A proposito di baci II

Sopra: “Statua di Amore e Psiche”,
da un originale greco del II secolo a.C., Musei Capitolini

Viaggiatrici e viaggiatori,

sentiamo la dolcezza di Giuseppe Conte (1945), in questa lirica di gioiosa delicatezza:

C’è una dolcezza giù nella vita
che non cambierei con niente

di ciò che appartiene al cielo.
È quando chissà da che, perché cominciano

tra due bocche estranee sino ad allora
i miracoli tiepidi d’aurora

dei baci.

Giuseppe Conte in “THE LOVE BOOK. Le più belle poesie d’amore”, Mondadori, 2000

Vedi: “A proposito di baci I”

5 Risposte

  1. “Le lacrime che egli [Jean – Loup Charvet] considerava le parole del silenzio, la calligrafia delle emozioni, la rugiada dell’essere, la preghiera muta emessa dagli occhi, che parte dal cuore e raggiunge il cuore. Le lacrime come parole incarnate, anzi liquefatte; studiava il pianto come la fenomenologia del canto dei corpi che non hanno voce. (…)
    Le lacrime sono di Cristo come il riso è degli Dei; e noi umani abbiamo bisogno d’ambedue per sentirci vivi e non solo vegeti. Sono le lacrime e il riso che dicono la nostra umanità.
    Le lacrime sono la verità alla stato bambino, la nudità dell’anima che si offre inerme alla vita. Si può resistere alla forza ma non alla debolezza, allo spettacolo di una persona, magari adulta, che cede nel suo punto più delicato e vero, gli occhi, all’assalto delle lacrime; si può resistere perfino alle armi, ma non alle disarmanti lacrime: un uomo che piange è una persona che grida le sue gesta, che confessa suo malgrado di non farcela, che invoca soccorso e perde il suo ultimo pudore; è sguarnito, vulnerabile e perciò sacro come una vittima. Ancora più irresistibili sono le lacrime che vogliono nascondersi, che non vogliono comunicare e tanto meno commuovere, ma vorrebbero restare invisibile e invece, fluendo, tradiscono colui che si lascia invadere e lo denudano nella sua più intima fragilità. (…) Con le lacrime si spezza la voce, s’interrompe il discorso e l’artificio, si liquefanno le ostilità….
    Il pianto è la feritoia da cui si affaccia il destino e insieme è la resa al fato…”

    Marcello Veneziano da “Amor fati”.

  2. Quella dolcezza è una cosa di cui tutti noi abbiamo bisogno e chi nega ciò è un folle o solo tristemente amareggiato.
    la vita non la si può affrontare soli, mai in nessun caso, anche quando,
    non per nostra volontà, si è costretti a contare solo su stessi. E’ una forzatura, quasi una deformazione che facciamo sul nostro essere. Perchè non siamo così, siamo tutti in u qualche modo vulnerabili e quella dolcezza placa il nostro dolore e dà sollievo al nostro animo, ci rende forti e felici. Tutti hanno diritto di assaporare quella dolcezza. Tutti nessuno escluso.La dolcezza rende felice anche l’ uomo più scorbutico, malmostoso e introverso.A volte dietro gli uomini più cupi e scontrosi si cela la mancanza di questa dolcezza, nessuno nella loro vita ha mai pensato di dargli un pò di dolcezza.
    Basta così poco a darne un pò a che ci sta attorno…

  3. …. 😎

    .

  4. Per Mel
    _

    Quando nel mondo cosi tante persone sono sole… volere essere solo, sarebbe un gesto così imperdonabilmente egoista … ”

    Tennessee Williams

  5. […] “A proposito di baci I”; “A proposito di baci II” Like this:LikeBe the first to like this […]

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