L’educazione sessuale

Quando la Chiesa si libererà dall’ossessione sessuale avrà più tempo per parlare di Dio e più capacità di persuadere che Dio è amore. Non nell’accezione protettiva e consolatoria secondo la quale Dio ama gli uomini che ha creato e redento, ma nel senso che senza uno sprazzo di trascendenza, di cui Dio è la metafora, la sessualità perde la sua densità, la sua forza, il suo senso, la sua potenza. Questo bisogna insegnare ai giovani. E in questo deve consistere l’educazione sessuale affinché i ragazzi non si limitino alla pura meccanica dei corpi, ma sappiano al di là del possesso, e della loro appropriazione, leggere l’accadere di un mondo quale appare guardato con gli occhi dell’eros.

Umberto Galimberti

12 Risposte

  1. In questa domenica velata il mio pensiero va a Lamberto, ai suoi cari, ai fans tutti…

    FORZA LAMBERTO! NON SEI SOLO IN QUESTA BATTAGLIA!

  2. quanto mi piace leggere (e/o ascoltare) questo uomo!!! …

    Buona domenica!

  3. Nello stesso articolo di Galimberti cita:
    Cantico dei Cantici (7, 12-13): “Vieni mio diletto, usciamo alla campagna, pernottiamo nei villaggi: di buon mattino andremo nei vigneti, vedremo se gemma la vite, se sbocciano i fiori, se fioriscono i melagrani, là ti darò i miei amori”.
    —————————-
    Lì troveremo R.z?? nel vigneto?? o sta sul balcone??Sopra il vigneto a dir come far l’amor? 😀 Dirige le pecorelle? Ehi tu, mettiti così ecco.

    Di ciò che dico sempre “che nessuno può sapere cosa pensa Dio” aggiungo “Nessuno scriva manuali d’amore se non in poesia, la poesia può tutto, la manualistica tuttalpiù serve a fare volare gli aerei (e neanche sempre bene) ma non a far volare i cuori figuriamoci i Razzi”

  4. Una cosa è la Chiesa, altro è la Bibbia, altro ancora è lo Spirito. Nondimeno, i tre possono farsi uno. Si legga il Cantico dei Cantici: lì l’eros si fa ethos, epos, sensualità tangibile e tantrica, oltre Tantalo (il frutto non si allontana, anzi…) e prima di Sisifo (la fatica è leggera…).
    Solo alcuni (s)tralci: “Qual è un melo tra gli alberi del bosco, tal è l’amico mio fra i giovani. Io desidero sedermi alla sua ombra, il suo frutto è dolce al mio palato…” Continuiamo con il magical mystery sentimental tour: “Vieni, amico mio, usciamo ai campi, passiamo la notte ai villaggi! Fin dal mattino andremo nelle vigne; vedremo se la vite ha sbocciato, se il suo fiore si apre, se i melagrani fioriscono. Là ti darò le mie carezze.”
    E non è tutto: “L’amico mio ha passato la mano per la finestra, il mio amore si è agitato per lui. Mi sono alzata per aprire al mio amico, e le mie mani hanno stillato mirra, le mie dita mirra liquida, sulle maniglie della serratura.” E che dire di: “Sorgi, vento del nord, e vieni, vento del sud! Soffiate sul mio giardino, perché se ne spandano gli aromi! Venga l’amico mio nel giardino e ne mangi i frutti deliziosi!”
    Eros allo stato puro. E non convenzionale (non solo la posizione ‘missionaria’…). È la Bibbia, non è Emmanuelle o Alina Reyes!

  5. Da “Memorie di Adriano” di M. Yourcenar

    “L’amore, non altrimenti della danza delle Menadi e del delirante furore dei Coribandi, ci trascina in un universo insolito, ove in altri momenti è vietato avventurarci, e dove cessiamo di orientarci non appena l’ardore si spegne e il piacere si placa.
    Avvinto al corpo amato come un crocifisso alla sua croce, ho appreso sulla vita segreti che ormai si dileguano nei ricordi, per opera di quella stessa legge che impone al convalescente guarito di dimenticare le verità misteriose del suo male; al prigioniero, una volta libero, di obliare la tortura, e al trionfatore la gloria, quando l’ebbrezza del trionfo è svanita. […]

    …” A volte, ho sognato di elaborare un sistema di conoscenza umana basato sull’erotica: una teoria del contatto, nella quale il mistero e dignità altrui consisterebbero appunto nell’offrire al nostro io questo punto di riferimento d’un mondo diverso. In questa filosofia, la voluttà rappresenterebbe una forma più completa, ma anche più caratterizzata dei contatti con l’Altro, una tecnica in più messa al servizio della conoscenza del non Io.
    Anche nei rapporti più alieni dai sensi, l’emozione sorge o si attua proprio nel contatto: la mano ripugnante di quella vecchia che mi sottopone una supplica, la fronte madida nei suoi ultimi istanti, la piaga detersa di un ferito, …[…] Con la maggior parte degli esseri umani, i più lievi, i più superficiali di questi contatti bastano , o persino superano l’attesa; ma se essi si ripetono, si moltiplicano attorno a un unico essere sino ad avvolgerlo interamente; se ogni particella d’un corpo umano si impregna per noi di tanti significati conturbanti quante sono le fattezze del suo volto; se un essere solo, anzichè ispirarci tutt’al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco verificarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest’ultima. […]

  6. Caro Gabriele,
    vorrei fare dono ad una persona cara – ama leggere e che condivide le nostre medesime passioni – di un libro di Giuliano Kremmerz…..
    dall’esperto che sei in materia, cosa mi consiglieresti di acquistare?
    Grazie per l’aiuto….
    un grande abbraccio!!

  7. Preghiamo…

  8. Cara, ti consiglio di regalarle “La scienza dei Magi”, volume primo, edizioni Mediterranee. Baci

  9. Caro Prof.,
    grazie infinite per l’aiuto….
    Appena ho letto la tua risposta ho chiamato la libreria e…ne avevano una copia disponibile!!!
    Un abbraccio, Bea

  10. Un abbraccio anche a te. Baci baci

  11. Davvero un bel blog che ogni tanto sono passato a trovare…

    Proprio dall’eros possiamo ripartire, come stimolo e forza di cambiamento! Ne parlo su Vongole & Merluzzi delle cose che non capisco…della necessità di un cambiamento…

    Spero avrai modo e tempo di ricambiare la visita 😉

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/17/kose-che-non-kapisko/

  12. L’Eros può indirizzarci, ma anche divorarci. Comunque, sempre Amore è. Ricambierò volentieri la visita. Baci

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