Lettera alla madre

 

«Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d’amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo. » – Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. –
«Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d’eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell’ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater. »
 
Salvatore Quasimodo

 

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31 Risposte

  1. Buon pomeriggio, carissimo Gabriele! Un abbraccio grande grande grande!

  2. Un tributo un omaggio a tutti i figli lontani da Lei-
    Madre risuona la parola come una divinità-
    Madre il luogo da cui siamo nati –
    Eg

  3. A te, carissimo. Baci

  4. Un saluto a Bea ! Stasera ci riprovo!

    A proposito di madri..non è che tutte tutte tutte siano tanto eh??

    “madri”…c’è n’è qualcuna che ha saltato il corso “madre modello”

    ed è mai scontato il senso materno.

    Dona
    Donna!
    ad esse
    quindi
    il senso
    materno

    non solo
    il seno

    ma anche il SENNO

    Voglia accogliere
    la mia preghiera
    oh Madre Ideale

    Madre IRREALE

    Amabile
    mamma

    inquieta
    come

    una

    mosca

    all’arrivo
    della pioggia

    Tu che spari
    Tu che picchi
    tu che uccidi
    tu pazza
    tu che qualcuno

    un giorno
    cercherà di scordare.

    AMABILMENTE….

    (non è autobiografico.. thank you..)

  5. A MIA MADRE
    Sentivo i tuoi passi
    colpire lieve l’asfalto
    e risuonare nella strada
    come i rintocchi lente delle ore
    ed il mio orecchio bambino
    abbandonava ogni altro interesse,
    il mio volto si illuminava
    in un sorriso di gioia serena,
    e ti correvo incontro.
    E tu, stanca e felice,
    mi aprivi tutto il tuo mondo
    tra le tue braccia tremanti
    e mi stringevi al cuore,
    che ancora oggi
    sento battere al mio.
    Dove mai siete,
    giorni spensierati
    di una felicita’
    mai piu’ conosciuta ?
    Dove vi nascondete,
    anni miei sereni
    fatti di sogni
    e piccole cose ?
    Oggi mi resta
    un mondo completo,
    completo di cose volute,
    di cose comprate,
    di cose che non rappresentano nulla
    nell’immensità dei desideri insoddisfatti
    che mi tormentano ed affliggono.
    Santoro Salvatore Armando
    (Aosta 2.2.1977)

  6. La mia poesia non è una lettrera (ma potrebbe esserlo) ma piuttosto una preghiera, una invocazione ad una persona che ha vissuto una vita quasi all’inferno in mezzo a due gruerre mondiali (e l’ultima la ricordo anch’io) e non so neppure se sia andata in paradiso.

  7. (qui ci sono delle persone a cui voglio bene)

    . . .

  8. Datemi tempo…. le ferite stanno guarendo
    il “mio” chirurgo
    si sta occupando di me

    . . .

  9. Ciao Map,
    consoco certe madri…che non so come sia possibile possano essere madri! Ma preferisco fermarmi qui…..non ho voglia di trattare oltre questo argomento…
    ma per essere madre non basta aver messo al mondo un figlio, essere madre è prendersi amorevolmente cura dei propri figli sempre e in ogni corcostanza!….ma ripeto non voglia di andare oltre.
    un bacio cara!

  10. Caro Prof.
    era tanto che non piangevo nel leggere un libro!
    Per una piccolissima serie di eventi fortuiti mi ha portato a prendere in mano un liro che avevo nella mia libreria da circa un anno, ma che – pur amando l’autore -, presa da altre letture non avevo neppure aperto.
    Ora che lo sto leggendo ho capito che solo ora era il momento giusto: prima di oggi non ne avrei assoprato la profondità e forse non avrei potuto comprendere fino in fondo le emozioni ed i snetimenti contrastanti dei cuori e delle anime dei suoi protagonisti!
    Ti auguro una serena domenica….e
    da laziale posso chiederti se vai a vedere il derby?
    Un bacio Bea

  11. …che poi non esistono madri modello, secondo me Map,
    basta essere madre, come tutti una madre può sbagliare…
    basta essere madre, basta esserci…
    ma capita anche che la madre c’è, ma in realtà non c’è!

  12. ” Ma ora ti ringrazio,
    questo voglio, dell’ironia che hai messo
    sul mio labbro, mite come la tua.
    Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori”.

    Questi i versi che mi hanno colpito:il poeta, tra qualche lacrima,
    nell’ addio alla madre lontana ed in perenne attesa,
    sente il bisogno di esprimerle la sua gratitudine per il dono da lei ricevuto dell’ ironia, per il sorriso quale ancora di salvezza nel dolore.

  13. Caro Armando, grazie per questo bel contributo. Un abbraccio.

  14. Grandioso Emanuele Grazie per Essere in Anima con Noi 😀

  15. A GABRIELE

    Grazie per il gkiudizio sulla mia poesia.
    Ne ho scritte anche diverse sul “Padre”. Una in particolare è stata inclusa in una antologia curata dalla regione Toscana (Pater pubblicata dalle Edizioni Morgana di Firenze). .Una poesia davvero tosta dove lascio libero spazio ai miei risentimenti ed alla mia delusione verso mio padre. Come vedi, quindi, vi è una compensazione (come sempre) tra i due affetti anche se mio padre forse non ha tutte le colpe della sua incapacità di essere padre perchè il fascismo gli ha fatto fare tutte le sue guerre del cavolo e lui, al rientro dalla guerra, forse non ha avuto poi la capacità di fare il padre.

  16. No, non credo che potrò andarci. Leggendo il tuo post mi è venuto in mente “L’ombra del vento” di Zafon. Un romanzo che ho amato molto, dove si parla di libri perduti che scelgono chi deve ritrovarli. Baci

  17. Per map-
    Il seno non é una cosa per bambini-La madre non é un super mercato
    o un latteria -Forsemolto tempo fa una balia è molto diverso-
    Sono daccordo con cio che scrivi ho capito-Senza intenzione di cadere in errore io dico una madre non uccide suo figlio,ma io sento
    che molto più grave un figlio(a) che uccide la Madre- da una madre
    negativa si fugge ci si sottrae non si uccide-Sai anche questo é
    accaduto-
    Egill

  18. Caro Gabriele,
    è vero anche io ho letto tempo fa “L’ombra del vento”: è piaciuto molto anche me! Alcune parti del romanzo sembrano così vere!
    Un bacione e buona domenica!

  19. Ciao Manu,
    bentornato!
    Un bacione grande grande, Bea-Elliot!!

  20. Ciao Emanuele, felice di ritrovarti ti auguro un buon recupero.
    Anna

  21. Cara Beatrice, Carlos Ruiz Zafon è senza dubbio uno dei più bravi romanzieri in circolazione in questo momento. Baci e buona domenica anche a te.

  22. Em Em …. ci sono anch’io a dirti bentornato ……. ben ri-trovato 😉

  23. Manu anche qui, come puoi vedere dai vari post, ci sono una sacco di persone
    che ti vogliono bene… 😀

  24. L’ AQUILA EMOZIONA I SUOI TIFOSI , GLI ITALIANI E VINCE UNO DEI PIU’ BEI DERBY DELLA SUA STORIA CALCISTICA.

  25. Caro Salvatore, la guerra, purtroppo, annichilisce le capacità umane di amare. Le emozioni vengono racchiuse in un involucro di lucida freddezza, perché sarebbe troppo doloroso esternarle. Vivere così per tanto tempo, rende duro il ritorno alla realtà. Un abbraccio di vero affetto.

  26. Avrà per me gli stessi sentimenti che animano e fanno ruotare un astro…
    ma io amo profondamente la mia patria. In dieci, cento, mille vite lotterei per venire a morire in questa grande, nonostante tutto, Italia.

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