Invito a riflettere

Carissimi, secondo voi siamo alle soglie del principio della fine della nostra cosiddetta civiltà? Aspetto le vostre riflessioni e siate folgoranti!

Gabriele

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Dal “De Amore”

(René Magritte, Gli amanti)
 
 “L’amore è una passione innata che procede per visione e per incessante pensiero di persona d’altro sesso,
per cui si desidera soprattutto godere l’amplesso dell’altro,
e nell’amplesso realizza concordemente tutti i precetti d’amore.
Che l’amore sia passione,
si vede facilmente.
Infatti, prima che l’amore sbocci da tutte e due le parti,
non esiste angoscia maggiore,
perchè l’amante teme sempre che l’amore non ottenga l’effetto desiderato
 e che siano inutili le sue fatiche […]”.
 
Andrea Cappellano

“Poiché non sappiamo quando moriremo…”

“Tu chiamale se vuoi coincidenze”

Amicissimi!!!!

Il primo ottobre esce il mio ultimo libro “Tu chiamale se vuoi COINCIDENZE” per “La Lepre Edizioni”.

Sono decine di storie inspiegabili dal punto di vista razionale. Premonizioni, intuizioni folgoranti, interruzione dello spazio-tempo, sono i punti nodali di ciascuna di queste “coincidenze”.

Questo nome, appunto coincidenze, è stato creato da Jung e sta a significare la connessione tra due dimensioni: quella nostra, ordinaria, e quella di un “altro” universo, quello in cui il tempo sembra non scorrere e delle cause che si mischiano con gli effetti. Insomma, le coincidenze non vanno esaminate con la logica razionale, ma con un pensiero “altro”, aperto ad ogni fenomeno e ad ogni ipotesi. Senza steccati e pregiudizi. Con la mente rivolta al meraviglioso e al sublime.

Le storie proposte sono illustrate dai disegni di Donatella Scatena

Gabriele

Il libro come nutrimento necessario

“Se sinora i libri hanno aiutato l’umanità intera a crescere –  e tutto sommato anche a migliorarsi – il merito è di chi vi ha creduto, di chi ha scritto quei milioni di volumi mettendovi dentro cuore e messaggi. I libri sono come bottiglie di un grande naufragio. Prima o poi, galleggiando sul mare degli anni, approdano a una qualche riva, e qualcuno vi può leggere dentro le parole scritte, che si tratti di una storia, di un grido d’aiuto, o di un incitamento a vivere lontano”.

Miro Silvera