Dolce stil novo

Sopra: Abraham Rombouts, “Ritratto di Anna de Looper”, 1627 (part.)

Voi che per li occhi mi passaste ’l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.

[…]

Guido Cavalcanti

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4 Risposte

  1. E’ il periodo poetico che amo di più e che io esprimo sovente con la mia produzione personale di sonetti, ballate, madrigali, sestine. Rappresenta non solo un momento di partenza della poesia e della letteratura italiana nel mondo ma anche un momento di avvio di quel tentativo di unificazione politica dell’Italia che, dobbiamo ricordarlo, era iniziato alla corte dei Normanni in Sicilia e che aveva visto la chiesa allarmata perchè quel progetto avrebbe introdotto concetti di laicità dello stato ed avrebbe attentato al potere temporale di questa istituzione che ormai è ampiamente dimostrato che di divino non ha nulla in quanto poggia saldamente le sue fondamenta su un terreno che è di molto legato ad interessi che con dio e la fede non hanno nulla da spartire.
    Comunque, come tutte le istituzioni terrene, continuerà a battersi per non estinguersi e troverà sempre dei merli o degli avvoltoi che si aggrapperanno ad essa per soddisfare sia le loro debolezze che le proprie avidità.
    Ma per tornare all’argomento principale ecco un esercizio poetico del periodo del Dolce Stil nuovo che, comunque, non ha trovato grandi sviluppi dal momento che solo pochi poeti si sono esercitati in siffatta disciplina e solo con poche composizioni (e tra questi Dante e Petrarca).

    SESTINA PROFETICA

    Vorrei poter cassar gli avvenimenti
    rifare tutto intero il mio cammino
    riprovare a riscrivere la storia
    cancellando gli errori appena fatti
    per costruire attimi di gioia
    e liberar la mente dagli affanni.

    Sempre la vita è carica di affanni
    arduo è anticipar gli avvenimenti
    al dolor quasi mai segue la gioia
    molti scogli intralciano il cammino
    difficile è capire tutti i fatti,
    questo insegna di solito la storia.

    Chi tiene in mente allor bene la storia
    riesce a scansar dolori e affanni
    e se qualcuno non ricorda i fatti,
    e ha cancellato certi avvenimenti
    di certo poi avrà triste il cammino,
    ricco di spine e misero di gioia.

    Infatti, per conquistar la gioia
    molte cose ti anticipa la storia
    così diventa agevole il cammino,
    può liberarti da tanti nuovi affanni,
    ché a evitare tristi avvenimenti
    dovrebbero servir gli errori fatti.

    Generalmente sono sempre i fatti
    che ben plasmati poi ti danno gioia
    precorrono si sa gli avvenimenti
    e scrivono e riscrivono la storia
    spianando ognor la vita dagli affanni
    rendendo sempre facile il cammino.

    Ogni umano lo sa che il cammino
    si costruisce solo con i fatti
    che libera ogni cuore dagli affanni
    gonfiando il petto di letizia e gioia,
    precorrendo degli uomini la storia
    impedendo funesti avvenimenti

    Congedo:
    Indagando cammino e avvenimenti
    nei fatti si cancellano gli affanni
    e gioia regala a chi scrive la storia.

    Salvatore Armando Santoro
    (Boccheggiano 31.10.2010 17.04)
    Schema della sestina: ABCDEF FAEBDC CFDABE ECBFAD DEACFB BDFECA
    E’ un componimento del 1200, composto da sei stanze di sei versi endecasillabi. All’interno di ogni verso le parole non rimano mai tra loro, ma si ripetono in tutti i fine verso. Nel congedo finale i versi compaiono tre in mezzo ai versi e tre a fine verso.

  2. Caro Salvatore,
    mi sorprendi sempre con queste tue composizioni poetiche. Devo dire che è una lirica veramente complicata nella struttura. Ha un musicalità originale e “anticamente nuova”. Buona serata!

  3. Caro Gabriele,
    chiaramente ho cercato di restare attaccato alla realtà attuale. Dante ne scrisse una o due (non ricordo) mentre Petrarca ne inserì ben nove nel suo “Canzoniere” ed in pratica ne consacrò l’importanza, tant’é che nel corso dei secoli scorsi molti poeti si divertirono a comporre delle sestine. Anche D’Annunzio, Ungaretti e Fortini composero delle sestine, ma anche alcuni poeti americani, inglesi e spagnoli.
    Io ne ho composto solo una ed un’altra è in abbozzo. Voglio battere Dante in quantità, questo è sicuro! Almeno fra qualche secolo parleranno anche di me (ma chi se ne frega, poi?)
    Ti abbraccio
    Armando (o Salvatore, non importa)

  4. Caro Armando,
    condividi con noi, allora, questa simpatica gara ultrasecolare. Un grande abbraccio anche a te!

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