Mnemosine

Inviato da Maria Allo.

Mnemosine
Lascio l’ ombra dell’anima

screziata a fuoco dal vulcano

scolorita forse polvere a singhiozzo

Lascio coi miei libri preferiti

le pagine che odorano di sale

I versi senza timbro di respiro

svelano sogni a prova di maestrale

Lascio solo gocce di rugiada

che in Primavera ho carpito al prato

Non conosco altre stagioni

alla mia vita non un cielo

ad orizzonti dilatati

Mi sento nelle vene già il presentimento

e il rendiconto di un labile tramonto

Lascio il mio volto cadavere nella stiva

disteso in sogni lunghi non visto ma perduto

strano esiliato tra la gente

La strada si biforca a questo punto

andrò in cerca di quello ch’ è perduto

M.Allo

11 Risposte

  1. Carissima Maria ….vulcanica Maria…
    a volte la’anima è così immediata è così presente e così vivace che non ci accorgiamo di quanto sia dentro e fuori di noi…
    lasciamo un pò di polvere screziata dal corpo in luoghi che a volte neanche ricordiamo. nè ricordiamo il sentimento, l’emozione che facevano parte di quegli istanti, attimi di tutta la vita.
    perciò, penso, e divago, che si invecchia (non nel senso negativo, ma quando i capelli diventano argento…) prima quando si resta sempre nello stesso luogo… perchè ”la polvere screziata” si accumula nello spazio che circonda i nostri passi più consueti..e maturiamo presto…. diveniamo più coscenti e consapevoli, ci riconosciamo e siamo più sicuri di noi…. però…………… doniamo soltanto a noi stessi, così.

  2. caro prof
    alle poesie di Maria Allo non ci sono commenti è l’erde di una grande poetessa Milanese
    il viandante

  3. Cara Maria…sei davvero bravissima…tocchi smepre il cuore di chi legge!
    Complimenti..baci

  4. Caro Viandante, lo ripeto, è una grande poetessa. Baci

  5. …ieri sera, mentre leggevo questo passo, ho compreso alcune cose….
    sono fiera dei miei pianti….

    “Le lacrime… che egli [Jean – Loup Charvet] considerava le parole del silenzio,
    la calligrafia delle emozioni, la rugiada dell’essere, la preghiera muta emessa dagli occhi, che parte dal cuore e raggiunge il cuore. Le lacrime come parole incarnate, anzi liquefatte; studiava il pianto come la fenomenologia del canto dei corpi che non hanno voce. (…)
    Le lacrime sono di Cristo come il riso è degli Dei; e noi umani abbiamo bisogno d’ambedue per sentirci vivi e non solo vegeti. Sono le lacrime e il riso che dicono la nostra umanità.
    Le lacrime sono la verità alla stato bambino, la nudità dell’anima che si offre inerme alla vita. Si può resistere alla forza ma non alla debolezza, allo spettacolo di una persona, magari adulta, che cede nel suo punto più delicato e vero, gli occhi, all’assalto delle lacrime; si può resistere perfino alle armi, ma non alle disarmanti lacrime: un uomo che piange è una persona che grida le sue gesta, che confessa suo malgrado di non farcela, che invoca soccorso e perde il suo ultimo pudore; è sguarnito, vulnerabile e perciò sacro come una vittima. Ancora più irresistibili sono le lacrime che vogliono nascondersi, che non vogliono comunicare e tanto meno commuovere, ma vorrebbero restare invisibile e invece, fluendo, tradiscono colui che si lascia invadere e lo denudano nella sua più intima fragilità. (…) Con le lacrime si spezza la voce, s’interrompe il discorso e l’artificio, si liquefanno le ostilità….
    Il pianto è la feritoia da cui si affaccia il destino e insieme è la resa al fato…”

    Marcello Veneziani da “Amor fati”.

  6. Ho sempre pensato che nulla si perde, tutto si trasforma. Anche quel riflesso di Sè nel Sè. Dipende dalla qualità dell’Amore con cui quel bambino è nutrito. Una goccia di rugiada è un’eredità che ha un valore inestimabile, avere una goccia di rugiada è una responsabilità che va sostenuta con Amore, come avere uina goccia di rugiada da tramandare…
    Un abbraccio

  7. caro prof
    dobbiamo sostenere e tutelare questo patrimonio,anche se la poesia si difende da sola ma visto i tempi una corazza non fa male
    il viandante

  8. Nonostante l’ombra di questa poesia evochi la morte, a me fa venire in mente la vita.

    COSI’ BREVE
    Juan Ramon Jimenez

    “Così breve é il nostro
    Cammino in questo sogno.
    Il mondo di una rosa.
    Ma noi lo rendiamo
    Immenso
    Con soste di lunghi dolci baci
    Sulle foglie aperte.”
    (XV sec.a.C.)
    ———————————————————————–
    L’universo ci aiuta sempre a lottare per i nostri sogni,
    per quanto sciocchi possano sembrare.
    Perché sono i nostri, e soltanto noi sappiamo
    quanto ci costa sognarli.

    Paulo Coelho

  9. Caro viandante, purtroppo a volte è necessario proteggere il cuore. Ma lo scopo finale è un cuore nuovo. Baci

  10. Grande prof, carissimi amici e amiche ,
    grazie di cuore per le vs interessanti considerazioni .Sono commossa….
    Forse ,dico forse ,dovremmo usare la memoria per affrontare le contraddizioni nella nostra esistenza, “il sogno di un’esistenza risolta,di un’armonia fra natura e cultura, di un’umanità felicemente conciliata con se stessa “ dice Ibsen .
    Un sogno impossibile , che la realtà di tutti i giorni smentisce , ma che pure tutti perseguiamo tenacemente perchè l’uomo ha dentro di sè l’aspirazione alla felicità, alla sintesi fra anima e corpo, fra istinto e ragione , fra realtà e ideale…..baci baci

  11. nulla al mondo c’è che non possono i versi
    la poesia è “riuscita” se ci dà piacere di leggerla ,in ogni sua parte,le liriche non ci lasciano mai soli perchè sono il frutto del pensiero del cuore e ci rendono più umani…. grazie Maria
    il viandante

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