La rivolta contro il nonsenso

27 Risposte

  1. c’è un errore nella traduzione sottotitolata è AUTOMATIZZAZIONE e non “atomizzazione”.
    scusatemi che sono una palla però quello che dice Jung è interessantissimo e perciò mi sono permessa.
    Oggi è una giornata splendida, una delle giornate più belle che Dio o chi per esso/essa/essi abbia o abbiano buttato sulla terra, perciò invece di stare ad AUTOMIZZARE al computer me ne andrò sulle rive del mare. Buona Giornata a todos in especial a donna Tea donna Bea a don Giuseppe a don Raff. a don Esteban (no scherzo) a don Inno-hit a don Luigi a donna Valeria a don anzi a cavalier Matteo…insomma Buona giornata senza automatismi a tutti!!!!

  2. fai bene, fai bene, cara Map, le parole, e in particolare quelle di JUNG, sono importanti. Buona giornata anche a te!

  3. Caro Prof Gabriele,io mi affido alla riflessione di speranza del Prof Yung,ma , attualmente se Io non mi estraneo dalla realtà confusa in cui viviamo,sono tentato non dico dal desiderio,ma dalla necessità di chiedermi spesso:eh! allora?.Non ci può essere risposta che ti rianimi,così domande impertinenti serpeggoano nel mio animo.Fortunatamente sono collegato con persone,non individui,che sono in grado di NON ATOMIZZARSI.E’ questo il vero pericolo.buona giornata Prof Gabriele.Alfredo

  4. Noi siamo i nostri automatismi? Oggi ho scritto un articolo, se non vuole non pubblichi la parte di commento relativa al link, ma la invito a leggerlo. http://filopsichia.wordpress.com/2011/08/11/le-scienze-e-la-pseudocoscienza-1/

    Scorgo una possibile deriva nella psicologia junghiana quando diventa ibrida, scientifica (comportamentista) non in teoria (quindi coerentemente) ma in pratica (quando giudica le esperienze interiori già partendo dalle azioni). D’altra parte cosa vieta anche alle teorie panpsichiche (quindi forse anche alle junghiane) di giudicare coscienti anche le macchine e dunque di offrire un appiglio alla “nuova psicologia” scientifica per giudicare “noi”, enti coscienti, in base a ciò che appare di noi? L’unione delle due psicologie (di fatto già avvenuta) io la giudico molto problematica, c’è chi invece non vede l’ora di far nascere il prossimo ibrido.

  5. aggio sbagliato..è bello SBAGLIARE ! E’ la cosa più bella che ci possa accadere!!
    Però continuo a pensà che l’atomo e l’automazione siano stretti e scomodissimi parenti.
    SCUSSASSERO uagliò FORSE m’aggia sbagliata ma nun me pigljo collera..
    E mò dopo aver cercato le interviste scritte di Jung e averle trovate prima in portoghese in polacco ed in ungherese …e nun è u’ caso… e poi finalmente in inglese ma nun c’è stà o’ passo..
    Vi saluto veramente e me ne vaco u’ bagno.

    Saluti alla banda bassotti : Majò 🙂 , Tea, Raf, Val e viva i Borboni, i Bassotti, e la Bassa sempre alta Italia indò o’ core. Anche Bea rientra seppur laziale. Proffi sa com’è con l’atomo stong appiccicata.

    ho visto l’intervista completa su youtubbe e me paresse proprio accussì.

    Per le traduzioni perfette mi sto attrezzando per i miracoli passate nat’o juorno.

  6. Cara Map-SanGennaro,
    “sentite a me nu ve mettite scuorno”…

  7. Caro Alfredo,
    le tue parole mi danno sollievo. In un mondo di presunta iper-comunicazione, si rimane spesso soli. In particolare, dentro. Buona giornata

  8. Lasciami libere le mani
    e il cuore, lasciami libero!
    Lascia che le mie dita scorrano
    per le strade del tuo corpo.
    La passione – sangue, fuoco, baci-
    m’accende con tremule fiammate.
    Ahi, tu non sai cos’è questo!

    E’ la tempesta dei miei sensi
    che piega la selva sensibile dei miei nervi.
    E’ la carne che grida con le sue lingue ardenti!
    E’ l’incendio!
    E tu sei qui, donna, come un legno intatto
    ora che tutta la mia vita fatta cenere vola
    verso il tuo corpo pieno, come la notte, d’astri!

    Lasciami libere le mani
    e il cuore, lasciami libero!
    Io solo ti desidero, ti desidero solamente!
    Non è amore, è desiderio che inaridisce e s’estingue,
    è precipitare di furie,
    avvicinarsi dell’impossibile,
    ma ci sei tu,
    ci sei tu per darmi tutto,
    e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra –
    com’io son venuto per contenerti,
    desiderarti,
    riceverti!

    Pablo Neruda

  9. Donna Map, sei l’allegria fatta persona…..
    e grazie per la gentile concessione…”seppur laziale”:
    fieraaaa di essere lazialeeeeeeeeee!!!
    e poi anche il Prof. è lazialeeeeeeeee!!! vero prof!!

  10. Ho questo filmato per intero su cd, purtroppo sottotitolato da qualche anno, veramente fantastico, qualcuno ritiene Jung superato, Se quest’uomo-Anima, è superato, allora Benedico il “Superato” poiché è vero, è, oltre il Tempo!

  11. Qualcuno disse, possiamo costruire orticelli attorno a noi, non sperare di fare del mondo un giardino! Quanto è vera, questa riflessione, quanto nello stesso tempo, frena l’impossibile, indicandone la via per renderla possibile, ognuni il proprio giardino…… slute a tutti voi amici! X Mapp, sono felice tu sia felice 😀

  12. Caro Giuseppe,
    non c’è tempo per la Sophia. Poi, comunque, la penso come Platone:

    “Gli Antichi sono migliori di noi perchè più vicini agli Déi”


    sono, definitivamente, dalla parte dei superati!

  13. Caro Giuseppe,
    le tue parole si sposano bene con queste, che cito a memoria (quella che mi rimane…):

    Il mondo non morirà mai di fame per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia. (Gilbert Keith Chesterton)

    Salute anche a te, caro Giuseppe!

  14. Cara Beatrice, ti rispondo con Paul Eluard:


    Abbiamo creato la notte ti tengo la mano e veglio

    Abbiamo creato la notte ti tengo la mano e veglio
    E ti tengo con tutte le forze
    E incido su una roccia l’astro delle tue forze
    Solchi profondi dove la bontà del tuo corpo germinerà
    E mi ripeto la voce tua segreta la voce tua pubblica
    E rido ancora dell’orgogliosa
    Che tratti come una mendicante
    Dei folli che rispetti dei semplici in cui ti specchi
    E nella mia testa che dolcemente s’accorda con la tua con la notte
    Mi meraviglio dell’ignota che diventi
    Un’ignota simile a te simile a tutto ciò che amo
    Che è sempre nuovo.

  15. Il mio giardino ha un fiore bellissimo, si chiama Majolaris Semper Rubis, ed è contornato da ogni dove da piccole margheritine che al tramonto gli rivolgono tutte le loro corolline bianche per osservare i colori della sua anima fondersi nel cielo

  16. infatti, quel orticello non è un egoismo… personale, ma immagino tanti orticelli insieme,.. allora ecco un grande Giardino! ma so pure che, il tempo o quello che è, come lo si vuole chiamare, non è uguale per tutti! Né al di la della giustificata rabbia, “INcazzatura”perdonate questa mia espressione, di quando vedo certe cose, come la fame nel mondo, o altro, nonostante ciò!, non riesco a pretendere niente da nessuno, semino, amando pur nell’umanità quell’ognuno… dell’essere Uomo/Donna! La legge condanna, avvolte il soffrire anche, ma alla fine dico siamo scimmiette al cospetto di tutto, come bambini… come diceva L’Immenso Eraclito!!

  17. anche io la penso come Platone, proff… pienamente in accordo con Lei! Una Buona Serata.. 😉

  18. Buona serata anche a te, caro Giuseppe!

  19. Venezia, una delle poche città,.. capace di regalar quello che solo madre natura di solito regala! questo almeno per me!

  20. Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita
    nella prossima cercherei di fare più errori
    non cercherei di essere tanto perfetto,
    mi negherei di più,
    sarei meno serio di quanto sono stato,
    difatti prenderei pochissime cose sul serio.
    Sarei meno igienico,
    correrei più rischi,
    farei più viaggi,
    guarderei più tramonti,
    salirei più montagne,
    nuoterei più fiumi,
    andrei in posti dove mai sono andato,
    mangerei più gelati e meno fave,
    avrei più problemi reali e meno immaginari.
    Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
    e precisamente ogni minuto della sua vita;
    certo che ho avuto momenti di gioia
    ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
    Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
    solo di momenti, non ti perdere l’oggi.
    Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
    una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;
    se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera
    e continuerei così fino alla fine dell’autunno.
    Farei più giri nella carrozzella,
    guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
    se avessi un’altra volta la vita davanti.
    Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

    Jorge Luis Borges

  21. Venezia, Venezia, caro Giuseppe, è la città dei miei ricordi più scardinanti….

  22. Cara Melusina,
    hai colpito nel segno con me… sono parole vere e che prima o poi ognuno di noi potrebbe sentire… Buona giornata

  23. Non bisogna rovinare il bene presente col desiderio di ciò che non si ha, ma occorre riflettere che anche ciò che si ha lo si è desiderato. Niente basta a chi non basta ciò che è sufficiente. La scontentezza dell’anima porta l’uomo a desideri eccessivi

    Epicuro

    Jorge Luis Borges, nel secolo scorso, è stato uno dei più prestigiosi intellettuali, tuttavia, nella lirica, di cui sopra, si rivolge alla materia, all’ uomo fisiologico, per rendere più completa l’ esistenza fra nascita e morte.

    Non è che mangiando più gelati, correndo, nuotando e mangiando meno fave… avrebbe cambiato la sua ” felicità ” interiore.

    Sarebbe bello !

    Non è l’ oggetto che appaga la sete di vita, ma l’ anima educata, fortificata che ci porta ad amare le cose della vita. L’ anima dell’ uomo non deve essere scontenta, per godersi l’ oggetto.

    Siamo più chiari ! L’ anima è il divino, o meglio,, un tessuto sovrasensibile, se, però, noi pensiamo che non si può fare nulla, rispetto le nostre sconfitte, noi saremo sempre dominati dalle ferite dell’ anima e dalla sete di vita.

    Certo ! La sete di vita ci domina quando l’ anima è ammalata, tuttavia, tramite la sofferenza, che noi non capiamo, ci suggerisce la guarigione.

    Il metodo per guarire è non identificarsi col propio male. Le terapie sono la lettura, l’ amore, la musica, la preghiera , esercizi sulla concentrazione, ecc. ecc.

    Giusepppppone dell mio cuore, hai ragione, gli antichi greci eranoi più forti, perchè erano in contatto col Divino. L’ ateismo, non esisteva… . Il tempo ha fatto perdere e spezzato il ponte fra l’ uomo e Dio.

    Sono al lavoro dalle 5.30 di stamani, adesso andrò a percorrere 10 Km.
    GUARISCE DI PIU’ CAMMINARE A PIEDE, CHE PRENDERE MEDICINALI.

    LA TERAPIA DEL CAMMINARE LIBERA LA MENTE DALLO PSICHISMO E DA CIO’ CHE CI FA INCAZZARE., OSSIA INCENERISCE I PENSIERI CHE NON VORREMMO.

    Dedico questo video ad una donna del blog….mistero. La prossima volta dirò chi è… , non c’ è nulla di cui vergognarsi. .

  24. L’automa non va immaginato solo, è parte di una collettività (corporazione, partito, squadra, gruppo, banda, branco) di automi. Da solo non può stare nemmeno per un attimo. Sì, la sera quando torna a casa, ma il suo pensiero è sempre collegato al collettivo di cui fa parte. (Il suo vero nome proprio dovrebbe essere Legione se non erro.) L’automa non è una persona demotivata, tutt’altro. E’ molto carico, tanto che deve continuamente scaricarsi. Come lo fa? Normalmente azzerando appena possibile l’attività cosciente per dedicarsi a passeggiate o a qualche altro svago. Non è che lo si debba biasimare per questo, anzi. Purtroppo non riacquista forze per la sua coscienza con tali attività ludiche. Si limita a ricaricare le batterie per il “dovere”. Altro equivoco da sfatare, la poca autostima. L’automa non si sente una nullità, tutt’altro. Voi lo pensereste magari: trattasi in fondo di un’ automa! (L’apostrofo indica che può essere di sesso femminile, anche se di femminile ha poco.) Ma l’automa non sa di esserlo! E il senso della nullità in lui coincide con il senso dell’individualità. Gli è stato inculcato che l’individuo in quanto tale è una nullità, che quello che un individuo può volere per sé vale zero rispetto a quello che può valere se fa e non fa quello che gli dicono gli altri di fare e di non fare. Naturale, gli hanno detto fin da piccolo che non deve fare le cose cattive ma quelle buone e lui si è bevuto tutto con il biberon (insieme alle pillole o alle botte per non vomitarlo). Le domande su quello che è veramente buono e veramente cattivo, all’inizio trattate come domande impertinenti, a poco a poco sono diventati “pensieri sconvenienti”. E ha smesso di pensarci, per non sentirsi dolorosamente troppo individuo e poter fare con il massimo di piacere possibile il suo lavoro ad occhi bendati (indifferente alle conseguenze). “In fondo”, è il suo chiodo fisso, “la collettività è investita di ogni crisma, la comunità scientifica è al suo servizio, tutto coopera verso la realizzazione del bene e anch’io”, si dice, “devo crederci, devo partecipare dando il mio contributo.” Così si è vieppiù convinto che gli individui sono dei devianti o delle non-persone, solo gente potenzialmente pericolosa a cui vanno tolti il prima possibile i mezzi per rendersi mentalmente e materialmente indipendenti (possibilmente o soprattutto anche quelli necessari per difendersi e per denunciare il sopruso e l’ignota natura del sopruso, l’automatizzazione, ignota nel senso che non viene notata né dagli automi né dalla maggiorparte dei neo-automatizzati) ma va aiutata ad “integrarsi” (leggere “automatizzarsi”). Gli automi più convinti fanno appunto questo lavoro, aiutare gli altri… (leggere “gli automatizzatori”) Ogni tanto delle strane parole si aggirano nella mente di qualcuno: “ma quale aiuto vuoi dare nullità di un automa, tutto quello che sai fare è avvelenare i frutti del mio giardino e abbattere gli alberi più belli per costruirti la tua casetta fetente”. Ed è così: per sentirsi qualcuno e avere la sua casetta fetente (se cerchi la puzza non la trovi, eventualmente sei tu che puzzi!) l’automa si è infatti trovato un lavoro dove tutti gli fanno credere di essere qualcuno, uno veramente dabbene, e quel lavoro ovviamente non consiste nel fare il bene ma nel fare gli interessi della collettività degli automi che, viene insegnato, coincide con il bene di ogni cittadino, nessuno escluso. Nessuno nega che nella grande collettività ci siano blocci contrapposti e interessi contrapposti ma alla fine il peggio si risolve. “Pensa tutto Mammona, noi dobbiamo fare il nostro interesse. Non ha grande importanze se qualcuno cade, perché alla fine, se non si rompono le uova a Mammona, tutto andrà per il meglio.” Il lavoro costituisce la maggiore delle motivazioni per fare qualunque cosa. Per gli automi puri forse perfino più dei soldi, perché lavorando ad occhi bendati ci si sente veramente a posto, soprattutto se si lavora per Mammona, portando in giro il suo sverbo. Perderlo significa “fine”, dato che senza un lavoro Mammona si disaffeziona subito e comincia a tirare calci. Perciò, specie oggi che c’è carenza, è molto facile trovare manodopera disposta a qualunque cosa pur di avere un lavoro. Tutti vogliono lavorare per Mammona. “Datemi qualunque attrezzo, una pistola… devo lavorare!”

  25. Caro Gabriele se dovessi aggiungere qualcosa a questa poesia, scriverei così:

    Sono passati 85 anni e di tutto ciò che non ho fatto
    me ne rattristo
    guardo indietro
    e mi dico: se avessi un altra vita
    ma un altra vita non ce l ho
    sto morendo
    e fra poco le mie mani si fermeranno di scrivere,
    ma tutto ciò che non non ho fatto
    io l’ ho vissuto.
    Ho vissuto più ciò che non ho fatto che quello che ho fatto
    Ne ho mangiati tanti gelati
    insieme alle fave
    ne ho visti tanti di fiumi,
    anche se già
    i miei capelli erano già tutti bianchi,
    i tramonti..i tramonti, tutti quelli che ho visto sono stati tutti
    straordinari, potrei descrivere per ore le sfumature di colori di ogni singolo tramonto,
    non ho viaggiato col corpo,
    ma la mia mente ha percorso miliardi di kilometri tutti i giorni,
    attraverso i libri, ho sempre voluto conoscere e la mia fame
    mi ha portato in ogni parte del mondo,
    sono un uomo curioso ancora adesso a 85 anni
    e in ogni momento mi stupisco di come ancora
    non conosca niente e di come la vita, maestra, mi insegna attimo dopo attimo cose nuove.
    Mi affanno e imparo,ma dopo tutta una vita
    ancora conosco così poco di tutta la bellezza che mi circonda.
    Ho avuto i miei momenti buoni,
    e me li sono goduti, e quei momenti
    mi hanno insegnato quanto sia immensa e straordinaria la felicità,
    in quegli attimi, ho assaporato attimi di pura felicità e me li ricordo uno ad uno. Forse non sono stati quanti averi voluto, ma sono stati preziosi, unici e indimenticabili, hanno reso questa vita magica, per me e ringrazio quei momenti uno per uno, anche senza solo uno di essi e la mia vita non sarebbe stata piena, come è ora!!!
    Ho giocato con i bambini e per questo so quanto sia bello,
    non ho mai camminato scalzo per strada
    ma ora che scrivo sul mio balcone, mentre il sole cala, sento sotto i miei piedi il bollore di un cemento ancora caldo.
    Ho 85 anni e fra breve me ne andrò
    non ho un altra vita
    ma questa che ho vissuto e mi sono goduta
    e l’ unica cosa che posso di aver posseduto
    è questa vita, l’ unica cosa in cui poss.o gridare:
    mia!!!!La mia bellissima ed unica vita

  26. Caro Gabriele se dovessi aggiungere qualcosa a questa poesia, non la finirei in questo modo, ma in quest’ altro….
    …scriverei così:
    Sono passati 85 anni e di tutto ciò che non ho fatto
    me ne rattristo
    guardo indietro
    e mi dico: se avessi un altra vita
    ma un altra vita non ce l ho
    sto morendo
    e fra poco le mie mani si fermeranno di scrivere,
    ma tutto ciò che non non ho fatto
    io l’ ho vissuto.
    Ho vissuto più ciò che non ho fatto che quello che ho fatto
    Ne ho mangiati tanti gelati
    insieme alle fave
    ne ho visti tanti di fiumi,
    anche se già
    i miei capelli erano già tutti bianchi,
    i tramonti..i tramonti, tutti quelli che ho visto sono stati tutti
    straordinari, potrei descrivere per ore le sfumature di colori di ogni singolo tramonto,
    non ho viaggiato col corpo,
    ma la mia mente ha percorso miliardi di kilometri tutti i giorni,
    attraverso i libri, ho sempre voluto conoscere e la mia fame
    mi ha portato in ogni parte del mondo,
    sono un uomo curioso ancora adesso a 85 anni
    e in ogni momento mi stupisco di come ancora
    non conosca niente e di come la vita, maestra, mi insegna attimo dopo attimo cose nuove.
    Mi affanno e imparo,ma dopo tutta una vita
    ancora conosco così poco di tutta la bellezza che mi circonda.
    Ho avuto i miei momenti buoni,
    e me li sono goduti, e quei momenti
    mi hanno insegnato quanto sia immensa e straordinaria la felicità,
    in quegli attimi, ho assaporato attimi di pura felicità e me li ricordo uno ad uno. Forse non sono stati quanti averi voluto, ma sono stati preziosi, unici e indimenticabili, hanno reso questa vita magica, per me e ringrazio quei momenti uno per uno, anche senza solo uno di essi e la mia vita non sarebbe stata piena, come è ora!!!
    Ho giocato con i bambini e per questo so quanto sia bello,
    non ho mai camminato scalzo per strada
    ma ora che scrivo sul mio balcone, mentre il sole cala, sento sotto i miei piedi il bollore di un cemento ancora caldo.
    Ho 85 anni e fra breve me ne andrò
    non ho un altra vita
    ma questa che ho vissuto e mi sono goduta
    e l’ unica cosa che posso di aver posseduto
    è questa vita, l’ unica cosa in cui poss.o gridare:
    mia!!!!La mia bellissima ed unica vita

    by Mel

  27. Caro Gabriele se dovessi aggiungere qualcosa a questa poesia, non la finirei in questo modo, ma in quest’ altro….
    …scriverei così:
    Sono passati 85 anni e di tutto ciò che non ho fatto
    me ne rattristo
    guardo indietro
    e mi dico: se avessi un altra vita
    ma un altra vita non ce l ho
    sto morendo
    e fra poco le mie mani si fermeranno di scrivere,
    ma tutto ciò che non non ho fatto
    io l’ ho vissuto.
    Ne ho mangiati tanti gelati
    insieme alle fave
    ne ho visti tanti di fiumi,
    anche se già
    i miei capelli erano già tutti bianchi,
    i tramonti..i tramonti, tutti quelli che ho visto sono stati tutti
    straordinari, potrei descrivere per ore le sfumature di colori di ogni singolo tramonto,
    non ho viaggiato col corpo,
    ma la mia mente ha percorso miliardi di kilometri tutti i giorni,
    attraverso i libri, ho sempre voluto conoscere e la mia fame
    mi ha portato in ogni parte del mondo,
    sono un uomo curioso ancora adesso a 85 anni
    e in ogni momento mi stupisco di come ancora
    non conosca niente e di come la vita, maestra, mi insegna attimo dopo attimo cose nuove.
    Mi affanno e imparo,ma dopo tutta una vita
    ancora conosco così poco di tutta la bellezza che mi circonda.
    Ho avuto i miei momenti buoni,
    e me li sono goduti, e quei momenti
    mi hanno insegnato quanto sia immensa e straordinaria la felicità,
    in quegli attimi, ho assaporato attimi di pura felicità e me li ricordo uno ad uno. Forse non sono stati quanti averi voluto, ma sono stati preziosi, unici e indimenticabili, hanno reso questa vita magica, per me e ringrazio quei momenti uno per uno, anche senza solo uno di essi e la mia vita non sarebbe stata piena, come è ora!!!
    Ho giocato con i bambini e per questo so quanto sia bello,
    non ho mai camminato scalzo per strada
    ma ora che scrivo sul mio balcone, mentre il sole cala, sento sotto i miei piedi il bollore di un cemento ancora caldo.
    Ho 85 anni e fra breve me ne andrò
    non ho un altra vita
    ma questa che ho vissuto e mi sono goduta
    e l’ unica cosa che posso di aver posseduto
    è questa vita, l’ unica cosa in cui poss.o gridare:
    mia!!!!La mia bellissima ed unica vita
    by Mel

    ps: ho riscritt facend una piccol correzz….baci

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