggero soffio
    da labbra incantate.
    Scompongo, ecco che
    diviene,in_cantate
    morbide. Suoni
    del Mistero donano vita,
    alla materia, ai corpi.
    Amorevolmente, come il più
    dolce dei pennelli li sento
    Dipingere rigenerare
    Il mio Viso, le mie braccia
    Siam Nudi, senza Vergogna
    Si Vergognino i ladri, cosi
    L’omicida. Noi, Siam vesti
    D’Amore!

  12. la lingua e’ piu’ veloce del’occhio,dell’udito e della RAGIONE.
    aforisma di gina tota.

    PRIMA DI APRIRE LA BOCCA, DARE UN OCCHIATA SE E’ COLLEGATA COL CERVELLO.
    GINA TOTA.

    NELLA MINUZIA,SI NASCONDE LA GRANDEZZA-.
    GINA TOTA.

  13. Valeria 😀

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