Contemplazione

“Tutto deriva dalla contemplazione ed è contemplazione”.

Plotino

(Hieronymus Bosch, San Giovanni Battista in meditazione, 1489 – 1499)

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19 Risposte

  1. IL TUTTO deriva dalla contemplazione, ossia, nella contemplazione diveniamo partecipi della realtà e del Tutto coscinetemente, sperimentando la natura originaria delle cose, vedendo e vivendo le cose (e le situazioni) così come sono.
    ….ma più che parlarne, occorre praticare…

  2. Del mio prof non mi dimentico mai!! Un abbraccio grande grande . Nella

  3. Per carità, mai mi permetterei di ” rettificare ” , uno dei più grandi Maestri che il mondo abbia conosciuto, però una cosa la voglio dire.:

    tutto partorisce dal pensiero, il pensiero genera l’ opera, genera l’ oggeto… .

    Creato, il quadro, esempio, scocca la meditazione,.. , uno legge un libro…, una poesia…, un romanzo.. medita ciò che lo ha colpito

    Finisco: l’ arte di meditare, che poi e sempre pensiero, rafforza il contenuto metafisico dell’ oggetto.

  4. Un grande abbraccio a te, cara Nella

  5. Caro Innominato, in riferimento all’ultimo post, ho ripubblicato quel che mi avevo chiesto con grande piacere. Grazie per tutto il resto. Baci

  6. Nasiamo convinti senza domande di far parte di quell’immenso eterno senza fine, per risvegliaci negli anni alla mancanza di memoria! nasciamo Gioendo di questa parte di creato chiamata terra, di cui ci siamo innamorati, poi né scopriremo la nuova condizione iniziandoci alla consapevolezza alla riscoperta, alla Contemplazione.. etc.ecc!!!

  7. In un certo senso, secondo me da bambini si è ancora immersi in quell’uno Armonioso, ecco perché sembra non aver coscienza, ma in realtà il bambino gioisce al tutto, certo è già inserito nel mondo della memoria sperduta, ma in quegli anni è ancor più forte l’unione al tutto Armonico, che si perderà pian.piano!!! Ricomincia la salita…la discesa, l’ascesa!!!

  8. il quadro è creato forse da una meditazione…continua, che vive nell’artista… Visone!!! 😉 !!!

  9. Tutto ciò che san Giovanni ha intorno sembra creato dal suo pensiero.una contemplazione interna a se stesso…. più belle le immagini dei i pensieri che osserviamo dentro, più bella la realtà in divenire!!! 🙂
    è un’estasi questo quadro…..

    ciao Che …. ciao Inno 🙂 …. l’avete scritto prima voi… 🙂

    🙂 …..sulla litoranea della mia città 🙂 dopo la Contemplazione, viene la Pace e dopo il Paradiso !!!!!!

  10. Lo sapevi, Majò 🙂 ?

  11. la tua razionalità è poetica e perfetta…. perfetta! 🙂
    Inneggia più soventi ….
    Inni di armonie …
    grande poeta, caro Luiggggg

    ”medita ciò che lo ha colpito…….. ” istante per istante, passo dopo passo… che serenità partorisce la realtà 🙂
    questa volta meriti un bacio 🙂

  12. Grazie, caro Prof …adoro Hyeronimus ….la sua paziente ricerca dei colori ..l’esaltazione priva di giudizi dei meriti umani ….lui dipingeva la Storia. al di là di dogmi.

  13. …non importa chi abbia scritto per primo o per ultimo, ciò che conta è che il pensiero diventi realtà attraverso la pratica costante e incondizionata, volta al bene e non al profitto personale…

    Spesso le parole non sanno esprimere appieno ciò che proviamo, ma la tua attenzione e sensibilità sono evidenti e sincere e la tua capacità di contemplare sembra essere innata.
    Le cose non avvengono per caso e se sulla litoranea della tua città sono inanellati questi tre nomi, un motivo ci sarà…

    Un Bacio Tea e un abbraccio a tutti.

  14. E’ qui che volevo inserirlo…
    La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi. (Carl Gustav Jung

  15. Cara Tea, sono d’accordo e sempre sorprende la modernità delle sue opere, Baci baci.

  16. Cosa dovrei sapere, Cara Tea, scusa forse mi sono perso qualche passaggio 😉 😀

  17. Ho riletto il suo “C come Cuore” che mi ha ancora una volta aiutato nei momenti di malinconia. Con affetto La saluto e ringrazio. “Preferiamo essere sempre solo “Io”, o altrimenti non essere nulla. Ma siamo confrontati con l’amico o nemico interiore; e dipende da noi se è amico o nemico. Non c’è bisogno di essere malati di mente per sentire la sua voce. Al contrario l’amico interiore è il più semplice e naturale che si possa immaginare. Ad esempio, gli si può porre una domanda: egli risponde. Il ragionamento procede come in una conversazione abituale. Lo si può chiamare “associazione libera” o “monologo” o “meditazione” nel senso dei vecchi alchimisti, che definivano il partner del colloquio come “aliquem alium internum”, “un altro interiore”. C. G. Jung, Anima e morte – Sul rinascere

  18. Cara Anna, ti ringrazio per questo tuo bel commento sul contenuto del libro. Mi fa piacere sapere che ti è stato utile. Baci baci

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