Addio

(Cromolitografia, Amicizia, amore e verità, pubblicata da Currier & Ives, 1874)

Il mondo si addormenta… Son qui in piedi e aspetto il mio amico…

Lo aspetto per dargli l’ultimo addio. O Amico, ardo dal desiderio

Di godere accanto a te la bellezza di questa sera. Dove sei?

Mi lasci così a lungo sola! Vago avanti e indietro con il mio liuto

Sui morbidi sentieri erbosi. O bellezza! O d’amore-e-vita eterni

Inebriato mondo!

Gustav Mahler

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17 Risposte

  1. contemplo la vita che è un gande dono nel quale mi trovo incastonato sensza mio volere,ma per l’inesauribile energia di forze che non conosco se non nei meccanismi.Contemplo la vita come si presenta ed essa mi domina perchè è l’unico riferimento che io abbia per sentire la mia presenza corporea che spesso abbaglia il riferimento universale che ogni tanto o spesso ci dà una stoccatina. Trascorre il tempo e sento dei cambiamenti profondi nel mio essere corporeo ma anche in quello che Galimberti chiama il corpo innaturale.Le variazioni si accentuano,il rapporto di forze cambia e muta anche il privilegio che concededevoconcedevo al corpo ingombrante Comincio ad attendere con la musica dei ,miei sogni l’energia che mi porterà la nuova vita..

  2. contemplo la vita che è un gande dono nel quale mi trovo incastonato sensza mio volere,ma per l’inesauribile energia di forze che non conosco se non nei meccanismi.Contemplo la vita come si presenta ed essa mi domina perchè è l’unico riferimento che io abbia per sentire la mia presenza corporea che spesso abbaglia il riferimento universale che ogni tanto o spesso ci dà una stoccatina. Trascorre il tempo e sento dei cambiamenti profondi nel mio essere corporeo ma anche in quello che Galimberti chiama il corpo innaturale.Le variazioni si accentuano,il rapporto di forze cambia e muta anche il privilegio che concededevoconcedevo al corpo ingombrante Comincio ad attendere con la musica dei ,miei sogni l’energia che mi porterà la nuova vita..

  3. Dal “Demian” di H. Hesse (Ultima parte)

    […] Non ero più un condannato alla tortura, ridiventavo il solito scolaro. La mia natura volle ritrovare al più presto l’equilibrio e la tranquillità e si sforzò anzitutto di allontanare da sè, di dimenticare gki orrori e le minacce. Con stupefacente rapidità, la lunga storia della mia colpa e delle mie angosce mi uscì di mente, senza lasciare, a quanto sembra, cicatrici o impronte.
    Oggi capisco anche il mio desiderio di dimenticare altrettanto presto il mio salvatore. dalla valle di lagrime della mia condanna, dalla terribile schiavitù di Kromer, ritornai con tutte le energie del mio spirito ferito dove prima ero stato beato e contento, in quel paradiso perduto che mi aveva riaperto nel chiaro mondo di babbo e mamma e delle sorelle, nel profumo della purezza, nella grazia di Abele. […] Con grande entusiasmo festeggiai allora il ritorno del figliol prodigo. […]
    Tutto era bello come nelle novelle, tutto si risolveva in una meravigliosa armonia. Nella quale mi rifugiai con vera passione. Non riuscivo a saziarmi dell’idea di riavere la pace e la fiducia dei genitori, diventai un figlio modello, ripresi a giocare più che mai con le mie sorelle, e nelle devozioni cantavo i cari vecchi inni col sentimento del convertito. Lo facevo col cuore, senza ombra di menzogna.
    Eppure non era tutto in regola. Questo è il punto che spiega veramente come abbia potuto dimenticare Demian. A lui avrei dovuto confessare! La confessione sarebbe stata meno decorativa e commovente, ma per me più feconda. Ora mi aggrappavo con tutte le radici alò mio vecchio paradiso, ero tornato a casa, accoltovi benignamente. Ma Demian non apparteneva a quel mondo, non vi era adatto.
    Anche lui, in modo diverso da Kromer, era pur sempre un seduttore, anche lui mi collegava con il secondo mondo, quello cattivo e malvagio, del quale ora non volevo più sapere. Adesso non potevo e non volevo abbandonare Abele e contribuire all’esaltazione di Caino, dato che io stesso ero ridiventato Abele.
    Ciò avveniva esteriormente. Il fatto interiore invece era questo: ero salvo dallle mani di Kromer e del demonio, ma non per opera mia e con le mie forze. Avevo tentato di camminare per le vie del mondo, ma le avevo trovate troppo sdrucciolevoli. E ora che una una mano amica mi aveva salvato, ritornai senza più guardarmi intorno nel grembo materno e nella sicurezza di una puerizia pia e protetta. Mi feci più giovane, più dipendente, più infantile di quanto non fossi.
    Alla dipendenza di Kromer dovetti sostituire un’altra perchè non ero in grado di camminare da solo. Col mio cuore cieco scelsi pertanto la dipendenza da babbo e mamma, dal vecchio e amato mondo luminoso che , come sapevo, non era però il solo. Se non avessi fatto così, avrei dovuto stare con Demian e affidarmi a lui. Il non farlo mi parve allora giustificata diffidenza verso i suoi strani concetti; in realtà non era che paura.
    Infatti demian avrebbe preteso da me più di quanto non pretendevano i miei genitori, molto di più, e con spinte e moniti, con lo scherno e l’ironia, avrebbe cercato di rendermi più indipendente…
    Ahimè, oggi lo so: non c’è al mondo nulla di più ostico all’uomo come percorrere la strada che lo conduce a se stesso. […]

  4. Questo quadro è stupendo!!! a guardarlo da un senso di pace immenso!Quindi io non lo assocerei alla frase di Mahler.
    Secondo me questo dipinto è un inno alla gioia e a tutti i valori che procurano questa felicità, espressa armoniosamente fra gli elementi dell’ opera.
    Vedo tutto ciò per cui vale la pena vivere e vivere una vita felice: l’ amore, l amicizia e la verità, questo è tutto ciò che mi basta per essere felice(lo so non è poco), questo è tutto ciò in cui credo e sono queste cose che mi permettono di vivere oggi, più dell’ aria che respiro, perchè il mio corpo è vero ha bisogno dell aria, ma il mio spirito si nutre di questi sentimenti…
    Credo che la vita sia unica, sacra e irripetibile perchè esistono queste cose, ci aggiungo anche la pace, che per me è essenziale e comunque la si vede nell ‘immagine, rappresentata dalla stretta di mano.
    Prof. ha postato un quadro bellissimo! e complimenti all’ autore(anche se non c’è più),
    PERCHE TUTTE LE PAROLE DI QUESTO UNIVERSO NON AVREBBERO POTUTO ESPRIMERE COSì BENE TUTTI QUESTI SENTIMENTI ASSIEME, INVECE QUESTO DIPINTO CI RIESCE IN PIENO…
    Complimenti!!!!!!
    P.s: se potessi dare un titolo all opera scriverei :
    la mia vita!

    lo ripeto, ma questa immagine mi piace tantissimo!!!!!

  5. Cara Valeria, grazie per questo significativo contributo. Baci baci

  6. Cara Melusina, grazie per il tuo contagioso entusiasmo. Baci baci

  7. Coomovente, grazie Anna. Baci baci

  8. Condividendo…..la verità…..due grandissimi…. della Rai…..panta rei…….la verità….. non ci sono 5 ***** che tengono!!!

  9. Un quadro meraviglioso: un inno alla vita e all’amore…
    amare sempre e comunque.
    E’ un quadro altamente significativo, signifante e, soprattutto, simbolico: vi sono rappresnetati tutti i più alti valori umani, morali e sentimentali, nonchè quelli interiori…che, secondo me, culminano nella ferma esortazione – che è poi una certezza –
    “AMOR VINCIT OMNIA”.

  10. Quanto ai versi di Gustav Mahler penso che la parola “addio” non sia la più adatta. In realtà io penso che questi versi vogliano invece dire un’altra cosa, un’altra verità ma sconosciuta ai più: l’addio non è mai un “addio”, ma solo un “arrivederci”. Già perchè sia in questa vita, che in tante altre che abbiamo avuto o che forse avremo, forse sarà possibile re-incontraci….e, se quindi ci riconosceremo allora il tempo intercorso sarà solo una pausa nel tempo dei tempi!
    Io non credo agli Addii, nemmono quelli che ineluttabilmente porta la morte, anche la morte è un “arrivederci a”…..la morte è un tempo e luogo di un indederminato futuro….e quindi tutti ci reincontreremo..

  11. “L’uomo compiuto non ha un carattere rigido,
    conformandosi al carattere della gente
    tratta con bontà il buono.
    E tratta con bontà il cattivo,
    e così ottiene bontà.
    Tratta con fiducia chi è in buona fede,
    tratta con fiducia chi è in mala fede,
    così otiene fiducia.
    L’uomo compiuto vive schivo nel mondo,
    indefinito è per il mondo il suo carattere.
    Tutti volgono a lui occhi ed orecchie,
    tutti l’uomo compiuto tratta come fanciulli”.

    LAO TZU

  12. Grazie Bea ……per la bellissima poesia di LaoTzu 😉

  13. solo l’amicizia e l’amore promuovono l’abbondanza della verità e questo diventa pace ….. 😉 Grande Valeria bella ..Grazie

  14. “…In bocca il Tao non ha sapore.
    Guardando, non lo vedi.
    Ascoltando, non lo odi.
    Ma il suo uso è inesauribile.”
    (Lao Tzu)

    Il quadro non mi piace molto, forse perchè l’occhio dentro al triangolo mi ricorda la massoneria…ho perso molti amici e i versi di Mahler li trovo coinvolgenti.

  15. Cara Tea.-…grazie a te per le tue smepre profonde osservazioni…e per la tua allegria,
    un bacione

  16. Grazie, Che, per questi versi…bacii

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