Gazzella dell’amore imprevisto

 Nessuno capiva il profumo
Dell’oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
Un colibrì d’amore fra i tuoi denti.

Mille cavallini persiani dormivano
Sulla piazza con la luna della tua fronte,
Mentre per quattro notti io stringevo
La tua vita, nemica della neve.

Fra i gessi e i gelsomini, il tuo sguardo
Era un pallido ramo di sementi.
Cercai, per darti, nel mio cuore
Le lettere d’avorio che dicono sempre

Sempre, sempre: giardino della mia agonia,
Il tuo corpo fuggitivo per sempre,
Il sangue delle tue vene nella mia bocca.
La tua bocca senza luce per la mia morte.

Federico Garcia Lorca

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2 Risposte

  1. x il prof,
    questa poesia! Credo si rifersica all’inizio del tutto , all’affanno del volere risposte, insomma ci provo, poi ho trovato questa cazone di vasco rossi, “un senso “. http://youtu.be/k1aGaIxO3LM
    insomma
    buon giorno
    patrizia

  2. Cara Patrizia, ti ringrazio per questo “sensato” contributo. Baci baci

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