Inneres Auge

17 Risposte

  1. E con il tempo, E CI VUOLE PAZIENZA, si apre allo sguardo interiore!

  2. L’abbraccio più grande di questo Mondo… è per te, Gabriele! 😀

  3. A chi non volle mai risposte, ma la libertà di porsi domande…
    A chi non volle mai risposte, poichè non interessavano le risposte quanto la libertà del caos:
    Due Grandi a confronto: Jung e Schopenhauer; il primo che guarda dentro il Sè per aprire gli occhi, il secondo che guarda fuori per appropriarsi del Presente, inteso come volontà e forma di ogni vita.

    “Il timore e la resistenza che ogni uomo naturale prova quando scava troppo a fondo in se stesso, sono in ultima analisi la paura del viaggio dell’Ade. […] In realtà però da quello sfondo psichico, dunque proprio da quello spazio oscuro, ignoto, emana un’attrazione, una fascinazione… che minaccia di diventare tanto più travolgente quanto più a fondo si penetra. Il pericolo psicologico che si presenta è un dissolversi della personalità nelle sue componenti funzionali…”
    (Carl Gustav Jung)

    “La morte è un sonno in cui l’individualità è dimenticata: ogni altra cosa si risveglia o, piuttosto, è rimasta sveglia. (Anche la considerazione seguente può servire a far capire a colui, per il quale essa non è troppo sottile, che l’individuo è soltanto il fenomenno, non la cosa in sè. Ogni individuo è, da un lato, il soggetto della conoscenza, cioè la condizione complementare della possibilità dell’intero mondo oggettivo; e dall’altro è un fenomeno particolare della volontà, la stessa che si oggettiva in ogni cosa. Ma questa duplicità della nostra essenza non si basa su un’unità di per sè sussistente, altrimenti noi potremmo diventare coscienti di noi perfino in noi stessi e indipendentemente dagli oggetti del conoscere e del volere: ma ciò non lo possiamo assolutamente; ma appena noi, per tentare di parlo, entriamo in noi stessi, e dirigendo la conoscenza all’interno, vogliamo pienamente riflettere, ci perdiamo allora in un enorme vuoto, ci troviamo uguali a quella sfera di vetro cava, dal cui vuoto parla una voce, la cui causa però non si può trovare all’interno; e volendo così afferrare noi stessi, acchiappiamo con orrore niente altro che un fantasma senza sussistenza).” (Schopenhauer)

  4. meine augen
    nicht kann sagen
    warum du ist für mich
    eine nicht endliches

    So ich glaube du ist
    eine rote blume in der mist

    Ah meine liebliches da

    Ach so weit so nah
    ———————————————-
    (i miei occhi
    non posso dire
    perché tu sei per me
    un non finito

    Quindi penso che sei tu
    un fiore rosso nella nebbia

    Ah mio ​​dolce perché

    così vicino, così lontano)

  5. IN MY TREE


  6. Luigi, sei sempre molto caro. Grazie. Baci.

  7. Relax – Buddhist Meditation Music – Zen Garden – Kokin Gumi

  8. cara Valeri….. io cerco di riconoscere tutta la gamma più ampia possibile dei sentimenti che provo (alcuni senza saperlo) e mi faccio da me le domande e da me e solo da me cerco risposte …….

  9. le poche domande che faccio sono quasi sempre purtroppo di curiosità più o meno scientifiche 🙂

  10. ….. bella foresta , 🙂

  11. 🙂

  12. ADESSO ….NON E’ CHE SIA TUTTO ROSE E FIORI, NELLA FORESTA


    (UN MAESTRO 😛

    .

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