La rosa

“Meglio vale godersi una rosa che esaminarne la radice sotto il microscopio”.

Oscar Wilde

(Il Giardino delle rose a Firenze)

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23 Risposte

  1. Buon fine settimana, caro Prof

  2. Osservare la rosa contemplarla godere della sua bellezza potrebbe
    portarci alle radici – Tutte le radici-
    Egill

  3. Grazie Anna. Anche a te. Baci

  4. Anna cara,
    grazie per i tuoi video!!!
    buon fine settimana!!!

  5. Carissima Egilll,
    condivido in pieno il tuo pensiero: conteplare l’essere esteriore, il suo divenire, il suo mutare da bocciaolo a fiore aperto eccc in realtà non ci deve far dioemnticare che quella è solo la sua esteriorità, meravigliosa colorata e profumata, ma solo esteriorità. In realtà la sua linfa è nelle sue radice, racidi che sotto terra e che non vediamoe il più delle volte ci diemntichiamo anche che esistano….
    è come per gli esseri umani: troppo spesso ci fermiamo alle apparenze, quando invece si dovrebbe andare nella pronfondità vera di noi stessi prima e dei rappporti che abbiamo con gli altri poi.
    le radici, le nsotre radici, se non riscopriamo le nsotre radici non potremmo mai crescere…è solo alimenatndo le nostre radici che possiamo alimentare noi stessi, la nsotra crescita umana e interiore e solo allora potremmo amare e vivere senza riserve e con consapevolezza…
    Ti abbraccio…e grazie di cuore per i tuoi comemnti che trovo sempre molto attenti, profondi e offrono spunto per riflettere!

  6. Buon Giorno e un Buon Fine Settimana Carissimo Prof. Gabriele 😀

    Sicuramente, come dicono i nostri preziosi amici è così perché dietro la rosa dietro la sua naturale bellezza, attraverso l’attrattiva ispirativa / induttiva contemplazione si potrebbe scoprire, il mondo da dove vengono proiettate tutte le cose…

    Ma non approvo per niente quello che dice Oscar Wilde , perché l’indagine di ogni vero ricercatore, prima parte dal tangibile per poi penetrare nel mondo intangibile / soprasensibile , nel mondo delle cause prime…… La vera ricerca, attraverso le scienze, su tutto ciò che ci circonda ha portato anche grandissimi benefici, anche se il potere di pochi ha corrotto tantissime cose…..

  7. …Inviarono, allora, la rosa più minuta alla regina del grande giardino: pensando di oltraggiare la bellezza del suo regno ed indurla a dichiarare per prima la guerra che gli Insulsi aspettavano con ansia, per poter dare uno scopo alla parola “guerra”… Avrebbero poi calpestato la piccola rosa e diviso tra loro il bottino dei “petali”.
    Ma la regina del grande giardino aveva capito il tranello. Così adottò la rosa, la innestò permettendole di conservare le sue origini, ma le diede la possibilità di moltiplicarsi. Avrebbe conservato per sè tutti i boccioli che avrebbe dischiuso… A quegli Insulsi non rimase che la loro insulsa libertà di inventarsi un significato più accettabile con cui riempire la parola “guerra”.
    Fine

  8. Ciao Carissima Valeria, 😀

    Bellissima l’immagine e l’assai contemplativo benefico significato che si nasconde dietro la bellezza della rosa… Per nulla al caso ci fu un tempo passato in cui fu costituita la sacra alleanza degli umani con i celati reami di questa nostra amata terra… I ROSACROCE……

    Un Buon Fine Settimana al Tuo Prezioso Erudito Cuore ed al Cuore dei Tuoi Immensi Amori 😀

  9. …Raffaele, non sto qui ad indagare i Rosacroce.
    La mia favola vuol significare che la libertà è un dono, non può essere estorta: è questo il significato della frase “è necessario liberarsi per liberare gli altri”. Rispondo a Tea, che sempre con molto interesse leggo.
    Buon fine settimana.

  10. Grazie Bea-
    Eg

  11. dolcezza tutta…..tutta…..un fiore nasce e muore….l’amore, no, no, no, non può..ma le spine le stringerò..pur di ricordarti..non importa.

  12. Grazie Valeria, due volte ti ringrazio. sei bella ed è bellissimo il tuo commento sulla rosa rosa e ancora rosa.

    pensavo ancora di risp con un solo grazie, per la tua ‘favolissima’ che ho molto amato e….. felicemente ..ho letto che era ispirata da un mio commento… che gioia! grazie …. di aver riconosciuto il mio amore per la pace.. 🙂 mi commuovo, davvero, per il modo con cui l’hai espresso (almeno questo è ciò che ho inteso)..

    😉 e poi….. visto che sono tr’amici, voglio confessare che …talmente bella una mattina vidi la rosa che osservavo, talmente intenso il suo profumo, talmente concreto il colore nei suoi petali attraversati dalla linfa della terra,…….. e talmente curiosa io…… e talmente speciale il paesaggio che circondava la scena , che ……… ora il suo ricordo è dentro di me….. 😉
    😉 sarò ….monella.. le sue radici sono diventate le mie ….

  13. Tea…, la piccola rosa è Egilll ! 😀
    Ho soltanto contestualizzato l’importanza dei neutrini nel pensiero soggettivo …
    , che è la Rosa ma anche la regina del giardino: è come se fosse possibile essere lì e contemporaneamente qua… Attore ma anche colui che sta dietro la cinepresa … Non è possibile confessare sempre il contrario di tutto, ma in una sincronicità sì: e tu avresti sparato prima di premere il grilletto, per esempio. E’ qualcosa che implica conseguenze di una certa pesantezza sul piano oggettivo e sulla libertà di cui parlavi in “l’aculeo della vita”. Lo penso veramente. Non ti commuovere troppo. Ed ora eccoti un sorriso, simpaticona: 🙂

  14. C’era una volta un piccolo seme di rosa finito in una terra lontana. La terra lontana era abitata da principi, principesse, re, regine, mercanti, uomini, donne e tutti gli altri personaggi delle favole. Il seme finì nella piazza centrale del paese e crebbe li. Non era solo, al suo fianco vivevano tante altre piante e un’infinità di fiori davano colore alla piazza. La piazza divenne col tempo un vero e proprio giardino incantato. Dominava su di una collina l’intera terra lontana. Il seme di rosa cresceva, passando il suo tempo ad osservare i viandanti e l’alternarsi del giorno e della notte. Disgraziatamente l’egoismo degli abitanti prese il sopravvento su questi, tutti vollero quel giardino incantato per se, cosi per prime le regine e poi tutte le creature femminili ordinarono a quelle maschili di cogliere quei fiori. L’assalto al giardino fu l’inizio e la fine di un inutile disastro. Il piccolo seme di rosa, ormai diventato un bellissimo fiore, spaventato chiese aiuto alla terra e alla natura. Madre, disse con lo sguardo rivolto a terra, della mia bellezza poco m’importa, le altre sembrano felici di restar senza radici. Il gambo della rosa in un baleno si tramutò e apparvero le spine. Quella rosa non la voglio, ha le spine, gridavano le donne. Quella rosa non la voglio, desidero l’altra, ha il gambo più bello. Quella rosa prendila tu, non è una rosa, le rassomiglia soltanto…. Il mattino seguente del bel giardino incantato non ne era rimasto che un vago ricordo, ma la rosa era ancora li. Passarono gli anni e tutti si dimenticarono di quel posto dove un giorno ci crescevano i fiori, tutti tranne una piccola principessa che era troppo piccola per desiderare un fiore, quando avvenne il misfatto. La piccola principessa ormai era in età da sposa e chiese come regalo di nozze al re quel giardino. Cosa ci vuoi fare bimba mia con quelle erbacce? Domandò il vecchio monarca. Padre, rispose la piccola principessa, voglio coltivarne l’amore. Immediatamente il re l’accontentò e comprò l’intera piazza. Pulite quel giardino, circondatelo con alte mura, al cancello ponete un lucchetto di cui solo io ho la chiave e giorno e notte controllatelo, disse la principessa ai servi. Tutti gli abitanti visti i lavori salirono curiosi in piazza e non si mossero di li. Al fine di questi, la piccola principessa entrò nel giardino, li trovò la piccola rosa che ormai era cresciuta e grande era divenuta la sua bellezza. Tutti qui hanno un fiore, tranne me, tu vuoi essere il mio fiore? Sarò quello che vuoi, rispose la rosa, se saprai avere cura di me e le mie spine non ti faranno del male. Gli abitanti della terra lontana pensavano che la principessina fosse pazza e tutti le facevano mille domande alle quali lei non rispondeva. Sofia, era intenta ad ammirare il gioiello che aveva d’avanti e non ascoltava nessuno, fin che una donna gli disse: Quella non è una rosa, i nostri fiori sono più belli, si possono anche toccare. Il tuo fiore è cresciuto tra le erbacce, guarda la mia rosa e ammira la sua bellezza, non ha le spine come la tua ed io non me ne faccio un vanto. Finalmente la principessina rispose con aria ironica alla provocazione. La mia rosa, disse, non è un fiore come gli altri. Vedete, le vostre rose, i vostri fiori, non sono cresciuti tra le erbacce, voi li avete curati. I vostri fiori sono stati colti e tutti li possono cogliere. La mia rosa non è mai stata colta da nessuno, nessuno l’ha mai curata ed io amo di lei specialmente le sue spine. C’era una volta una regina che un giorno era una piccola principessa, che aveva una rosa con le spine che tutti volevano, perché le spine, le aveva solo lei.

  15. LA PICCOLA ROSA

    Dall’asfalto nasce solo asfalto,
    catrame e sangue si mescolano nelle lamiere
    le ore si susseguono nell’indifferenza di
    chi corre via da se stesso.
    tra pozze d’ira funesta dinanzi i semafori e
    la meraviglia di un bambino,
    che giocava a contare le auto rosse,
    un bocciolo sorse dal mare oscuro,
    sorse e si dischiuse un bocciolo di rosa.
    il secondo giorno non chiuse occhi:
    la rosa di tutto si meravigliava,
    tutto la appassionava e riempiva di gioia,
    amava ogni farfalla, si confidava con le carezze
    del giorno, rideva con le fate, e ascoltava
    il sussurro dei cuori che le passavano accanto
    meravigliati da come tanta bellezza
    potesse aver vinto quel mare di catrame.
    il vento il terzo giorno soffiò e soffiò
    sulla rosa ormai matura, soffiò su quel deserto
    nero, ma la rosa resistette,
    attaccata alla vita dal flebile gambo.
    il quinto giorno i petali cominciarono
    ad abbandonarla, sfiniti dal gioco del sole e della luna,
    che continuamente s’alternavano ad ammirarla.
    il settimo giorno, sentendo la morte vicina,
    manifestò il desiderio
    di essere colta e donata per amore.
    ma era vecchia e logora,
    aveva vissuto e amato tanto,
    e nessun dio le diede attenzione.
    il mattino seguente la Morte,
    in veste di rugiada, si posò su quello stelo
    ormai sterile, ridestandone la bellezza,
    e la colse, donandole l’onore di essere
    il primo fiore che la Morte donò
    a sua sorella e sua eterna amante,
    la Vita

    by Anna Verdi

  16. Osserva il tuo giardino! – disse il Sole alla Bambina – Lì potrai scorgere insegnamenti antichi, la sua saggezza è frutto di millenni di crescita umana.
    La Bambina si chiese come potesse il suo giardino essere il frutto della crescita umana, e il Sole che sapeva ascoltare anche senza udire, rispose:
    Osserva e capirai!
    Il giardino di quella bambina era un campo di fiori coloratissimi e vari, la luce tiepida del sole lo inondava, e ogni fiore cresceva alto e forte. La piccola trascorreva le sue giornate osservando e intuendo la vera natura delle cose, senza riuscire però a cogliere il senso delle parole del Sole.
    Mentre ammirava la bellezza di quel giardino s’incantò a osservare la meravigliosa visione di un fiore che aveva petali di velluto, tese la mano per carezzarlo e il fiore la punse.
    La Bambina ritirò la mano dolorante, e con un po’ d’irritazione si rivolse a quel fiore ingrato, dicendo:
    Io volevo solo carezzarti e tu mi hai punta, la tua bellezza nasconde una feroce trappola, dimmi il tuo nome.
    Il fiore sembrò risvegliarsi da un lungo letargo, alla Bambina parve quasi di scorgere uno sbadiglio, e ancora assonnato disse:
    Io sono una rosa, mi spiace che ti sia punta, ma la mia natura è questa e non sono in grado di modificarla, solo il tempo sa modellare e migliorare ogni cosa.
    La Bambina si sentì un po’ in colpa per aver reagito con tanta indelicatezza, e stavolta con voce più delicata rivolse alla rosa una domanda:
    Sai tu parlarmi dell’origine del tutto?
    La rosa sorprendendo la piccola disse:
    Noi siamo il risultato dell’origine, il nostro essere racconta il suo passato e il suo domani è già in parte scritto dai nostri pregressi passi.
    La Bambina sorrise nell’ascoltare parole tanto complesse da una semplice rosa, e mossa da sincera meraviglia le chiese:
    Quale potrebbe essere il tuo passato, e che futuro può avere una rosa se non rinascere tale, non sei semplicemente un fiore?
    In ogni elemento della vita è racchiusa la memoria dei ricordi, non esistono elementi più o meno importanti di altri, noi tutti siamo una barca in mezzo al mare che tenta di giungere alla riva. Insieme affronteremo le tempeste, e insieme godremo del sole che illumina i nostri giorni. Non conta che tu sia una bambina ed io una rosa, camminiamo insieme, piccola mia, insieme. E affinché questo lungo peregrinare per i mari non ti appaia un’inutile perdita di tempo, sappi che ciò che oggi siamo lo dobbiamo al viaggio che i nostri progenitori intrapresero molto tempo addietro. Ogni cosa nell’evolversi si perfeziona, smussa i suoi lati più impervi, lasciando sbocciare il fiore che è in ognuno di noi, e questo vale sia per gli uomini che per le piante.
    Ma gli uomini non sbocciano come i fiori, o forse volevi intendere sbocciare nell’animo, cioè da cattivi diventare buoni?
    Non proprio. Si nasce piccoli per divenire grandi ed è cosa ben diversa, non credi?
    Rosa, ma che dici, gli uomini sono già grandi, mi sa che la teoria dell’evoluzione ti ha alquanto confusa.
    Sì piccola, hai ragione. Gli uomini sono Grandi e tanto ancora più Grandi diverranno.
    La Bambina avrebbe voluto carezzare la rosa ma ne ebbe timore a causa delle sue lunghe spine, e le disse:
    – Ritieniti carezzata.
    – Piccola mia, non c’è rosa senza spine. La vera saggezza nasce dal confronto degli opposti, il bello e il brutto, il dolce e l’amaro, l’amore e l’odio; solo conoscendo i due antitetici aspetti di una stessa medaglia sarai in grado di coniare il più prezioso dei monili, che avrà su entrambe le facciate il segno della tua comprensione. E oggi che hai carpito a una semplice e modesta rosa uno dei segreti fondamentali della vita, immagina un prato intero cosa avrà da dirti, continua a girare e troverai il senso della vita, che va ben oltre ciò che si può cogliere con un semplice sguardo. Ascolta il vento, egli sussurra le parole che non hai mai sentito, ascolta il mare che riecheggia del suo stesso ansimare, ascolta le stelle, sapranno condurti alla luce, ascolta il tuo animo, parla con la stessa voce.
    La Bambina mentre correva per il suo giardino disse:
    – Lo so!
    E nel dirlo prese a volare nel cielo.
    LA ROSA OSSERVANDOLA CON SORPRESA CAPÌ CHE QUELLA CHE SEMBRAVA UNA BAMBINA ERA INVECE UN ANGELO DEL SIGNORE, E L’IMMENSO GIARDINO A CUI ESSA STESSA APPARTENEVA, ALTRO NON ERA CHE IL SUO ANIMO.

  17. Non t’amo come se fossi rosa di sale

    Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
    o freccia di garofani che propagano il fuoco:
    t’amo come si amano certe cose oscure,
    segretamente, entro l’ombra e l’anima.
    T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
    dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
    grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
    il concentrato aroma che ascese dalla terra.
    T’amo senza sapere come, nè quando nè da dove,
    t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
    così ti amo perchè non so amare altrimenti
    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno

    by Neruda

  18. Patch Adams che recita nella sua storia questa poesia

  19. Cogli questo piccolo fiore e prendilo.
    Non indugiare!
    Temo che esso appassisca
    e cada nella polvere.

    Non so se potrà trovare posto
    nella tua ghirlanda,
    ma onoralo
    con la carezza pietosa della tua mano
    e coglilo.

    Temo che il giorno finisca
    prima del mio risveglio
    e passi l’ora dell’offerta.

    Anche se il colore è pallido
    e tenue è il suo profumo
    serviti di questo fiore finché c’è tempo
    e coglilo.

    by Tagore

  20. 🙂

  21. Ciao Carissima Tea 😀

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