Con ogni uomo

Con ogni uomo

viene al mondo

qualcosa di nuovo

che non è mai esistito,

qualcosa di primo e unico.

In ognuno c’è qualcosa di prezioso

che non c’è in nessun altro.

Martin Buber

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5 Risposte

  1. caro professore, grazie anche per questo suo quotidiano contributo alla costruzione di una sana autostima. Cari saluti, francesco

  2. Caro Francesco, ti ringrazio per la tua stima. Un abbraccio

  3. Se non viene Amore a toccare la nostra spalla, ci affanniamo ad assomigliare sempre più a chi vorremmo essere o a chi gli altri vorrebbero che fossimo. Non trovandoci in noi, cambiamo ruolo e pelle con molta velocità.
    E’ fondamentale per l’essere umano ” l’Imprinting” e l’abbraccio della madre, per capire di essere al mondo. Scoprirà di essere speciale e unico se e quando incontrerà l’Amore che esalterà i suoi tesori nascosti… “Là ci sei tutto intero, in nessun’altra occasione ti senti altrettanto sopraffatto dall’importanza del tuo essere e del tuo destino …” (Hillman)

  4. Allora Almitra chiese: Parlaci dell’Amore…

    Egli sollevò la testa e guardò intensamente il popolo,
    e su ognuno di essi si posò una grande quiete… :

    L’amore è quanto di meraviglioso si vivifica dentro ciò che semplicemente la vita esprime
    e voi, attraverso la ragione che si rende visibile col sentimento,
    qualunque sia la ragione che vi spinge ad accudirlo.

    La sua mano può afferrarvi con un fremito felice:
    dunque è impaziente d’aprire la porta dov’è imprigionato.

    Se l’amore vi chiama …andate.
    Seguitelo, affinchè possano le sue braccia cingervi,
    e voi nell’affidare senza esitare l’anima.
    Vi condurrà per strade ardue e scoscese.
    Oppure sarà pronto a nascondere, tra morbide piume, un pugnale pronto a ferirvi.
    E al saggio appello del cuore gustatene il piacere della sua voce.

    L’amore può dissolvere i vostri sogni così come il vento del nord sconvolge il giardino.
    Giacché l’amore incorona e crocifigge.
    E come fa fiorire così è pronto a recidervi.
    Oppure può farvi salire alle vostre sommità
    per accarezzare i rami più teneri che fremono al sole.
    O farvi scendere alle vostre radici e scuoterle fin dove si avvinghiano alla terra.
    Può accogliervi come spighe nel covone e battervi fino a denudarvi.
    Potrà frantumarvi fino a liberarvi dalle spoglie e per fare di voi bianca farina.
    Vi impasterà fino a quando non sarete morbidi.
    E vi affiderà alla sua sacra fiamma affinché
    diventiate il pane che si mangia sulla sacra mensa di Dio.

    Tutto questo può compiere per voi l’amore,
    affinché sarete degni dei segreti del vostro cuore,
    e in questo farvi frammento del cuore della Vita.

    Ma se per paura cercherete nell’amore
    unicamente la pace e il piacere allora
    sarà meglio che copriate la vostra nudità e uscite dalla sua soglia.

    Nel mondo senza stagioni si può ridere, ma non tutto il vostro riso,
    e piangere, ma non tutte le vostre lacrime.

    L’amore nulla dà fuorché se stesso e non attinge che da se stesso.
    L’amore non possiede né vorrebbe essere posseduto.
    Solo l’amore basta all’amore.

    E quando amate non dovreste dire: «Ho Dio nel cuore»,
    ma piuttosto, «Io sono nel cuore di Dio ».

    Non cercate di guidare l’amore, se vi ritiene degni, sarà lui a guidarvi.
    Null’altro desiderio ha l’amore se non di appagare se stesso.
    Ma se amate e, inevitabilmente bruciate, siano i vostri questi desideri:
    Diventare acqua per sgorgare come
    un melodioso ruscello e cantare il suo gorgheggiare alla notte.

    Saper comprendere la pena che dona la troppa tenerezza.
    Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d’amore.
    E sanguinare arrendevoli e gioiosi.

    Destarsi all’alba con il cuore pieno di ali e rendere grazie per un altro giorno d’amore.
    Riposare nell’ora del meriggio e meditare sul rapimento che dà.
    E pieni di gratitudine, rincasare la sera.
    E addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato
    e un canto di lode sulle labbra.

    K. Gibran

  5. “miserere mei domine quia pauper sum sed unicus”. da un salmo latino.

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