Il silenzio

Dietro suggerimento di  Valentina De Vincenti, pubblichiamo anche un altra opera di Johann Heinrich Füssli, “Il silenzio”, realizzata dall’artista tra il 1799 e il 1800. La nostra amica ha usato l’immagine per la copertina di un suo percorso di ricerca intitolato “Angoscia e solitudine”. Cosa ne pensate? Un abbraccio. Gabriele

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14 Risposte

  1. ….il mio stato d’animo…cupo, nero, senza speranze e senza più sogni nel cassetto.

  2. Caro professore, grazie a lei e a Valentina per aver segnalato questo dipinto che non conoscevo. Mi ricorda molto “Pubertà” di Munch, e questo mi fa pensare a come Psiche si manifesti, a distanza di tempo e di spazio, attraverso artisti come Fùssli e Munch che certamente sapevano guardare nella propria interiorità. Tanti saluti, Francesco

  3. Nel crepuscolo

    Oh cuore logoro in un’età logorata,
    Sciogliti dalle reti della ragione e del torto;
    Ridi mio cuore ancora nel crepuscolo
    Grigio, sospira ancora, mio cuore,

    Nella rugiada del mattino. Tua madre
    Eire è sempre giovane, rugiada che risplende
    E crepuscolo grigio; sebbene la speranza
    Da te si fugga e l’amore decada, bruciando

    Nei fuochi di una lingua maldicente.
    Vieni, mio cuore, dove i colli s’ammucchiano sui colli:
    Perché la fratellanza mistica del sole e della luna,
    Della valle e del bosco, del fiume e del ruscello

    Laggiù regna sovrana; e Dio suona il suo corno solitario,
    E il tempo e il mondo sono sempre in fuga; e l’amore
    È meno dolce del crepuscolo grigio, e la speranza
    È meno cara della rugiada del mattino.

    William B. Yates

  4. Caro Professore è riuscito a “stanarmi” dalla apparente placidità in cui mi cullavo.
    la mia lettura di questo quadro del “folle” Fussli non è altrettanto greve, lo sono i colori, queste terre così pesanti e il nero pece della soglia che le fa da sfondo (una cripta?), i bianchi non candidi della figura..e un pavimento di un antico rosso mattone. eppure: la figura è più disciolta che accasciata, i ritmi delle braccia/schiena/testa/ginocchi convergono si intrecciano al centro, il SUO centro, un fiore di loto in attesa, in ascolto, di Sè.
    Silenzio, Solitudine, Vuoto intorno, Rilassamento e Abbandono, ci sono tutti, è ad un passo dal trovarsi, è il resto del mondo che al momento non le interessa non la tocca, non la spaventa, è così che la vedo, e non trasmetta paura o angoscia, le mani non sono tese o afferrano vesti o membra, ma abbandonate e quasi dischiuse verso l’alto.
    è immota non morta
    Ecco.
    grazie gentile Gabriele!
    una meravigliosa riflessione, in una luminosa estate

    Micaela

  5. Cara Micaela, grazie per la tua interessante riflessione. Baci baci

  6. ho trovato (senza cercare ma così è quando Lei mi pungola, caro Gabriele) una riflessione sul Femminino che .. beh, incollo!

    La Via del Femminino sacro

    Se il maschile può essere rappresentato con una linea diritta, il femminile è sicuramente una linea concava.
    Questa concavità è tutto ciò che il femminile racconta: è il nido, le braccia materne, la luna, il grembo, il bacino dei mari, la volta del cielo, l’incavo del cuore..
    E’ il vaso, il contenitore universale, il calderone della Dea, ed è molto altro ancora.
    In questa concavità si genera e si custodisce la vita, dalla vita di un seme alla vita dell’universo, tutto avviene nell’umido e caldo interno di questa concavità.
    Non vediamo mai cosa avviene laggiù. Lo sappiamo soltanto più tardi, quando ciò che era nascosto appare ai nostri occhi. Ci hanno detto che dentro è buio, e noi sappiamo che i misteri avvengono sempre nel buio, tuttavia, così abbiamo creduto che il femminile sia oscurità. Ma se proviamo a guardare laggiù, nell’oscuro grembo, quello che troviamo non è che il volto stesso della Luce.

    L.Martello

  7. Il silenzio, spesso ci cerca, c’invita al suo dolce ascolto, il silenzio non deve essere solitudine, sofferenza, questo credo io, questo dice a me il Mio Silenzio….

  8. non mi crea turbamenti questo dipinto, ma il silenzio che vedo in questa donna, non è il silenzio dell’abbandono, ma il silenzio della camera oscura,.. certo è uno stadio che tutti attraversiamo, chi attraverso i sogni chi in piena veglia giornaliera! ma il momento di questo silenzio, dal quadro esposto, è altro che rilassatezza… come chi abbandona la vita, e non le resistenze… per inoltrarsi nei meandri iniziali del buio… inizio solo del cammino!

  9. solo dove non ci sono suoni possiamo ascoltare il silenzio…

  10. …Il pugnale abbandonato…: Abbandono della forza, per… essere accolta (?)
    Noto la protagonista, “discinta”, ripiegata su se stessa, in una posizione simile alla posizione fetale.

    Questo quadro mi ispira l’aforisma di Theodor Adorno, che abbiamo condiviso tempo fa nel blog:
    “Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza.”

  11. meravigliosa Valeria la tua intelligenza è meravigliosa!!!! grazie 🙂

  12. Il pugnale non le serve più!!!
    Micaela quoto ogni virgola!
    L’anima raffigurata vibra di una potenza crescente,le spalle stanno salendo sospinte dalla salita di un Fuoco!
    E’ raccolta, è centrata…E’!

    “Osservò la Weil che in realtà nel sentimento avaramente rivendicatorio si cela sempre la rivolta contro Dio: tutti i nostri debiti sono verso Dio, e Dio è l’unico vero debitore nostro. (…) La giustizia: essere come la materia inerte, se fosse cosciente.”

    Elèmir Zolla – Le meraviglie della natura

  13. …grazie mille di vero cuore Professore per questo spazio che mi ha dedicato…è bello condividere con tutti voi delle riflessioni così profonde su questo dipinto…la vostra sensibilità artistica e filosofica va molto aldilà di un mio quasi banale sentimentalismo adolescenziale…(all’epoca avevo 18 anni e quella era la tesina della maturità :))…un abbraccio a tutti voi!!

  14. Cara Valentina, per me è un piacere condividere con voi questo blog. Voi fate felice me. Baci baci

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