Omaggio ad Andrés Segovia

Una Risposta

  1. EDERA AMARA

    Sentire: “Figlio mio!”
    Mai, mai l’ascoltai;
    udire, appena in un sussurro lieve,
    lieve per non svegliarmi,
    un vezzo dolce su una culla
    che dondola pian piano
    al rosolante chiarore di un lumino,
    sperso nel buio di un casolare antico,
    anch’esso smarrito
    tra le pieghe d’una memoria stanca.

    “Figlio mio! sentir solo una volta,
    ricordare un pensiero,
    una carezza,
    un pianto greve sul mio corpo infermo,
    un canto lontan di ninna-nanna
    che piano si smorza
    mentre m’addormento.

    Quante volte sognai d’avere un padre,
    le cui premure restassero nel cuore
    da custodir come reliquia sacra
    e poter dire, davanti a un cimitero,
    padre t’amai
    ed il tuo amore qui nella mia mente.

    Nulla conservo
    se non l’ombra nera
    di giorni sepolti per non ricordare,
    che rimuovo insieme al mio rimpianto
    di non poterti, padre, amare tanto.

    Santoro Salvatore Armando
    (Lillianes 16/01/2000 15,51)

    Inserita nell’Antologia Letteraria “Pater” edita dalle Edizioni Morgana di Firenze per conto della Commissione pari opportunità della Regione Toscana.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...