Travolto… dall’arroganza

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2 Risposte

  1. Sono i reduci dell’implosione della casa del mulino bianco: si ricomincia dalla gestione della fisicità, occultata dai soppalchi della civiltà dei consumi. Anche il linguaggio verbale è “fisico”, come il paesaggio! 😀

  2. Sesso contro sesso o classe contro classe? per la regista é evidente che le differenze principali che alla fine prevarranno allontanando i due naufraghi diventati amanti al rientro in società, sono quelle di appartenenza a classi sociali differenti, il rapporto era stato ribaltato solo durante la permanenza nell’isola, dopo tornerà tutto come prima.

    Recensione del film dal sito spazioanteprima.wordpress.com

    “Lungo tutto il film traspare chiaramente la visione della società della Wertmüller. Già dall’inizio ci viene presentata la netta contrapposizione tra due classi ben distinte: da una parte abbiamo i passeggeri dello yacht, ricchi borghesi che in virtù del loro status quo esigono di essere serviti e riveriti da chi hanno intorno e che si dimostrano quanto di più lontano possa esistere dalla coerenza politica, considerato che ironicamente la maggior parte di loro si dichiara di fede comunista. Non a caso si trovano tutto il tempo impegnati in vane discussioni e in ancora più vane attività.

    Dall’altra parte ci sono i marinai, livorosi esponenti del proletariato, che nella loro condizione di autentica servitù covano desideri di rivalsa vecchio stile; ma logicamente, per portare a casa la pagnotta, tocca loro subire in silenzio i capricci e le stravaganze dei benestanti. Due schieramenti che si disprezzano reciprocamente, e che se si trovano a dover condividere lo stesso spazio è solo per una questione di necessità: i primi per compensare la propria inettitudine nei compiti più gravosi così come nelle mansioni anche più semplici, i secondi per poter guadagnare qualcosa in più del normale e mantenere le proprie famiglie.

    L’ostilità reciproca si polarizza nel rapporto fra Gennarino e Raffaella: già dal primo incontro si sviluppa una fortissima antipatia: la donna, talvolta con fare puramente provocatorio, non sa fare altro che denigrare l’uomo e al tempo stesso pretenderne i servigi, mentre a quest’ultimo non resta che masticare amaro, costretto dalle necessità materiali a lavorare per i ricchi signori.

    Quando però questa condizione non sussiste più, quando la società stessa viene a mancare, ecco che il marinaio si riscopre finalmente uomo pari agli altri: Gennarino in particolare vede il naufragio sull’isola deserta con la sola Lanzetti come una opportunità di soddisfare la propria bramosia di ribellione. Il ritorno in un mondo primordiale fa sì che ruoli e status sociali non contino più nulla, ma contino invece solo la forza e la resistenza fisica, la capacità di sapersi arrangiare, come nel mondo primitivo di un tempo lontano, o quello povero di un tempo meno lontano. Gennarino questo lo intuisce immediatamente, e mutatis mutandis ribalta in brevissimo tempo la situazione, proponendosi di sottomettere e umiliare in maniera esemplare Raffaella.

    La Wertmüller si diverte a ribaltare i ruoli narrando con questa storia una plausibile seppur improbabile reazione del proletariato contro la dominatrice classe borghese, detentrice del potere e del controllo sulla società; il rovesciamento si compie in maniera perfettamente simmetrica, così Gennarino da sottomesso pretende a sua volta, ricorrendo a metodi brutali e piuttosto coercitivi, una totale sottomissione della donna, come contrappasso per le sue colpe di ricca borghese viziata.

    Ovviamente la Wertmüller ricevette aspre critiche dalle femministe dell’epoca, che non potevano assolutamente accettare la figura di maschio-signore-padrone come “vincitore morale”.

    La smania del marinaio raggiunge l’apice quando dimostra di voler ottenere da Raffaella non solo rispetto e obbedienza, ma anche la più totale dipendenza e devozione: nonostante l’iniziale ripugnanza da parte della donna, l’evolversi della loro relazione porterà proprio a questo, ad un vortice passionale cui lei non riesce più a sottrarsi, una perversione masochistica per le stesse brutalità e rozzezza dell’uomo che in principio detestava; proprio questa passione la porterà a non voler più andarsene da quell’isola, da quel piccolo paradiso dove la sola legge è la legge del “maschio”, nel quale potrà amare fino alla morte il suo uomo; scoprendo finalmente cosa significhi essere una vera donna… [?]

    Tuttavia. Lei senza dubbio diventerà succube dell’uomo, ma il titolo del film recita chiaro: i “travolti da un insolito destino” sono due. Così inaspettatamente anche lui si scoprirà in balia di questo vortice lussurioso di reminiscenze dantesche, tanto da credere davvero per un attimo nella solidità di questo grottesco amore d’altri tempi. Affinché il sogno romantico si compia, è necessaria dunque un’ultima (folle) prova: tornare nel mondo civile per capire se l’amore che Raffaella prova per lui (il dubbio è solo suo nei confronti di lei..) resisterà alle forze conservatrici che torneranno ad agire prepotenti nel mondo civile. E così Gennarino dimostra di essere molto più emotivamente coinvolto di Raffaella, ed avere così annebbiata la propria capacità di giudizio da non comprendere affatto l’irrealizzabilità di un simile progetto.

    La conclusione del film difatti non lascia molto spazio a speranze: l’impossibilità di mantenere il loro atipico rapporto a causa delle barriere (in)visibili che li separano sconvolgerà emotivamente i due, facendo loro vivere il resto della vita con il rimorso di essersene andati da quel luogo, dove entrambi avevano scoperto il vero significato della parola “passione”…”

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