Il mondo invisibile

“Domande come: che cosa significa questo quadro? Che cosa rappresenta? Sono possibili solo se si è incapaci di vedere un quadro nella sua verità, se si pensa macchinalmente che un’immagine molto precisa non mostri ciò che essa è con tanta precisione. Ciò equivale a credere che il sottinteso(se ce n’è uno?) valga più dell’inteso. Nella mia pittura non ci sono sottintesi”.

René Magritte

(René Magritte, Il mondo invisibile, 1954)

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39 Risposte

  1. Questo quadro sembro io oggi , che ho la febbre ……. nulla riesce a sollevarmi…… permettermi di volare …

  2. A me piacciono i sottintesi…..

    _

  3. ” OCEANO ” fu composta da De André e De Gregori ai tempi della composizione dell’album Volume 8.
    La spiegazione della canzone è stata fornita da Cristiano De André, che all’epoca della lavorazione dell’album aveva circa otto anni

    “Una volta avevo ascoltato in una discoteca una canzone che mi era rimasta in testa, mi era piaciuta tantissimo, ed era “Alice” di Francesco De Gregori. Nello stesso tempo mi era rimasta in testa una domanda: ma perché Alice guarda i gatti e non può guardare quel lampione là o non può guardare qualsiasi altra cosa, un sasso piuttosto che un cespuglio, un albero?
    E volevo chiederglielo, però non sapevo come, non lo conoscevo e avevo questa domanda da fargli…
    L’estate successiva scopro che sta iniziando a lavorare con mio padre ad un album che era “Volume ottavo”. Figurati, impazzisco, vado in Sardegna e me lo trovo lì, a casa. In pigiama. Che lavora con mio padre, seduto sul mio divano, con la chitarra, giovane, con la barba rossa, un po’ fricchettone, era un grande e lo è tuttora, è una persona che stimo moltissimo, non soltanto a livello artistico, ma anche umano… E allora io prendo coraggio e vado da lui. Questo è il figlio di Fabrizio, Cristiano; piacere Francesco. Comincio alla larga, poi piano piano mi convinco e un giorno: Francesco, perché Alice guarda i gatti?

    Lui mi guarda con un occhio aperto e l’altro chiuso… Non mi risponde. E non mi ha mai risposto. Anzi mi ha risposto, però in un modo abbastanza inconsueto: cioè scrivendo una canzone, con mio padre. Si chiama “Oceano”, e devo dire che io sono orgoglioso di questa canzone perché è stata dedicata a me. E’ la risposta di perché Alice guarda i gatti. Al che non mi sono più sognato di fargli domande di questo genere”

    […]

    OCEANO

    Quanti cavalli hai tu seduto alla porta
    tu che sfiori il cielo col tuo dito più corto
    la notte non ha bisogno
    la notte fa benissimo a meno del tuo concerto
    ti offenderesti se qualcuno ti chiamasse un tentativo.

    Ed arrivò un bambino con le mani in tasca
    ed un oceano verde dietro le spalle
    disse “Vorrei sapere, quanto è grande il verde
    come è bello il mare, quanto dura una stanza
    è troppo tempo che guardo il sole, mi ha fatto male ”

    Prova a lasciare le campane al loro cerchio di rondini
    e non ficcare il naso negli affari miei
    e non venirmi a dire “Preferisco un poeta,
    preferisco un poeta ad un poeta sconfitto”

    Ma se ci tieni tanto puoi baciarmi ogni volta che vuoi

    […]

  4. ….Per me rappresenta in qualche modo il mio cuore quando è dolorante o ferito e guarda al mare infinito della vita e si pone tante inutili domande come se da esso potessero arrivare le risposte ai quei amletici perchè…
    poi guardo l’infinto del mare che ho davanti e allora capisco che per rispsondere ad alcune di quelle domande, forse inutili ma a quelle sicuramente vitali, è necessario intraprendere non un viaggio nel mare aperto ma nel mare “di dentro”…così mi metto pinne ed occhiali e mi tuffo nel blu mare blu della mia interiorità…

  5. Pioggia fiacca, pioggia estiva
    dai cespugli rumoreggia, rumoreggia dagli alberi.
    Com’è bello e benedetto
    sognare ancora a sazietà.
    Fuori a lungo me ne stetti nella luce,
    desueta mi è quest’onda:
    dimorare nel proprio intimo
    da nessuna terra estranea essere attratto.
    Niente desidero, niente bramo,
    accenno lievi canti infantili,
    stupito a casa sono approdato
    nella vaghezza calda dei sogni.
    Cuore, come sei lacerato dalle ferite,
    come sprofondi cieco e beato
    di non pensare, di non sapere,
    solo alitare, solo sentire.

    H. Hesse

  6. Non saprai mai che la tua anima viaggia
    come in fondo al mio cuore, dolce cuore adottivo;
    e che nulla, né il tempo, gli altri amori, gli anni,
    impediranno mai che tu sia stato.
    Che la beltà del mondo ha già il tuo viso,
    di tua dolcezza vive, splende del tuo chiarore,
    e all’orizzonte il pensieroso lago
    narra soltanto la tua serenità.
    Non saprai mai che porto la tua anima
    come una luce d’oro che rischiara i passi;
    che un po’ della tua voce suona nel mio canto.
    Dolce fiaccola i tuoi raggi, dolce braciere la tua fiamma,
    mi insegnano il cammino dei tuoi passi,
    e un poco ancora vivi, perché ti sopravvivo.

    M. Yourcenar

  7. Nessun sottinteso:
    un macigno giace spoglio in una camera vista mare.
    Il sasso è fermo, marmoreo pesante nel suo vestire.
    Eppure la leggerezza che s’ apre da quella finestra mi innalza e mi fa volare su pensieri più nobili, la mia anima si fa leggera, senza peso:
    il mare si apre all’ orizzonte, lo vedo
    riflessi di luce scintillano sopra esso.
    Calma piatta sul davanzale.

  8. Nessun sottinteso:
    un macigno giace spoglio in una camera vista mare.
    Il sasso è fermo, marmoreo, pesante nel suo vestire.
    Eppure la leggerezza che s’ apre da quella finestra mi innalza e mi fa volare su pensieri più nobili, la mia anima si fa leggera, senza peso:
    il mare si apre all’ orizzonte, lo vedo.
    Riflessi di luce scintillano sopra esso.
    Calma piatta sul davanzale.

  9. Che sia questo mondo invisibile?
    un mondo fatto di che?
    Di cose appena sussurrate,lasciate lì a macerare nel silenzio.
    Di cose tonde, si tonde!!! che girano veloci su se stesse.
    E poi di cose vissute, anche quelle sofferte, quelle cose che nessuna parola può esprimere, proprio perchè sono vissute da ogni lembo della nostra pelle.
    Quelle cose ce le portiamo dentro, perchè ci hanno segnato, felici, o meno..Hanno lasciato una traccia evidente su di noi..
    Eppure tutte queste cose sono invisibili..

    Come è possibile?

    —————————————————————
    ________________________________________

    =====================================
    :O :O :O :O

    P.s.: si, le cose sono tonde,proprio tonde mi sono sempre chiesta ma perchè ho scritto le cose sono tonde?E la risposta a perchè le cose sono gatt, cioè volev dire tonde è che una risposta non c’ è.
    E’ un dato di fatto, un dogma che va preso così come è detto: le cose sono tonde, come Alice guarda i gatti. E’ così e basta….

  10. 😮 😮 😮

  11. L’angoscia peso di chi come quel macigno, l’appesantisce ancor di più il tempo in senso meteorologico, non sapendo vivere ogni stagione, volendo volare… ma ????

  12. potrebbe essere lasciare affacciato al balcone i propri macigni, ed uscire spiccare il volo! 😉

  13. persino il mare in parte assume il colore del macigno… ! eh!

  14. Magritte, uno dei pittori che amo di più in assoluto. Grazie di cuore, Gabriele caro e… un abbraccio grande come il Mondo!

  15. …A furia di guardare il sole, gli occhi hanno cominciato a fare male: Alice guarda i gatti perchè fa male guardare il sole…

    Guardando il cielo color “grigio monolite” che si rispecchia nel mare… è possibile che gli occhi diventino del colore della pietra e con gli occhi di una pietra… il modo in cui si guarda il mondo che è fuori di noi.

  16. …Penso che nella vita ci siano sottintesi, “non detti”, senitmenti non espressi…ecc….ma, mi domando e vi domando cari amici, quanto fanno male questi “sottintesi” all’anima, al cuore e in specie all’amore?
    Credo che se alcune volte in amore sia bello ed elettrezzitante scoprire l’altro e scoprirsi con l’altro, vi siano anche sentimenti ed emozioni che non possono rimanere sottintese!

  17. Carissimo Prof.,
    è una carezza all’anima aprire il blog e trovare un quadro di questo genio assoluto che è Magritte!
    Grazie…
    e con tantissimo affetto un abbraccione!

  18. Lao Tzu, dal libro del Tao, Cap. XIV

    Si guarda e non si vede: si chiama “uniforme”.
    Si ascolta e non si sente: si chiama “infrequente”.
    Si tocca e non si afferra: si chiama “sottile”:
    Queste tre cose non si possono esaminare perchè, confuse insieme, formano una cosa sola.
    Il suo sorgere non illumina, il suo tramontare non oscura.
    Formando una linea ininterrotta non nominabile, ritorna all’indeterminato. Questo si chiama “forma del senza forma”, “immagine dell’indeterminato”; questo si chiama “caos”.
    Andandole incontro non se ne vede la faccia, seguendola non se ne vede il dorso.
    Attenedosi alla via dell’antichità per guidare l’esistenza di oggi, si può conoscere l’origine antica. Questo si chiama il filo conduttore dellla via.

  19. Ciao Valeria,
    un bacio!

  20. no Intrigante Magritte, onirico direi, difficile non provare ad interpretarlo seguendo le proprie sensazioni, emozioni ed associazioni di idee, proiettandosi nell’opera, pertanto ci provo:
    un macigno davanti ad un balcone, un mare in tempesta ed un cielo grigio, per me è la fase nigredo, l’anima nel buio della materia informe; fase successiva potrebbe essere il castello dei Pirenei, ascesa dell’anima in un castello costruito sul macigno sospeso nel vuoto sopra una distesa di mare azzurro; la realizzazione, con la liberazione dal macigno e la raggiunta armonia, Magritte l’ha secondo me rappresentata nell’altra opera, già pubblicata in questo blog, che raffigura un quadro che si integra perfettamente con il paesaggio retrostante visibile dalla finestra, diventando tutt’uno con la verde natura (Anima Mundi)

  21. Ciao, Bea.
    Un bacio anche a te!

  22. x tutti

    un’interno, affacciato sull’infinito.
    il mare e il cielo comunicano il loro infinto alla roccia, concretizzazione e frammento di eternità che è la pietra, chiara e scural.
    L’interno è domestico,umano.
    l’ unità che circola mi pare l’etenità che contine il finito e l’infinito’ .
    Mi sembra un po’ inquietante

    ciao ciao patrizia basalto

  23. Un monolite.. ci aiuta a capire quanto la forma sia transitoria 🙂

  24. …sarebbe bastato un paio di Ray-ban 😎

  25. Più si allontana il mare dal macigno, o viceversa, più cambia colore sino a sfiorare l’azzurro! le cose assumono il colore delle nostre ombre, dei nostri pesi, cosi avvolte distruggendo Noi e loro!!!

  26. Trovare il sole in una giornata di Nubi, poiché siamo noi non le nubi ad essere in tempesta, o prossimi! La natura è natura, altro non fa che rammentare… ma essa non conosce infelicità nel suo corso e ricorso delle stagioni!!!

  27. CIAOOO VAAAALLLL mi fa piacere sentirt 🙂 !!!!!
    Ineffetti i gatti sono simpa , dolci e anche intelligenti:

    UN bacione 😉

  28. Anch tu sei intelli, simpa, molto birba ma anche dolc prop com i gatt … 😀
    E’ success già che mi avess salutat tra un saltell e l’altr e che io dimenticass di ricambiar pres com er dai comm: questa volta sarà diverso! 😀

    Un bacio

  29. Ciao Manu 😀
    scommetto che la faccina con gli occhiali 8) indossa dei Ray-ban
    8)

    sei il “sunrice” del blog

    non ti montar la testa adesso!

    immagine

  30. I SALTELLI DI VALERIA:

    attenzione: mettetevi al riparo sono pericolosi.

    Fra un saltell e un altro, grazie alla tua proverbiale leggiadria

    IL BLOG è DISTRUTTO. 😆 😆 😆
    Diamo inizio alla ricostruzione!!!

    😆 😆 😆

    ALTRO CHE DOLCE E BUONA, SONO PERFIDA!!!

    😆 😆 😆

  31. LET THE SUNSHINE ….IN 😉 !!!

    _

  32. 🙂 grazie per ‘hair’ EM

  33. …..invero è un video esilarantissimo, quello che hai scelto, e l’ho pure condiviso in fb, dedicandolo all’ufficio in cui lavoro, con i miei colleghi di lavoro ….. baci :-), sei adorabile..


  34. 8)

  35. 😀

  36. ok, Mel…
    Sei intelli, simpa, molto birba, dolc ma soprattutto… perfy: che paura mi fai con quelle scarpette rosa!… 😀 😀 😀

  37. Dev’essere un bell’ ufficio, l’ ufficio in cui lavori …..Tea 😉

    Mel,
    fammi rimettere i Ray ….. 😎

    SU DI NOI….SU DI NOI….SU DI NOI ….. 😉 ! !!!

    . 😀

  38. ………livelli di endorfine ……..
    sì..grazie, EM. siamo riusciti a trasformare la composizione quantica dell’edificio… 🙂 grazie ai ‘nostri’ affezionati neutrini .

    .. già…. anche i neutrini amano..

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