Amore della verità

“Perché sono sopravvissuto alla fame e alla sete, alla sofferenza e allo scherno, se non per amore della verità che il cielo ha risvegliato nel mio cuore?”

Kahlil Gibran

4 Risposte

  1. Fu lungo il mio cammino fino a te,
    la vita intera quasi ti cercai
    per serpeggianti avidi incontri
    con altri, e tu non venivi.

    E fino a dove s’apriva il tuo sguardo,
    ombre attraversai e rumori sordi,
    ma trapelava da me soltanto
    purezza di suoni – per amor tuo.

    Ogni tua carezza io piansi,
    Prima che fosse nata la difesi,
    e il nostro futuro incontro custodivo
    con pazienza nel mio petto.

    Fu lungo il mio cammino fino a te,
    immensamente lungo, e quando tu davvero
    finalmente davanti a me sei apparso,
    ho riconosciuto te, ma me stessa a stento.

    Immensi spazi avevo in me raccolto,
    sconfinati aromi, timbri e desideri,
    e abbracciavo ormai uno spazio così vasto
    che accanto a me dovevi fermarti.

    Fu lungo il mio cammino fino a te,
    e ci ha unito per un incontro breve.
    Sapendolo… di nuovo sceglierei
    questo lungo cammino fino a te.

    Blaga Dimitrova

  2. Innanzitutto le devo fare i più grandi complimenti e ringraziamenti per aver portato in televisione la poesia (“inconscio e magia – psiche”). Dato che sono da molto tempo disoccupato e la notte guardo quasi sempre la tv, con il suo programma (che, purtroppo non c’è più–cosa terribile; data tutta la spazzatura che imperversa e ci viene propinata dal tubo catodico–ormai sparito pure quello, in favore di quegli orrendi schermi-sottiletta) ho potuto “respirare” un pò. Una volta tanto nella vita, ho scoperto un modo di intendere la stessa che la rappresentasse completamente in tutte le sue sfumature. ..”Non si vive per amore: infatti bisognerebbe amare per vivere”…

  3. L’amore della verità come cibo, acqua e lenimento per l’anima.
    Come non ricordare Giordano Bruno martire della verità.

    La verità entro di noi (Giordano Bruno)
    (da “Lo spaccio della bestia trionfante”)

    Lascia l’ombre ed abbraccia il vero.
    Non cangiare il presente col futuro.
    Tu sei il veltro che nel rio trabocca,
    mentre l’ombra desia di quel c’ha in bocca.
    Aviso non fu mai di saggio o scaltro
    perdere un bene per acquistarne un altro.
    A che cerchi si lungi diviso
    se in te stesso trovi il paradiso?
    Anzi, chi perde l’un mentre e’ nel mondo,
    non speri dopo morto l’altro bene.
    Perche’ si sdegna il ciel dare il secondo
    a chi il primiero non caro non tenne;
    cosi’, credendo alzarti, vai a fondo;
    ed ai piacer togliendoti, a le pene
    ti condanni; e con inganno eterno,
    bramando il ciel, stai ne l’inferno.

    Scrisse in una delle sue ultime opere, De triplici Minimo (1591):

    “Chi desidera filosofare deve prima di tutto dubitare di tutto.

    Egli non deve assumere una posizione in un dibattito prima di

    aver ascoltato le varie opinioni, ponderate e confrontate le

    ragioni di ognuno, i pro e i contro. Egli non deve mai giudicare o

    prendere posizione sulle prove di ciò che ha sentito, o sul parere

    della maggioranza, sull’età, i meriti, o il prestigio di chi parla, ma

    deve procedere secondo una dottrina organica che fa capo a

    cose reali, cercando la verità solo alla luce della ragione “.

    e tratto da wikipedia:

    Nella nuova gerarchia di valori il primo posto spetta alla verità, cui

    segue la prudenza, la caratteristica del saggio che, conosciuta la

    verità, ne trae le conseguenze con un comportamento adeguato.

    Al terzo posto Bruno inserisce la sofia, la ricerca della verità e

    dopo viene la legge, che disciplina il comportamento civile

    dell’uomo. Vengono poi la fortezza, la forza dell’animo, virtù

    interiore cui seguono virtù indirizzate agli altri, la filantropia e la

    magnanimità. È questa evidentemente un’etica che richiama i

    valori tradizionali dell’Umanesimo, cui Bruno non ha mai dato

    molta importanza; ma questo schema rigido è in realtà la premessa

    per le indicazioni di comportamento che Bruno prospetta

    nell’opera di poco successiva, De gli eroici furori.

    « Li nostri divi asini, privi del proprio sentimento ed

    affetto vegnono ad intendere non altrimente che come gli vien

    soffiato alle orecchie delle rivelazioni o degli dei, o dei vicarii loro;

    e per conseguenza a governarsi non secondo altra legge che di

    que’ medesimi. »

  4. Amore, desidera solo che Psyche ‘dimentichi’ la ragione 🙂

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