Trittico del Giardino delle Delizie

Carissimi,  come al solito, aspetto le vostre considerazioni sull’opera che vi propongo questa sera, “Il Giardino delle Delizie” dipinto da Hieronymus Bosch tra il 1480 e il 1490.

Un abbraccio.

Gabriele

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6 Risposte

  1. E’ un invito a vivere la vita pienamente. Le immagini rappresentano un mondo fantastico a cui aggrapparsi. Secondo Seneca “ci appartiene il tempo presente” ed io ho una ragione in più per vivere. Un abbraccio. Rosa

  2. Mi piacciono molti pittori fiamminghi…Bosch senz’altro è tra questi. In questo trittico ha messo di tutto… dolcezza, scandalo, irriverenza, gioia di vivere… amore, passione… sofferenza… non manca quasi nulla… ogni personaggio esprime un sentimento, una sensazione, e per essere un’opera di fine Quattrocento è assolutamente moderna, Bosch potrei quasi definirlo un folle visionario … direi un surrealista ante litteram. Un genio.

    Guendalina

  3. Ti auguro una domenica Radiosa… come te, Gabriele caro. Dal profondo del cuore un grande abbraccio!

  4. Eccomi qui, intruso in questo trittico per cogliere l’occasione e segnalarvi e segnalare in questo blog un articolo apparso oggi sui Corriere della Sera dal titolo “Il paradosso dei poeti. Migliori dei narratori ma ormai invisibili”, nel quale appunto si parla della poesia e dei poeti rispettivamente nei termini di una cenerentola e di una biancaneve.
    Riporto una frase dell’articolo che mi ha colpito e affascinato e che ( seppure non sono certo un “addetto ai lavori”..) mi sento di condividere qui dove la poesia è di casa :

    “il poeta non deve assecondare le richieste della società e tanto meno andare in cerca del pubblico o della pubblicità. Meglio rassegnarsi all’isolamento piuttosto che snaturarsi”…

    Buona domenica

  5. Ricordo d’infanzia:questa era l’opera da me preferita tra tutte le raccolte dei grandi pittori di mio padre.

  6. Proviene dall’acqua, come tutti gli esseri animati e li nutre da dentro: il divino approda, irrompendo nel giardino di psiche (prima tavola a sinx). E fa il rumore di un baccello che si schiude, un pistillo che sparge disordinatamente i semi intorno, di un “nodo” che entra in contatto con la coscienza (seconda tavola), di un rifiuto della realtà, del dio dentro (terza tavola a dex)…

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