Conoscere gli altri

Non mi fido della gente convinta della gente convinta di avere molti amici. È segno che non conosce gli altri.

Carlos Ruiz Zafòn

18 Risposte

  1. ben detto….anche perchè non si finisce mia di conoscere l’altro e quando pensi di conoscerlo c’è sempre qualcosa che ti porta a ricrederti lasciandoti perplessa….un saluto e buona serata!

  2. Di Esopo: ” IL LEONE E IL TOPO RICONOSCENTE”

    Un topolino correva sul corpo di un leone addormentato,
    il quale si svegliò e, acchiappatolo, fece per ingoiarlo.
    La bestiola allora lo supplicò di risparmiarlo e che,
    se ne usciva salvo, gli avrebbe dimostrata la sua riconoscenza.
    Allora il leone scoppiò a ridere e lo lasciò andare.
    Dopo un certo tempo, il leone fu catturato da cacciatori
    che lo legarono con una corda ad un albero.
    Il topo, che udì i suoi lamenti, accorse,
    rosicchiò la corda e lo liberò, dicendo:
    – Tu quella volta ridevi di me perché non immaginavi mai
    di poter avere una ricompensa da parte mia.
    Ora hai capito che anche i topi sono capaci di gratitudine. –

    La favola mostra come, con il mutare delle circostanze,
    anche i potenti possono avere bisogno dei deboli.

    (Si ringrazia: http://www.inrete.ch/cult/FAVOLE/Esopo/ESOPO%20INDICE.htm )

  3. Di Esopo: IL LUPO E IL LEONE

    Un lupo aveva rubato una pecora dal gregge
    e la trascinava nel suo covo, quando un leone
    gli si fece incontro e gliela portò via.
    Tenendosi a una certa distanza, il lupo gli gridò:
    – Bell’ingiustizia ! mi porti via quello che è mio! –
    E il leone, ridendo: – Già ! perché tu l’avevi avuta
    secondo giustizia, da un amico … –

    La favola è un’accusa contro i ladri e i prepotenti
    che si incolpano a vicenda quando hanno la peggio.

    —————————————————————————–
    Ogni riferimento è puramente riferito al bacio di là…
    (In questo periodo ringrazio anche Jung! Al prof un bacio.)

  4. …grande, quanto amara verità!

  5. L’amore
    Che hai, che abbiamo,
    che ci accade?
    Ahi il nostro amore è una corda dura
    che ci lega ferendoci
    e se vogliamo
    uscire dalla nostra ferita,
    separarci,
    ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
    a dissanguarci e a bruciarci insieme.

    Che hai? Ti guardo
    e nulla trovo in te se non due occhi
    come tutti gli occhi, una bocca
    perduta tra mille bocche che baciai, più belle,
    un corpo uguale a quelli che scivolarono
    sotto il mio corpo senza lasciar memoria.

    E che vuota andavi per il mondo
    come una giara di color frumento,
    senz’aria, senza suono, senza sostanza!
    Invano cercai in te
    profondità per le mie braccia
    che scavano, senza posa, sotto la terra:
    sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi,
    nulla,
    sotto il tuo duplice petto sollevato,
    appena
    una corrente d’ordine cristallino
    che non sa perché corre cantando.
    Perché, perché, perché,
    amore mio, perché?

    Pablo Neruda

  6. Qui ti amo…

    Qui ti amo.
    Negli oscuri pini si districa il vento.
    Brilla la luna sulle acque erranti.
    Trascorrono giorni uguali che s’inseguono.

    La nebbia si scioglie in figure danzanti.
    Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto.
    A volte una vela. Alte, alte, stelle.

    O la croce nera di una nave.
    Solo.
    A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
    Suona, risuona il mare lontano.
    Questo è un porto.
    Qui ti amo.

    Qui ti amo e invano l’orizzonte ti nasconde.
    Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
    A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
    che corrono per il mare verso dove non giungono.
    Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
    I moli sono più tristi quando attracca la sera.

    La mia vita s’affatica invano affamata.
    Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
    La mia noia combatte coni lenti crepuscoli.
    Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.
    La luna fa girare la sua pellicola di sogno.

    Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
    E poiché io ti amo, i pini nel vento
    vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.

    Pablo Neruda

  7. Conosci te stesso… Tutti abbiamo le nostre contraddizioni,le nostre incoerenze,le nostre ambivalenze,il nostro lato Ombra. L’amicizia poi è una cosa seria: in tempi molto superficiali chiamiamo “amici” quelli che sono solo conoscenti..

  8. e anche il termine “conoscenti” è improprio visto che li conosciamo molto poco. Basti pensare ad “aggiungi agli amici ” (e per distinguerli dalla massa) a “sorelle” e “fratelli” di
    Facebook http://www.youtube.com/watch?v=a14xy4tejm4&feature=related

  9. Buon Giorno Carissimo Prof. Gabriele,
    Spesso il nostro giudizio critico è rivolto agli altri, non campendo che siamo completamente all’oscuro di noi stessi, alieni di noi stessi, e di tutto quello che si nasconde nel profondo del nostro essere…. Spesso tutto ciò che non accettiamo negli altri è un riflesso, uno specchio, un rispecchiamento di noi stessi… Non abbiamo una minima idea che cosa voglia dire essere connessi con il tutto nella rete di Indra….. O cosa voglia dire che glia altri siamo stati e siamo NOI così come in ogni riportata strana storia…. Ogni micro passo o battito di cuore è un livello di iniziazione che dobbiamo tutti attraversare durante i nostri innumerevoli viaggi su questo infinitesimo necessario mondo che da qui chiamiamo terra.
    Anche voi sarete con me, fino alla fine del tempi, disse un giorno Gesù ai suoi discepoli… ma questo come tantissimi altri messaggi, da questa nostra Apparente Cristianità, non è stato mai spiegato apertamente, perché è troppo scomodo, è la verità fa anche male, soprattutto per chi vive nell’illusione delle apparenze, del potere temporale e del dio denaro

  10. Non mi fido della gente che spesso non si fida, troppi sono i suoi scheletri negli armadi! preferisco Conosci te stesso… 😀

  11. fidarsi non crea male, se si è pronti a ricevere qualsiasi cosa, importa solo il nostro comportamento, non si cresce prestando attenzione alle ferite che possono giungere da terzi! Io sono ciò che la mia piccola conoscenza è, per nulla al mondo mi cambierei, anche perché sarebbe impossibile…NON fare del bene se non ti aspetti l’ingratitudine, certo si soffre, ma il nostro essere è, poiché v’è quel minimo di Coscienza a cui non ci si può sottrarre! …………

  12. io non mi devo fidare, devo essere!

  13. fidarsi sapendo, sempre che non per gli altri, ma per la propria natura ci si concede, cosi pur quando si resta feriti, si sa cosa è che ferisce, magari riuscendo a rimarginare prima il tutto! lo so che è un discorso il mio un po fanta sho.show… meglio può apparire come tale, ma cosi non è! se dovessi mandare a quel paese tutte le volte che non sono stato corrisposto o quanto meno, riconoscenza, che non vuol dire doversi disobbligare, come tanti vivono questi sentimenti! Non mi piace che la gente si senta in obbligo, preferisco non ricevere nulla da questi! il donarsi di cuore ha fondamenta molto diverse da queste! Allora, mi sono sempre chiesto, nei momenti di sofferenza: perché non cambi, non ti fai più scaltro, etc.ecc…! Bene quella risposta, che mi giungeva altro non era che la coscienza volgarmente chiamata, era ed è ciò che sento, che sento nel Profondo! allora accettando gòli altri, non vuol dire essere fessi, ma Capire… accettare! oH, M’incazzo pure eh!, non è che non mi sappia INCAZZARE, ma la natura alla fine è quella… BUONA NOTTE! 😀 😉

  14. a me il topolino o la topolina della favola mi ricorda così di sfuggita, una certa Valeria…
    che ne pensate?
    un saluto a tutto il blog!!!
    anche alle MAPpe : D

  15. …….Sì ……sì…….fidati pure!!!!

  16. cara Melusina ti dirò napoletanamente, che a me se non mi dicono le cose belle chiare e in faccia non capisco un tubero fritto, a volte mi ci sono voluti belle mezze giornate per capire i rebus di Valeria, e dire che ho una madre che ogni tanto mi chiama e mi chiede di risolverle un pezzo di parole crociate e dovrei essermi abituata ma continuo e il caldo peggiora le cose a non capire una beata mazza…
    Ho molto affetto per Valeria, però Dio mio…chissà se sul serio incontrandoci nel non virtuale ci troveremmo invece simpatiche ed è tutto un problema di virtualità…non succederà mai però me lo chiedo.
    Che difficoltà ci sono a farsi capire!!!Quanti malintesi e come ci rimango sempre dannatamente male.BAci ad entrambe.

  17. era solo un modo affettuoso di salutarti, ti chiamo così perchè in un post per gioco ti ho chiam così, mi sei molto simpatica!!!
    : )

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