“Ultima”

Sopra: Paul Klee, “Gatto e uccello“, 1928

Carissimi viaggiatori,
vi propongo questi versi del grandissimo Paul Klee. Buona giornata!

“Ultima”

In fondo al cuore,
unica preghiera,
un’eco di passi
come di gatta:
l’orecchio suo trangugia suoni
il piede si leva alla corsa
lo sguardo
riluce dovunque
dal suo volto scampo non v’è,
bella, un fiore
ma irta d’armi, e in fondo
non ha nulla a che fare con noi.

Paul Klee in “POESIE D’AMORE DEL NOVECENTO”, Oscar Mondadori, 2008

10 Risposte

  1. Un dolce risveglio, Gabriele carisimo e… tanti tanti baci!!!!

  2. Ovunque andrò….mi porterò L’amore!

  3. Quelli che si amano e che sono nati gli uni per gli altri,
    si incontrano facilmente:
    le anime affini
    si salutano già da lontano.

    (A.Schopenauer)

  4. Le preghiere sono come i gatti: non sai mai da dove sono entrate dentro di te e come facciano a salire così in alto, cascare senza farsi male… 🙂

  5. Caro e amato Luigi,
    anche se in ritardo, ti ringrazio e ricambio. Buona domenica!

  6. Ci porteremo solo e unicamente l’Amore… che è il TUTTO!

    Baci baci, cara Beatrice!

  7. Le anime affini, cara Beatrice, tendono a raggrupparsi, e non solo in questo mondo… Buona domenica!

  8. I gatti sono stati venerati dagli antichi Egizi come dèi, e loro non l’hanno mai dimenticato… Baci felini, cara Valeria.

    Il gatto è sacerdote del Femminile… Buona domenica!

  9. (… Miao! 😉 )

  10. http://www.youtube.com/watch?v=QM7LR46zrQU L’anno Del Gatto

    In una mattina da film di Bogart
    In un paese rimasto indietro nel tempo
    camminavi rilassata tra la folla come Peter Lorre
    fa contemplando la scena del crimine
    lei è corsa fuori al sole in un vestito di seta
    come un acquerello nella pioggia
    non é in cerca di spiegazioni
    lei semplicemente ti raccontò che veniva dall’anno del gatto

    non ti ha dato tempo per le domande, imprigionò le tue braccia nelle sue
    e tu l’hai seguita finchè hai perso l’orientamento
    davanti al muro dipinto di blu vicino ad un negozio sulla strada
    qui c’è una porta con le inferriate, lei ti portò dentro
    in questi giorni, lei dice, sentivo la mia vita sola
    come un torrente che scorreva attraverso
    l’anno del gatto

    bene, lei ti guarda gelida
    e i suoi occhi risplendono come la luna nel mare
    lei è venuta avvolta dall’incenso e dal patchouli
    così la prendi, per capire cosa sta aspettando dentro di sè
    l’anno del gatto

    bene, il mattino arriva e tu sei ancora con lei
    bus e turisti se ne sono andati
    tu hai rinunciato alla scelta e hai perso il tuo biglietto
    così devi restare
    ma il forte suono del tamburo della notte rimane
    nel ritmo del giorno della nuova rinascita
    tu sai che qualche volta sei in procinto di lasciarla
    ma per ora tu stai con lei
    nell’anno del gatto

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