Discesa in se stessi

Il timore e la resistenza che ogni uomo naturale prova quando scava troppo a fondo in se stesso, sono in ultima analisi la paura del viaggio dell’Ade. […] In realtà però da quello sfondo  psichico, dunque proprio da quello spazio oscuro, ignoto, emana un’attrazione, una fascinazione… che minaccia di diventare tanto più travolgente quanto più a fondo si penetra. Il pericolo psicologico che si presenta è un dissolversi della personalità nelle sue componenti funzionali…

Carl Gustav Jung

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16 Risposte

  1. immortalità versus onnipotenza …

  2. Prof, spero di copiare e incollare non a sproposito la IV egloga di Virgilio… La melanconia profetica…
    Leggevo Jung a proposito del dissolvimento della personalità della Roma Imperiale sotto l’influsso inconscio dell’atmosfera degli schiavi cristiani: Nietzsche e Jung rileggono la IV Egloga di Virgilio, in cui le componenti funzionali della personalità hanno la “veste” degli dei Saturno, Lucina, Apollo, Jupiter, Pan, le Parche e la Vergine. Il “Fanciullo” è il nuovo Simbolo vivente “nel cuore” , nel Sè di Roma?
    Baci

  3. “Oh Muse sicule, alziamo un poco il tono del canto:
    non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici;
    se cantiamo le selve, le selve siano degne di un console.
    E’ arrivata l’ultima età dell’oracolo cumano:
    il grande ordine dei secoli nasce di nuovo.
    E già ritorna la vergine, ritornano i regni di Saturno,
    già la nuova progenie discende dall’alto del cielo.
    Tu, o casta Lucina, proteggi il fanciullo che sta per nascere,
    con cui finirà la generazione del ferro e in tutto il mondo
    sorgerà quella dell’oro: già regna il tuo Apollo.
    Sotto di te console inizierà la gloria di quest’era,
    o Pollione, e i grandi mesi cominceranno a trascorrere.
    Con te guida, se resteranno vestigia dei nostri delitti,
    esse saranno vanificate e le terre sciolte da perpetua paura.
    Egli riceverà la vita degli dei, egli vedrà gli eroi
    misti agli dei, ed egli stesso apparirà ad essi,
    e reggerà l’orbe pacato dalle virtù patrie.
    Per te, o fanciullo, la terra senza essere coltivata,
    spargerà i primi piccoli doni, le edere erranti
    qua e là con la baccara e la colocasia con il ridente acanto.
    Le capre riporteranno da sole le mammelle piene
    di latte, e gli armenti non temeranno i grandi leoni.
    La stessa culla spargerà per te blandi fiori.
    Anche il serpente scomparirà, anche la fallace erba di veleno
    scomparirà; ovunque nascerà l’assiro amomo.
    E quando già leggerai le lodi degli eroi
    e le imprese del padre, e potrai conoscere cosa sia la virtù,
    a poco a poco la campagna imbiondirà di molle spiga,
    dagli incolti pruni penderà l’uva rosseggiante,
    e le dure querce stilleranno miele rugiadoso.
    Tuttavia resteranno poche vestigia dell’antica frode,
    che faranno affrontare Teti, che faranno cingere di mura
    le città, che faranno incidere di solchi la terra.
    Allora vi sarà un altro Tifi e un’altra Argo
    che trasporti eroi scelti; vi saranno anche altre guerre,
    e di nuovo sarà mandato a Troia il grande Achille.
    Poi, quando la salda età ti avrà fatto uomo,
    il mercante da solo si ritirerà dal mare, né le navi di pino
    scambieranno merci; la terra produrrà tutto.
    Il suolo non patirà rastrelli, né la vigna la falce;
    anche il robusto aratore scioglierà i tori dal giogo;
    e la lana non imparerà più a fingere i vari colori,
    ma l’ariete da sé nei prati muterà il colore del vello
    con la porpora soavemente rosseggiante, con giallo del croco:
    spontaneamente il carminio vestirà gli agnelli pascolanti.
    “Tali secoli affrettate”, dissero ai loro fusi
    le Parche concordi nell’immutabile volontà del Fato.
    Sarà già tempo di raggiungere gli alti onori,
    o cara prole degli Dei, o grande rampollo di Giove!
    Guarda il mondo che scuote la convessa mole,
    e le terre e le distese del mare, e il profondo cielo!
    O mi rimanga l’ultima parte di una lunga vita,
    e mi basti lo spirito per celebrare le tue imprese:
    Né il tracio Orfeo né Lino mi potranno vincere
    nel canto, sebbene l’uno assista la madre, l’altro
    il padre, Orfeo Calliope, il bel Lino Apollo.
    Anche se Pan gareggiasse con me, a giudizio di Arcadia,
    persino Pan si dichiarerebbe vinto, a giudizio di Arcadia.
    Comincia, o piccolo fanciullo, a riconoscere col sorriso la madre:
    alla madre nove mesi arrecarono lunghi travagli.
    Comincia, o piccolo fanciullo: a chi non sorrisero i genitori,
    né un dio concesse la mensa, né una dea un letto.

    VIRGILIO, Bucoliche, Egloga IV (trad. di Luigi Rignanese)

  4. Lo so che sembra, banale, ma quanto di verità vi è in questo dire di Jung, dico dire al presente, essendo lui presente! Il viaggio nelle oscure stanze, in quelle stanze alienanti, per quel che è il mondo delle stanze e delle convinzioni, che ci permettono di dire io sono questo, di guardarsi allo specchio riconoscendoci, come personalità sociale individuale…, sino a quando o noi scendiamo, oppure-mente, vi è l’ascesa del profondo verso quelle troppo spesso convinzioni, che non tengono conto, o non vorreberò tenerne conto, di quanto di più vero vive nel celato…ma non inesistente, nostro diciamo ESSERE!!!…. JUNG, JUNG,… con tutto il rispetto per Freud, per la sua importanza indiscussa, eri , e sei altra Dimensione, molto ma molto più alta! questo secondo il mio umile pensiero, sentimento!!!

  5. La tua anima rifulge come il Soe del mattino, Gabriele caro. Sei grande…
    Un forte abbraccio!!!

  6. Un sorriso a te, caro Luigi

  7. Una Rosa per ROS ! 😉

  8. Comunque l’ho scelto con cura, se BEA mi sembra Schumann tu sei delicato e forte come Chopin, che tu possa essere come la rosa della tua cattedrale gotica..splendere essendo…

  9. Sei veramente cara, Map… Ti abbraccio forte…

  10. ” Il Sè rappresenta – secondo Jung – l’unità e la totalità della personalità nella sua parte conscia e in quella inconscia. La realizzazione del Sè costituisce la meta ideale della terapia junghiana, che segue il difficile cammino del paziente verso la propria autorealizzazione.” Tuttavia egli segnala i pericoli insiti in una profonda immersione nell’inconscio quali scissione e dissociazione della personalità ossia l’opposto di quello che ci si era prefissati: integrazione, superamento dellaconflittualitàinterna. Deduco, quindi, che occorre una guida e se non è quella terapeutica quale? Dante scelse Virgilio e noi? Saluti affettuosi a Lei ed a tutto il Blog.

  11. Grazie cara Map….
    sei sempre tanto dolce ….anche io ti sono molto affezionata!!! ….
    cmq sto in peridodaccio, e defninirlo così è un eufemismo!!

    In realtà io amo da impazzire i valzer…Strauss che poesia!

  12. Cara Valeria, è proprio come dici tu. Baci baci

  13. Prof, la ringrazio di essermi vicino in questa seconda fase della mia vita. Baci

  14. Cara Valeria, sono molto contento di poterti dare un aiuto, pur se modesto. Baci baci

  15. quel fascino lo sto provando con diverse sensazioni che progressivamente mi avvicinano a tutto quello che è custodito nel mio mondo interiore,al quale non sfuggo nè voglio sfuggire,anche se spesso mi carico di tutte le crepe che non si possono sanare se non con la saggezza e con l’accettare la vita che ancora non conosciamo.

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