Presentazione “Tu chiamale se vuoi coincidenze”

Carissimi,
domani 8 dicembre, a Roma, dalle 15 alle 16, presenterò il mio nuovo libro “Tu chiamale se vuoi coincidenze”, edito da La lepre,  nell’ambito della manifestazione “Più libri più liberi”, presso il Palazzo dei Congressi all’Eur. Vi aspetto!

Gabriele

Scene da un… matrimonio all’italiana

Tu ti spezzasti

I molti, immani, sparsi, grigi sassi
Frementi ancora alle segrete fionde
Di originarie fiamme soffocate
Od ai terrori di fiumane vergini
Ruinanti in implacabili carezze,
– Sopra l’abbaglio della sabbia rigidi
In un vuoto orizzonte, non rammenti?

E la recline, che s’apriva all’unico
Raccogliersi dell’ombra nella valle,
Araucaria, anelando ingigantita,
Volta nell’ardua selce d’erme fibre
Più delle altre dannate refrattaria,
Fresca la bocca di farfalle e d’erbe
Dove le radici si tagliava,
– Non la rammenti delirante muta
Sopra tre palmi d’un rotondo ciottolo
In un perfetto bilico
Magicamente apparsa?

Di ramo in ramo fiorrancino lieve,
Ebbri di meraviglia gli avidi occhi
Ne conquistavi la screziata cima,
Temerario, musico bimbo,
Solo per rivedere all’ilmo lucido
D’un fondo e quieto baratro di mare
Favolose testuggini
Ridestarsi fra le alghe.
Della natura estrema la tensione
E le subacquee pompe,
Funebri moniti.

2.

Alzavi le braccia come ali
E ridavi nascita al vento
Correndo nel peso dell’aria immota.

Nessuno mai vide posare
Il tuo lieve piede di danza.

3.

Grazia, felice,
Non avresti potuto non spezzarti
In una cecità tanto indurita
Tu semplice soffio e cristallo,

Troppo umano lampo per l’empio,
Selvoso, accanito, ronzante
Ruggito d’un sole d’ignudo.

Giuseppe Ungaretti