Saper dire no

Spesso non sappiamo dire di no poiché temiamo di perdere l’affetto dell’altro; ciò è comprensibile, ma non dobbiamo dimenticare che è sempre nostro dovere continuare a credere in noi stessi anche quando gli altri non ci approvano o ci rifiutano e che un no, detto al momento opportuno, può aiutarci ad uscire dalla trappola di chi crede di potersi accettare solo in una condizione di sudditanza e di compiacenza. Le trappole cognitive che abitualmente ci impediscono di dire di no sono i seguenti pensieri: “L’altro potrebbe sentirsi ferito o rifiutato”; “L’altro potrebbe abbandonarmi”; “L’altro potrebbe rifiutare la mia collaborazione”; “L’altro mi ha detto di sì, quindi debbo dire di sì anch’io”; “Mi sento molto colpevole se l’altro ci rimane male”.

Recuperiamo, quindi, tutta la stima di noi stessi e, quando è opportuno, rispondiamo con un no fermo e deciso: “No, ho deciso…, non voglio”. I nostri diritti valgono quanto quelli degli altri. Spetta a noi che nessuno, chiunque egli sia, si senta legittimato a calpestarli.

Franco Nanetti

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6 Risposte

  1. Sagge parole!

  2. Condivido in pieno….
    Se l’altro si fida di noi, se ci ama per quello che siamo e non per quello che vuole che siamo, se l’altro rispetta ci rispetta e rispetta i nostri sogni e le nsotre scelte…allora saprà anche non accettare (perchè l’acecttazione presuppone un sacrificio da parte sua) ,a comprendere e con-dividere con noi quel 2no” o quella particolare scelta risposta, viaggio, cammino ecc
    “Diviene ciò che sei..”…esortava Nietzsche. Ferma e fedele a questa esortazione, penso che questa sia la meta di ognuno di noi e che l’altro – amante marito moglie amico familiare (parlo dei rapporti primari) – debba accoglierci per quello che siamo o che col tempo trasformandoci diventiamo, quindi che con comprensione e amore sappia anche comprendere i nostri “no” o cmq le scelte nei nostri passi della vita.

  3. refuso:
    ,a sta per “MA”

  4. uffffffffffffffaaaa ma quenti errori ho fatto!!

    la citazione esatta è
    “Divieni ciò che sei..”…

  5. …volevo solo aggiungere che spesso le persone che ci circondano, in buona o cattiva fede poco importa, sono brava a suscitare in noi sensi di inadeguatezza, sensi di colpa e notevoli cali di autostima.
    Mi si potrebbe obiettare “sta a noi non farci scalfire da queste persone e dai loro commenti? sta a noi essere forti…”.
    E’ vero, ma quando con i loro commenti feriscono il cuore e ledono la vita stessa non so quanto sia possibile, anche avendo una forte stima di se stessi, non cedere e crollare a terra, senza avere più la forza per rialzarsi opure trovare un motivo per tornare a vivere. A volte le persone, le parole o i gesti possono ferire più di una pallottola o di una spada…magari che queste ferite non hanno nè cura, nè anestico, nè possibilità di guarigione alcuna…ad esse segue solo inesorabile la morte.

  6. Beatrice cara ….per alcuni non esiste differenza tra sè e gli altri. sono stati educati, a questo, per servire essi stessi chi li ricopre di denaro, per es…..alcuni non riconoscono che se stessi…..perchè con-vinti della propria inutilità neanche possono rendersi che il calore dell’amore non ha confini di forma (no conformazione, ma forma nel senso didemocratco esistere, non riescono ad escludere egemonie di pensiero)…. non ne siamo offesi noi, il nostro dolore è di riuscire a vedere la loro debolezza

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