Paolo Uccello: riflessioni

Carissimi, in un post Map ha fatto dei riferimenti sui quadri del pittore  Paolo Uccello (1397-1495), uno dei protagonisti  della scena artistica fiorentina della metà del XV secolo.  Vi proponiamo due sue opere: Caccia notturna (1470) e, sotto, Battaglia di San Romano (1438-1440), pannello di Londra. Questa Caccia è una situazione estatica, tutto è fermo in uno stato di squisita armonia e leggiadria. Non c’è notte né giorno, ma una composizione gioiosa e rutilante. Nella Battaglia, i guerrieri fanno di tutto tranne che combattere. Paolo Uccello sembra fermare il tempo come a dire che gli uomini sono costretti ad uccidersi, ma l’artista li eternizza abolendo il tempo. Nessuno di loro si farà mai del male. Gabriele. 

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12 Risposte

  1. Suggestive le scene di caccia del pittore P. Uccello. Ho seguito la trasmissione su “cinque stelle” e ne sono entusiasta. Sono Rosa e caro prof. le ho inviato il mio cellulare all’indirizzo suggeritomi. Scrivo una poesia dedicata ad un’amica che da tre anni è morta per un cancro.
    “Lei”
    Lei ti ha rubato i capelli,
    ma ti rivedo impavida.
    Lei ti ha catturato….
    E prego tanto per te
    perchè lassù
    tu mi possa guidare.

  2. Forse Map, nel post “Il cavaliere, la morte e il diavolo” , si riferiva al quadro di Paolo Uccello nel quale San Giorgio uccide il Drago. Ricordo che Zanna ha questo quadro appeso nella sua casa e lo commentò per noi un anno fa nel post “New Age ed Esoterismo”.
    Non e’ scelta facile farsi ingoiare dal drago, ma è necessario il sacrificio dell’Io, l’abbandono di se stessi, per “meritare” il DONO della Saggezza.

  3. GRAZIE, proffi!
    le passo il monumento equestre a “Giovanni Acuto”.
    http://sauvage27.blogspot.com/2008/10/il-monumento-equestre-di-giovanni-acuto.html

  4. M-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-o! Grazie, Map. Baci baci

  5. Proffi se continua così mi innamoro di lei.
    Sono in fase estrema di Ipoglicemia Affettiva…
    BACIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. Cara map, l’amore è sempre ben accetto 🙂

  7. Cara Rosa, ho ricevuto tutto. Appena possibile ti contatterò, ma tu, mi raccomando, segui il nostro blog. Per me è un modo per esservi vicino. Baci

  8. IL CACCIATORE DI DRAGHI di Tolkien:
    [….] Così all’improvviso gli venne in capo di brandire Mordicoda e di darsi alla caccia del drago.Ma era stato abituato tutta la sua vita a tirare sul prezzo, e fece ancora uno sforzo per rimandare l’evento.- Che! – disse. – Io andare a caccia di draghi? Coi miei vecchi stivali e il panciotto? Per la lotta coi draghi ci vuole qualche sorta d’armatura, a quanto ho sentito dire.In questa casa non c’è l’ombra d’un’armatura, questo è un fatto, – disse.
    Ciò era un po’ imbarazzante, ammisero tutti i presenti; ma mandarono a chiamare il fabbroferraio.Il fabbroferraio scosse il capo.Costui era un uomo lento e tristo, volgarmente noto come Allegro Sam, 🙂 sebbene il suo vero nome fosse Fabricius Cunctator .Non fischiava mai sul lavoro, a meno che qualche calamità (come il gelo a maggio)si fosse regolarmente verificata secondo le sue previsioni. 😀 Dato che prediceva disastri d’ogni sorta quotidianamente, pochi ne accadevano che non avesse predetto, e così era in grado di attribuirsene il merito. 😉 Era la sua soddisfazione più grande; quindi era ovviamente riluttante a far qualsiasi cosa che potesse evitare le sciagure.- Non posso fare un’armatura con niente, – disse.E non è il mio genere.Fareste meglio a chiedere al falegname che vi faccia lui uno scudo di legno.Non è a dire che vi sarà di grande aiuto contro quella furia di drago.Quelli rimasero lì con tanto di faccia lunga; ma il mugnaio non lo si poteva distogliere tanto facilmente dal suo piano di mandare Giles dal drago, se ci andava;O far scoppiare il pallone gonfiato dalla sua fama locale, se da ultimo si fosse rifiutato. – Che ne direste di una cotta di maglia – disse. – Questa sì che servirebbe; e non occorre che sia molto fine.Dovrà servire al suo scopo e non per pavoneggiarsi a Corte.Che ne dite del vostro vecchio giustacuore di cuoio, amico Aegidius? E c’è una pila enorme di anelli e cerchietti e tondini in fucina.Neppure mastro Fabricius sa quanta roba c’è là dentro.Non vi rendete conto di quel che state dicendo, disse il fabbro, facendosi allegro. – Se parlate di una vera cotta di maglia, allora è impossibile.
    Per far ciò occorre l’abilità dei nani, con ogni anellino infilato in altri quattro e tutto il resto.Anche se ne avessi il mestiere, dovrei lavorarci intiere settimane.E prima di allora saremmo tutti sotto terra, 😦 – disse quello, – se non addirittura in pancia al drago.Si torsero tutti le mani dallo sgomento, e il fabbro si mise a sorridere.Ma erano troppo allarmati per rinunciare al piano del mugnaio, e si rivolsero alui per consiglio.- Beh, – disse quello, – ho sentito dire che ai vecchi tempi chi non poteva acquistarsi usberghi nuovi provenienti dalle Contrade del Sud, si accontentava di cucire degli anelli di ferro su una giubba di cuoio.Vediamo cosa si può fare in questo senso! Così Giles dovette tirar fuori il suo vecchio giustacuore, e il fabbro fu fatto tornare di corsa alla sua fucina.
    Là frugarono in tutti gli angoli e rivoltarono la montagnola di vecchio metallo, come non era stato fatto da anni.In fondo trovarono, tutta coperta di ruggi .Giubba in maglia di ferro che si portava come armatura difensiva.Veste da uomo che arrivava fin quasi al ginocchio un’intera pila di piccoli anelli, caduti da qualche cotta dimenticata, del genere di cui aveva parlato il mugnaio.Sam, tanto più svogliato e tristo quanto più l’impresa pareva prometter bene, fu messo al lavoro su due piedi: raccogliere, scegliere e pulire gli anelli; e quandosi vide (come fu lieto di segnalare) che per uno così ampio di schiena e di petto quale mastro Aegidius ce ne volevano ben di più, lo costrinsero a rompere vecchie catene e a ingegnarsi a ridurre gli anelli in cerchietti più sottili che poteva.Presero gli anelli di ferro più piccoli e li cucirono sul davanti del giustacuore,e quelli più larghi e più sformati sul dietro; e poi, a mano a mano che ne giungevano di nuovi, – a tanto erano riusciti a costringere il povero Sam, – presero un paio di brache dell’agricoltore e anche su queste apposero degli anelli.E sopra una mensola, in una nicchia buia della fucina, il mugnaio trovò la struttura in ferro di un vecchio elmo, e mise il ciabattino all’opera, che facesse del suo meglio per ricoprirlo di pelle.Sgobbarono per il resto della giornata, e tutto il giorno seguente, ch’era la Dodicesima Notte, cioè la vigilia dell’Epifania, ma le festività vennero trascurate.
    La dodicesima notte dopo il Natale.Giles l’Agricoltore celebrò l’occasione con più birra del solito, ma il drago per fortuna dormiva.Per il momento non pensava né alla fame né alle spade.Il mattino dell’Epifania vennero su per la collina di buon’ora, portando con sé quello strano risultato del loro lavoro.Giles li stava aspettando.Adesso non gli restavano più scuse da tirar fuori; così s’infilò il giustacuore e le brache.Il mugnaio se la ridacchiava.Poi Giles calzò i suoi stivali e un vecchio paio di sproni ; e così l’elmo ricoperto di cuoio.Ma all’ultimo momento si ficcò un vecchio cappello di feltro sull’elmo, 🙂 e si coprì la cotta col suo mantellaccio grigio.- E come sarebbe, questa? – gli chiesero.- Beh, – disse Giles, – se voi credete che a caccia di draghi ci si va tintinnando e sbatacchiando come le campane di Canterbury, 🙂 io la penso in altro modo. [….] L’agricoltore chiamò Garm.Era un uomo giusto, nel raggio dei suoi lumi. – Cane, – disse, – tu vieni con me.Il cane ululò. – Aiuto! aiuto! – gridò.- Adesso smettila! – disse Giles. – O te la farò vedere peggio di qualsiasi drago.Ormai conosci l’odore di questa mala bestia, e magari per una volta ti potrai rendere utile.Poi Giles l’Agricoltore chiamò la sua giumenta grigia.Questa gli diede un’occhiata strana e gli annusò gli sproni.Ma lo lasciò montare; poi si misero in viaggio, senza che nessuno di loro si sentisse davvero felice.Attraversarono al trotto il villaggio, e tutta la gente applaudì e acclamò, la più parte dalle finestre. 😀 L’agricoltore e la sua cavalla fecero buon viso come meglio poterono; ma Garm non aveva il minimo ritegno e se la svignava a coda bassa.Varcarono il ponte sul fiume alla fine del villaggio.Quando non furono più in vista rallentarono il passo.[….]

  9. Ti seguirò sul blog. Abbattiamo le barriere…..sono in confidenza. Vedevo anche le tue trasmissioni in Rai e ho sempre ammirato il tuo modo di essere. Ho l’anima nello scrivere e quindi lascio a te i commenti. A presto.

  10. A presto, cara Rosa. Baci baci

  11. levatemi tutto ma non il mio KARMA

  12. Ciao…. ,

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