Esperienza

“Esperienza è il nome che tutti danno ai propri errori”.

Oscar Wilde

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27 Risposte

  1. L’esperienza ci fa vivere anche se commettiamo degli errori.

  2. Splendida serata per te, caro Gabriele. Rosa

  3. Importante che gli errori siano i nostri maestri, imparare dai propri errori e non negarli anche a se stessi magari perseverando, come spesso succede:
    “Errare è umano, perseverare è diabolico”.
    Meglio sarebbe, anche se ancora più difficile, apprendere per esperienza indiretta:
    “Non imparare dai tuoi errori. Impara dagli errori degli altri così che tu non possa farne.”
    Thomas Hobbes

  4. Grazie, Rosa. Ricambio l’augurio. Baci baci

  5. Leggevo, Anna, che tra i casi di ricorso ad alibi, qualora i propri errori volontari o involontari abbiano procurato danni a se stessi oppure alle persone care, certi meccanismi di autodifesa intervengano a preservare un’ apparente salute mentale. Nell’oblio ci si rigenera. E’ un ritorno al grembo materno.

  6. Come ha notato il filosofo Michel Serres la saggezza multimillenaria delle lingue greco-latine ha forgiato il termine «esperienza» servendosi di due preposizioni: «ex» (= da), che significa la partenza, l’allontanamento, il distacco più o meno volontario dall’ambiente familiare, usuale o iniziale e «per», che designa il viaggio attraverso un ambiente, un mondo nuovo. L’esperienza significativa scaturisce da questo movimento duplice – intreccio di distacco e di peregrinazione – e comporta sempre dei rischi. Per questo il termine esperienza s’apparenta al termine pericolo, con cui condivide una radice. Anche l’espressione tedesca che designa l’esperienza – Erfahrung – racchiude in sé il motivo del viaggio (Fahrt) e quindi la duplice idea della partenza e della peregrinazione.

    da Wikipedia-

    buona esperienza a noi in viaggio, in attesa , a noi che crediam o di essere fermi,a noi che lo siamo, buona giornata a noi tutti,
    buon giorno prof !

    patrizia

  7. la gente dà buoni consigli quando non può dare il cattivo esempio.
    F. De Andrè

    con amore questo Pessoa

    Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta
    ed è la più terribile delle stanchezze.
    Non è pesante come la stanchezza del corpo,
    e non è inquieta come la stanchezza dell’emozione.
    È un peso della consapevolezza del mondo,
    una impossibilità di respirare con l’anima.

    .

  8. …Quando la notte porta consiglio e quando l’insonnia…
    Anna,
    c’è poi il caso in cui, ripercorrere aderente quella Strada, dicono porti a “guardare negli occhi” quell’ombra per darle un senso (si dice anche “rinunciare” all’ombra o metterla a fronte!) e spezzare le coazioni a ripetere…
    Quando si dice il Sole, al quale devo molto!

    http://gabrielelaporta.com/2010/03/23/cristo-e-ombra/

  9. Buongiorno, Patrizia. Grazie per questo tuo intervento. Baci baci

  10. Ho visto Esperienze distruggere le menti di ragazzi, il tentare consiglio, pur sapendo della quasi Inutilità, è più forte di qualsiasi sapere, che ti suggerisce cose del tipo: Guarda è inutile, la sua età lo porta a non vedere il pericolo..etc.ecc! Eppure qualcosa di più forte, spesso con un magone in gola, come se avessimo la sfera magica che mostra il dopo, ci Induce continuamente a dare Consigli, specie a chi Amiamo, Spesso Inutili, spesso dettati dall’Amore!!! La sofferenza d’ogni Uomo è la nostra, al pari della Gioia!!! Certo il Destino, o ciò che è, non si può Cambiare, alla pari, non si può frenare quell’Amore che tenta Disperatamente di preservare chi si Ama da certe Esperienze!!!… poiché ciò che può essere la morte quando ancora il corpo è in movimento è cosa terribile, Forse è la Una parte Della vera Morte, che non si presenta in quel giorno solitamente cosi da noi Definito o definita!!!

  11. l’esperienza della vita è l’esperimento in laboratorio… a volte lo devi ripetere

  12. grande commento, caro Majo……. con te, se si cade dalle nuvole 🙂 si atterra sul morbido 🙂 è il tono di un uomo maturo, il tuo…

    le mie esperienze le dedico, a volte in maniera non molto formale..

  13. cerco di capire e leggere a fondo dentro le esperienze c’è alla base una profonda manifestazione del proprio corpo

  14. non sempre si può ritornare all’inizio

  15. Grazie , Eman

  16. questa non potevo non inviarla!

    (875)
    Da un’asse all’altra avanzavo
    così lenta,prudente.
    Sentivo le stelle sul capo,
    e sotto i piedi il mare.

    Questo solo sapevo: che un altro
    passo sarebbe stato irrevocabile.
    Ed avevo quell’andatura incerta
    che chiamano esperienza.
    c.1864

    saluti patrizia

  17. detto così sembra bello… grazie, Patrizia . mi hai regalato un attimo ancora

  18. Quell’andatura incerta che chiamano esperienza: sì, cara Patrizia, l’esperienza ci rende più riflessivi, frena gli impulsi e quel senso di potenza tipica degli anni adolescenziali e giovanili, rendendoci più cauti,
    facendoci avanzare più incerti,con qualche consapevolezza in più e con maggiore coscienza dei nostri limiti, dei pericoli e degli imprevisti,dell’insondabile, sempre dietro l’angolo.
    E poi,fortunatamente, non si finisce mai di imparare, di sbagliare e di meravigliarsi. A volte l’esperienza, come afferma Tea, va ripetuta a riprova del risultato ma purtroppo, come ci ha ricordato Emanuele che saluto con un ben tornato, ci sono errori irreversibili. Come ha saggiamente scritto Giuseppe, si deve provare a dare un buon consiglio, facendo riferimento anche ai propri errori a titolo di esempio, sperando che siano ascoltati e tenuti a mente: è un dovere di ogni educatore, di ogni genitore, di ogni amico, poi a ciascuno la scelta.
    Concordo con te, Valeria, che la negazione è un meccanismo di autodifesa dell’Io e la coazione a ripetere è un meccanismo perverso, distruttivo e autodistruttivo, di competenza di esperti.
    Il peso della consapevolezza del mondo, Matteo, rallenta il nostro incedere,questo,come positivamente sostiene Rosa, ci permette comunque di andare avanti misurando meglio l’opportunità e la lunghezza dei nostri passi, purché questo peso non diventi soffocante per l’anima.
    Un saluto a tutti, grazie per i vostri contributi su questo
    importante argomento che tanto mi fa riflettere soprattutto come genitore.
    Anna

  19. Delle esperienze grandi, come le guerre o altre catastrofi, portiamo sempre i segni….. perchè il vero saggio è colui che impara dalle esperienze altrui ..
    nella nostra storia, le esperienze …alcuni le fanno, altre le subiscono. ma se si viene fuori da questa logica e si vedesse la perfezione invece che la imperfezione, allora la perfezione ….tenderebbe a migliorarsi ancora.. i momenti che attraverso le nostre esperienze viviamo, formano le relazioni ..ed in ciò il limite ..che potrebbe essere il luogo comune …trovare la perfezione e metterla dentro un’equazione è facile, sì,, per alcuni lo è….. ma il relazionante vorrà imparare l’equazione solo quando ne conosca le basi di linguaggio …..

  20. “Il ciclo interminabile dell’idea e dell’azione
    invenzione senza fine, esperimenti senza fine
    ci dà la conoscenza del moto, non della quiete
    conoscenza del parlare, non del silenzio…
    Dov’è la saggezza che abbiamo perso nella conoscenza?
    Dov’è la conoscenza che abbiamo perso nell’informazione?”

    Thomas Stearns Eliot

    Dov’è la conoscenza che avevo prima dell’informazione?
    ….di facili informazioni ?

  21. Avvolte muoiono
    Giorno dopo giorno
    Per loro.
    Soffrono nell’impotenza
    Non mollano nella sofferenza
    Amano, in mille e più modi
    Sbagliano d’umanità.
    Sono i Genitori…
    Duro Compito pari a quello
    Dei Figli. Solo una forza
    Nelle Bufere, riuscirà dove
    Altro nulla può, L’Amore…
    Quando il destino segui
    Nel nulla poter.
    Camminando silenziosi
    Come Madonne al calvario
    Pronti comunque a raccoglier
    Tra le Braccia dell’amor
    Quel corpo, quell’Anima,
    Quel figlio/a… ed ecco
    L’Arte scultorea prender vita
    La Pietà, L’Amore che non
    S’arrende difronte a Nulla.
    Questi Son Spesso i Genitori!!

  22. Bella e profonda, caro Giuseppe, complimenti!
    Non ci sono genitori né figli perfetti, non è facile nessuno dei due ruoli, solo che i primi, se non ragionano da “padre-padrone”, si sentono comunque responsabili per tutta la vita nei confronti dei figli che loro hanno messo al mondo. Sentirsi impotenti con l’ansia che prende il sopravvento è una sensazione non facile da controllare per evitare di essere soffocanti e castranti, un grande aiuto è riuscire a confidare nel destino. Un saluto affettuoso, Anna

  23. All’Impossibile VIVO!
    *******
    Nel Silenzio…. tutto parla danza suona…
    Nel silenzio vorrei dipingerti
    Non toccarti, per non Infrangere
    Ah, Visione che penetra con forza
    Non v’è Spazio che possa Contenere
    Miscuglio D’Armonia, Follia, Desiderio
    Sfiorare, solo poter Sfiorare…
    Eppure no! Incantesimo, Magia,
    Solo mia, nel Silenzio sembra
    Impossibile poter contenerti tutta
    Bellezza, Pazzia, Infinita Follia
    Impazzirò, Non Importa…
    Cosa Importa, questa è la
    Follia Dettata dalle Ninfe?
    Ben Vieni Follia, nulla
    Di me non tralasciare, Colmami!
    Nel Silenzio tu Sai, Sei..
    Quanta Grazia per un
    Semplice Mortale!!!
    Nel Silenzio tutto di te
    Suona, danza, M’Avvolge!!!

  24. Sì, il destino… quanto è difficile, oggi, essere i punti di riferimento dei figli adolescenti. E’ un paradosso: fuggono da casa per non essere soffocati dall’immagine troppo ingombrante di un genitore, mentre si perdono lungo la scia di idoli. Quei simulacri vuoti possono essere il guscio di una cicala o la pelle di un serpente: ho provato a guardare ad essi come la divisa che il genitore lascia sulla sedia per seguire il figlio… per conoscerlo…
    E’ proprio difficile essere genitori!

  25. Ogni generazione si ritrova ciò che la precedente gli lascia, loro trovano tutto preparato, sbigottiti, dopo la fanciullezza… vivono per ciò che hanno recepito da più parti, la fretta, il dialogo fatto dalla fretta, del pranzo freddo da riscaldare spesso, saluti da mamma e papà, Cosi è, la colpa non è Di Nessuno cosi come è Di tutti Noi!!! Non dico nulla di Nuovo, ma neanche nulla di affrontato ancora veramente a livello sociale, forse è Un Utopia… anche questa, eppure credo che qualcosa dovrà cambiare, o si cambierà da Se!!! PUNTO DI MIA RIFLESSIONE!!! BUONA SERATA,… Avvolte come quando s’insegnano i primi passi a bimbi, rimando dietro pronti a sollevarlo appena cade, proprio come Allora altro se pur nel Dolore Un Genitore nulla può se non sostenerlo quando caduto in terra sarà lui stesso a chiedere Aiuto, magari con un semplice sguardo, sperando che quella caduta sia si Dolorosa ma Sanabile, ecco Dove L’Amore Interviene, deve Intervenire fino all’ultimo, poiché ripeto spesso prima pur tentando il tutto, nulla si è potuto, allora in quella bufera si spera nel porto Finale dove la banchina saranno ancora una volta i Genitori, il Loro Amore, magari anche se più difficile, anche un buon amico/a….!! Buona Serata, Ciao Valeria 😉 NOTTE A TUTTI!!! NOTTE A LEI PROFESSORE.. 😀

  26. Le esperienze degli eroi ……aprono la strada e divelgono le paure

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