34mo refrain

 

Non ho piani
Né appuntamenti
Né puntelli con qualcuno

Così esploro tranquillo
Cuori e Città

Geograficamente vengo
e risalgo a quel gruppo
chiamato Olandese della Pennsylvania

Ma in realtà sono un cittadino
del mondo
che odia il comunismo
e tollera la democrazia

che Platone chiamò 2000 anni
fa,
Il malgoverno migliore.

Non faccio che esplorare cuori e città
Dalla vedetta
Della mia torre d’avorio innalzata,
Innalzata con l’aiuto
dell’Oppio

Basta, non vi pare?

 
Jack Kerouac

 

L’odio

Ebbrezza

“Perché esista arte, perché esista un qualsiasi fare e contemplare artistico, è indispensabile un presupposto fisiologico: l’ebbrezza. L’ebbrezza deve prima aver accresciuto l’eccitabilità dell’intera macchina: altrimenti non si giunge all’arte. Tutte le specie di ebbrezza per quanto diversamente condizionate, possiedono la forza di far ciò: soprattutto l’ebbrezza dell’eccitazione sessuale, la più antica e originaria forma di ebbrezza. Ugualmente l’ebbrezza che sopraggiunge al seguito di tutte le grandi brame, di tutti i forti affetti; l’ebbrezza della festa, della gara, del pezzo di bravura, della vittoria, di ogni commozione estrema; l’ebbrezza della crudeltà; l’ebbrezza della distruzione; l’ebbrezza prodotta da determinati influssi meteorologici, per esempio l’ebbrezza della primavera; oppure dall’influsso dei narcotici; infine l’ebbrezza della volontà, di una volontà sovraccarica e turgida. – l’essenziale dell’ebbrezza è il senso dell’aumento di forza e della pienezza. Da questo si comunicano sentimenti alle cose, le si costringe a prendere da noi, le si violenta – questo processo vien detto idealizzare. Sbarazziamoci qui di un pregiudizio: idealizzare non consiste, come comunemente si crede, nel togliere o eliminare ciò che è piccolo, secondario. Quel che importa è piuttosto spinger fuori, grandiosamente, i tratti principali in modo che gli altri scompaiano”.

Friedrich Wilhelm Nietzsche