La fortuna

(Edmund Blair Leighton, Buona fortuna)

“La fortuna aiuta gli audaci”.

Virgilio

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32 Risposte

  1. …credo sia proprio vero!…un pò di audacia e di coraggio non solo fanno la differenza, ma aiutano il prorpio Destino a compiersi.

  2. Cara Amica….questa è per per te!!!

  3. Gli audaci aiutano la Fortuna,l’affascinano la seducono e lei
    non sa resistere e si concede soltanto una volta-
    Egill

  4. gran bella risposta cara Beatrice.
    essere nel proprio destino…quale sacro dono del cielo.
    cosa chiedere di piu’ alla dea bendata!!!!

  5. “Se non ti aspetti l’imprevisto, non lo incontrerai.”
    Eraclito

    “La superstizione porta sfortuna.”
    Umberto Eco

  6. Mattinata in campagna per me, Gabriele carissimo. A te, come sempre, auguro un dolcissimo risveglio. Ti abbraccio…

  7. Cara Rotfuchs75,
    è proprio quello intendevo dire…
    il destino è un dono, cmq lo si sia scelto (vedi mito di Er)…ma in quanto dono, penso che dobbiamo cmq cercare di fare in mdo che quello che scegliemmo e dimenticammo, si compia…..
    Un grosso bacio, cara!

  8. Cara Bea, sono diventata audace…..ma la fortuna non mi segue. Devo combattere per ogni cosa, la burocrazia è enorme, il malcostume nel meridione è indescrivibile! Abito nel meridione,ma non sopporto più la maleducazione di alcuni conterranei. Ci sono brave persone…ma sono poche. Sono stufa di sentirmi dire che con quel dito mostruoso vado in giro, che vado a lavorare…… Cari amici vi saluto. Buon pomeriggio.

  9. Occorre l’audacia di credere nella buona sorte soprattutto nei momenti in cui questa sembra averci dimenticato.
    Le cose devo incominciare a girare x forza a nostro favore, occorre crederci,non come illusi,ma come lottatori coraggiosi e anche audaci.

    saluti
    patrizia

  10. la fortuna o la sfortuna, ecco due cose che mi lasciano impassibile, Non credo… a queste due cose a l’audacia etc.ecc… mi ripeto troppo è
    il complesso Umano per credere a queste cose! Come al solito è giusto precisare che è, il mio credo!!! Buon Sabato… a tutti!!!

  11. Cara Valeria, e il magnifico ERACLITO… Buon sabato a te :D!!!

  12. parlate di fortuna o sfortuna ai Bambini in Africa… chissà cose risponderebbero…! la complessità dell’essere Umano… mi porta a non crederci non solo per l’esempio dei bambini Africani, ma non ci credo…. 😀

  13. La Fortuna ama le persone non troppo sensate; ama gli audaci e
    quelli che non hanno paura di dire “Il dado è tratto”.
    Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, 1509
    Se potessi, scriverei una gigantesca enciclopedia sulle parole
    ‘fortuna’ e ‘coincidenza’. È con queste parole che si scrive il
    Linguaggio Universale. (Paulo Coelho)

    La più grande fortuna degli uomini è la liberazione dalla paura.
    (Walther Rathenau)

  14. WOW!!!!!

    .

  15. La dama (il Daimon?) lega la stola rossa al braccio del cavaliere perchè non dimentichi, anche nell’impeto cieco della battaglia, la Ragione per cui… sopravvivere e tornare a casa: sarà il suo fortunato, invisibile legame con la vita poichè amplificherà la sua percezione delle cose intorno, dei segnali di pericolo come degli ostacoli.

  16. …cara Basalto,
    che belle parole hai detto!
    Trovano tutta la mia stima e…. condivisione!
    un abbraccio

  17. Bellissima reale metafora, Carissima Valeria 😉 😀
    lo stesso cammino esplorativo/conoscitivo che passa per il bene ed il male così come ci viene tramandato attraverso la parabola del figliol prodigo…. La dama che cince con la stuola rossa il braccio del suo amato, con la promessa di tornare, al di fuori di ogni vittoria o di ogni sconfitta.
    E’ la legge dell’amore che conduce ogni essere alla vera via del cuore, dove non esiste la fortuna che spesso mostra l’altra faccia della medaglia , dove non esiste felicità che spesso passa anche attraverso il dolore, ma tutta l’essenza che da qui con un infinitesimo necessario raggio di antica coscienza chiamiamo AMORE…

  18. Spero che Demone Fortuna ci abbia visto bene, almeno questa volta, … a consegnare il talento della sua benda a quel cavaliere! 😀
    … E sì perchè “[…]gli uomini violenti non muoiono di morte naturale[…]” (dal libro del Tao di Lao Tzu, Cap. XLII )

  19. io mi lego da sola braccialetti intorno al polso per ricordare di ricordarmi…
    bacioni amici

  20. Ma quella fortuna, di liberarsi dalla paura, non accadrà certo per cause fortuite…! come dire la paura, o tutto gira intorno alla “VitaMorte” non le distacco di proposito… Buona Domenica a tutti!!! VAleria…. 😉 !!! Sicuramente sono io e non lo dico Ironicamente che non ci capisco Granché!!!

  21. Giusepppppppe?! … Eri tu?… 😛

    Buona domenica anche a te! 😀

  22. la fortuna ci osserva …..se solo riuscissimo a vivere immersi in quello sguardo ….nulla al mondo potrebbe farci più paura ….

  23. Allora chi..Vale… la Fortuna???? 🙂 😉 Ciao…Ciao…

  24. Carissima Rosa… Un Dolce saluto a te… !!!

  25. Alla carissima Gina tota, con affetto tuo amico Giuseppe, purtroppo non so come ho perso diversi indirizzi email, spero tu possa leggere questo post, sappi che non mi sono scordato del tuo cuore, cosi come delle tue Poesie, che rileggo con piacere grazie al tuo Libro!!

  26. Se chiedi a un bambino
    di socchiudere gli occhi
    d’immaginare
    egli non capisce cosa
    gli si chiede,…
    se gli si parla di fantasia
    pur spiegandogliela
    lui non la comprenderà…
    Non può capire, vivendo
    compreso in tutto ciò…
    non ha bisogno!
    Non ha bisogno di
    consapevolezza,
    egli è nella consapevolezza
    non bisogna di grandi
    Domande, se non con la
    perdita del fantastico
    nell’avanzare del tempo
    di questa “adulta” Dimensione!!

  27. allora…la fortuna è una predisposizione a sè stessi e chi amiamo se io predispongo l animo lieto verso l altro, amico compagno rendendogli la vita una possibilità e non una prigione, se ogni suo programma viene bene accolto, ogni iniziativa ascoltata con interesse, questi potrà ben accorgersi della mia benigna influenza che la si chiami fortuna o amore, o meglio fortuna d essere amati. Il fatto è che qualcuno sempre dimentica che fortuna hanno avuto certi grandi uomini e qualche volta anche loro. Einstein ebbe la fortuna di avere una prima moglie che matematica anch essa collaborò alla redazione della teoria della relatività naturalmente il riconoscimento fu postumo …Picasso sfruttò anch egli le sue fortunate mogli e amanti…Questa non è polemica è solo per dire che chi ama dà fortuna e positività spesso anzi sempre gratuitamente quindi grazie a coloro, uomini e donne che danno la voglia di vivere e la positività solo per amore ad amici compagni ed amanti, fortunati, anzi …benedetti. Ma lo sanno? Vorrei dire di si ma quando un amore finisce l ingratitudine è una quasi tappa obbligatoria per liberarsi dal peso dell altro ci si dimentica dei pesi che ci ha tolto. Diciamo che in coppia bisognerebbe essere in due e non in uno.

  28. aggiungerei che ci sono tante coppie che per esempio Maria ed Pierre Curie nella scienza che sono state un bel esempio di amore e collaborazione.

    DA WIKIPEDIA : “Nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) e ,

    nel 1911, del premio Nobel per la chimica per i suoi lavori sul radio.

    Marie Curie è stata l’unica donna tra i quattro vincitori di più di un Nobel e, insieme a Linus Pauling, l’unica ad averlo vinto in -due aeree distinte-.

  29. LA TEORIA DELLA RELATIVITA’ DI UNA RELAZIONE….

    “E se la prima signora Einstein fosse stata davvero un genio al pari del marito? Nel documentario della ABC dedicato a Mileva Maric, moglie del fisico di Ulm per sedici anni, l’icona di un Einstein mite e ironico rischia davvero di entrare in crisi. Da personaggio in prossimità della santificazione mediatica, Einstein pare ora essere diventato il bersaglio perfetto per i movimenti di riscossa delle donne scienziate: ingrato debitore dal punto di vista scientifico alla moglie e marito egoista. Ma le cose non furono sempre così. La storia d’amore tra Mileva e Albert sembrò esordire come l’affaire del secolo: “Sono così fortunato ad averti trovata, una creatura che è come me, forte e indipendente come lo sono io”, scriveva innamorato Albert. Di sicuro Mileva fu una donna altamente motivata, determinata a eccellere in un campo, quello della fisica, al tempo pressoché precluso al genere femminile. Sposi nel 1903, la passione iniziale di Albert e Mileva si incrinò col passare degli anni e nel 1909 la rottura era già definitiva. Per il divorzio, Mileva ottenne dal marito che la ricompensa monetaria di un eventuale premio Nobel sarebbe stata devoluta interamente a lei. Ed ecco il primo indizio per i difensori di Mileva: i soldi non furono che un riconoscimento ufficioso del contributo fondamentale di Mileva alla carriera del marito. Anche il figlio Hans Albert testimoniò come i genitori lavorassero sempre insieme allo stesso tavolo. John Stachel, professore di fisica a Boston, rifiuta completamente l’ipotesi che la teoria della relatività einsteiniana sarebbe in realtà una relatività maric-einsteiniana. Dal canto loro, i sostenitori di Mileva, prima fra tutti la ricercatrice Senta Troemel-Ploetz, non intendono arrestarsi nella riabilitazione della loro sfortunata eroina.”

    DA:
    http://www.brera.unimi.it/film/index.php?arg1=0&arg2=9&arg3=0000000022&arg4=9&arg6=447

  30. A questa poi l’hanno proprio lasciata sola.

    ….IPAZIA….

    un bell’articolo di Alessandra Colla (che io incollo) GRAZIE!!!

    http://thule-italia.com/wordpress/archives/627

    da leggere perchè ..perchè..sì.

    da cui ho estratto una nota molto interessante:

    [3] Incalcolabili furono le conseguenze: forse la più grave, anche se la meno riconosciuta, consiste nel passaggio dalla «cultura (o civiltà) della vergogna» alla «cultura (o civiltà) della colpa», secondo la felice distinzione introdotta alla fine degli anni Trenta dall’antropologa americana Margaret Mead. Come il termine stesso indica, nel primo tipo di civiltà il valore fondamentale è quello di ‘onore’, che implica un nesso intimo, diretto con l’ambiente sociale in cui la persona si situa. L’onore comporta un modo particolare di rapportarsi alla comunità cui si appartiene, una relazione qualitativa che investe tutto il ceppo familiare del membro, e addirittura la cerchia di chi gli è vincolato da legami di amicizia, affetto e simili. Ne deriva che è sufficiente una mancanza nei riguardi del gruppo, perché il trasgressore possa disonorare il proprio nome e di conseguenza quello del proprio gruppo familiare, coinvolgendo così negativamente anche ‘estranei’ , per vari motivi vincolati al soggetto della trasgressione e al suo gruppo di appartenenza. In questo tipo di civiltà, dunque, la massima pena per il membro consiste nel venire estromesso dalla vita della comunità, nella perdita di reputazione: parafrasando il Nietzsche di Al di là del bene e del male («Sentenze e intermezzi», 183), la comunità è scossa non tanto dal fatto che uno dei suoi membri abbia potuto ingannarla, quanto dal fatto che ora essa non potrà più credergli. La cultura così contrassegnata è propria dei Greci, dei Latini, dei Celti, degli Scandinavi, degli Ario-Indù — ovvero del complesso delle genti indoeuropee. (Propria, ma non esclusiva: si pensi, nell’area estremo-orientale, alla civiltà giapponese e al valore sommo che in questa rivela la polarità ‘onore-vergogna’). Le «culture della vergogna» si contrappongono radicalmente alle «culture della colpa», nelle quali l’‘impressione’, il sentimento basilare sotteso alla struttura della società è appunto quello di ‘colpa’. Ma si badi: colpa non tanto nei confronti della comunità, bensì nei confronti di una entità suprema da cui si suppone discendano norme rigidamente dogmatiche, tradotte in precetti morali. Da questa ‘emozione della colpa’ nasce la categoria mentale-morale di ‘peccato’, connessa al convincimento dell’ineluttabilità di sanzioni, eseguibili sia nel presente che in una vita ultraterrena. Com’è noto, questa interiorizzazione della mancanza viene istituzionalizzata (dopo essere stata, in un certo senso, ipostatizzata) nelle religioni monoteistiche.

  31. I’d sell your heart to the junkman baby
    For a buck, for a buck
    If you’re looking for someone
    To pull you out of that ditch
    You’re out of luck, you’re out of luck

    The ship is sinking
    The ship is sinking
    The ship is sinking
    There’s leak, there’s leak,
    In the boiler room
    The poor, the lame, the blind
    Who are the ones that we kept in charge?
    Killers, thieves, and lawyers

    God’s away, God’s away,
    God’s away on Business. Business.
    God’s away, God’s away,
    God’s away on Business. Business.

    Digging up the dead with
    A shovel and a pick
    It’s a job, it’s a job
    Bloody moon rising with
    A plague and a flood
    Jain the mob, jain the mob
    It’s all over, it’s all over, it’s all over
    There’s a lick, there’s a lick,
    In the boiler room
    The poor, the lame, the blind
    Who are the ones that we kept in charge?
    Killers, thieves, and lawyers
    God’s away, God’s away, God’s away
    On Business. Business.
    God’s away, God’s away,
    On Business. Business.
    ………………………………………….
    …………………………………………

    Goddamn ther’s always such
    A big temptation
    To be good, To be good
    Tere’s always free cheddar in
    A mousetrap, baby
    It’s a deal, it’s a deal
    God’s away, God’s away, God’s away
    On Business. Business.
    God’s away, God’s away, God’s away
    On Business. Business.
    I narrow my eyes like a coin slot baby,
    Let her ring, let her ring
    God’s away, God’s away,
    God’s away on Business.
    Business…

  32. non c’è terza chance… 🙂 ?

    quando si avverte un bisogno l’offerta sale e subito invece ,di conseguenza, la domanda diminuisce di botto, in quanto suddivisa tra vari centri….. i beni che erano preziosi diventano inevasi. . poteva essere previsto o è un imprevisto?
    dettato dalla educazione a compensare attraverso l’altro la personale identità?

    invece che con l’habitat primordiale fatto di luci e colori piuttosto oggi l’uomo deve essere corrispondente solo alla specie…..
    ””””’
    Gli audaci aiutano la Fortuna,l’affascinano la seducono e lei
    non sa resistere e si concede soltanto una volta-
    Egill
    sì, credo proprio soltanto una volta….. avviene per esserne alla ricerca o è un frutto apparso ….? mbho^ ? 🙂 io opto per la prima 😉

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