Alle fronde dei salici

E come potevamo noi cantare

con il piede straniero sopra il cuore,

fra i morti abbandonati nelle piazze

sull’erba dura di ghiaccio, al lamento

d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero

della madre che andava incontro al figlio

crocifisso sul palo del telegrafo?

Alle fronde dei salici, per voto,

anche le nostre cetre erano appese,

oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo

 

Soldato

Sono impoverito

la povertà dei sassi

sui quali mi butto

quando viene il momento

d’aspettare.

 

Non ho più nulla

da dare

che questa durezza

 di vita battuta

come una strada

di guerra.

Giuseppe Ungaretti

L’amore ai tempi della guerra