Misteri nell’anima

Ci sono misteri nell’anima che nessuna ipotesi può scoprire, né nessuna intuizione può rivelare.

Kahlil Gibran

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15 Risposte

  1. esatto.. e per quanto possiamo tentare di consolare qualcuno il suono dei nostri discorsi lo infastidirà, tutta teoria psicanalitica che distrugge e fa a pezzi le persone e non le aiuta…, come spiegare al seme come deve crescere o alla pioggia come cadere proprio assurdo come dire ad un amico disperato “sai ho sempre pensato che tu”…mischiando le proprie esperienze con le sue i tuoi difetti vederli su di lui o su di lei invece che riconoscerli tuoi..meglio sì molto meglio il silenzio ed un abbraccio che tutte le chiacchiere del mondo sopratutto se stai parlando di te solo di te, e neanche ti accorgi che ciò che vedi negli altri non sono gli altri ma sono le tue esperienze e così artatamente questi pseudo consolatori si prendono la scusa di distruggerti per sentirsi meglio…per essere devono renderti oggetti della loro mente

  2. quindi cosa fare? purtroppo capita spesso e non c’è niente da fare che da consolati passare a consolatori..

  3. L’amore, appunto…”L’amore è metafora della filosofia perchè l’uomo non possiede il sapere, ma si sforza per ottenerlo; può riuscire ad avvicinarvisi, ma non si tratta comunque di una conquista definitiva: il pieno sapere è irraggiungibile”. (Platone)
    Appunto, l’amore…

  4. E non capendo mi trastullo…

    “Conoscenza dell’amore”

    Esistono studi ponderosi che assorbon del tutto la mente
    dei loro cultori – che sono infecondi sgobboni:
    ma chi li ha visti, i frutti di tante pesanti fatiche?
    L’amore invece, che occhi di donna han dapprima ispirato,
    non vive di se stesso, murato nel nostro cervello,
    ma nobile e fluido, al pari di ogni altro elemento vitale,
    invade, rapido come il pensiero, le facoltà umane,
    e di ciascuna raddoppia la forza e il vigore,
    mentre trascende ed esalta la loro funzione.
    L’amore fa dono a chi ama di un occhio sì acuto
    che un occhio d’aquila n’è abbacinato, se prova a fissarlo.
    […] E quando è l’Amore a parlare, gli Dei gli rispondono in coro,
    e tutto il cielo s’inebria a cotanta armonia.
    Nessun poeta osa mai metter mano alla penna,
    senza aver prima stemperato l’inchiostro in lacrime d’amore.
    Solo così conquista il poeta le orecchie dei barbari,
    solo così riesce a ammansire un crudele tiranno.
    Questa teoria io l’attingo dagli occhi delle donne:
    son essi a custodire, da sempre, il fuoco di Prometeo.
    Son essi i libri, le arti, le scienze di un’accademia
    che spiega, comprende e alimenta ogni umana realtà.
    Senza di essi, nessuno avrà mai creato qualcosa di eterno.
    William Shakespeare, Pene d’amor perdute,

  5. “Farò della mia anima uno scrigno
    per la tua anima,
    del mio cuore una dimora
    per la tua bellezza,
    del mio petto un sepolcro
    per le tue pene.
    Ti amerò come le praterie amano la primavera,
    e vivrò in te la vita di un fiore
    sotto i raggi del sole.
    Canterò il tuo nome come la valle
    canta l’eco delle campane;
    ascolterò il linguaggio della tua anima
    come la spiaggia ascolta
    la storia delle onde”.

    (Khalil Gibran)

  6. Credo che gli amici siano angeli silenziosi
    che ci aiutano a rimetterci in piedi
    quando le nostre ali non si ricordano più
    come si fa a volare”

    Anonimo

  7. Per Val:
    ….ho aperto a caso un vecchio libro e….

    Amicizia

    Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
    che, perduti nel tempo, c’incontrammo,
    alla nostra incresciosa intimità.
    Ci siamo sempre lasciati
    senza salutarci,
    con pentimenti e scuse da lontano.
    Ci siam riaspettati al passo,
    bestie caure,
    cacciatori affinati,
    a sostenere faticosamente
    la nostra parte di estranei.
    Ritrosie disperanti,
    pause vertiginose e insormontabili,
    dicevan, nelle nostre confidenze,
    il contatto evitato e il vano incanto.
    Qualcosa ci è sempre rimasto,
    amaro vanto,
    di non aver ceduto ai nostri abbandoni,
    qualcosa ci è sempre mancato.

    Vincenzo Cardarelli

  8. …L’amore è il grande dei Misteri….

  9. …L’amore è il più grande dei misteri.

  10. Tu invece oltre ad essere
    un mistero, un sentimento,
    e un archetipo,
    che si potranno svelare

    solo con la tenerezza e
    l’ amore,
    sei un fiore,
    che amo tanto

    Ogni giorno che leggo
    il tuo nome, su questo
    castello di anime,
    risorgo dal mio
    buio e la mia morte diventa
    vita e luce.

    Grazie Bea !

  11. Crao Luigi,
    stavolta mi hai commosso al punto di piangere! Grazie per questi versi che mi hai dedicato….sei davvero una grande persona e quando vuoi bene a qualcuno il tuo snetiemnto è vero…vero come poche persone riescono a provare ed esternare!
    Ti voglio bene, caro Luigi…..davvero!”

  12. XLIV sonetto

    Saprai che non t’amo e che t’amo
    perché la vita è in due maniere,
    la parola è un’ala del silenzio,
    il fuoco ha una metà di freddo.

    Io t’amo per cominciare ad amarti,
    per ricominciare l’infinito,
    per non cessare d’amarti mai:
    per questo non t’amo ancora.

    T’amo e non t’amo come se avessi
    nelle mie mani le chiavi della gioia
    e un incerto destino sventurato.

    Il mio amore ha due vite per amarti.
    Per questo t’amo quando non t’amo
    e per questo t’amo quando t’amo.

    tratta da “Cento sonetti d’amore”
    Neruda

  13. Lo splendore dell’amicizia
    non è la mano tesa
    né il sorriso gentile
    né la gioia della compagnia:
    è l’ispirazione spirituale
    quando scopriamo
    che qualcuno crede in noi
    ed è disposto a fidarsi di noi.

    R.W.Emerson

  14. Buonanotte Beaaaaa, grazie per ciò che hai scritto.

    Un bacio.

  15. Sonetto XIII

    La luce che dai tuoi piedi sale alla tua capigliatura,
    la turgidezza che avvolge la tua forma delicata,
    non è di madreperla marina, mai d’argento freddo:
    sei di pane, di pane amato dal fuoco.

    La farina innalzò con te il suo granaio
    e crebbe incrementata dall’età felice,
    quando i cereali duplicarono il tuo petto
    il mio amore era il carbone che lavorava nella terra.

    Oh, pane la tua fronte, pane le tue gambe, pane la tua bocca,
    pane che divoro e nasce con luce ogni mattina,
    beneamata, bandiera delle panetterie,

    il fuoco ti diede una lezione di sangue,
    dalla farina apprendesti a esser sacra,
    e dal pane l’idioma e l’aroma.

    Neruda
    ( 🙂 A tutte le donne di buon gusto!)

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