“Il nostro pensiero comprende il visibile e l’invisibile”. René Magritte

“Importante nella mia pittura è ciò che essa mostra“.
Questa semplice affermazione riassume le evidenti diversità che contraddistinguevano la sua opera da quella degli altri esponenti del surrealismo.
L’opera ha vita propria, svelarne l’invisibilità equivale a coglierne il senso. Per Magritte il mondo delle idee vive nelle visioni e il suo stile pittorico, riporta nelle immagini, la naturalità della magia, del pensiero, dell’invisibile, eludendo ogni artificio, dalla teatralità della metafora e della metamorfosi di Dalì, alla prolificazione dei fantasmi desertici di Tanguy. Come il soffio del vento solleva il pulviscolo, la pittura solleva il sapere. Quindi non più gesto pittorico inteso esclusivamente come abilità tecnica, ma trasmissione del pensiero attraverso un piano estetico. Il pittore, oltre a saper pensare deve far pensare. Ne risulta un’immagine strettamente collegata al pensiero, un’immagine che è pensiero. La sensibilità all’interno della materia, le cose fisiche divengono, quindi, il tramite dell’invisibile e di conseguenza il pensiero divine visibile grazie al pittore.
Nel pensiero visibile gli oggetti sono denudati dal nostro significato intrasoggettivo e si scopre la magia, intesa come volere, potere, entrare in tutte le forme, in tutte le identità senza dimorare in nessuna, dal termine “mogen”. L’universo si schiude sotto i nostri occhi è l’impossibile, l’inspiegabile, l’assurdo, l’ipotetica visione onirica appare con la più disarmante naturalità nel mistero del surreale. Davanti a opere come La grande famiglia, allora è logico chiedersi: sono le nuvole a farsi colomba o viceversa? Ma per un’altra grande opera La firma in bianco è lo stesso Magritte a risponderci: “Le cose visibili possono essere invisibili. Se qualcuno va a cavallo nel bosco, prima lo si vede, poi no, ma si sa che c’è, nella Firma in bianco, la cavallerizza nasconde gli alberi e gli alberi la nascondono a loro volta: Tuttavia il nostro pensiero comprende tutte e due, il visibile e l’invisibile. E io utilizzo la pittura per rendere il pensiero visibile.”
Il pensiero visibile in immagini attraverso le quali l’artista intravede il possibile, il tangibile, il non senso. Composizioni che rimandano oltre l’apparenza delle cose e racchiudono, nella loro solenne integrità surreale, le poetiche sfumature del mistero e del canto del cigno come ultimo avamposto della mente. Ma anche la magia, l’appartenenza alla non forma, evocatrice di atemporalità e di spazialità sovrapposte. Incredibili visioni, traslate da ragionamenti filosofici, che semplificano il senso e trascinano la realtà esterna dentro il pensiero visibile.
Lo spostamento del senso avanza e l’opera Golconde diviene esistenza surreale sospesa nell’infinito. In un ipotetico non luogo della mente, avanzano solidi palazzi dall’architettura belga, la realtà è più vicina di quanto si pensi ma si frantuma all’orizzonte quando, la trasmigrazione del reale tocca le vette del pensiero visibile e il mistero sfugge a ogni regola e a ogni certezza cognitiva. Fedele alla sua natura enigmatica induce a riflessioni sulla profondità interiore celata dietro le inquietudini dell’ignoto, i turbamenti del ricordo e le sensazioni del sogno. Il pensiero tesse la sua tela su una superficie dove il vero e il reale hanno lo stesso spessore delle cose della realtà.
Su questo bordline l’artista intreccia i tasselli di vari stimoli creativi scolpendo nella più fluida e nitida poetica dell’inconscio figure svuotato di anima e di spirito fermate in un tempo indefinito.
Appaiano così gli omini in soprabito e bombetta rivolti tutti verso lo spettatore. Giochi d’ombre improbabili, di uomini che avanzano come la pioggia nella sua nella perenne stabilità di movimento, tutto nella sospensione assoluta di uno spazio metafisico per una visione surreale al limite dell’astrazione.
Fonte: http://www.akkuaria.com

9 Risposte

  1. Che meraviglia, caro Prof, sia i quadri che la spiegazione.
    A me quetso pittore ha sempre affascinato, i suoi quadri mi ha sempre “rapito e catturato”. In essi ho sempre visto che “non vedevo”…è come andare ine stasi, essere catapultato in “oltre” che attraverso le immagini, pur rimanedno fedeli ad esse, ti porta a “vedrer” qualcosa di “altro” rispetto a quello che si vede così dl primo impatto!
    Trovo che le opere di questo grande Maestro entrino nell’anima, nel cuore ma soprattutto giungano in quella nostra parte inconscia riunscendo di volta in volta a portare in superificie qualcosa di molto importante e nuovo. Insomma vedo le opere di Magritte come “quel ponte” che riesce a collegare il conscio con l’incoscio.
    Grazie prof. è bellissimo questo percorso attraverso le più straordinarie opere d’arte che ci stai facendo fare!

  2. Volevo inserire “Il castello die Pirenei”, quadro che amo…
    ma non ci rieco!! uufffaaa!!!

    Cmq complimenti prof, e complimenti anche ai tuoi assistenti per questa grafica nuova e colorata!!!
    Mi piace moltissimo…poi amo il blu in tutte le sue sfumature!!!
    Un abbraccione carissimo.

  3. Grazie a te cara Beatrice e mi fa piacere che hai apprezzato la genialità, assoluta, di Magritte

  4. Il pensiero è Immagine che “comprende” gli opposti; la parola li “differenzia”.

  5. Grazieeeeeeeeeeeee carissima Anna!!
    Abbraccioooo

  6. Cara Bea, sono d’ accordo con quello che hai scritto, come il vento solleva la polvere, così la pittura esprime il pensiero realizzato.

    L’ arte di Magritte porta il sapere dall’ incoscio al conscio, ossia dal buio alla luce. La pittura è l’ espressione e la conoscenza, nel bene e nel male, dell’ artista che sa trasmettere attraverso i penelli gli stati d’ animo.

    Insomma, voglio dire che, con Renè, l’ invisibile diventa visibile, questo è il nucleo supremo e importante della sua opera

    Bea, il tuo cuore è il dipinto
    più bello,
    più perfetto e
    più terso del creato.

    Questo organo così amato
    dagli uomini, chiamato,
    il tempio dell’ amore,
    del perdono e della poesia

    non vive nel tuo corpo, ma
    nel cielo, collegato da un
    filo di luce alla sapienza
    delle stelle.

  7. pittura e commenti che non solo impegnano a ragionare ma anche a immaginare l’irreale che si aggiunge al manifesto pittorico da parte dell’osservatore

  8. Caro Innominato,
    grazie!! Mi sbalordisci sempre!!!!
    ìCredo si dovrebbe imparare a vivere anche nel quotidiano mettendo in pratica “la filosofia” di Magritte! Forse potremmo finalmente “vedere e snetire” con il cuore e con gli occhi dell’anima
    Un bacione

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